|
|
inviato il 04 Marzo 2018 ore 21:12
Il BN ha un suo senso con le vecchie camere vintage. Io d'estate (e vi dirò dopo il perché) scatto spesso in BN con le mie numerose fotocamere del tempo passato. Il problema è il dopo. Lo sviluppo non è un problema, ma per la stampa mi rifiuto (anche perché non potrei raccontarlo ...) di farlo in casa. Ho quindi optato per la scannerizzazione dei frames in digitale, ma anche con il miglior scanner del mondo per il 35mm (MINOLTA) i risultati non è che siano tanto brillanti: grana a go go... Perché estate? Perché per sviluppare serve una temperatura abbastanza costante e, visto che in casa non posso sviluppare e debbo farlo in giardino (pena la decapitazione ...), solo d'estate ho i 20-25 C° che mi necessitano per lo sviluppo. D'inverno con i 4-10 C° sarebbe un problema ...   |
|
|
inviato il 04 Marzo 2018 ore 21:18
Scusa, ma dove abiti per avere solo 20-25° d'estate? |
|
|
inviato il 04 Marzo 2018 ore 21:21
Tra un paio di giorni avrò altre due digitali (una 5D e una 1DsII) prese per collezionismo e per fare ritratti. Nell' armadio ho 5 Canon a pellicola, una Lubitel e una Zenza Bronica. Spesso trascorro le serate davanti al pc per cazzeggiare su Juz... Ehm... Per fare postproduzione e mi diverto. In questo week end ormai concluso ho sviluppato un paio di rullini. Quando potrò, stamperó qualcosa se ne varrà la pena. Il processo di lavorazione é enormemente differente, dove lo sviluppo classico assume un connotato zen in cui è d'obbligo pensare prima di agire. Se canno qualcosa al pc, pazienza il raw è sempre lì. Se mi succede con un negativo, butto soldi carta, bagni e tempo. Non mi sogno neppure di portare i rullini al negozio: lo fatto l'estate scorsa con gli scatti delle vacanze, per timore di rovinare qualcosa e ho scoperto di aver fatto una bischerata. Mi piacciono quindi entrambi i sistemi dove ciascuno ha i propri innegabili pregi. Per quanto riguarda i paragoni qualitativi, per farli bisogna stampare senza troppe congetture teoriche fatte di punti e linee per pollice, megapizze e via dicendo. Fotografiamo, che è meglio... |
|
|
inviato il 04 Marzo 2018 ore 22:18
“ Buongiorno, un mio vecchio amico, fotografo di professione sostiene ancora oggi la superiorità della pellicola per foto B/N „ il mio amico tennista sostiene la superiorità delle racchette in legno rispetto a quelle moderne in carbonio,kevlar e graphite.Infatti ha cambiato mestiere,ora fà l'idraulico,dopo essersi trovato un buon medico specialista |
|
|
inviato il 04 Marzo 2018 ore 22:22
La cosa in cui, attualmente, la pellicola rimane superiore al digitale è sicuramente la gamma dinamica. Visto che al giorno d'oggi (e su questo foum in particolare) questo parametro è diventato la cosa più importante della fotografia, molti potrebbero pensare di rinunciare a tutti i benefici del digitale, per guadagnare almeno 2-3 stop di GD... |
user15476
|
inviato il 05 Marzo 2018 ore 8:18
Nel digitale al momento del rendering del raw devo sempre recuperare ombre e luci per avere una gamma non superiore ma simile alla pellicola. Infatti, la pellicola è famosa per la sua risposta "non lineare" alle alte luci, almeno per il colore negativo. |
|
|
inviato il 05 Marzo 2018 ore 8:41
Tralasciamo le linee/mm che sono problemi che hanno altri e anche nitidezza e confronti vari che hanno rotto Il bianco nero analogico va preso per quello che è e deve piacere la resa generale più che quella particolare (crop e min... te varie) Naturalmente saperlo fare bene è quasi un'arte a mio parere. Per un amatore è un divertimento almeno per me Poi la soddisfazione c'è quando ti viene fuori una bella stampa (raramente) |
|
|
inviato il 05 Marzo 2018 ore 8:52
Infatti sono due cose diverse, sia per approccio sia per risultato finale. È come dire che le matite sono meglio dei pennarelli. |
|
|
inviato il 05 Marzo 2018 ore 9:05
La mia era una battuta, ma se l'ho fatta è perchè ricordavo che la GD della pellicola fosse superiore a quella dei sensori. Sicuramente l'avevo letto da qualche parte, ma ora non riesco a trovare il riferimento, però qui: it.wikipedia.org/wiki/Intervallo_dinamico sembra confermare questa affermazione, attribuendo alla pellicola una GD di ben 18 EV. Ad ogni modo, per chi non lo conoscesse già, vi segnalo la lettura del seguente articolo: www.fotografareindigitale.com/2014/01/la-gamma-dinamica-nella-fotograf che spiega come la GD attribuita ai sensori sia sempre largamente sovrastimata. |
