JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad
esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).
Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i
Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.
Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie,
raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:
Giusto riportare 500% con interpolazione Lanczos, siamo al peggio in termini di diffrazione del Foveon a f/16
Bisogna essere ciechi per non vedere la differenza che fa un'interpolazione decente. Mr. Feng, titolare cinese di Topaz impegnatissimo a lanciare pacchetti AI piuttosto cari, ha dichiarato che da 400 a 600% Gigapixel si limita ad applicare Lanczos.
@Red forse tanti anni fa PS lo usava, se non ricordo male. Se tieni conto che molti creativi usano PS sotto MAC, col tempo si sono convinti che non si possa fare > 200% (200% non é perfetto, ma è passabile). Non hai idea di quanti sprovveduti mi hanno insultato per il 500%! Sono da compatire perché loro il 500% lo vedono sotto Adobe ed è una porcata!
@Bubu: 500% sotto PS CC 2017 con ottimizzata l'interpolante da Preferences PS (zoom in tempo reale, non Resize, ma non è che migliori molto con Resize). Poi Snipping Tool, del resto usato anche sul 500% Irfanview. Per restare nell'argomento diffrazione, questo è un esempio tipico di Merrill f/16, fuoco sullo sfondo, Seicento a 3.7m, notare come si leggono i caratteri piccoli della targa (secondo Merklinger: 30/16=~2mm)
“ Oggi la gente vede meglio la diffrazione perché gioca coi pixel, guarda pezzettini di foto molto ingrandite a monitor e li la diffrazione la vedi bene, mentre a pellicola pochi stampavano grande, e se stampi piccolo la diffrazione la vedi poco. „
Non c'è 3D che non riporti frasi del tipo "tanto il rumore in stampa non si vede", "i dettagli più minuti vanno persi in stampa". Così come esistono macchine più o meno buone (e non è vero che tutte le macchine diano gli stessi risultati), non è che è più o meno sia lo stesso per stampanti e stampatori? L'hobbista con la Epson/Canon da 2000€, siamo sicuri che abbia a disposizione la qualità dei plotter pro? Perché si può pagare 40€ una Fine Art da stampatori seri? Sono tutti ladrones?
Nel mio piccolo sono un 3D-killer, nessun dubbio Appena posto qualcosa che abbia qualche parte di novità succedono due cose: - il 3D si inaridisce - arriva lo sprovveduto di turno che mi insulta! Gott sei Dank qui mi è andata bene, non mi ha ancora insultato nessuno
Vedo che la discussione ha sollevato interesse anche se è scivolata leggermente off topic. Vorrei sintetizzare quello che hanno detto gli esperti intervenuti, per fare il punto sull'argomento. Tutto è partito dall'osservazione che il problema della diffrazione sembrerebbe più sensibile sulle fotocamere digitali rispetto a quelle analogiche e mi chiedevo il perché. In apertura del thread, ho elencato tre motivi plausibili, chiedendo conferma agli esperti. Per comodità li ripeto: 1) Comportamento alla diffrazione diverso del sensore rispetto alla pellicola. 2) Progettazione/realizzazione diversa dei moderni obiettivi nati per il digitale rispetto agli obiettivi storici, calcolati per la pellicola e realizzati con vetri e tecniche obsolete. 3) Utilizzo diverso del prodotto finale, cioè dell'immagine; al tempo della pellicola, salvo i professionisti, nessuno si sarebbe sognato di stampare poster o comunque fare prove neanche lontanamente simili al “pixel peeping” attuale. Dagli interventi (correggetemi se sbaglio), verrebbe confermata l'importanza del sensore, nel senso che contano la dimensione del sensore, le sue caratteristiche (presenza filtro AA o meno), la sua densità specifica ecc. Non entro nel merito dell'eventuale recupero in pp (saremmo OT), posso quindi concludere che, in linea di massima, i sensori, quali che siano, sono più sensibili alla diffrazione della pellicola? Se non mi è sfuggito qualcosa, dalla discussione si salverebbe il punto 2), cioè le ottiche, che, almeno secondo quanto detto finora, parrebbero non essere investite dalla questione. Ebbene, osservo quanto segue: il diaframma, o iride, è un dispositivo meccanico che serve a parzializzare il flusso di luce diretto verso la superficie sensibile, sia essa un sensore o una pellicola fotografica. Però, se ricordo correttamente le mie scarse nozioni di ottica, alla superficie sensibile non perviene il fascio luminoso tagliato o modellato dal diaframma meccanico, bensì quello proveniente dalla “pupilla d'uscita”, che è diverso da quello del diaframma perché determinato dalla costruzione ottica (numero e forma delle lenti) dell'obiettivo. Ergo, se l'obiettivo è recente, è stato calcolato con potenti computer ed impiega le più recenti tecnologie per essere ottimizzato col suo sensore di riferimento, è possibile che contribuisca anch'esso all'aumento della sensibilità alla diffrazione che sembra caratterizzare le fotocamere digitali moderne. Probabilmente ho detto delle castronerie, resta il fatto illuminante citato da valgrassi: certi obiettivi moderni non contemplano neanche più il diaframma f/22!
user86191
inviato il 20 Novembre 2018 ore 17:25
Vale ma una regolata al WB potevi darla prima di postarla, i colori della foto con la 600 sono un cesso inguardabile
@GF questa è una prova, dovevo far vedere i caratteri piccoli della targa e i cavi di sostegno nello sfondo, non so neanche se ho applicato la LUT di Uly. Cmq la mia conclusione è che la diffrazione a f/16 la Merrill la regge benissimo, sicuramente perché l'ottica diaframmata decade meno di altre (aiutata anche dal Foveon...). La Merrill è una aps-c, non dimentichiamocelo @Simone se unisci risoluzione potenziale del sensel e diffrazione, a nessun f/ la spunta il sensel più grosso, è un mito da forum. E' vero che una 24 Mpx FF si avvicina molto in teoria ad una 50 Mpx già a f/8-11 (ma se si tiene conto del filtro AA, la 50 Mpx si stacca...), questo ha portato per induzione completa ad affermare (non supportato dalla evidenza pratica) che i sensel piccoli siano massacrati dalla diffrazione. Sì, ma risolvono sempre di più di quelli grossi, a qualsiasi diaframma.
user12181
inviato il 20 Novembre 2018 ore 19:43
Il genio anglosassone della divulgazione… delizioso
....della serie "macrophotography for dumbs" Però è carino. Il vostro giudizio sullo statement a fine video sulla diffrazione (relativo ai diversi formati)?
Ma scusate se il problema della diffrazione e' un problema di SOVRA campionamento (l'ottica non riesce a risolvere dettagli cosi' fini per il singolo sensel) non e' che semplicemente le vecchie pellicole avevano una banda passante minore di quella equivalente dei moderni sensori?
Per cui che si scattasse a F4 o a F22 la pellicola aveva cmq un effetto passa basso sul "segnale ottico" ?
“ se il problema della diffrazione e' un problema di SOVRA campionamento (l'ottica non riesce a risolvere dettagli cosi' fini per il singolo sensel) „
A me questa affermazione suona molto criptica. Ci sono due regimi in fotografia digitale: detector-limited e optics-limited. Sono cose note dagli anni '50 quando si cominciò a caratterizzare la qualità delle immagini TV. Visto che hai la preparazione di base, ritorna qui quando hai digerito questo:
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.