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Corsa all'attrezzatura all'ultimo grido


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avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 8:35    

Wildlife photography of the year ad ad esempio, così come alcune riviste es Oasis...


Quelle per me non sono mostre di fotografia, in particolare la rivista Oasis (che mi vanto di non aver mai visto).
Parlo di mostre di Salgado, o Capa e mille altre. Come se nei musei ci fosse scritto che la gioconda è stata dipinta con il pennello marca X e colori marca Y

chissenefrega di cosa fanno gli altri… chissenefrega se fanno foto alla fidanzata con 10mila euro di fotocamera


tendo a simpatizzare con questo commento

Qui si pone il dilemma etico: "Siccome posso e voglio, allora non c'é problema a farlo?"


Fino a quando il paradigma imperante resta questo allora si, si può fare. Se si cambia il paradigma ne riparliamo

user90373
avatar
inviato il 07 Maggio 2019 ore 8:45    

Qui si pone il dilemma etico: "Siccome posso e voglio, allora non c'é problema a farlo?"

Concordo con @ Nessunego .

@ Mtdbo
Fino a quando il paradigma imperante resta questo allora si, si può fare. Se si cambia il paradigma ne riparliamo

Mi sembra di capire lei è uno di quelli che non plaude alla ragazzina svedese.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 8:57    

@Mtdbo
Quale sarebbe la discriminante che ti fa definire wildlife potography of the year una non mostra di fotografia o che ti fa vantare di non aver mai letto la rivista Oasis?

Questi si, sono commenti altezzosi, ovvero l'ergersi sopra un piedistallo e dire cosa è fotografia e cosa no.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 9:29    

Mi sembra di capire lei è uno di quelli che non plaude alla ragazzina svedese.


Le sembra di capire male, visto che lavoro proprio sui cambiamenti climatici e l'inquinamento. Il problema etico non è se cambiare spesso o meno una qualunque cosa, il problema è che il paradigma è quello consumistico. Poco conta se io cambio o meno il mio modo di consumare, se non c'è un cambiamento politico. Di solito si risponde a quanto dico dicendo che "se tutti...", o simili frasi che sono il modo utilizzato per mettere a tacere e non cambiare mai.
Per questo dico che cambiare o meno attrezzatura non è un problema etico se non si cambia il paradigma di partenza

Quale sarebbe la discriminante che ti fa definire wildlife potography of the year una non mostra di fotografia o che ti fa vantare di non aver mai letto la rivista Oasis?


Mi vanto di non leggere Oasis perché non mi interessa quel tipo di fotografia, in più, se parlo di mostre non c'entrano le riviste che pubblicano dati anche a scopo pubblicitario. Quel tipo di fotografia è, tra l'altro, una per le quali gli ultimi ritrovati della tecnologia è più rilevante e quindi quei fotografi sono i più giustificati a cambiare attrezzatura.
Su wildlife potography of the year, vale più o meno lo stesso discorso per Oasis, c'è un interesse di tipo differente sull'attrezzatura che nei ritratti di Avedon, o nelle foto di Capa, o nei nudi di Newton non c'è. In questi casi prevale la valenza artistica sull'attrezzatura utilizzata per realizzarle.
Poi, noi maniaci della foto, potremmo pure sapere che è stata usata una Hasselblad, una Leica o una Polaroid

Questi si, sono commenti altezzosi, ovvero l'ergersi sopra un piedistallo e dire cosa è fotografia e cosa no.


La questione non è ergersi, la questione è che l'attrezzatura per fotografie che in qualche modo resteranno nel campo dell'arte non conta, conta il risultato finale e si, io faccio una mia personale classifica di "fotografia", perché ritengo che tra una foto di Avedon e una fotografia di un ferro da stiro in vendita su Amazon ci sia differenza, così come c'è differenza tra la Gioconda e un disegno in terra fatto da un "madonnaro". La fotografia documentaristica ha un suo valore e un suo campo, ovviamente

user90373
avatar
inviato il 07 Maggio 2019 ore 9:41    


@ Mtdbo
Le sembra di capire male, visto che lavoro proprio sui cambiamenti climatici e l'inquinamento. ........


Non basta dir che si lavora su ...... bisogna vedere che parte del "paradigma" ci si ritrovi a lavorare.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 9:47    

bisogna vedere che parte del "paradigma" lei si trovi a lavorare


Dalla parte di chi valuta le emissioni di gas serra e propone azioni di adattamento e/o mitigazione

user90373
avatar
inviato il 07 Maggio 2019 ore 10:14    

Dalla parte di chi valuta le emissioni di gas serra e propone azioni di adattamento e/o mitigazione

Risposta ambigua che lascia spazio a dubbi. Potrei pensare si stia studiando il modo di adattare l'uomo alle nuove esigenze del "paradigma" mitigandone così le possibili conseguenze negative sul "paradigma" stesso. L'idea di continuare ciecamente sulla strada di un consumismo che tutto consuma solo per soddisfare i "capricci" sembra abbia ormai esaurito il suo motivo d'essere.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 10:29    

Allora, se la mettiamo sul piano dei sostenitori "gretini" o meno, ricordo al pubblico che la struttura piu vorace di energia e' proprio INTERNET (con tutti i suoi porno e social inutili) seguita dal mining delle criptovalute (il quale pero' per funzionare ha necessita' di una rete internet funzionante).
Tanto che una societa' provider Svizzera ha basato tutta la sua campagna pubblicitaria sul fatto che i suoi server consumano meno.