|
|
inviato il 05 Marzo 2018 ore 10:07
Anche il "problema" della GD è spesso sovrastimato, dato che la maggior parte di quanti ne parlano sui forum (non tutti, per fortuna) dimostrano poi, risultati alla mano, di non saperla sfruttare appieno Comunque è anche vero che il digitale consente elaborazioni (bracketing e relativo lavoro in camera chiara) che in analogico sarebbero alla portata di pochissimi utenti e che, una volta che ci si sia presa la mano, non solo consentono di non parlare più di GD come di un problema, ma possono risultare ugualmente divertenti e interessanti quanto il vecchio lavoro di camera oscura (almeno per un fotoamatore che cerchi appagamento anche durante tutte le fasi di lavorazione e non solo nel risultato finale, o non debba camparci, nel qual caso l'appagamento passerebbe in secondo piano). Rimane il fatto che, al pari del carboncino e dell'aerografo, pellicola e digitale, finché daranno risultati con caratteristiche differenti nella resa complessiva, andranno considerati come due diversi approcci e "filosofie" ad una stessa forma di comunicazione ed espressività, quindi con pari dignità; due opportunità quindi, non in antitesi come in troppi sembrano invece considerarle; infatti, chi ha la mente aperta e la possibilità (di spazio, economica, di tempo) per sfruttare entrambe le tecnologie, in funzione di lavori e messaggi specifici, non mi pare rinunci ad una o l'altra. Poi, diciamocelo, è anche e soprattutto una questione di feeling |
|
|
inviato il 05 Marzo 2018 ore 10:22
Si la pellicola specie quelle tabulati tipo Kodak tmax hanno una, "Gd" o latitudine ... boh quella roba li estesa Poi però devi stampare e li le densità devono rimanere entro "UNO" logaritmico. (circa) Quindi teoria è pratica non coincidono. |
|
|
inviato il 05 Marzo 2018 ore 11:04
“ Rimane il fatto che, al pari del carboncino e dell'aerografo, pellicola e digitale, finché daranno risultati con caratteristiche differenti nella resa complessiva, andranno considerati come due diversi approcci e "filosofie" ad una stessa forma di comunicazione ed espressività, quindi con pari dignità; due opportunità quindi, non in antitesi come in troppi sembrano invece considerarle; infatti, chi ha la mente aperta e la possibilità (di spazio, economica, di tempo) per sfruttare entrambe le tecnologie, in funzione di lavori e messaggi specifici, non mi pare rinunci ad una o l'altra. Poi, diciamocelo, è anche e soprattutto una questione di feeling „ Perfetto. |
|
|
inviato il 05 Marzo 2018 ore 11:08
Io preferisco tutt'ora scattare solo con pellicola, sia a colori (diapositive e in minima parte negativi colore) che su negativi B&N (sia normali che Infrarosso); mi piace di più e mi diverte di più, non è un discorso di pure prestazioni, al massimo di "look" e di processo, nonché (per me ma anche per molti altri) il piacere di avere una copia fisica tra le mani. Altro fattore per me importante: non dover "creare" a posteriori, in PP, le caratteristiche e il look che voglio ma, al contrario, definirlo prima e conseguentemente scegliere la pellicola appropriata; a quel punto il 90% del lavoro è fatto. Infine con la pellicola ho un ventaglio di possibili utilizzi e processi: - stampa tradizionale in camera oscura (per B&N e negativo colore); - stampa digitale previa scansione (per negativi B&N, negativi colore e diapositive); - proiezione di diapositive; - ripresa e montaggio con tecnica "stereofotografia" per visione in 3D (diapositive); - possibilità di fare fotografia "Infrared" senza necessità di un corpo macchina dedicato. Il tutto conservando sia la copia fisica (pellicola) che le copie digitali (io digitalizzo comunque tutto il mio archivio, se non altro per avere un ulteriore back-up digitale). Da non tralasciare anche un altro aspetto: io scatto solo in Medio Formato e in digitale sarebbe assai più costoso. A proposito di costi, tutto dipende da come, con cosa, e quanto si scatta. www.anatomyfilms.com/the-real-cost-of-digital/ www.anatomyfilms.com/ |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |