user33434
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 9:42
Mirko forse hai messo troppa carne a cuocere, è vero che esistono dei comuni denominatori tra tutte queste discussioni che hai linkato ma forse si rende necessario trovarne uno solo. Scegliamo quale bistecca cucinare |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 9:52
Mauro il mio intento era più di allargare, a chi sia interessato, del materiale "autoctono" da leggere (o rileggere) per riflessioni, spunti, curiosità, etc, anche senza necessariamente scrivere qualcosa. Materiale che seppur già presente nel portale può essere utile raccogliere in qualcosa di omogeneo Tanto ritorneranno... |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 9:59
e' una buona iniziativa "organizzare" le discussioni raccogliendole. Forse bisognerebbe anche farne un sunto.. o in qualche modo "pelarle" dagli OT |
user33434
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 10:12
Ok allora seguo con interesse e aspetto che ritornino . Nel frattempo ho trovato molto stimolante l'articolo di Smargiassi soprattutto in questo passaggio: “ Dunque è legittimo il desiderio di postare una foto ultracolorata, o ultrasmorzata, o ultradefinita, per ricevere in cambio un gruzzolo di like e commenti del tipo “ma che beeeeella!”. Son soddisfazioni, e chi sono io per negare una soddisfazione a chiunque? Mi interessa di più capire perché, e come, di queste soddisfazioni qualcuno senta tanto bisogno. Quale ideologia della fotografia sia nascosta dietro queste scelte. Che tipo di fotografo definiscono. Qualche idea me la sono fatta. Scriveva Karl Kraus che «il kitsch assolve una missione di gratificazione sociale che all'arte resta negata». Il facile feedback che procura una fotografia portata all'eccesso, alla ridondanza estetica, all'artificiosità, è una gratificazione sociale importante, e la gratificazione è spesso il vero fine del fare fotografia, per quella classe di fotografi che un tempo si chiamavano “dilettanti”, prima che fossimo tutti fotografi e la distinzione perdesse di necessità. „ |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 10:28
@Mauro, io sono ancora al primo topic, e ti perdono per avermi svelato l'assassino. Naturalmente mi riservo di leggere approfonditamente il topic in cui e' presenta la frase di Kraus, ma mi sento di aggiungere al momento, da dilettante, una domanda: "Per i fotografi non dilettanti, la gratificazione non e' il vero fine?". Ora vado a terminare il primo topic, quello sulla cutura, che temo mi tocchera' anche rileggere |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 10:32
Ma io penso che spesso la pubblicazione di foto wow sia funzionale alla promozione di qualcosa di anche molto diverso. Ossia il fotografo in grado di effettuare scatti wow, li fa e li pubblica per ottenere visibilita' in determinati settori o ambienti. Non e' detto che sia Vera Fotografia. Semplicemente e' fotografia che risponde a determinati requisiti. Se devi propagare una immagine su un social, indubbiamente funziona meglio il cucciolo peloso e stucchevole (o il tramonto pompato e con didascalia rigorosamente mielosa) di una foto "impegnata" Non credete? |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 10:40
“ Se devi propagare una immagine su un social, indubbiamente funziona meglio il cucciolo peloso e stucchevole (o il tramonto pompato e con didascalia rigorosamente mielosa) di una foto "impegnata" Non credete? „ Penso di si. Personalmente mi venne a noia abbastanza presto questa cosa però. Mi domando se avere sempre tanti mi piace ed una sfilza di bella e similari annoia solo me. All'inizio puoi anche esserne contento, ma poi quando ti rendi conto che altre cose che ritieni meno "belle" hanno gli stessi risultati dovresti (io me lo sono poste almeno) farti qualche domanda. Sono le risposte che ciascuno di noi da che sono diverse... Però almeno la consapevolezza che perpretare a cercare il wow possa essere soggetto ad una certa critica non dovrebbe svegliare sentimenti di rancore nei confronti della parte avversa. Sveglia solamente dal sogno, e comprendo che la mattina la sveglia in pochi la gradiscono... |
user33434
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 10:48
Enzillo mi dispiace per lo spoiler Mirko non lo sapevo ma se quell'articolo ha smosso le acque e ha messo in crisi qualcuno mi fa pensare che forse ha toccato un nervo scoperto. "La fotografia è divertente ed appassiona senza colore o parte e senza il bisogno di dargli una spiegazione". Lo credo anche io ma siamo così sicuri che le motivazioni dei dilettanti o amatori siano così pure e sganciate da meccanismi di rinforzo social? Foto - Like - più Foto - più Like... e Skinner se mai ce ne fosse stata necessità trova l'ennesima conferma sperimentale. |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 10:58
