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inviato il 07 Novembre 2018 ore 12:04
“ Dai dati raw all'immagine che vedi c'e' sempre un processo, che comprende demosaicizzazione (Bayer/x-Trans), bilanciamento del bianco e caratterizzazione del colore. „ il fatto jack è che come dice alessandro, se tu potessi o sapessi cucinarti un profilo (come sanno fare in pochi) potresti sostanzialmente crearti un'immagine a tuo piacimento dai dati di un raw registrati con qualsiasi sensore. La parte che mi pare sia imputabile al brand è l'utilizzo delle microlenti sui fotodiodi, ma personalmente non so se e quanto questo elemento influenzi i colori in qualche modo, ma essendo interposto tra la scena e il sensore qualcosa può influenzare. fermatemi se sto dicendo una castroneria... |
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 12:12
“ il risultato che mi da la mia attrezzatura (canon) e non penso assolutamente di cambiare. per il raw uso i profili Raamiel. „ Niente da eccepire, purchè si sia consapevoli che il nostro giudizio non è oggettivo, ma come il video dimostra, ma soprattutto i due premi nobel per l'economia assegnati a due psicologi (kahneman nel 2002 e Thaler nel 2017), le nostre valutazioni sono dettate molto più da altri fattori che non da valutazioni razionali. Consiglio anche la lettura di Predictably irrational di Dan Ariely con tanti test simili a quelli fatti nel video, ma da professori universitari specializzati nel settore e con diverse variabili analizzate, che però danno più o meno gli stessi risultati. Non che sony abbia colori migliori, ma che siamo delle bestie emotive |
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 12:35
Io m i sono comprato il Color Checker Passport, due serie di illuminanti a 6400 e 2850 K, ho usato il software Adobe DNG Profiles Editor, e con una giornata di lavoro mi sono profilato la D4 e le due D 810. Ma quello è il profilo Adobe standard solo calibrato sulle mie fotocamere, ho eliminato gli errori di tolleranza fatti da Adobe sul profilo di Adobe. Quei profili fatti da me sono comunque Adobe Standard rivisti, e fondamentalmente NON si confacevano con il MIO GUSTO, per il cielo ed incarnati: ho preso quei profili fatti da me, migliori dell'Adobe Standard, e me li sono cambiati un po' per farli più piacenti A ME, sempre con Adobe DNG Profile Editor. Ho speso circa 130 euro, ci ho perso oltre due giorni di lavoro e mi sono fatto il profilo per usare in Adobe Camera RAW per la mia D4 e per le mie due D 810 ( le mie sono praticamente uguali come cromatismo, non ci ho trovato differenze degne di questo nome). Bene. Ma...nemmeno quei profili così con tanto amore e tanti moccoli fatti NON vanno bene in tante situazioni, tipicamente per foto in luce molto bassa, dove il sensore, con poca luce, come colori e dinamica, fa i razzi suoi alla stragrande. Sono contento di aver fatto quel lavoro, mi piacciono i miei profili, li uso spessissimo, ma...non bastano! Alla luce di tutto il lavoro fatto, e di 130 euro spesi, anche per chi scatta in RAW ed usa profili altrui, quel video, a mio personalissimo avviso, ha sempre più senso, ce l'ha eccome. Uno si sceglie i colori che gli danno i costruttori con le loro fotocamere ed i loro profili, si sceglie l'attrezzatura con i colori che più gli piacciono e non si sta più a rompere le balle, io voglio vedere quanti sanno fare il lavoro che ho fatto io e con quali risultati, lavoro che oltretutto NON ha completamente soddisfatto le mie aspettative. Quando in fotografia si comincia parlare seriamente di COLORE, ci si ficca in un mondo sconfinato e pieno di gusti ed opinioni, di roba personale non solo di numeri, impersonali, i numeri NON BASTANO per gestire il colore come ci piace, ed è il colore come ci piace da usare in Fotografia, non il mero colore derivato da un numerello fatto da una funzione matematica che NON CE LA FA MAI a simulare il sistema di visione umano, non dico i gusti. Poi ciascuno i propri soldini se li spende come gli pare, il suo tempo se lo occupa come gli pare ed i maroni se li rompe come gli pare Ma.……….chi ben comincia, è alla metà dell'opera. |
user158139
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 14:43
