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inviato il 12 Ottobre 2019 ore 22:26
“ aprire una discussione sul perché non c'è stata una evoluzione. „ Probabilmente per via della Guerra: quella ha cambiato profondamente la società e non ci sono stati più i presupposti per la ricerca del bello estetico; perlomeno in architettura: lì si è cercato il solo profitto economico. |
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inviato il 12 Ottobre 2019 ore 22:42
Dopo la prima guerra c'è stato lo scempio dell'architettura di regime, dopo la seconda la ricostruzione e l'espansione edilizia, una nefandezza stilistica china al lucro a alla praticità. |
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inviato il 13 Ottobre 2019 ore 7:54
L'Uomo col tempo cambia, cambiano anche i gusti e dunque certe forme d'arte vengono considerate meno attrattive col passare del tempo. La prosperazione dell'arte, richiede soldi e quando mancano quelli, l'arte langue: la guerra ed il dopoguerra sono stati anni di miseria in Italia e dunque anche quel tipo di arte, peraltro bellissimo, è morto, e c'è rimasta solo qualche gloria del passato. Sic transeat gloria mundi! Oggi di soldi ce ne sono meno che in passato, e quel costoso tipo di arte non è più realizzato. Io ho vissuto circa tre anni a Praga, stavo proprio a due passi dalla piazza dell'orologio, vivevo all'Hotel Intercontinental, per un certo periodo anche all'hotel Pariz, quest'ultimo tutto in pura Art Decò, il suo bar è una cosa divina, ti fa vivere nel passato colto, bello ed affascinante, ed ha un ottimo ristorante, il Sarah Bernard, proprio davanti, tutto in Art Decò pure quello, bellissimo. Tutto il centro storico della città, lo "stare mesto", inclusa l'elegante via dell'Hotel Itercontinental, la Parizska, sicuramente una delle più eleganti della città, è tutta un trionfo di Art Decò, molti palazzi privati e pubblici sono in Art Decò. Effettivamente, vivere in quel contorno così splendido è molto coinvolgente, ti gusti le passeggiate in modo impagabile, la vita sembra, e sicuramente lo è, molto più bella, ovunque tu guardi intorno vedi bellezza e mai squallore, e questo è molto appagante, si vive in un'atmosfera molto diversa e migliore da quella che trovi in altre città e situazioni, anche i ritmi sono ben diversi, più rilassati e questo anche migliora la vita. Io vivo a Lucca, che è una bella città, e Praga è l'unica città in Europa, e l'ho girata veramente tutta ed a fondo, dove mi sarei potuto trasferire in alternativa a Lucca, ma alla fine ne feci a meno, la moglie non ha voluto, e l'avrei fatto principalmente per vivere in quell'ambiente intriso di Art Decò. Per fare quelle belle cose li oggi ci vogliono troppi soldi rispetto alla disponibilità corrente del pubblico e privato, e non solo in Italia ma anche fuori d'Italia, e non le fanno più. Se per certi aspetti oggi viviamo molto meglio di un tempo, per altri aspetti la situazione si è invece invertita. |
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inviato il 14 Ottobre 2019 ore 7:59
Grazie Alessandro. Ho letto con interesse ed un po' di invidia questa tua esperienza. Mi piace quel senso di passegiare tra il bello che arricchisce l'animo e lo predispone ad amare sempre le cose eleganti e raffinate. Ha ragione Dostoevskij, anche se l'affermazione è più mistica, nel dire che "la bellezza salverà il mondo". Io intendo che la bellezza ha questa capacità di ingentilire l'animo e sicuramente queste due arti, nella loro prospettiva, hanno ed ancora riescono a creare un atmosfera signorile. Dalle mie parti Fiuggi Terme è tutta in Art Decò e Liberty la maggioranza delle foto e Cave, dove abito vi sono molte case restaurate dai singoli proprietari rispettando il vincolo architettonico di mantenere la casa nello stile originale. Mi viene a mente una considerazione: il compito di una Civiltà è quello di ingentilire gli animi e rendere le persone amanti del bello; ovviamente non è solo l'unico dei compito ma a mio avviso quando c'è amore per il bello, per l'ordine delle cose e di ciò che ci circonda inevitabilmente questo contagerà il popolo. Grazie ancora per la tua testimonianza. E. |
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inviato il 14 Ottobre 2019 ore 8:38
Finché la gente sarò disposta a spendere per il bello, per le cose belle, il mondo andrà avanti, migliorerà. Quando questa spinta al bello cesserà, inizierà l'involuzione, il declino sociale. E.....la gente tiene bello e pulito dove trova bello e pulito, e la solita, stessa, identica gente sporca dove trova sporco, siamo fatti così, la mente umana a volte si comporta come un cane che si morde la coda. |
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inviato il 14 Ottobre 2019 ore 8:45
Anch'io ho trovato coinvolgente e interessante l'esperienza di Alessandro, scritta e trasmessa alla perfezione. Il rapporto tra noi umani e l'ambiente è fondamentale, ci cambia l'esperienza di vita, l'architettura in tal senso ha un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni, vivere in una città, paese, natura e paesaggio rurale dotati di armonia propria porta a star meglio e a un miglior qualità del vivere. |
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inviato il 14 Ottobre 2019 ore 9:02
