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inviato il 24 Agosto 2018 ore 11:27
Come mi è capitato di dire già in un'altra discussione, l'unica iniziativa che possa tutelare, almeno in parte, i fotografi professionisti (e di riflesso anche i clienti) è quello di organizzarsi per fondare un albo professionale, come normalmente avviene per altre professioni. Certo, bisogna auto-tassarsi, eleggere un Consiglio, un comitato di controllo, ecc. ma, purtroppo, solo in questo modo si può sperare che venga tutelata la professione... in caso contrario la fotografia professionale continuerà ad essere terra di saccheggio di miriadi di pincopallo con una macchina fotografica in mano. |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 11:35
"amatori erano ex professionisti" Non Condivido... Un professionista è un professionista. Sempre! Non diventa amatore... A mio parere può capitare che un professionista "regali" il proprio lavoro, magari perché pensionato, ergo lavora in nero... "lei non compra una giornata di lavoro, ma oltre vent'anni di esperienza" Condivido |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 11:51
La parola profesisonista rimane la parola piu' abusata del mondo.. ma anche la parola peggio usata della storia. Per molti e' pro solo quando lo e' per lo stato e quindi paga tasse e ha tutto in regola. Ma se parliamo di altre professioni, rimarra' piu' facile indicare la professionalita': Un medico e' un pro perche' la sua condotta professionale nasce dai suoi studi, esperienza e gli si affida anche la vita sapendo che non va ad indovinare o a sperimentare sui pazienti. Un avvocato e' un pro perche' che vinca o perda la causa, nona rrivera' in ritardo alle scadenze dei temrini e la sua condotta sara' sempre sicura. Un commercialista sara' professionista perche' se il cliente gli fa una domanda su un determinato ambito, lui non dira mai NON LO SO, ma LE FARO SAPERE e si documentera' in quel caso particolare o fara' ricorso ad altri colleghi piu' specializzati. Un calciatore e' pro perche' non sia zzuffa in campo mentre gioca quando gli gira, ma perche' LAVORA e si rompe il sedere in allenamento per rendere al massimo sia picologicamente che fisicamente che tatticamente in quei 90 minuti. Ecco.. il fotografo e' un pro perche' non va allo sbaraglio, SA cosa fare quando serve, sa leggere la scena , sa cosa fare in determinate condizioni di luce ma anche dietro richieste strane o esose, o situazioni limite.. che sia matirmonio, un set, un evento. Se Nel set pagato decine di mila euro qualcosa non va come dovrebbe andare, il suo essere professionale lo tirera' fuori e il risultato arrivera' comunque per vie diverse ... perche' ricordiamo che essere professionisti significa asservire le richieste di un pagante in maniera professionale, ne piu' ne meno. Ecco.. apri sto forum e il pro sembra quello che quando giochi a Modern Warfare 3 online sta primo nel ranking e non lo ammazza nessuno.. o che spende milioni di euro in attrezzatura e sa ogni nuova novita' del marchio X... quello non e' un PRO.. quello e' uno che c'e' rimasto. |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 11:58
Roscire, puoi anche non condividere non è un problema ma conosco diversi fotoreporter che purtroppo hanno chiuso p.iva perché non riescono più a lavorare. Si sono spostati anche all'estero senza successo. In Italia collaboravano con testate famose. Alcuni si occupavano di documentari ma non girano soldi per portare avanti progetti. Chi li conosce spesso affida a loro il servizio per offrirgli un po' di lavoro e non per altro (non è il loro genere ma lo fanno per esigenze). Oggi è toccato a loro ma a breve a chi vive con questo genere...poi ne riparliamo quando lavoreranno in molti a nero e a prezzi stracciati. |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 12:12
Secondo me non basta comprarsi un'attrezzatura stellare per essere professionisti, ne ho visti tanti fare così (lo ammetto all'inizio lo facevo anche ma non mi sono mai sognato di chiedere soldi e solo con amici e parenti). Poi dopo un po' di gavetta sono riuscito a collaborare con uno studio. Cmq vedendo tanti album alla fine chi a tanta esperienza e lo fa veramente da anni si riconosce sempre.... il problema vero credo sia la crisi, oggi molte persone si affidano a "non professionisti" per risparmiare qualche soldo ma a discapito della qualità del servizio. |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 12:13
Non ho mai fatto fotografia di matrimonio. Ma un genere che mi affascina perché trovo che abbia dei risvolti sociologici e "di costume" assolutamente interessanti. Diamo per scontato che la correttezza sul piano normativo, soprattutto fiscale, va sempre rispettata. D'accordo anche sul fatto che l'esperienza sul campo sia fondamentale per dare maggiori garanzie al cliente sull'esecuzione corretta del contratto. Ma cos'è che dà qualità creativa al prodotto? Essendo la "sceneggiatura" dell'evento sempre la stessa, moltissimo si gioca sulla capacità del fotografo di cogliere il contesto. Sia dal punto di vista dei personaggi sia delle ambientazioni. Bisogna essere contemporaneamente dei bravi reportagisti, ritrattisti, paesaggisti... E purtroppo qui si gioca un grave handicap a sfavore dei nostri bravi fotografi di provincia... Se guardiamo anche a riferimenti globali quali l'IWPOTH vediamo che la maggior parte delle foto premiate (non tutte...) sono chiaramente fatte in contesti piuttosto "ricchi": location mozzafiato, sposi e invitati che sembrano attori hollywoodiani... È tutto molto upper class. Guardate ad esempio la foto di Ryan Brenzier qui sotto: sembra la scena di un film. Non credo che sia comune per il fotografo medio italiano lavorare in condizioni come queste. È chiaro quindi che diventi più facile cadere in stereotipi. Anche culturalmente credo che per il cliente medio nostrano la "bella foto" sia diversa da quella qui sotto....
