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inviato il 05 Novembre 2018 ore 14:16
“ non in piena Piazza San Marco „ ma sul molo, in riva degli Schiavoni, sotto al porticato di Palazzo Ducale ... dove puoi chiedere loro di mettersi in punti in cui una buona parte degli incivili, se vogliono mettersi dietro o a fianco vanno a mollo ... magari con un piccolo aiuto (una spintarella, poi ... ops, scusami tanto, già che sei lì a bagno se vuoi ti passo il bagnoschiuma ...) Per gli incivili che si piazzano davanti non c'è soluzione. |
user90373
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 14:32
“ Per gli incivili che si piazzano davanti non c'è soluzione. „ In virtù di quale investitura "divina" dovrei sentirmi in obbligo di definire incivile chi si piazza laddove vorrei piazzarmi? Per non saper leggere ne scrivere cerco di evitare "quasi" tutti i tipi di promisquità. Che facciano pure le foto che vogliono, tutte uguali, tutti gli anni. |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 14:51
? Se ti metti davanti a uno che sta per fare una foto? |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 14:52
“ In virtù di quale investitura "divina" dovrei sentirmi in obbligo di definire incivile chi si piazza laddove vorrei piazzarmi? „ Credo intenda quelli che, quando tu sei pronto allo scatto, ti si infilano davanti senza chedere permesso. Che poi la foto sia quella solita che fanno tutti o qualcosa di particolarmente originale cambia poco. |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 15:01
in realta' io credo che un qualsiasi fotografo non abbia "diritto divino" di fotografia. Voglio dire... se vuoi fare il servizio alle maschere di Venezia , ti organizzi. Richiesta di spazio al comune , transenne e tutto quello che serve. In quel caso hai il diritto di cacciare via chiunque. Nella normalita' sei a Venezia come gli altri 150mila turisti… e ti fai le foto che riesci. All'arrembaggio di uno scatto, come all'arrembaggio di un vaporetto o di un cessç lungo il percorso. La folla e' parte fondamentale del carnevale. Se ci fossero solo le maschere sarebbe un set... |
user90373
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 15:12
La gente si muove, passa in ogni dove, non sta certo a guardare se a 20 mt c'è quello con il 200 mm intento ad ottenere il"magico focato", cos'è, vogliamo impedire alle persone di andare dove meglio desiderano. Altro discorso è lamentarsi per un deliberato atto di "copertura", di dispetto "professionale", che però non dovrebbe esser semplicemente un “ la gente da buoni consigli quando non può dare il cattivo esempio. „ . |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 15:30
Beh se sto a 3 metri da una in posa con un cannone da 30cm direi che si vede che sto per fare una foto, o no? |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 15:36
Scusate l'entrata a gamba tesa... Ma che senso ha lamentarsi di persone che hanno la pretesa (e il diritto) di fare quello che vuoi fare pure tu? Specialmente in occasione di un evento così "pop". Io invece mi interrogherei su una sola cosa: ma non è noioso fare le stesse foto di altri 1000 fotografi che stanno lì? A che servono? :) |
user90373
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 15:41
@ Alle79 “ Beh se sto a 3 metri da una in posa con un cannone da 30cm direi che si vede che sto per fare una foto, o no? „ Se uno è "gentile" come crede di essere anche se ha il cannone aspetta che il "disturbatore" passi. Per contrasto se il gentile è quello "disarmato" questi aspetterà pazientemente il fatidico click. Se si scontrano uno “ con il fucile e l'altro con la pistola allora quello con la pistola è un uomo morto „ . |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 15:47
insomma, chi e' stato a Venezia nei giorni di carnevale sa benissimo che la folla e' un fiume in piena che rende difficile anche il solo fermarsi per osservare uno scorcio. Non a caso e' stato istituito il senso unico pedonale . pretendere di fermarsi nei luoghi caratteristici e perciò piu frequentati e di poter disporre delle maschere libere da intralci, mi pare un po' esagerato. La folla, alle ore buone per la fotografia, riempie ogni spazio disponibile e diventa difficile camminare con il fardello di un tele. Alla fine, sei un signor nessuno in cerca di uno scatto/selfie come gli altri. E' un po' come pretendere di avere due metri liberi attorno a se sul tram n centro alle otto di mattina. |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 16:03
In una manifestazione dove vi sono state 250.000 presenze appare scontato che vi siano delle difficoltà dovuta alla folla. Debbo dire comunque di aver visto molte maschere aspettare, disoccupate sparse qua e la, se interessavano. In alcuni spazi i fotografi erano più concentrati ma con un minimo di pazienza era possibile utilizzare quello che volevi. Se uno voleva una maggior calma credo vi fossero anche spazi con ingressi a pagamento, oppure provare a sentire se qualche maschera aveva disponibilità a spostarsi. In genere queste manifestazioni dovrebbero essere una possibilità per divertirsi in libertà, qualunque cosa ad uno piaccia fotografare, anche solo per provare lenti, tecniche e via dicendo. I furbi ed maleducati stanno in ogni dove, anche nelle tante vetture parcheggiate a caxxum. |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 17:17
“ Credo intenda quelli che, quando tu sei pronto allo scatto, ti si infilano davanti senza chedere permesso „ . Esatto. Quelli che, con 20 fotografi disposti a semicerchio, si infilano davanti e rompono i maroni a tutti gli altri 20. |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 17:44
Affittarsi una maschera e farsi un po' di autoscatti con calma. Poi uscire in piazza San Marco con una clava, mettersi in posa aspettando i fotografi, e usare la clava nei modi che si ritiene più opportuno |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 17:58
"Io invece mi interrogherei su una sola cosa: ma non è noioso fare le stesse foto di altri 1000 fotografi che stanno lì? " Hai ragione, io, ad esempio, non guardo più le foto di nudo: trovo che hanno sempre lo stesso soggetto.  |
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inviato il 05 Novembre 2018 ore 18:11
Ma no, basta piazzarsi fuori dalla piazza, e "beccare" le maschere mentre arrivano, sono sempre disponibilissime, del resto vanno là per farsi fotografare, e appena si è fuori dalla piazza la situazione è meno incasinata e più gestibile. Quanto alla ripetitività, è vero, sono le stesse foto che fanno gli altri. Ma sono anche le foto che faccio io. Nel senso, è il risultato che sono riuscito ad ottenere con i miei mezzi e con le mie capacità, in una situazione spesso molto difficile. |
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