“ studio da anni l'economia comportamentale „   |
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 15:13
eh si, era una gran battuta, fai bene a ridere... |
user158139
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 16:59
Linux, vedo che fai il consulente finanziario. Per cinque anni mi sono occupato - tra le altre cose - di organizzazione formazione alle reti di vendita finanziarie e so quante balle vi raccontiamo, che poi voi raccontate ai clienti. Forse dovresti esercitare meglio la tua capacità critica. |
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 17:50
Alessandro, “ Quei profili fatti da me sono comunque Adobe Standard rivisti, e fondamentalmente NON si confacevano con il MIO GUSTO, per il cielo ed incarnati: ho preso quei profili fatti da me, migliori dell'Adobe Standard, e me li sono cambiati un po' per farli più piacenti A ME, sempre con Adobe DNG Profile Editor. „ io non ho di certo la tua competenza in PP e non uso prodotti adobe in PP, ma dato che i profili standard di canon non mi piacevano affatto e non volevo cambiare brand per una roba del genere ho preso tre profili "paesaggio, neutro e immagine fedele" di canon e con il picture style editor di canon li ho trasformati in altri profili dedicati al paesaggio, reportage e ritratto. Ci sono arrivato dopo mesi di prove, stampe, Color Checker, ecc, a fasi intermittenti ovviamente, quello che ho ottenuto è la resa del colore che mi piace anche se ovviamente funziona per il 90% dei casi. qualsiasi canon che mi capita per le mani e che supporti il raw e il protocollo Pf2/Pf3 in pratica quelle dal 2005 in poi riesco ad ottimizzarle in 15 min. E siccome con un po di sforzo sia l'ottimizzazione che la profilatura si puo fare con tutti i brand, ognuno puo trovare la strada che preferisce, vale proprio la pena dedicarsi. |
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 18:03
@Leo Infatti spero intervenga anche lui Quello che mi chiedo io è ancora più a monte: due differenti sensori, ma paragonabili per dimensioni e specifiche, daranno come output la stessa cosa? E le cose che stanno in mezzo tra sensore e programma di PP fanno tutti le stesse identiche cose, utilizzano lo stesso programma? Perché, allora, se non fosse così avrebbe ancora senso parlare della resa diversa tra i vari produttori |
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 18:04
Se tu lavori col cu.lo non è detto che lo debbano fare per forza anche gli altri. Visto poi che non mi conosci vedi di pesare bene le parole prima di aprire la bocca. Quando dico che ho studiato non è certo per le ×te che tu andavi a raccontare in giro alla gente, ma sono io che mi sono fatto una formazione propria. Dall'alto del tuo piedistallo Spiegami cosa c'è che non va nella valutazione critica di questo video. |
user158139
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 22:24
“ Se tu lavori col cu.lo non è detto che lo debbano fare per forza anche gli altri. „ Mi pagavano molto bene per raccontare balle, ne deduco che ero piuttosto bravo a raccontarle. Quindi lavoravo bene, perché soddisfacevo le esigenze del committente. “ Visto poi che non mi conosci vedi di pesare bene le parole prima di aprire la bocca. „ Vedi, quando vedo un genio comportarsi da cret1no non posso che dedurne che è un cret1no, perché non ho modo di entrargli nel cervello e ammirare la sua genialità. “ Quando dico che ho studiato non è certo per le ×te che tu andavi a raccontare in giro alla gente, ma sono io che mi sono fatto una formazione propria. „ Su certi argomenti ti formi all'università oppure lavorandoci sopra per anni (dove per lavorare intendo "produrre risultati tangibili strettamente inerenti la materia in oggetto, a fronte di una remunerazione"). Altrimenti "ti interessi" di una materia, non "la studi". “ Spiegami cosa c'è che non va nella valutazione critica di questo video. „ Quello che non va non sono le conclusioni, che sono assolutamente opinabili perché la materia è di per sé opinabile. Ciò che è inammissibile è questa frase, che il tizio dice all'inizio del video: "I did a poll and more than fifteen hundred people responded [...] and we have real scientific data to back up [...] the validity of color science." Ora, o è in malafede o è un imbec1lle. Ha messo online un sondaggio, ha accettato tutte le risposte ricevute, ha consentito ai rispondenti di auto-profilarsi. Inoltre non fa cenno, né nel video né altrove, alla metodologia che ha utilizzato, ai presupposti adottati, e a mille altri elementi essenziali per valutare l'attendibilità dei risultati. Però pretende che prendiamo per oro colato le quattro slides che presenta, perché si tratta di "real scientific data". E tu gli dai pure retta. Mah. |
