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Scelta obiettivo versatile per fotografare in chiese e musei


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avatarsupporter
inviato il 12 Aprile 2019 ore 12:38    

Lupolu
mi interessa molto la tua risposta, anche perché l'arte romanica è il mio interesse prevalente. A parte la questione del cavalletto (con la sdq è indispensabile non potendo contare sugli alti iso, almeno a colori, e in realtà in moltissime chiese romaniche ho usato il cavalletto senza problemi). D'accordo con te su preferire gli zoom e anche sui diaframmi chiusi. Mi interessa molto il fatto che utilizzi il sigma 100-400, decisamente meno costoso del 70-200 e capace di arrivare lontano. Ti trovi bene? Anche alle focali più lunghe e all'interno? Grazie

avatarsenior
inviato il 12 Aprile 2019 ore 14:48    

@Versilia
Non ho mai usato polarizzatori. Quadri a olio, data l'epoca storica alla quale sono interessato, ne fotografo molto pochi.
Con i mosaici non ho mai avuto problemi di riflessi, forse perché le distanze sono sempre molto elevate o perché, data la vetustà, non sono mai così lucidi o forse anche perché nelle chiese paleocristiane c'è sempre molto buio e pochi riflessi.
In ogni caso, grazie dell'idea.

@Edecapitani
Forse mi sono spiegato male. Di Sigma ho solo il 12-24, che uso su una full frame Canon 5D mk III.
Il 100-400 è il Canon serie II, che è un vero spettacolo ed è essenziale per i capitelli, ma anche per gli affreschi non grandissimi. Affreschi e anche quadri è molto meglio fotografarli il più lontano possibile, per ridurre al minimo distorsioni e linee cadenti.
Senza i 400 mm non avrei potuto mai raggiungere, per esempio, i meravigliosi capitelli di Vezelay.

avatarsupporter
inviato il 12 Aprile 2019 ore 15:26    

Lupolu, grazie.
Sono stato anch'io a Vezelay, almeno una decina di volte. Se penso ai capitelli alti credo tu abbia totalmente ragione, ma anche quelli più bassi come il Mulino mistico effettivamente possono guadagnare da una maggiore distanza. Io usavo il vecchio 70-300 ma non mi piaceva (ed ero anche molto inesperto)
A novembre sono tornato ad Autun ma le navate sono in restauro

avatarsenior
inviato il 12 Aprile 2019 ore 16:46    

A novembre sono tornato ad Autun ma le navate sono in restauro

Lo scorso anno, purtroppo, le ho trovate anch'io in restauro.
Sei mai stato a Castelseprio? Gli affreschi, antichissimi (VIII-IX secolo), sono meravigliosi.

Tra le cose non dette in precedenza c'è il flash: è vero che nei musei è vietato e in molte chiese non lo lasciano usare, ma, quando è permesso, può essere davvero utile per illuminare qualche affresco poco luminoso e ottenere colori più fedeli. Si può usare con profitto anche sui capitelli, con l'accortezza, però, di non usarlo MAI di fronte, sopra la fotocamera, ma lontano, di lato, separato dalla macchina, con l'apposito scatto a distanza, in modo che crei delle ombre che consentano di vedere meglio il soggetto. la cosa migliore sarebbe di farlo rimbalzare sul soffitto, per avere la luce dall'alto, ma, nelle chiese, i soffitti sono sempre troppo alti e scuri.

avatarsenior
inviato il 12 Aprile 2019 ore 17:25    

Samyang 16mm f/2




Pentax 12-24mm f/4 (grafico alla focale di 18mm)



avatarsupporter
inviato il 12 Aprile 2019 ore 17:41    

Lupolu,
Gli affreschi di Castelseprio sono straordinari e mi sembrano anche ben fotografabili. Spero di poterci andare in tarda primavera. Io consiglio anche il soffitto di Zillis al di là dello Spluga, circa 140 formelle di legno dipinto con storie del vangelo, di san Martino e un bestiario fantastico.
Grazie del suggerimento sul flash, ci ragionerò anche se lì parto da zero. Il flash diretto l'ho provato una volta (quello incorporato in una compatta) dopo di allora mai più.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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