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inviato il 19 Maggio 2019 ore 22:40
ho usato oli di cbd, ed ora lo stò somministrando a mio suocero 87 anni e mezzo il CBD per contrastare la demenza, con esiti ad oggi positivi (abbiamo appena iniziato).Purtroppo l'ignoranza di una collettività preclusa nei riguardi delle piante sacre, crea ostacoli nel migliorare le condizioni della collettività.Comunque questa preclusione è dettata dalle BIG Pharma che hanno intenzione di appioppare psicofarmaci a tutti sopratutto ai bambini. Se nn erro nel Veneto, la mia regione dal 2018 ci sono 50.000 casi in più di bambini trattati perchè si inventano continuamente patologie... |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 0:08
Ho fumato saltuariamente negli anni '70. Le prime volte non era male, soprattutto ascoltando musica ai concerti rock, ma poi quando si fumava a casa di amici ricordo quasi solo "abbiocco" e ansia, mentre ad altri faceva l'effetto opposto, ovvero euforia. Se dovessi paragonare l'effetto, direi "cannabis" = ballettina leggera e ridanciana tipo un bicchiere in più di champagne, "fumo" = balla pesante e sonnolenta da troppo sangiovese. L'ultima volta è stata quando ho smesso anche le normali sigarette, mi pare fosse il 1979. Conosco però moltissime persone che fumano con moderazione ancora oggi, persone normalissime, tranquille, padri e madri di famiglia o addirittura nonni. Una amica faceva anche le torte :-) Nessuno ha mai avuto il minimo problema. E contemporaneamente conosco tante persone che si fanno di alcool e tabacco, sostanze liberamente vendute e culturalmente accettate. Se va bene stanno male, se va male non ci sono più. Tanti. |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 8:23
Mi sa che regolamentando seriamente la vendita legale e l'utilizzo di qualunque sostanza e inasprendo le pene per vendita illegale e abuso in situazioni pericolose (vedi la guida) già si avrebbe un vistoso "beneficio" in termini sociali |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 8:30
Che andrebbe legalizzata e regolamentata come stanno facendo in molti paesi, non voglio buttarla sulla politica ma certe affermazioni che ho letto sono al limite del ridicolo. “ Mi sa che regolamentando seriamente la vendita legale e l'utilizzo di qualunque sostanza e inasprendo le pene per vendita illegale e abuso in situazioni pericolose (vedi la guida) già si avrebbe un vistoso "beneficio" in termini sociali „ come non quotarti |
user177356
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 9:11
“ Mi sa che regolamentando seriamente la vendita legale e l'utilizzo di qualunque sostanza e inasprendo le pene per vendita illegale e abuso in situazioni pericolose (vedi la guida) già si avrebbe un vistoso "beneficio" in termini sociali „ Visto che la soglia di sensibilità individuale è molto variabile, parlerei di "uso" e non "abuso" in situazioni pericolose. Non solo, le aziende dovrebbero poter licenziare i dipendenti che lavorano sotto l'effetto di sostanze psicotrope, ovviamente potendo procedere a controlli a sorprese (come nel doping, insomma). Di danni gravi se ne possono fare anche manovrando un muletto in un magazzino. Infine, le eventuali terapie mediche che si rendano necessarie per l'abuso di sostanze psicotrope dovrebbero essere finanziate integralmente con un'imposizione fiscale sulla vendita delle stesse. |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 10:43
Per alcune tipologie di aziende già esiste la possibilità del licenziamento; il problema è che spesso si tratta di aziende (come quelle di trasporto, sia private che, ultimamente, anche alcune pubbliche o comunque legate al trasporto pubblico) che tendono a chiudere entrambi gli occhi perché, pur di risparmiare sui contratti, assumerebbero qualunque tipologia di personale inidoneo o comunque abbassano la guardia sugli standard di Legge (e spesso lo fanno, ad esempio, bypassando le certificazioni mediche obbligatorie) |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 11:44
“ Non solo, le aziende dovrebbero poter licenziare i dipendenti che lavorano sotto l'effetto di sostanze psicotrope „ Dipende dal lavoro, io ho lavorato spesso dopo aver fumato una canna ma ho sempre fatto il grafico pubblicitario e seduto su un desktop a inventare pubblicita ho trovato solo aspetti positivi. Ho fumato canne per 15 anni regolarmente fino a quando mi son trasferito in un altro paese dove ci sono diversi costumi. Poi se uno guida o fa altri lavori certo che ci devono essere controlli ma tutto e' relativo |
user177356
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 12:26
A mio avviso, sta al datore di lavoro stabilire l'ammissibilità dell'uso in relazione alle mansioni, dichiarandolo nel contratto di lavoro. Nella mia micro azienda non è ammesso fumare, neanche nelle pause e fuori dai locali. |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 12:27
il datore di lavoro può vietare di fumare nel locale, ma questa è un'altra cosa rispetto quanto detto da Nardustyle. |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 12:32
in realtà sembra che lo può vietare in genere sul luogo di lavoro non solo nel locale: www.laleggepertutti.it/140673_fumo-e-sigarette-sul-luogo-di-lavoro “ che il fumo faccia male, difatti, non è più un dato confutabile. Numerosi sono i rapporti scientifici sui rischi che corrono i non fumatori esposti, a casa o sul luogo di lavoro, anche soltanto per un tempo breve, al fumo passivo. In secondo luogo, è stato evidenziato che il diritto alla salute deve essere considerato come prevalente sulla libertà di fumare. Al fine di garantire la tutela di tale diritto, la migliore soluzione sarebbe quella di rimuovere completamente questo problema e, dunque, di porre il divieto di fumare. Il datore di lavoro, sulla base di quanto previsto dalla legge [2] , ha piena facoltà di vietare ai suoi dipendenti di fumare sigarette sul luogo di lavoro. In questo modo, non solo garantisce la prevenzione dei rischi connessi al fumo, ma evita anche che l'aziende possa subìre un'azione risarcitoria da parte del dipendente, il quale, come te, sia esposto involontariamente e passivamente al fumo dei colleghi. „ |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 12:37
si anche in esterno. è vietabile nelle stazioni ferroviarie anche aperte e nelle strade degli ospedali. |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 12:38
“ Infine, le eventuali terapie mediche che si rendano necessarie per l'abuso di sostanze psicotrope dovrebbero essere finanziate integralmente con un'imposizione fiscale sulla vendita delle stesse „ Su questo punto c'è anche un altro elemento di perplessità: per questioni di diritto (presumo Costituzionale) la nostra Legge non può obbligare a sottoporsi a terapie i soggetti che ne abbiano necessità, devono assolutamente essere consenzienti, ma la vedo dura avere il consenso di un alcolizzato cronico o assuefatto a droghe; per lo più, come effetto dell'assuefazione stessa, gli viene a mancare proprio l'intenzione di uscirne. |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 12:40
alcolista, non alcolizzato. attenzione con le denominazioni, si creano dei mostri drogato vs tossicodipendente alcolizzato vs alcolista un adolescente magari ne gode anche di sentirsi dire drogato o alcolizzato, occorre usare i termini giusti. |
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 12:47
sei passato da una sostanza usata per togliere le dipendenze ad una che la crea. gran cacata. |
user177356
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inviato il 20 Maggio 2019 ore 12:58
@Daniele Non ho capito il tuo commento. Ho solo sostenuto che le spese del sistema sanitario nazionale per curare i danni alla salute derivanti dall'uso delle sostanze psicotrope dovrebbero essere finanziate da tasse applicate sulla vendita (legale) delle stesse sostanze. Non che chi ne fa uso debba essere soggetto a TSO (che comunque esiste ed è legittimo dal punto di vista costituzionale). Non ho idea, ad esempio,quale sia l'introito dello Stato dalla vendita di prodotti da fumo rispetto alle spese per la cura di malattie provocate dal fumo stesso. |
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