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inviato il 26 Aprile 2019 ore 20:14
A sto punto vuol dire che qua non è il luogo adatto per parlare di fotografia visto che sta questione è uscita chissà quante volte durante gli anni (e io non la penso così però). Ci sono boh.. 150.000 200.000 iscritti? Si vede che la stragran maggior parte sta qua a parlare di tecnica e attrezzatura piuttosto che di "fotografia" così come tu la intendi, ma non esclude il fatto che ci si interessi pure di quella |
user36220
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inviato il 26 Aprile 2019 ore 20:20
Quando si va al bar, di cosa si parla maggiormente? Del calcio inteso come sport, quindi la tattica, la tecnica, il talento, oppure sono tutti allenatori mancati se non peggio..."eh, ma perchè non ha fatto giocare tizio al posto di caio, doveva giocare con sette punte, quello lì non è capace, quel rigore andava dato, l'arbitro è cornuto, eh ma il var, etc..." Ecco, lo stesso qui, pochi parlano del lato culturale, la maggior parte sono "allenatori da bar". |
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inviato il 26 Aprile 2019 ore 20:27
Purtroppo sempre di più, e non solo in fotografia, l'eccellenza del mezzo è più ambita dell'eccellenza del risultato. Delle volte la seconda prescinde dalla prima (essendo chimico, so benissimo che alcuni risultati richiedono mezzi eccezionali), ma molto spesso un risultato diverso, ma comunque eccellente, può essere raggiunto con alcuni accorgimenti. Ho visto moltissime persone con ammiraglie di vari brand lottare con i flash pop-up in quanto scattavano in automatico, e altri con compatte o telefoni catturare immagini stupende. Forse discutere tanto del mezzo è un modo per non mettersi in gioco e farsi oggetto di critiche (senza voler generalizzare su tutti i discorsi tecnici, sia ben chiaro). Io personalmente sono appena entrato nella fase ipercritica e mi sono messo a fare una pulizia dei miei ultimi 10 anni di foto, cestinando moltissimo e rielaborando altrettanto. Prossimo obiettivo personale: approcciare lo scatto in modo un po' più razionale e pianificato. Un saluto |
user39791
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inviato il 26 Aprile 2019 ore 20:27
Le due cose possono convivere. Benissimo parlare di ottiche e di macchine fotografiche, che sono poi quelle che fanno le foto. A mio avviso dovrebbe essere altrettanto normale parlare di come migliorare le proprie foto iniziando proprio dalla cultura fotografica. E poi ragazzi cerchiamo di sviluppare uno spirito di sana autocritica, basta girare spesso nelle gallerie del sito come faccio io per accorgersi che si pubblica l'impubblicabile. |
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inviato il 26 Aprile 2019 ore 20:32
È più semplice scannarsi per il proprio brand che parlare di fotografia. |
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inviato il 26 Aprile 2019 ore 20:33
@jack96, per quel che riguarda i colori, assolutamente si. |
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inviato il 26 Aprile 2019 ore 20:34
Credo che in parte dipenda da un fattore di bias del forum. Parlare di concezione artistica, di filosofia della comunicazione, di composizione, di luce, é più difficile che scrivere il numero di MP, il nome dell'ultimo modello... Ricordo ancora con estremo piacere una bella conversazione avvenuta con un professionista che stimo molto una sera dopo una giornata di foto, in cui non si é parlato proprio di attrezzatura, ma di fotografia. Ho altresí notato che molti professionisti quando sono approcciati sul tema tecnologico da fotoamatori, hanno sul viso e sulla bocca un'espressione mista tra il "no ancora no ti prego" e il "ok sentiamoci l'ennesima cazzata". Di base per parlare di fotografia bisogna avere dei contenuti di cui parlare e un linguaggio per esprimerli e di questo molti di quelli che fanno foto sono sprovvisti. I libri fotografici, i libri d'arte, di architettura e i libri di filosofia e comunicazione sono le fonti di base da cui può nascere una cultura fotografica. Ma guarda caso molti di quelli che spendono 3500E per una nuoca fotocamera si scandalizzano se uno dei suddetti libri costa 100E e nemmeno lo comprano se per caso li sfiora l'idea. Personalmente ho speso molto di più per libri e riviste di quanti potrei mai soenderne in vita mia per attrezzatura. Concludo segnalando che sempre tra le attrezzature fotografiche ci sono le povere neglette: tutti a parlare di sensori e a comprare obiettivi, però poi di stativi, luci, flash, monitor, pannelli riflettenti non si parla quasi mai. Anche qui perché molti di quelli che fanno foto non sanno usarli, non li usano o non ne capiscono l'utilizzo. Far foto e fare fotografia sono due cose diverse e la differenza la fa la cultura fotografica e la consapevolezza. Anche io posso azzeccare per sbaglio un canestro da 3 punti, ma se mi paragonate ad un giocatore di basket quello che cambia é la costanza del risultato, la conoscenza tecnica e strategica, la consapevolezza del gioco nelle sue sfumature. |
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inviato il 26 Aprile 2019 ore 20:42
Un dono se non affiancato a studio e sacrificio rimane tale ma può non porta a niente come alla fine non avere tanta rilevanza in tutta una esistenza; allo stesso modo con lo studio si puà imparare tanto e sviluppare aspetti a noi prima sconosciuti e ad arrivare a fare grandi cose Comunque alla base di tutto è capire dove si vuole arrivare... personalmente vedo la fotografia come un hobby... e tempo/risorse applicate sono cosciente servono semplicemente come diversivo allo stress della routine quotidiana.... consciente che se dovessi farne un discorso di lavoro o anche di arte non sono sulla giusta strada.... Parlando di upgrade credo che non esista una regola uguale per tutti... ad esempio io ho iniziato a capirci qualcosa in più passando alle focali fisse (non dico sia la scelta migliore, piuttosto per persone come me dovrebbe essere il primo approccio alla fotografia - indipenentemente dal sistema usato - per capire meglio certi aspetti che altrimenti rischiano di sfuggire sulla ghiera dello zoom, magari per altri non serve)... mentre quello che ho capito dell'attrezzatura, ultra moderna o vintage che sia dipende da scelte personali di gusto, abitudini, necessità, costi e aspettative... |
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inviato il 26 Aprile 2019 ore 20:58
Filiberto, hai pienamente ragione. Quando mi trovo con mio zio, con cui condivido la passione per la fotografia, le discussioni sono molto contingenti. Finchè siamo in salotto o a pranzo si chiacchiera di attrezzatura, tendenze ma non appena si esce con le rispettive 'macchine' il discorso si sposta su composizione, luce, sviluppo. Condivido anche il fatto che alcuni scatti, qui e non solo, siano classificabili come impubblicabili. I miei in primis (da qui la fase ipercritica, che a breve originerà un reset completo delle mie gallerie); va detto però che non appena si inizia ogni foto (o quasi) sembra LA foto. |
user39791
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inviato il 26 Aprile 2019 ore 21:07
"Le tue prime 10.000 fotografie sono le peggiori.” Henri Cartier-Besson. Ed eravamo in piena era analogica. Con il digitale diventano 100.000 Scherzi a parte penso che la capacità di una buona autocritica faccia parte della cultura fotografica. |
user39791
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inviato il 27 Aprile 2019 ore 8:46
Ad ogni modo la mia non è una campagna contro i tecnicismi. La passione per le attrezzature non è di certo un male, poi ognuno ha il diritto di spendere i propri soldi come meglio crede. È che non capisco perché non si dia la stessa importanza alla propria crescita come fotografi. |
user177356
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inviato il 27 Aprile 2019 ore 9:00
1. pratica, pratica, pratica. Io ho letto decine di libri su esposizione, luce, composizione; in quasi tutti i casi si tratta di concetti banali, che si comprendono in un'ora di studio. Il difficile è metterli in pratica in modo continuativo e coerente (perché la botta di cvlo capita sempre, bisogna fare in modo di avere sempre cvlo). 2. (auto) critica, critica, critica. Non però per capire che cosa "non funziona" nelle nostre foto peggiori, ma invece per capire cosa "funziona" negli scatti più riusciti. Sono sempre stato convinto che sia più utile concentrarsi sul migliorare i nostri punti di forza invece di perder tempo sui nostri punti di debolezza. 3. cultura, cultura, cultura. Soprattutto riguardo alla composizione nell'arte e ai principi della percezione visiva. |
user39791
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inviato il 27 Aprile 2019 ore 9:32
Penso che tutto ciò che esce da noi sia condizionato da ciò che mettiamo dentro di noi. Per cui è fondamentale nutrire bene il nostro cervello se si vuole coltivare il nostro talento fotografico. |
user177356
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inviato il 27 Aprile 2019 ore 9:41
Io credo che il talento non esista. Credo che qualsiasi capacità possa essere sviluppata: per qualcuno sarà più difficile e lungo che per altri, ma è sempre possibile. Spesso chiamiamo talento la personale preferenza per alcune cose: questa preferenza ci rende più leggero impegnarci a farle meglio, e quindi diventa più probabile per noi ottenere risultati migliori di altri. Non però perché siamo più bravi a priori, ma perché ci siamo impegnati di più. |
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inviato il 27 Aprile 2019 ore 9:45
“ Comunque alla base di tutto è capire dove si vuole arrivare... „ Secondo me qui sta il nocciolo della questione.... E poi secondo me un'altro parametro è la soggettività della fotografia, la tecnica è oggettiva e quantificabile, quindi di quella si può discutere a fondo, imparare e migliorarsi....dell'aspetto soggettivo si può parlare ma resta una cosa personale (perché faccio una foto? Perché la faccio così?Perché affronto un certo genere piuttosto che un'altro?). |
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