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Io sono irremovibile sul fatto che un autore (non solo in fotografia) deve utilizzare la sua "arte" per invogliare i fruitori del suo lavoro ad interessasi a ciò che sta dietro.... Credo quindi che il valore dell'opera "in se" debba avere/tornare ad avere un ruolo di primissimo piano.... Si tratta in fondo della porta di accesso ad un mondo....se invece di una porta mi trovo di fronte un pasaggio angusto.... Beh....
“ quando vedo una foto, per giudicarla, devo vedere se mi piace o devo studiarmi l'autore e capirne la sua visione? „
Non sei costretto a fare nulla. Se fai parte del pubblico puoi esprimere liberamente la tua opinione, che può limitarsi al semplice "mi piace/non mi piace" o essere più approfondita, a seconda del tuo grado di interesse.
Se invece rivesti un ruolo professionale nel settore fotografico, tipo sei un insegnante, un giornalista, il giudice di un concorso, un critico fotografico, allora il tuo giudizio contempla anche una certa responsabilità culturale. In tal caso hai il dovere "etico" di conoscere perfettamente ciò che stai giudicando.
“ Se non capisco la sua visione semplicemente guardando la foto, sbaglio io o sbaglia lui? „
Dipende da a chi si rivolge il fotografo .
Potresti ad esempio non essere tu il destinatario del suo "messaggio", il fruitore prescelto della sua opera. L'intento dell'autore è quello di rivolgersi ad un pubblico specifico di cui tu non fai parte. In tal caso non sbaglia nessuno dei due.
Se invece tu fai parte del pubblico cui l'autore si è intenzionalmente rivolto e il suo messaggio non lo hai capito, potrebbe trattarsi di un caso isolato che conta poco, se la cosa riguarda solo te, oppure di un problema molto grave per il fotografo, se la maggior parte del suo pubblico non comprende il messaggio. Nel secondo caso è evidente che "sbaglia" il fotografo. Nel senso che egli non è padrone dell'arte fotografica e della comunicazione visiva.
Se addirittura nessuno del suo pubblico capisce il messaggio...beh...allora la fotografia non è proprio arte sua!
Come ci insegna la teoria della comunicazione, la responsabilità della comprensione del messaggio è principalmente dell'emittente. Nel nostro caso l'emittente (o fonte) è il fotografo, appunto.
“ Ultimo punto, se pubblico una mia foto, quella foto è ancora mia, e quindi deve avere il significato che io gli ho attribuito con la mia visione, o io sono solo quello che conserva la paternità dello scatto, ma poi la foto vive di vita propria e non è mia più di quanto non lo sia di chiunque altro la guarda? „
Che io sappia la fotografia è sempre di tua proprietà.
Io la vedo così: la fotografia è un'opera frutto dell'ingegno e del sentimento umano. In quanto tale non ha una vita propria: vive se c'è qualcuno che la osserva.
Angus: oggi no. Se risali a quando hanno pubblicato le loro opere non li ha capito nessuno e sono morti di fame. Non necessariamente un'opera di valore è di comprensione immediata.
Ma deve essere di valore..... Io ribadisco che non deve mancare nell'arte "l'arte del saper fare"..... Van gogh sapeva dipungere....bach componeva in modo straordinario..... Rimanendo in ambito fotografico, vedo troppe foto di discutibile impatto visivo incensate esclusivamente per l'idea che (a volte solo forse) sta dietro..... Personalmente trovo che il cerchio si chiuda quando un'opera mi colpisce per la sua "fattura" e il conseguente scavare mi permette di entrare in un mondo altrettanto meraviglioso....
Fabrizio, a parte van Gogh (che, tra l'altro, tanto sano di mente non era), non mi pare che gli altri due fossero ignorati dai loro contemporanei, anzi! Per non parlare delle epoche storiche molto diverse dalle nostre (addirittura il Rinascimento!).
Mi astengo dallo scivolare troppo verso argomenti estranei (anche se di musica parlerei fino alla morte ) però tu hai citato dei casi unici nella storia...geni, inventori, che erano avanti secoli rispetto al resto del mondo, non anni! I più grandi dell'umanità...anzi, con Da Vinci direi che siamo sul più grande genio di cui l'umanità abbia traccia!
Insomma, senza nulla togliere ai grandi maestri fotografi...ma stai confrontando satelliti con galassie!
Tenete presente che ci sono tantissimi artisti sconosciuti che mai sapremo che siano esistiti per il semplice fatto che non hanno mai avuto interesse ad entrare nel mondo dell'arte o non hanno mai avuto la fortuna di avere alle spalle galleristi/mercanti d'arte. Puoi essere bravo quanto ti pare ma se non ti sai vendere, se non hai qualcuno che rappresenti i tuoi lavori e piazzi sul mercato resterai uno sconosciuto. Questo vale in tutti i campi.
Makexaos: in realtà ho citato proprio i casi più noti di artisti che sono stati capiti dopo. Angus: chiaro che la mia è una iperbole ma caspita non è che se un artista non mi cattura ha fallito. Magari cattura un altro, magari lo capiremo più avanti. Poi che qui non tutti io per primo siano artisti e non tutti pubblichino opere memorabili siamo ben d'accordo.
“ Angus: chiaro che la mia è una iperbole ma caspita non è che se un artista non mi cattura ha fallito. Magari cattura un altro, magari lo capiremo più avanti. „
Qui non è questione, dal mio punto di vista, di essere catturati; bensi dimostrare, in quanto artista o meglio "artigiano", coma ama definirsi il grande Tiziano Sclavi, reali capacità nella disciplina che si intende intraprendere....
I genesis sono stati una band grandiosa....Ma non mi catturano...Riconosco però la grandezza. Baricco non mi cattura...Ma riconosco la sua grandezza come scrittore....
Ripeto.... NOn possiamo perdere di vista le reali capacità....
Angus riformulo il mio commento, che ho postato e cancellato, meglio.
D'accordo che ci sono casi di conclamata povertà delle immagini, che lasciano pochi spazi all'esistenza di una visione dell'autore.
D'accordo anche ce ci sono casi di visioni dell'autore evidenti, non necessariamente in sintonia con l'audience (i Genesis che citi tu, ad esempio, o Baricco).
Io però da questo non inferirei che se io, ad esempio, guardo la foto di un artista e non sono capace di derivarne una visione, questo artista ha fallito. Sto solo dicendo che è anche possibile che sia capra, o insensibile, io che ricevo, e non soltanto lui che invia. La comunicazione è a due vie. La comunicazione di successo indica che queste due vie combaciano. La comunicazione di insuccesso indica che una di queste due vie non è in linea con l'altra. Non che l'emittente manda forzatamente un segnale debole. Magari è la ricevente che non funziona. Parafrasandoti: non possiamo esimerci dal considerare anche le reali capacità di chi è esposto allo stimolo di una foto
“ Makexaos: in realtà ho citato proprio i casi più noti di artisti che sono stati capiti dopo. „
Come ha giustamente fatto notare Makexaos, nella loro epoca sia Leonardo (per carità, non facciamo come gli anglosassoni ignoranti che lo chiamano "Da Vinci") sia Bach erano ben noti e apprezzati nei rispettivi ambiti...
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