"..vivere in una città, paese, natura e paesaggio rurale dotati di armonia propria porta a star meglio e a un miglior qualità del vivere. " I valori fondamentali dell'Uomo non sono cambiati in migliaia di anni, e questo, verissimo oggi, è sempre stato vero, basta vedere che fecero Egizi, Greci, Romani ed altri come strutture architettoniche. E...….a mio personalissimo avviso, questo, quello che scrivi, va tenuto ben presente nella scelta di dove abitare, perché ti condizionerà tutta la tua vita, quello è il parametro più importante nella scelta della casa, il DOVE, vale più della casa stessa. |
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inviato il 15 Ottobre 2019 ore 12:08
“ il DOVE, vale più della casa stessa „ Verissimo, condivido in pieno, e vale nel senso completo di "ambiente antropizzato" dove va considerato sia l'ambiente naturale che il modo in cui l'uomo lo ha modificato e perché; insomma, la storia cambia nel tempo, ma le sue vestigia continuano ad influenzare la nostra vita. Roma piena di spazzatura è invivibile, ma non riesco ad immaginarmi come sarebbe vivere in mezzo alla stessa spazzatura, ma nella periferia di una città industriale sorta per esigenze puramente utilitaristiche: da spararsi un colpo in testa, presumo. |
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inviato il 15 Ottobre 2019 ore 13:19
“ ma nella periferia di una città industriale sorta per esigenze puramente utilitaristiche: da spararsi un colpo in testa, presumo. „ . . . difatti vivere in un'ambiente alienante induce un livello di stress alto e quest'ultimo provoca deterioramento delle prestazioni mentali e fisiche, depressione, risposte inadeguate ecc. Viceversa vivere in ambienti che mantengono caratteristiche naturali accettabili in rapporto con architetture di pregio favorisce la crescita dell''armonia interiore. Mi ricordo i libri e gli studi di Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia, dell'agricoltura biodinamica e dell'architettura organica vivente. . . .notevoli. |
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inviato il 15 Ottobre 2019 ore 15:20
È vero che vivere in un ambiente dove non regna la bellezza non nasce nemmeno l'idea di signorilità. I sociologi, che amo poco in generale, hanno però ragione quando parlano di "modello di comportamento" che è influenzato dalle passioni e dai desideri di coloro che sono stati male educati ad amare il bello sia interiore che esteriore e che influenzano in tal modo la società a disinteressarsi della bellezza, dell'arte, dell'architettura che apre il cuore. Ho sempre avuto la sensazione che si tenda più ad istruire che ad educare. |
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inviato il 15 Ottobre 2019 ore 18:29
Interessante integrazione alla discussione grazie molte. |
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inviato il 15 Ottobre 2019 ore 18:34
Mackintosh, considerato il maggior esponente dell'Art Nouveau in ambito anglosassone, ma che interpretava in un modo molto particolare, con una personalità immediatamente riconoscibile; forse è proprio questo che ha permesso a parecchi suoi mobili di essere ancora attuali e venduti. |
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inviato il 15 Ottobre 2019 ore 22:38
@ Daniele Ferrari Il M. pur prendendo spunto dal "floreale" manteneva una decorazione dei mobili molto "minimalista" scevra di eccesivi fronzoli che invece caratterizzavano una certa parte degli altri architetti. Per esempio il Bugatti, nelle sue creazioni, con con la fusione tra liberty e stile arabeggiante, era un tantino pesante e poco pratico . Tempo fa sono stato all'università di Glasgow per vedere i suoi acquarelli esposti nella pinacoteca: www.google.com/search?q=Acquerelli+di+Mackintosh&client=firefox-b- Sono esercizi con soggetti floreali per migliorare la conoscenza dei fiori e affinare le capacità grafiche e progettuali. Non eccelleva nella progettazione dei fabbricati che, a parer mio, sono un tantino pesanti. Solo pochi di questi sono veramente innovativi e reintepretano gli stili costruttivi anglosassoni in chiave moderna. All'epoca acquistai questa pubblicazione: www.universityofglasgowshops.com/products/spurge-large-mounted-flower- Diversi architetti dell'epoca furono progettisti "a tutto tondo" cioè progettavano il fabbricato, i decori interni, i serramenti, i pavimenti, i mobili e anche i suppellettili: dalla caffettiera alle posate, dalla tovaglia alla tazzina da caffè (o da tea nel caso del M.). Erano profondi conoscitori degli stili architettonici, del resto discendevano dagli architetti eclettici. Se guardo gli acquarelli di cui ho parlato e poi penso che nel piano degli studi del corso di laurea in architettura è stato tolto il disegno a mano libera mi vien male. Buona parte degli architetti che conosco con età variabile dai 70 anni in giù non sanno elencare gli stili classici e nanche il loro numero (sono cinque), non sanno che differenza passa tra una volta a vela e una volta a padiglione e neppure da quale forma geometrica derivano. Quelli di oggi, una volta superato l'esame di stato, appartengono all'Ordine degli Architetti, Pianificatori e Conservatori ... Conservatori? di Cosa? |
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inviato il 15 Ottobre 2019 ore 22:49
Old_pentax, ottimo intervento. |
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