user117231
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 17:33
Beh..le mie foto hanno esattamente quel sesto senso che da l'impronta folle.. che non tutti percepiscono. Un purista le schifa perché le trova artefatte.. non sapendo che a lui manca l'antenna ricettiva. |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 17:37
Invece a me le tue foto sembrano un po' troppo “normali” (belle però eh!); dovresti osare di più |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 17:52
Eh sì. Amy ha ragione. Belle, vero. Ma ti sei fatto troppo influenzare dai consigli che si leggono sui forum. I "mezzi matti" seguono la loro via, non quella del consenso. Scommetto che hai delle altre foto... |
user117231
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 18:11
Mi perculate ?!  |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 18:51
Io no! |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 18:53
Giammai caro gatto. |
user117231
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 19:07
Io invece si.. a tutti e due insieme !!! |
user117231
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 20:54
Daiii ragazzi, scherzavo, non vi sarete mica offesi davvero ?!!! |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 22:30
Ciao Gatto azzecchi sempre deglia argomenti che tutto sommato sono interessanti anche se un po' ... folli. Lascio al vocabolario la definizione: FOLLIA - Stato di alienazione mentale determinato dall'abbandono di ogni criterio di giudizio; pazzia, demenza. - Follia collettiva , forma epidemica di allucinazione, delirio, fanatismo. estens. - Mancanza di senno o di controllo morale concr. Atto temerario e irragionevole. "sarebbe una f. affrontare la montagna con questo tempo" Fare follie per una cosa, essere disposto a tutto pur di averla. Alla follia , ciecamente, perdutamente. Direi di partire dalle prime tre definizioni. |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 22:43
Il nostro comportamento si definisce "normale" nel momento in cui un soggetto rimane nella media del comportamento delle altre persone. Normalità : media dei comportamenti. Così la definisce la Treccani: normalità s. f. [der. di normale] . – 1. Carattere, condizione di ciò che è o si ritiene normale, cioè regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico, con riferimento sia al modo di vivere, di agire, o allo stato di salute fisica o psichica, di un individuo. E' chiaro che la normalità è una "media" di comportamento. In pratica bisogna vedere dove si sposta il comportamento "medio". Quello che oggi rasenta la "follia" domani potrebbe essere nella media perchè buona parte delle persone si sono spostate verso quel tipo di atteggiamento. Esempio pratico: nell'ottocento le donne avevano un abbigliamento di tipo "vittoriano" cioè austero con gonne lunghissime e camice chiuse fino al collo e con le maniche lunghe. Se una donna si presentava in minigonna con canottierina scollatissima e braccia scoperte sarebbe stata al di fuori della media e considerata folle. Oggi vale esattamente il contrario. Quindi stabilire un comportamento "standard" non è facile. |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 23:03
Circa sei anni fa ho parlato ampiamente dell'argomento con una psicologa specializzata nella scienza della comunicazione che per anni è stata preposta alla selezione del top management di una grande industria automobilistica. I livelli di follia che ovviamente sono dovuti ad uno stato di "disadattamento" del soggetto sono diversi partendo da un livello leggero o superficiale ad uno stato profondo e grave, cronicizzato. Il disadattamento è dovuto fondamentalmente alla incapacità di comunicare. L'incapacità di comunicare legata a due condizioni psichiche: a) demenza b) grado di intelligenza superiore alla media. Il primo, bene o male lo conosciamo tutti. Il secondo può sorprendere: la persona di intelligenza superiore spesso ha questo enorme problema. Infatti ha la capacità di comprendere, conoscere e "vedere" ciò che i "normali" non vedono. Cioè ha il "sesto senso", quello che nello studio del comportamento viene definito come la "apparato di comprensione del mondo" più sviluppato rispetto alla media. (Da non confondere con capacità extrasensoriali: CHIARO?) Conseguentemente l'intelligente tende a parlare di cose che buona parte delle persone non capiscono (non comprendono). Quindi lui ha grosse difficoltà nel rapportarsi con gli altri. Gli altri lo prendono per matto (folle) perchè parla di cose a loro aliene e incomprensibili. Il risultato finale è che il soggetto si sente disadattato ed incapace di avere delle relazioni comunicative con i suoi simili. I suoi simili, quelli che appartendono alla "normalità", lo classificano come folle. |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 23:18
Comunque la follia non centra nulla con l'anima. Per favore non mescolare come al solito: sacro, profano e trascendente ... Quindi rimani con i piedi per terra. Grazie |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 23:29
La follia potrebbe avere delle direzioni, chiamiamole orizzontali, che sfociano in nevrosi o schizofrenia, oppure verticali, follie per l altro che ti osserva, in quanto tu stai solo risvegliando il tuo osservatore addormentato da tanto dal signor ego. Saluti. |
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inviato il 27 Luglio 2019 ore 23:48
Comunque:
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