Chi piu chi meno, tutti dovremmo "spegnere" i consumi. Spesso invece spegniamo il cervello con la convinzione di far bene.

Giusto per dire.. i verdissimi Svizzeri si sono accorti che con il loro tenore di vita "consumano" 4 pianeti all'anno.

Ora.. ripeto, giusto per dire, perche' nel mio piccolo consumo, ma cerco di riequilibrare la mia impronta e quella della mia famiglia e , come potete vedere ho fotocamere professionali (che uso per lavoro) ma la piu giovane e' uscita di produzione credo nel 2011.


A me non da fastidio chi gira con la Ferrari mentre invece mi da fastidio chi sfrutta una ragazzina malata per farci soldi e teleguidare cervelli spenti.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 11:03    

Beh Mtdbo mitragliare dieci rullini di diapositive in poche ore alla fine significa impressionare 360 fotogrammi in quanto ... tre ore? ... quattro?
Alla fine si tratta di circa un centinaio di fotografie a ora ... una cosa ben diversa da 2000 in 20 minuti ... ossia qualcosa come 6000 fotografie in un'ora Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 11:19    

Risposta ambigua che lascia spazio a dubbi. Potrei pensare si stia studiando il modo di adattare l'uomo alle nuove esigenze del "paradigma" mitigandone così le possibili conseguenze negative sul "paradigma" stesso. L'idea di continuare ciecamente sulla strada di un consumismo che tutto consuma solo per soddisfare i "capricci" sembra abbia ormai esaurito il suo motivo d'essere.


E sbagli, io sono molto lontano dall'idea del consumismo. Però finché il paradigma resta quello, in quello si opera, non lo cambio io, non lo cambi tu.

Alla fine si tratta di circa un centinaio di fotografie a ora

Che con i mezzi di quella volta era uno sproposito. In viaggio di nozze ai Caraibi, feci 10 rullini di DIA in 2 settimane e mi vantavo di avere sparato tanto. 360 [negozio 24]esso le faccio in un giorno a Roma senza rimpianti. Tempi diversi. Quello delle 2mila foto era un esempio limite (spero)

user90373
avatar
inviato il 07 Maggio 2019 ore 11:30    

@ Mtdbo E sbagli, io sono molto lontano dall'idea del consumismo. Però finché il paradigma resta quello, in quello si opera, non lo cambio io, non lo cambi tu.

Si sta pacatamente dicendo che fino a quando non cambia il "paradigma" si cerca di migliorare all'interno dello stesso anche se consapevoli che è quello stesso "paradigma" che ha portato le disfunzioni che si vorrebbero aggiustare. La vedo dura, moooolto dura. Voglio scendere.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 11:35    

Comunque cinque o sei anni addietro sulle pagine (virtuali) del CCI un utente raccontò di essere appena tornato da Yellowstone da dove aveva riportato, udite udite, 25000 fotografie Eeeek!!!
Commentai dicendo che era fin troppo evidente l'eccesso da uso del digitale dal momento che all'epoca delle diapositive quello "scherzo" gli sarebbe costato oltre 20.000 euro!
Mi rispose, leggermente piccato, dicendo che evidentemente non conoscevo il posto, a suo dire meraviglioso (... e vorrei ben vedere), che meritava quello e altro!

Ovviamente mi guardai bene dal dirgli che l'anno precedente a trovare Yogy e Bubu
c'era stato pure mio fratello il quale, immerso in cotanta meraviglia e da essa letteralmente folgorato, vi aveva impressionato "ben" 17 ... leggasi: diciassette ... rullini di Velvia 50.
Ah, dimenticavo: aveva riportato anche qualche doppione!

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 11:38    

Certe cose si possono fare anche "nel piccolo", per esempio una raccolta differenziata coscienziosa (io la faccio da circa 40 anni, quando si raccoglievano solo carta, bottiglie in plastica e vetro), usare la bici per piccoli spostamenti (clima permettendo), riutilizzare le cose fino a distruggerle completamente (lo faccio con l'abbigliamento, finché no ncade a pezzi ha un uso, alla fine stracci per pulire la catena della bici), evitare sprechi puri e semplici ...

Poi l'oscenità degli scarichi inquinanti di una acciaieria, di un impianto chimico ... non li posso risolvere io.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 11:44    

In Svizzera, paese molto avanti nella differenziata, al punto di fare le confezioni dei barattoli di plastica (tipo yogurt) bianchi e rivestiti di etichetta in carta con strappo facilitato( In pratica strappi l'etichetta in carta e differenzi i due materiali) sono passati all'obiettivo successivo: ridurre di dieci volte la quantità di immondizia.
Lo fanno tassando a dismisura i rifiuti non riciclabili/riciclati. Il riciclato viceversa si getta quasi gratis.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 12:10    

Il paradigma lo cambiano i singoli. Il resto é scaricabarile.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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