Chiaro che non lo sia, io credo che il meccanismo a cui un po' tutti siamo assoggettati è che ci fanno piacere gli apprezzamenti e se sono tanti iniziamo a pensarci in modo diverso, a dirci be sono bravo, poi arriva qualcuno e ti dice che fai foto banali e a quel punto ci si risente perché lo si vede come un attacco |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 11:15
In effetti nella domanda "perché?" è di fatto già implicito tutto. Ovvero: quello che faccio è legittimo, logico, naturale oppure no in base a quanto è connesso ai miei perché. E in questo senso è lecito tutto, dai gattini al massimo del concettuale. Dalla banalità assoluta alla ricerca più spinta. Io credo che la spaccatura, il punto in cui nascono le inkazzature varie, è laddove i perché cozzano con quel che poi si produce nei fatti. Due esempi pratici di quello che voglio dire: - se fotografo davvero per me, se adoro vedere le foto del mio gatto perché mi dà piacere, la cosa più lecita del mondo è fare quello. Non mi apprezzeranno i critici, ma il mio "perchè" non prevede che questo debba accadere. - il mio "perchè" è fare fotografia con un qualche valore in più, tentando di elevare la mia comunicazione e la mia tecnica. E magari ottenere risultati che possano essere apprezzabili anche da altri che non siano necessariamente parenti. In questo caso ci sta che, se produco un certo tipo di banalità, senza una minima "anima" mia, ho mancato l'obiettivo. E una certa critica diventa parte del gioco. Il problema è spesso quindi molto semplice: il "perché" è il secondo (nelle intenzioni), ma i risultati sono quelli della prima categoria. Non a caso uno Smargiassi non se la prende con le ragazzine che si fanno i self su FB (che sono legittimissime), ma col fotoamatore evoluto che, sbattendo lì luci e ombre estreme, pensa di essere un grande creativo (che secondo lui è kitsch). Probabilmente il vero tema è essere onesti con sé stessi e capire cosa facciamo davvero e con quale scopo. Sinceramente io trovo sempre implausibile che si possa dire "io fotografo per me" e poi firmare le foto con la dicitura "photographer". Nessuna delle due cose è cattiva o a priori falsa. Ma messe insieme non sono credibili |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 13:18
Francesco ti provoco? Potrebbe essere utile aggiungere la domanda, a "perchè fotografare?", "perchè ti piace la fotografia?" (non so se esiste già un topic ). Un aspetto che viene trascurato, e che invece ha molta rilevanza, è il fatto che spesso nel mondo amatoriale (in senso lato tutto) si trascura che si è contemporaneamente sia fruitori che "autori" . La percentuale dell'uno rispetto all'altro è variabile, e la diversità della risposta alle due domande si riflette ed ha connessioni nelle scelte che si fanno. E spesso con confusione dei due diversi aspetti. |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 13:21
Ho finito di leggere il topic sulla cultura, sperando di capire se la stessa sia utile o meno, ma non l'ho capito. La domanda era in realta' abbastanza semplice, e chiedeva di portare esempi pratici sui modi in cui un nostro scatto fosse diretta conseguenza di uno stimolo culturale. Qualche utente ha risposto alla domanda, ma le 15 pagine del 3d hanno inesorabilmente deviato su: definizione di "cultura", danni da cultura, Arte e arte, decadenza della societa' etc etc. Per non cadere nello stesso "peccato" denunciato, mi limitero' a dire che, in quanto avido fruitore di una cultura "minore", i fumetti, cerco di inserire nei miei scatti, le suggestioni che alcuni maestri di questo media mi hanno trasmesso. Ora passo al 3d successivo. |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 13:58
“ Francesco ti provoco? MrGreen Potrebbe essere utile aggiungere la domanda, a "perchè fotografare?", "perchè ti piace la fotografia?" (non so se esiste già un topic MrGreen). „ “ E spesso con confusione dei due diversi aspetti. „ Caro Mirko, mi provochi, ma non mi trovi impreparato! Proprio su questo, ovvero sul senso del "amare la fotografia" (cosa più predicata che praticata) avevo scritto una cosetta. Che distingue anche il rapporto con la fotografia "altra" dalla personale pratica quotidiana (per me). Siccome sarebbe lungo da ripetersi, se ne hai voglia e non hai un tubo da fare, lo trovi qui: www.francescomerenda.com/amare-la-fotografia/ |
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inviato il 18 Ottobre 2019 ore 14:05
Caro Francesco, non sei te ad essere impreparato, sono io ad essere rincoglionito. Devo averti già provocato e devi avermi già risposto, a meno che non sia stato un una vita precedente. Ma ricordo il link... |
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