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Il fotografo: bravo, pro, artista....


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avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 15:04    

Concordo con Lord... se bravura equivalesse a conformità con il gusto del singolo sarebbe un bel problema.

avatarsupporter
inviato il 18 Settembre 2018 ore 15:20    

- professionista: lo fa di mestire

Concordo

con le adeguate competenze e capacità

Non concordo ... qualche volta non sono adeguate.

e non è detto che questo basti per viverci).

Concordo

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 16:12    

Premetto che ho sempre qualche dubbio ad entrare in queste discussioni che vogliono definire categorie precise.
Mi vengono in mente alcuni confini molto più sfumati...

Ad esempio ci sono professionisti (cioè persone che vivono di fotografia commissionata da altri) che sono anche universalmente riconosciuti come artisti. Direi che la storia della fotografia ne è piena.
Ma anche la storia della pittura e della musica lo sono.

Penso anche che la distinzione fra pro e artista non sia che il primo "ci campa". Anche l'artista "deve mangiare" e se ci riesce con le sue opere è fra i fortunati. Pochi, ma ci sono... Un fotografo che riesce ad entrare nel mondo del mercato dell'arte, mangia eccome...

Una differenza fra pro e artisti è che i primi fanno foto commissionate da altri, i secondi sono "commissionati" da se stessi. In questo assomigliano ai fotoamatori.
E l'origine della motivazione che porta a creare una fotografia mi pare una distinzione non da poco.

Tornando alla domanda dell'autore del post:
Quando è artista proprio non saprei, e chiedo a voi di darmi delle linee guida o degli indizi per identificarlo.

Di certo non "capisco" che un fotografo è un artista perché "mi piace" o "mi emoziona". E nemmeno perché ha una "solida" fama sul web.
Francamente, come in qualsiasi campo, credo che il giudizio sul valore artistico lo possano dare persone che si occupano di arte per professione.
Ok. Sappiamo che queste valutazioni non sono scienza esatta e ci sono lotte al coltello su questi argomenti.
Ma quando una gran parte della comunità di storici dell'arte, critici, curatori, ecc. è concorde sul valore dell'opera di un fotografo, si può ragionevolmente pensare di essere di fronte ad un artista.

Diciamo anche che il valore artistico (in generale, non solo per la fotografia) lo si coglie meglio in una prospettiva temporale lunga. È più "facile" dire che il cubismo è una corrente artistica piuttosto che dirlo della street art. Questo perché il tempo e l'evolversi della produzione nell'arte aiuta a capire meglio il valore di un singolo esponente o di una corrente.


user90373
avatar
inviato il 18 Settembre 2018 ore 16:25    

@ Ale Z

Diciamo anche che il valore artistico (in generale, non solo per la fotografia) lo si coglie meglio in una prospettiva temporale lunga.


No,no,no! Oggi funziona così: Artisti, subito, tutti!

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 16:27    

Sorriso

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 16:28    

No,no,no! Oggi funziona così: Artisti, subito, tutti!


Marziale come il motto dello shinsengumi! MrGreen

avatarsupporter
inviato il 18 Settembre 2018 ore 16:42    

@Ettore Perazzetta
MrGreen MrGreen MrGreen

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 18:30    

Ettore, non fare casino in questo 3D! Dei c@zzoni che ci sono in giro parliamo un'altra volta.
Adesso, dato che hai i numerosi per poterlo fare, dammi un po di luce!

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 18:32    

" - professionista: lo fa di mestire"
Concordo

" con le adeguate competenze e capacità"
Non concordo ... qualche volta non sono adeguate.


per me non è un professionista.
se si trattasse di un chirurgo che ti deve operare faresti la stessa valutazione?
no, e ti aspetteresti che venga radiato.
non basta essere in regola con la legge, non c'è solo l'aspetto legislativo ma anche quello etico.
Esiste un contratto in cui c'è scritto da qualche parte che sei fotografo professionista?
fatemelo vedere. Sei professionista solo perchè hai aperto un negozio di fotografia?
no, sei solo un negoziante.

Se ti è consentito fotografare e se facendo questo guadagni soldi puliti di fronte alla legge, questo non basta a dirti professionista. Potresti trovarti a chiudere proprio perchè non lo sei.
poi immaginati la referenza di fronte ad un'agenzia:
- sono stato fotografo professionista cerimonialista per tre mesi ma poi ho chiuso perchè non facevo una foto giusta che una e la gente voleva uccidermi per gli obbrobri che gli ho consegnato.

questo per te sarebbe un professionista.
per me no.

vi garantisco che le 3 definizioni che ho messo sono molto misurate. ;-)Cool

avatarsenior
inviato il 19 Settembre 2018 ore 18:00    

Se passasse "il qualcosa di necessario oltre il necessario" (della serie "è farina del tuo sacco" ,non proprio),allora se per qualcuno fare qualunque cosa, o quella cosa in particolare,potrebbe essere gia' un tratto distintivo.Se fosse uno scarabocchio, sorgerebbe qualche dubbio, a patto che non si tratti di scarabocchio artistico.Le lunghe code per vedere quella mostra in particolare rappresentano veramente la ricerca del contatto con l'arte?
Spesso su questo forum sono portate ad esempio fotografie di fotografi riconosciuti come artisti ed emergono anche dubbi a riguardo.Se non è arte ed effettivamente non vi è dubbio a volte,almeno che sia una buona fotografia o un prodotto commerciabile ma spunterebbe qualche altra ragionevole domanda da verificare.

avatarsenior
inviato il 19 Settembre 2018 ore 18:12    

Caputo, non ho caputo un cappero!

