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inviato il 18 Gennaio 2019 ore 18:01
Ciao Duilio, eh lo so amico mio che la Provia 100F è la tua pellicola! |
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inviato il 18 Gennaio 2019 ore 18:19
Certo Frenkie, McCurry adoperava Kodachrome, anche perché all'epoca il National Geographic Magazine adoperava solo Kodachrome, gli ultimi dieci anni della pellicola però anche loro si erano convertiti a Fuji nel senso che parecchi dei loro fotografi avevano smesso Kodak per passare a Fuji. E nello specifico ho consigliato la Provia 100 F, pur adoperando io SOLO Velvia 50, solo perché essendo le Kodachrome pellicole che si caratterizzavano per la scarsa saturazione cromatica e per la risoluzione non altissima, è la Provia, e non la Velvia, la diapositiva che maggiornente si avvicina alla Kodachrome! Chiarito ora l'Arcano? |
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inviato il 18 Gennaio 2019 ore 18:31
Non preoccuparti Luca, a me McCurry non è proprio mai piaciuto. Gli ho sempre preferito Michael Yamashita e ancor più Frans Lanting ... e su un pianeta a parte l'immenso Michio Hoshino. |
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inviato il 18 Gennaio 2019 ore 18:42
Le ultime non lo so, pare in digitale piu' software. Le foto di Mcurry rappresentano un po' l'emblema del Kodachrome nel periodo del suo splendore.Le tinte sono intese dense,ma non cosi' brillanti come in altre pellicole supersature.Racconta di utilizzare una luce bassa e intensa , del mattino,che rende le tinte pulite e forti,la pellicola e la luce fanno il resto in diapositiva,dando piu'vigore a quei toni bassi e pastello.Era una pellicola un po' diversa forse l'ektachrome 100 una delle diapositive piu' vendute risultava un po' piu' sgargiante. Va usata la pellicola per avere un'idea,oppure visionare qualche foto caricata cercando di restare fedeli all'originale. Quella forza nel colore che poi è stata riproposta in digitale,ma ad anni di distanza e con altri metodi che prevedono il software,piuttosto che questo mix fra la tavolozza dei colori della pellicola e la luce. |
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inviato il 18 Gennaio 2019 ore 19:51
Ai tempi della pellicola utilizzavo spesso l'Ektachrome Elite 100 e non solo, poi con l'arrivo del digitale gradualmente mi sono costruito dei profili colore che potessero "imitare" in qualche modo gli scatti che facevo con le dia. E' ovvio che è impossibile imitare alla perfezione la risposta delle emulsioni fotosensibili su pellicola con la resa di un sensore digitale RGB, sono due mondi e modi diversi di catturare luce e colore. Ci si può avvicinare con metodi e/o procedure software ma eguagliare alla perfezione ho i miei dubbi. Una cosa si può fare tranquillamente con il digitale: creare un proprio stile colore personalizzato e piacevole, in alternativa è meglio rivolgersi ancora alle mitiche emulsioni o almeno quelle ancora disponibili. |
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 8:59
Una cosa si può fare tranquillamente con il digitale: creare un proprio stile colore personalizzato e piacevole, i alternativa è meglio rivolgersi ancora alle mitiche emulsioni o almeno quelle ancora disponibili. Ecco ... questo suggerimento (anche se in realtà è una vera e propria massima) è da sottoscrivere cento volte! Digitale e pellicola sono due mondi diversi, ognuno con le proprie peculiarità anche se hanno dei punti in comune, cercare di riavere in digitale quello che si ha a pellicola è inutile almeno tanto quanto negare la flessibilità operativa, e quindi la convenienza, del digitale |
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 9:35
Lo stile di Mccurry non è nell'attrezzatura, potrebbe ottenerla con qualsiasi attrezzatura , è nel fotografare in determinate ore del giorno, al mattino presto o la tramonto. Ha anche la capacità di trovare le cromie giuste nella scena da riprendere, stile Mccurry |
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 10:10
“ fotografare in determinate ore del giorno, al mattino presto o la tramonto „ è una modalità che utilizzano molti fotografi e non solo Steve Mccurry, tutti sanno che sono i momenti della giornata dove la luce ha una determinata diffusione e una temperatura colore la quale influenza e determina il risultato finale, ma scattare con una digital e con una Kodachrome non è la stessa cosa, io sottolineavo solo l'aspetto che un sensore RGB non produce risultati perfettamente sovrapponibili alle emulsioni. “ Ha anche la capacità di trovare le cromie giuste nella scena da riprendere, stile Mccurry „ Per il resto non metto in discussione il talento di Steve Mccurry. |
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 10:17
“ cercare di riavere in digitale quello che si ha a pellicola è inutile „ . . . anche questa è una realtà . . |
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 10:42
Sintetizzando al massimo: Tonal Contrast e Saturazione a Bomba. |
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 10:55
Tralasciando le capacità artistiche (fondamentali) sintetizzare dicendo che: Con la pellicola, i vari tipi di pellicola, i tantissimi tipi di pellicola che esistevano, si ottenevano già al momento dello scatto le caratteristiche di colori e contrasto che uno desiderava; oggi invece bisogna lavorarci dopo, magari per ore (di sicuro finché uno non impara), di frobte a costosi display e PC! Quezto viene chiamato progresso So che questa mia opinio e non è condivisa dalla maggior parte di voi; so che altrettanti diranno che si può scattare in jpeg, ma sapete benissimo che non è la stessa cosa, altri enti non fareste la tanto amata PP. |
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 11:06
Non è così semplice Christian. Anche perché le Kodachrome tutto erano tranne che sature. Non per nulla se le si adoperava in prospettiva editoriale, come nel caso di McCurry appunto, le si esponeva a 25 e 64 ASA rispettivamente altrimenti, se cioè la finalità era quella naturale della diapositiva, ossia la proiezione, appunto, allora era decisamente meglio esporle per 32 e 80 ASA rispettivamente. Se poi si voleva una super saturazione allora la sottoesposizione da applicare era di 1/2 o addirittura 2/3 di stop. |
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 11:19
Superquotone per l'amico Diego! |
user15476
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 11:47
Peccato che nel passaggio al digitale le stesse aziende di fotocamere non abbiano voluto dare all'immagine lo stile più vicino possibile alla pellicola*. Però non è che prima facessero emulsioni. Ma il passaggio l'hanno subito tutti e i grandi fotografi (e i loro foto ritoccatori) si sono saputi adattare alla grande. EDIT: in realtà all'inizio hanno provato *H-saturat: This setting is used for high saturation. Canon claims that H-saturat makes images look more like photos taken with high saturation color films, like Fujichrome Velvia or Kodak's "Ultra Color" films* |
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inviato il 19 Gennaio 2019 ore 11:52
nelle foto di Steve non ci vedo niente di elaborato o pesanti ritocchi al computer, sono ragionate e corrette al momento dello scatto. E' un professionista dell'immagine e piace molto , ho visto la mostra a Forlì ed era piena di gente. Non è nei mie preferenze pero le foto viste stampate mi hanno impressionato. Non vi dico la ressa nella sala dove era esposta la foto ragazza afgana, come nella sala della Gioconda |
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