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inviato il 07 Novembre 2018 ore 23:48
“ Mi pagavano molto bene per raccontare balle, ne deduco che ero piuttosto bravo a raccontarle. Quindi lavoravo bene, perché soddisfacevo le esigenze del committente. „ Probabilmente hai difficoltà di comprensione, mi riferivo al fatto che tu stesso hai detto di raccontare ca.zzate, e per qualche ragione ritieni che gli altri facciano lo stesso. Assunzione un po' forte visto che hai ipotizzato che io faccia lo stesso e se permetti te la infili in cul.o questa opinione su di me. Il fatto che il committente ti pagasse bene poi non ha nessuna rilevanza, ho incontrato fior fiore di formatori nei corsi ai quali non avrei dato due euro e il fatto che un dirigente, che ha solo una vaga idea di cosa faccia io nella mia attività quotidiana, abbia deciso di pagarti molto non fa di te un bravo formatore, ma un bravo venditore di te stesso. quindi più che un bravo professionista sarai un bravo ciarlatano se un tuo corsista ti avesse ingaggiato in prima persona, allora si che avresti avuto la prova di valere qualcosa. “ Vedi, quando vedo un genio comportarsi da cret1no non posso che dedurne che è un cret1no, perché non ho modo di entrargli nel cervello e ammirare la sua genialità. „ l'unico che si sta spacciando per genio qui sei tu, perchè le faccine da pi-rla ad una mia frase le hai messe tu. io ho solo detto che conosco l'argomento non solo in riferimento alla preferenza del marchio, ma in un'accezione più ampia, nessun genio, un'informazione personale condivisa. “ Su certi argomenti ti formi all'università oppure lavorandoci sopra per anni (dove per lavorare intendo "produrre risultati tangibili strettamente inerenti la materia in oggetto, a fronte di una remunerazione"). Altrimenti "ti interessi" di una materia, non "la studi". „ Data la conoscenza pluriennale che hai di me quindi puoi essere certo che io mi interessi invece di studiarla e che non venga pagato anche per le conoscenze che ho in materia, interessante! poi chi si spaccia per genio sarei io neh... “ Ora, o è in malafede o è un imbec1lle. Ha messo online un sondaggio, ha accettato tutte le risposte ricevute, ha consentito ai rispondenti di auto-profilarsi. Inoltre non fa cenno, né nel video né altrove, alla metodologia che ha utilizzato, ai presupposti adottati, e a mille altri elementi essenziali per valutare l'attendibilità dei risultati. „ Mmm, quindi vediamo, io ho postato il video dicendo "Mi interessa invece sapere se anche con questo esempio abbastanza imparziale , si possa ancora parlare di meglio o peggio." Visto che hai diffilcoltà nel comprendere le frasi più semplici ti ho evidenziato le due parti che 1. dimostrano la mia non totale fiducia sulla validità del sondaggio e dei suoi risultati, 2. poneva una domanda senza dare nessuna assunzione per vera. poi ho aggiunto “ Per altro studio da anni l'economia comportamentale e devo dire che le euristiche che influenzano la tifoseria del brand è il minore dei problemi, e conosco molto bene il processo decisionale, e ti posso confermare che quel video ha molto più senso di tante frasi spese su questo forum per provare il contrario „ una frase che se presa per intero dice non che sono un professorone della color science, ma che ho avuto modo di vedere queste cose anche in altri ambiti e che essendo i risultati del test in linea con le euristiche decisionali più diffuse lo ritenevo più attendibile di un utente qualunque che sulla base del nulla cosmico prova a dimostrare il contrario. Tu, che sei stato "tra le altre cose", un formatore, dall'alto della tua superiorità hai deciso quindi che io sia un imbec1lle, che le mie conoscenze sono certamente inferiori alle tue, e ti sei preso la libertà di dirmi che sono un ciarlatano nel mio lavoro. Ammetto di avere dei limiti, ma amico mio tu hai dei seri problemi. Tra l'altro, a riconferma che parli per dare aria al buco del cul.o, i "real scientific data to back up [...] the validity of color science" sono in un link riportato verso la fine del video (https://www.pdnonline.com/gear/cameras/the-best-cameras-for-color-reproduction-ranked/), ma forse eri accecato dal tuo smisurato ego per vederlo |
