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inviato il 03 Giugno 2018 ore 16:00
Mi piace molto la fotografia di Salgado, sulle foto con lo smartphone non sono assolutamente d'accordo. Dipende molto come lo usi, certo se ci fai selfie allora parliamo di altro, ma se lo usi come la reflex allora le cose cambiano. Io in Etiopia con lo smartphone ho fotografato la rondine codabianca in volo, maschio e femmina nella stessa foto, a fuoco, come sfondo la savana, anche lei perfettamente a fuoco! |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 16:01
Quelle immagini sono state realizzate con lo smartphone perché non mi era possibile usare la fotocamera. Tra il non farle e accontentarmi dello smartphone preferisco la seconda opzione.Queste immagini stampate su fotolibri ti garantisco che vengono molto bene se non le ingrandisci a pagina piena. Se vuoi utilizzarle in cornice basta restare in un formato non oltre i 20/30cm con un passepartout e avrai un quadro di tutto rispetto. Certo che se fai paesaggi o avifauna parliamo di tutt'altro e a quel punto assolutamente fotocamera. |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 16:06
“ Nei suoi lavori percepisco sempre una profonda umanità che per come la vedo io deve sempre essere la base di un certo tipo di fotografia „ Infatti la sua posizione nei confronti, apparentemente, dello smartphone, è in realtà contro una certa logica iperconsumistica che arriva persino a disumanizzare non solo la fotografia, ma l'intero linguaggio in tutte le sue forme: la Rete funziona (economicamente) non per quello che dici, ma per quanto parli, con parole reali, immagini, suoni e quant'altro. Sta succedendo un po' come per le lingue straniere a scuola: se ne devono insegnare sempre di più, e per farlo si toglie sempre più spazio alle altre materie (alcune sono addirittura scomparse: qualcuno sa che fine ha fatto la geografia?), per cui siamo arrivati al punto che non importa che tu sappia di cosa stai parlando, ma che tu lo dica in cinque lingue diverse. Questo discorso è ormai esteso a tutte le forme di linguaggio, perché il vero business non è più il contenuto della comunicazione, ma la sua quantità. |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 16:23
Credo che Salgado da persona dotata di una certa intelligenza, faccia riferimento fondamentalmente a due aspetti cruciali: in primis, l'esasperato processo di democratizzazione a cui la fotografia sta andando incontro grazie all'accessibilitá dello strumento e la facilitá di condivisione. Poi il lato spudoramente commerciale di tali strumenti. Sostanzialmente, entrambi tratti che hanno portato il media fotografico ad essere appannaggio di molti (forse troppi per Salgado) pseudo fotografi, che di fatto mancando di contenutistica, annullano il concetto stesso di fotografia. Non per nulla in una delle risposte fornite nell'intervista, dice che vi sono meno "veri fotografi" rispetto a 30 anni orsono. |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 17:08
a me sembra che salgado abbia parlato dell'uso del cellulare e se vogliamo, in quel commento ci possiamo far rientrare qualunque mezzo fotografico che non produca alla fine foto stampate, vero distinguo fatto da salgado in merito, tra memoria e linguaggio, e non ha parlato di foto artistiche o tecnicamente perfette, la foto di papà al figlio neonato è l'esempio, la foto nell'album magari rovinata l'aggiunta, da come parla se non stampi , la fotografia non è fotografia, non è memoria... non penso che parlasse di tecnica o arte. |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 17:12
.*Non per nulla in una delle risposte fornite nell'intervista, dice che vi sono meno "veri fotografi" rispetto a 30 anni orsono."...Non penso che sia così. Queste frasi sono ormai standard dei veterani in tutti i settori. La trovo una forma di autodifesa nei confronti di autori giovani e non, molto bravi che cercano di farsi spazio. Anche quando Salgado era "nessuno" chi lo ha preceduto diceva le stesse cose della nuova generazione. |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 17:27
Beh, insomma. A me invece pare conseguenza di quanto fatto trasparire nelle risposte precedenti. Inoltre che la democratizzazione in ambito fotografico sia quasi giunta all'anarchia nella societá moderna é un dato di fatto. Tornando alla frase incriminata, senza essere Salgado o comunque avere 40 anni di carriera alle spalle, credo abbia un buon fondo di veritá. |
user23063
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 17:28
Io invece credo che abbia ragione, oggi c'è molta più gente che si crede di essere un fotografo, e per giunta anche bravo. Di sicuro in proporzione sono molti meno i fotografi bravi rispetto ai produttori di immagini. |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 17:32
Concordo con Daniele, ritengo che sia necessario contestualizzare e capire (possibilmente) l'essenza del suo pensiero e delle sue risposte. Per questo non concordo invece questa volta con Vincenzo nel senso che un certo approccio alla fotografia (o similare) e l'estrema "democratizzazione" del mezzo fotografico non ha portato affatto alla moltiplicazione dei "veri fotografi" rispetto ad un tempo. Ce ne sono forse di più ma immensamente meno di quanto potrebbero essercene. Questo perché la condivisione anche tramite canali "massivi" (in questo momento non mi viene una parola più appropriata) ha cambiato certi paradigmi e purtroppo spesso non in meglio. Poi se vogliamo mettere la pulce che un Fotografo di una certa età, percorso umano, lavorativo e fama abbia vagamente bisogno di certe scorciatoie per esaltare il proprio essere ed il proprio lavoro possiamo anche farlo, ma non credo che abbia bisogno di questi mezzucoli per ribadire la propria statura. Pensare il contrario ritengo sia una scorciatoia facile, e molto utilizzata, per non discutere dei contenuti. |
user36220
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 17:46
Io parto dall'ultima risposta dell'intervista, dove gli si fa la domanda: "lei è un'artista?" e lui risponde "No, sono un fotografo". Ecco, solo in questa frase si vede la grandezza della persona, prima ancora che del fotografo. Il problema è che lui, che artista per me lo è eccome, uno dei pochi che potrebbero fregiarsi di questo titolo, non se ne appropria, mentre tanti produttori di fumo, di fotografi a tavolino, ovvero che scattano volendo per forza stupire e/o provocare, a volte anche con mezzi di bassa lega, magari, si definiscono tali. Il discorso sullo smartphone è secondo me piuttosto chiaro: si pensa più a fare la foto che ad altro. Come con le compatte, punta e scatta, dove si hanno decine, centinaia di fotografie, tutte uguali, senza anima, senza storia, senza memoria, come dice. |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 17:52
Veri e finti sono messi sullo stesso piano,per cui si complica la questione e ci sono molti fotografi.C'è da dire che le foto, sono aumentate a dismisura,ma tutte verissime. Piuttosto che rispetto la produzione di immagini è la tipologia di forma per la funzione,legata anche ad un pubblico giovane,che potrebbe differenziarsi e segnare questa modifica dei costumi è l'aspetto che mi è parso di intravedere,nel discorso.Infatti qualche altro parlava di alcune applicazioni anche piu' rapide e di uso comune rispetto al software.La macchina si puo' cambiare per il programma non si sa ancora.... C'è anche questa funzione ludica dell'utilizzo della fotografia e delle immagini,come gioco divertimento,aspetto che emerge anche qui sul forum.Il gioco finisce ed esaurisce la sua funzione brevemente, almeno quel momento di gioco ed un nuovo divertimento inizia. Si potrebbe sostituire l'utensile,per vedere se cambia la funzione o il prodotto,opure la concezione resta invariata. Gli speciali sui fotografi di 20 minuti sono stati sostititi dalla terza stagione del reality,nel canale dedicato all'Arte ,che poi si riallaccia all'intervista. |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 17:52
Applauso per SemT, esattamente quello che penso io |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 18:52
"Il problema è che lui, che artista per me lo è eccome, uno dei pochi che potrebbero fregiarsi di questo titolo"...per me l'artista è tutt'altro (non è polemica e non da intendere come qualcosa di offensivo).Salgado è un fotografo con la F maiuscola e se proprio vogliamo dirla tutta nel suo caso come anche di tanti altri fotografi lo smartphone è fuori luogo. Non condivido chi pensa che la foto dal cell. non possa raccontare perché molte immagini che "raccontano" (parlo di fotogiornalismo) sono state realizzate con cellulari. La qualità la si può discutere il contenuto non penso. Quindi fare distinzione è importante. |
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inviato il 03 Giugno 2018 ore 19:14
Legare la legittimità di una disciplina al mero strumento è totalmente insensato... Salgado è Salgado ma qui ha detto una ca.gata Alla stregua di Berengo con Photoshop.... Credo che sia abbastanza comprensibiile che certi grandi fotografi la pensino in un determinato modo.... L'importante è analizzare criticamente dichiarazioni come queste e non annuire come semplici pecoroni |
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