“ Siamo più stupidi dei nostri genitori: il nostro quoziente d'intelligenza è sempre più basso
Pubblicato il 12/02/2019 di Staff. di Medicina OnLine
MEDICINA ONLINE Effetto Dunning-Kruger Dunning–Kruger effect Sindrome dell'impostore Impostor syndrome psicologia MENTE AFFARI ESAMI CONOSCENZA ESPERTO CERVELLO PSICHE FIDUCIA IN SE STESSIGli esseri umani stanno diventando mediamente sempre più stupidi: il nostro Quoziente d'Intelligenza (QI) è letteralmente in caduta libera rispetto a quello misurato nei giovani degli anni '70. Dal 1975 ad oggi sono andati persi in media 7 punti per ogni generazione.
Lo studio
Tale calo del QI è stato rilevato da due ricercatori norvegesi del Centro Ragnar Frisch per la Ricerca Economica di Oslo, Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg, che hanno condotto uno studio statistico sui QI di 730 mila giovani uomini, raccolti tra il 1970 e il 2009. Mettendo a confronto i risultati dei test con quelli attuali, risulta chiaro che giovani di oggi sono molto meno intelligenti rispetto a quelli di 40-50 anni fa. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS e confermano i risultati di un'altra ricerca condotta dal professor James Flynn che per primo osservò l'aumento nel valore medio del quoziente intellettivo nella popolazione di alcuni Paesi: Flynn nei suoi studi aveva notato che il QI medio degli adolescenti britannici era sceso di 2 punti in 28 anni.
Le cause
Secondo i ricercatori l'intelligenza è andata ad aumentare fino agli anni '70 grazie al miglioramento di diversi fattori e condizioni di vita, dall'istruzione alla sanità, passando per l'alimentazione e il benessere generale: tutti questi fattori sono andati migliorando nettamente nei Paesi industrializzati, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma cosa è successo dopo gli anni '70? Secondo gli scienziati, i media sviluppati soprattutto dagli '80 in poi avrebbero allontanato i giovani dalla lettura, “intrappolandoli” di fronte allo schermo della televisione, ai videogiochi e – negli ultimi anni – a schermi di tablet e smartphone, che li hanno “invischiati” su internet e social network. Tra gli esperti questo andamento è chiamato “Effetto Flynn”. Come invertire la tendenza? Noi una idea ce la siamo fatta: spegnere tv, posare il cellulare e prendere in mano un buon libro!
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Casca a cece. Proprio ieri ho acquistato in versione kindle "il richiamo della foresta" per 95 centesimi, ne avevo una copia cartacea per casa ad qualche parte ma non la trovavo. En evergreen che mi andava di rileggere. Amo la carta ma non disdegno le nuove tecnologie. Ecco mi sono reso conto che intere generazioni sotto i 30 anni non hanno mai praticamente letto un libro se non quelli imposti per gli studi (che hanno completato come noi). Non so se questo avrà impatto sul QI ma sicuramente avrà un effetto. Quello che potrebbe venire a mancare è quel lavoro del cervello di fantasia, di completamento a supporto del processo creativo, che inevitabilmente si mette in moto quando si legge un libro. Sarà capitato a tutti vedendo una trasposizione cinematografica di un libro esclamare: "non mi immaginavo parlasse così", oppure "manca questo, manca quello" (il cervello completa quello che manca anche se non è scritto ed in fotografia lo sappiamo bene). Imbec.illi non lo so ma le nuove tecnologie usate in maniera massiva fin dalla nascita, potrebbero portare ad un indebolimento di certe abilità.