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inviato il 08 Novembre 2018 ore 8:15
@Jack_96:No, non danno la stessa cosa, infatti sono diversi. Di conseguenza Canon e Nikon (e anche gli altri, ma limitiamoci, per semplicità) hanno sensori che producono RAW diversi e quindi in teoria ci potrebbe essere una diversità di base tra le due case. Il punto è che, vedendola così, anche tra una entry-level e un'ammiraglia della stessa casa ci saranno differenze, no? Di conseguenza tutte le case devono in qualche modo "uniformare" i dati letti dai sensori di tutte le loro machine in maniera tale he i RAW siano almeno "compatibili" all'interno del brand. Basti sapere che non è vero. Ogni tipo di sensore ha una sua caratterizzazione e, all'interno del singolo tipo di sensore, ogni singolo oggetto ha una sua caratterizzazione, come ha spiegato Alessandro. Quindi sono diversi i percorsi che fa ogni singolo colore passando da dato del sensore a dato del RAW. Una volta che hanno prodotto il RAW, per generare il jpg ogni singolo dato del raw fa un altro giro ancora. Il paciugo dei colori arancio, verdi, etc.. avviene in quest'ultima fase. Questo è guidato dai profili di caratterizzazione, siano dcp o icc, dipendentemente dal software usato. Attenzione, che anche il processore della macchina ha integrati i suoi profili quando produce il jpg. Questi profili quindi trasformano i 3 colori in uscita dalla demosaicizzazione a quelli del JPG. Qui ognuno ha la sua "Color science" , che però sarebbe più coretto chiamare "Color cooking" , dato che di scientifico non ha una cippa, come ha fato vedere il video. Color science dovrebbe portare a risultati uguali su TUTTE le macchine, cosa che si guardano bene dal fare (il marketing insegna la fidelizzazione del cliente...). Quelli che si è fatto Alessandro (precisi per il singolo sensore), e quelli di Raamiel (pensati per il singolo tipo di sensore) invece ti permettono di riprodurre FEDELMENTE i colori. Solo partendo da colori "precisi" sei in grado di fare una foto "precisa". Il video è esplicativo di questa situazione: se non si sa che macchina ha fatto una foto, si è persi, non si è in grado di riconoscere questo o quel brand. Peggio, con un banale bilanciamento del bianco si va tutti a banane (evito diatribe inutili sulle metodologie di indagine dei dati, mi sembra tutto ovvio). Pensa che incubo per i possessori di macchine se scoprissero che il sistema NON determina i colori in una foto. Bisognerebbe scegliere razionalmente, un vero incubo! |
user167756
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inviato il 08 Novembre 2018 ore 8:36
Condivido pienamente il pensiero di Pollastrini e Leopizzo, ma un'unico appunto a quest'ultimo... Quando si parla di "Color Science" ci si riferisce ovviamente a quella che applicano i tecnici dei vari brand per fornirci i JPEG belli e pronti, non sicuramente agli esperimenti da piccolo chimico dei sedicenti guru del Forum! |
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inviato il 08 Novembre 2018 ore 8:56
Io non riuscendo a seguire bene l'inglese parlato mi sono fermato a "All hate Fuji". Non ho capito perché ma forse è il motivo inconscio per cui ho nastrato col nastro americano la scritta Fuji in bella evidenza sulla mia x-t20 :-) |
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inviato il 08 Novembre 2018 ore 10:44
“ Io non riuscendo a seguire bene l'inglese parlato mi sono fermato a "All hate Fuji" „ ha detto così perchè fintanto che non si conosceva il brand delle immagini la fuji è risultata la preferita, mentre una volta applicato il nome è risultata la "peggiore". I meandri della mente umana... ahah |
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