user14286
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 7:16
“ Io se qualcuno mi dice che mi vuole bene, gli credo e ricambio. „ male. “ Non mi puzza mai nulla. „ malissimo. ...ma càzzo...ma la discussione dell' altra volta sull' amicizia non è servita a nulla!?!? |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 8:23
Il problema è che tendiamo a confondere "socialità" con "società", intesa come qualunque insieme di persone che vivono a contatto per un motivo o per l'altro; ma la "socialità" prevede un forte mutualismo (dove il gruppo sostiene ed è sostenuto dall'individuo), che non è affatto indispensabile nella "società" intesa cone comunità cittadina, statale, lavorativa, scolastica ecc.; questo perché i legami all'interno dei gruppi sociali allargati sono spesso fittizi e comunque maggiormente dettati dall'opportunismo che non dal mutualismo. L'uomo è, almeno in teoria, una specie sociale, ma questo era vero in senso strettamente mutualistico solo nel paleolitico, quando i gruppi sociali erano molto piccoli e composti su basi parentali (come avviene per tutti gli animali sociali). La società, così come si è venuta a configurare dal neolitico in poi, ha come caratteristica distintiva le pugnalate nella schiena, indipendentemente dal fatto che i pugnali siano in selce, bronzo o acciaio balistico. |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 8:53
Condivido il tuo punto di vista, Daniele. E se mi permetti aggiungerei una tipologia di pugnale che definirei immateriale. |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 8:58
In fondo anche Trump e Kim Jong Un sono colleghi... |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 9:00
colleghi di ... merende |
user46920
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 9:15
è tornato il Merenda? |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 9:19
In effetti sì |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 9:52
L'essenza della questione, però, è che l'essere umano di identifica socialmente attraverso i riscontri che la comunicazione gli offre e tutto quello che gli arriva come senso compiuto diviene oggetto di scambio. Tra due "amici" il rispetto del segreto o l'inopportuno da diffondere, è possibile se i due coltivano la complicità amichevole esclusivamente tra di loro e che questa condizione sussista o lo possa per lungo tempo, è quasi impossibile. |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 10:06
Colleghi di lavoro...? Percarità! |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 10:16
Più che un amico complice, che per terminologia presuppone l'esistenza di un illecito, preferisco l'accoppiamento amico alleato. È ovvio che la vita può portare a prendere bivi diverse, (sarà capitato a tutti di perdere qualcuno per la strada e di ricontrarlo dopo molti km), ma ciò non dovrebbe influire sulla fiducia ricevuta e donata. |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 10:53
Gli amici si contano sulle dita di UNA mano. La lealtà è merce rara e ciò che la vita spesso ci insegna è di tendere all'egoismo. |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 10:59
“ In ambiente lavorativo è meglio non avere Amici, solo colleghi, tanto prima o poi la pugnalata alle spalle arriva, e i motivi possono essere tanti. „ Ecco. Questo potrebbe essere l'undicesimo comandamento. |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 11:01
Comunque la differenza tra amici e conoscenti nel momento di difficoltà non esiste. Proprio per questo per me sono tutti amici. |
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 11:39
L'importante è che non sia un sedicente amico a metterti in difficoltà. |
user46920
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inviato il 28 Marzo 2018 ore 11:51
io avevo un'amica sedicenne che mettevo sempre in difficoltà... comunque la gente va accettata così com'è |
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