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Nel ritratto cos'è più importante?


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avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2018 ore 22:20    

domanda notevole cui do' anche io la mia risposta,
come per ogni altro genere, il ritratto è un racconto del fotografo. Quindi, tutte le caratteristiche elencate valgono poco se il fotografo non ha niente da raccontare. Si hanno allora solo fototessere, magari con colori e mood più Cool, ma sempre foto tessere.

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2018 ore 22:25    

La cosa più importante in un ritratto?
Ma diamine ... quella che è l'unica cosa importante in fotografia ... la LUCE no?

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2018 ore 22:47    

P.s.: Matteo, ma l'ultimo postato non è una foto tessera per la carta d'identità?

ora la domanda che ti faccio è: Ana dias fa belle foto e ne ho viste varie molto sexy e curate, ma Ruff ha tutt'altra caratura e considerazione a dimostrazione che l'emozione in una foto non è per forza necessaria , ma quello che il lavoro racconta è quello che fa davvero la differenza e il come lo fa, certe scelte non sono casuali

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2018 ore 22:58    

A parte tutto quanto letto, nessuno ha menzionato la cosa forse fondamentale nella riuscita di un ritratto : la complicità, l'intesa, che si deve instaurare tra il fotografo e colui / colei che viene ripreso.

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2018 ore 22:59    

Anche questo non lo trovo fondamentale, un ritratto non è per forza posato
i1.wp.com/saramunari.blog/wp-content/uploads/2016/09/09845-art-30d-pl-

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2018 ore 23:00    

è una bella domanda! non saprei dare una risposta! è un mix di tantissime piccole cose messe insieme e fatte bene!

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2018 ore 23:14    

@Matteo
Certo, era una domanda ironica, che comunque mi è sorta spontanea; d'altronde, anche una fototessera, è un ritratto MrGreen:-P

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2018 ore 23:23    

Lo sguardo di chi viene ritratto è determinante.

avatarsupporter
inviato il 05 Ottobre 2018 ore 0:07    

Ana dias fa belle foto e ne ho viste varie molto sexy e curate, ma Ruff ha tutt'altra caratura

Penso sia un errore comparare immagini, o nello specifico ritratti, fatte per scopi diversi.
I ritratti fatti per godere dell'atto di fotografare sono tipicamente da fotoamatore. Raramente c'è un progetto di immagine, soppiantato da un progetto di occupazione del tempo libero (si veda il successo dei workshop con modelle).
In questo tipo di immagini conta "l'emozione", la memoria soggettiva, la creatività fine a se stessa.
I social sono la dimostrazione lampante di questo approccio massivo al ritratto di limitato valore universale: milioni di immagini che nessuno guarda.
Storicamente, invece, il ritratto ha sempre avuto uno scopo, poichè costava fatica e soldi (molti soldi).
Basta farsi un giro per musei. Non ci sono ritratti fatti a caso.
Nonostante l'effetto devastante del romanticismo, anche i primi ritratti fotografici non erano di gente allegra e scanzonata. Nessuno avrebbe voluto passare ai posteri con un bel sorriso in faccia perchè era considerato da imbe.cilli. Ancora oggi, difficilmente uno si farebbe mettere sulla tomba una foto in cui ride sguaiatamente perchè "crea una bella emozione".
Oggi è tutto diverso. La fotografia ha portato alle masse il ritratto "emotivo personale", che riprende le radici della pittura romantica per arrivare alle duck face. Il ritratto di massa non serve per dimostare potere o bellezza, ma banalmente il life style.
I ritratti fatti per uno scopo, con un progetto dietro, sono ancora come quelli storici. Nulla è cambiato: lo scopo guida la forma.
Ana Dias fa foto per un certo scopo. Colore, luce, PdV, ambientazione sono usati per quello scopo.
Ruff le fa con uno scopo completamente diverso. Ha parametri completamenti diversi dalla Dias, funzionali al suo scopo.
Non sono "ordinabili" secondo un criterio di caratura.
Sono su scale diverse.
Dubito che saprebbero scambiarsi i ruoli avendo ancora successo.
Per questo non si possono indicare fattori importanti in assoluto.
Sono sempre relativi allo scopo del ritratto.

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2018 ore 0:12    

Era quello che volevo sottolineare paragonando 2 lavoro così distanti

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2018 ore 0:12    

Ci sono ritratti celebrativi in tutti i musei senza emozioni più per nessuno.
Questo per la pittura.

Ci sono sguardi e volti che restano nella memoria.

Soggettivita ed oggettività.


avatarsupporter
inviato il 05 Ottobre 2018 ore 0:17    

Era quello che volevo sottolineare paragonando 2 lavori così distanti

Hai preso due ottimi esempi ;-)

La Dias mi piace da sempre per l'uso del colore e dell'ambientazione.
Per esempio, nella foto di Olga de Mar che hai linkato, il contatto visivo è evidentemente funzionale al contatto con l'osservatore (tipica illusione di contatto della fotografia erotica).
Si sente anche la mano femminile nelle sue immagini. Anzi, sarebbe interessante un discorso sul ritratto (specie di nudo) fatto da fotografe donne e come si distingue da quelli fatti da fotografi maschi...ma la cosa sarebbe lunga.
Anche in Ruff c'è il contatto visivo, ma con uno scopo completamente diverso: assente, da fototessera.
Mi fa ripensare all'unica volta in cui un'amica mi chiese di farle una foto da fototessera per un documento.
Pensai: "che ci vuole? Muro bianco dietro, luce uniforme e con due scatti finiamo".
Invece, mentre nel baracchino uno tira la tenda e assume subito la faccia giusta, con me fu presa da un attacco di ridarola che ci vollero 20 minuti per avere una espressione decente. Alla fine ho ottenuto tanti ritratti "emotivi", ma uno solo adatto allo scopo.

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2018 ore 0:37    

Per me un ritratto deve comunicare. Che sia gioia, tristezza, amore, indifferenza, ecc. ma deve riuscire a comunicare qualcosa.
Quando il fotografo riesce a fare questa cosa e trasmetterla anche a chi guarda la foto allora si può dire che è un buon ritratto.

Ps: le foto dei documenti sono fuori categoria MrGreen

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2018 ore 0:50    

La cosa importante, perché piuttosto rara, è la capacità del fotografo di entrare in empatia con il soggetto e cogliere qualcosa che viene dal profondo della suo mondo interiore.

Questa foto ne è un esempio, uno dei migliori che conosco. Che sia stata fatta da uno dei più grandi fotografi di moda non ha in fondo importanza.




avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2018 ore 2:05    

Scusate...ma mood sta per? Sorriso

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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