avatarsenior
inviato il 19 Settembre 2018 ore 18:24    

Credo di parlare a nome di tutti quando dico: Eh??!?Confuso

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2018 ore 14:24    

Masticato e digerito le indicazioni arrivate sinora.
Tento un sunto personale sui cui auspico altri interventi correttivi o integrativi.
Il fotografo artista è quello che riesce a farmi vedere cose o suggerirmi interpretazioni di cui non mi ero accorto (saramunari). Quindi aggiungo io, la fotografia dell'artista va oltre le cose o i fatti raffigurati.
Così mi sembra perfetto.
Però, dato che ognuno ha sensibilità ed esperienze culturali differenti, se non completiamo quanto sopra, i fotografi artisti rischiano di essere 80 milioni perché ognuno elegge il proprio manipolo di artisti. E qui la considerazione di Ettore non è peregrina.
Allora mi piace pensare che il fotografo, per essere artista, oltre alle peculiarità prima descritte, debba anche essere riconosciuto come tale da un establishment specializzato. Fatto da quelli che capiscono di arte fotografica, critici, scout, galleristi. Se sei artista prima o poi ti beccano.
Ho detto delle minchi@te?

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2018 ore 14:47    

non serve una commissione speciale che decreti se uno è artista.
anzi, molti falsi artisti sono promossi come tali a tavolino.

occorre sempre ricordare che le 3 definizioni per essere tali devono avere un ampio riscontro. Se sono legate alla sola interpretazione personale possiamo avere una nostra personale idea, non un significato utilizzabile linguisticamente del termine.

avatarsupporter
inviato il 20 Settembre 2018 ore 15:05    

Ho detto delle minchi@te?


No ma hai semplificato molto...e la questione è invece complessa.

L'articolo di Sara contiene interessanti rimandi come questo alla Valtorta

«Forse siamo davvero di fronte a un nuovo modo di comunicare, non strutturato, né organizzato e né soggetto alle regole alle quali ci siamo abituati nei secoli. Quello che ha fatto la fotografia fino a vent'anni fa non è altro che la continuazione di quello che faceva l'arte precedente, salvo episodi. Adesso, invece, c'è una reale spaccatura, c'è la possibilità di parlare attraverso l'immagine continuamente, in ogni luogo, condividendo ogni tipo di comunicazione, utilizzando l'immagine in ogni modo, rilanciandola in tutte le vesti. È un fenomeno tutto nuovo, sconcertante. Non so se riusciremo a costruire un nuovo alfabeto, sicuramente il rischio di annegare in questo mare c'è. Non penso nemmeno che si possano utilizzare le regole che abbiamo studiato per capire le immagini, c'è davvero la necessità di un'altra dimensione per analizzare il fenomeno»


Altra interessante considerazione è stata espressa da un'utente del forum in un'altra discussione

Quando un mezzo di comunicazione o una forma di arte o artigianato ha una diffusione e varietà di espressione tale da renderne impossibile una sintesi storica se non a posteriori, a quel punto ogni singola opera (fotografia, nel nostro caso) ha valore solo per un numero ristretto di individui che possono esperirla. E' stato così anche in passato, anche se in modo ridotto. Molti grandi compositori sono stati riscoperti dopo decenni o secoli ( Lo stesso Bach deve a Mendelssohn la sua riscoperta ufficiale), ma prima della diffusione della Musica e degli strumenti musicali a milioni di persone, si riusciva ancora a tirare le fila di una "evoluzione" del linguaggio, magari dopo decenni. Il tutto era possibile perché comunque c'erano istituzioni più o meno accettate e consolidate che permettevano di filtrare in modo "illuminato" ciò che era eccezionale da ciò che non lo era. Molto di buono non veniva tramandato magari, ma almeno qualcosa veniva eletto a "ECCEZIONALE".
In fotografia queste istituzioni possono essere state le grandi agenzie di stampa, la comunità giornalistica, gli editori consolidati, etc.
Il numero di fotografie prodotte (e liberamente pubblicate!) sulla Terra in un giorno richiederebbe, vedendone una al secondo, centinaia d'anni (sto sottostimando, credetemi). Questo porta all'impossibilità della definizione di capolavoro come singola espressione della fotografia, quanto piuttosto alla definizione di archetipi di perfezione. Per lo stesso motivo l'Alta Cucina ha molti estimatori, ma pochissime persone possono aver assaggiato un piatto specifico di un particolare chef. Il massimo che un numero (relativamente) maggiore di persone può aver fatto è assaggiarne uno di tipo e qualità analoghi. Ma non lo stesso piatto! La fotografia sta quindi diventando sempre più, a mio avviso, come moltissime forme di espressione ultra-diffuse, terapia. Così come tutti mangiamo, tutti (moltissimi) facciamo foto e vogliamo goderne "di quelle buone". Su quali siano quelle buone, come sul cibo, non c'è modo di convergere. La mole di dati creata renderà impossibile, anche quando la fotografia non sarà più in voga (ammesso che i media siano fruibili a quel tempo) qualsiasi sintesi di merito che permetta di delineare una Storia della Fotografia per singoli autori e opere. In questo senso la fotografia, come il cibo, è diventata a mio avviso un bene primario( se non necessario) col quale l'Umanità si confronta tutta, senza possibilità di definire meriti individuali assoluti.
I miei due cent.

Insomma ad inizio 900 Atget che era un artista in un modo dove i fotografi non erano molti è stato riconosciuto come tale solo parecchi anni dopo la sua morte, oggi ci sono artisti che non verranno probabilmente mai riconosciuti con le loro opere disperse nell'immenso mare d'immagini, mentre in altri casi forse disponibilità economica e capacità di autopromueversi potrebbero portare ad un riconoscimento che vada oltre l'effettivo talento

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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