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 12:16
Quando mi sposai 1989 presi una persona non pro suggerita da un parente risultato negativo e soldi spesi male. Assolutamente un pro capace è la scelta giusta, soldi spesi per avere il risultato non soldi spesi e basta |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 12:22
“ il problema vero credo sia la crisi, oggi molte persone si affidano a "non professionisti" per risparmiare qualche soldo ma a discapito della qualità del servizio. „ Questo purtroppo è vero ma secondo voi le persone che si sposano e non sono appassionati di fotografia (penso la maggior parte) riescono a distinguere la qualità di un album fatto da un professionista da uno fatto dall'amico "appassionato di fotografia" che ha chiesto in nero pochi soldi? Ecco secondo me il problema sta anche che ormai gran parte delle persone non riesce più a riconoscere la qualità delle cose ma alla fine guarda principalmente il prezzo, non solo per un album di matrimonio ma anche su mille altre acquisti (cibo, abbigliamento, ecc...). Michele |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 12:54
e comunque… vi farei vedere le foto di cocktail che mi hanno mandato la settimana scorsa, in teoria sarebbero da montare su un sito commerciale. Il committente ha assicurato di disporre di un fotografo "pro" Non ce ne e' una utilizzabile… non ne trovi una che sia adatta. Non e' solo il settore matrimonio che crolla miseramente… basta guardare la maggior parte dei volantini in circolazione (o dei siti internet). |
user158139
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 13:12
“ un albo professionale „ Ma scherziamo? Dovremmo eliminare tutti gli albi professionali, fatta eccezione per le sole professioni il cui esercizio può comportare un danno all'incolumità dei cittadini (medici, architetti, ingegneri). Via l'albo dei commercialisti, quello dei notai, degli avvocati, dei geologi, etc. Sono le qualificazioni da un lato e il mercato dall'altro a determinare la professionalità di un soggetto, non la sua iscrizione ad un albo. |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 13:17
“ Ecco secondo me il problema sta anche che ormai gran parte delle persone non riesce più a riconoscere la qualità delle cose ma alla fine guarda principalmente il prezzo, non solo per un album di matrimonio ma anche su mille altre acquisti (cibo, abbigliamento, ecc...). „ Tu che, magari, non conosci la sartoria, sapresti riconoscere un vestito morbido che ti calza a pennello, fatto su misura per te, rispetto da uno da un discount (magari neanche italiano)? Io dico di si. E così gli sposi, almeno quelli che vanno (o che possono andare) oltre il semplice costo. Esperienza personale. Ciao LC |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 13:29
“ Discorso giusto ma sbagliato le foto che può farti uno strett photographer ad un matrimonio non ha rivali con macchine da 1000 euro... Altro che fotografi professionisti (professionisti sta a significare partita Iva e negozio) se ti saresti affidato ad un artista fotografo saresti stato ancora più contento. Sono convinto che su 100 foto non riusciresti a capire neanche la metà fatta da un professionista contro un artista „ . mica c'ho capito niente. Appena puoi la riscrivi, magari con calma. Ciao LC |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 14:05
Un buon prodotto costa a prescindere dal settore fotografia. Purtroppo molti se ne accorgono quando è troppo tardi. Anch'io l'anno prossimo per la prima volta sarò il fotografo di una cerimonia e non ho minima idea, attrezzatura ed esperienza...per questo gli sposi mi hanno contattato e convinto. Il bello è che non sono preoccupato nemmeno minimamente e utilizzerò una compatta (la mia amata Fuji x100t). Tutto fuori ogni logica di chi si occupa del settore...figata!!!. Non ho idea di cosa ne uscirà e non penso di togliere lavoro a nessuno visto che non sono stato contattato a caso e sanno benissimo che non è il mio lavoro e non capisco una mazza sia di fotografia che di matrimoni. Le foto saranno raccolte in un fotolibro, suppongo di circa 100 pag. (Probabilmente molto meno... dipende dal materiale e dall'impaginazione sicuramente fuori ogni regola ma sicuramente dal forte impatto). Penso che molti sono stufi dei classici album con le belle foto in posa perché in fin dei conti quelle immagini son tutta una recita. Belle sicuramente ma tutta finzione. |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 14:07
“ Guardate ad esempio la foto di Ryan Brenzier qui sotto: sembra la scena di un film. „ Si, un film dove questo signore con i piedi messi "elegantemente" sul tavolo durante un pranzo (deduco) di nozze sarebbe il cattivone odioso da far secco alla fine della storia. La foto fa pensare ad uno zoticone maleducato con lo sguardo viscido.... Se l'obbiettivo della foto era rendere questa idea... be ... allora è perfetta! |
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inviato il 24 Agosto 2018 ore 14:11
Concordo LC quando dici che c'è una differenza tangibile da chiunque tra un bel abito da sartoria con materiali e fattura di un certo livello e un abito da discount magari in poliestere! Però per altri prodotti, e anche le foto a mio avviso, non è facile per un "profano" cogliere la qualità di uno scatto e forse tanti si "accontentano" di un reportage fatto da un conoscente di media bravura (e forse in nero) che però li soddisfa. Dipende dal livello di qualità che una persona ricerca, e questo è soggiettivo; ovvio che nella maggior parte dei casi la qualità si paga ma quello che volevo dire è che a volte la qualità non viene adeguatamente percepita. Non so spiegare bene il concetto Non uso la parola professionista apposta perchè professioinsta non significa per forza di cose bravo; la bravura nella professione dovrebbe essere riconsciuta dalla soddisfazione della clientela, non da un titolo o da una p.iva nè tanto meno dall'iscrizione ad un albo (e sono un ingegnere che si è cancellato dall'albo...). Ciao. Michele |
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