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Reportage e viaggi organizzati


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avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 19:38    

;-)

avatarjunior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 20:07    

Probabilmente ogni angolo della Terra è stato fotografato in tutte le salse. Parlare di reportage, dipende dal significato che vogliamo dare a questa parola.
Se parliamo di avvenimenti di cronaca ( dallo sport alle guerre ), non ci si va con il pulmino in gruppo.
Se parliamo di natura, paesaggi e simili, se ci vai da solo o col pulmino è la stessa cosa.

Il viaggio organizzato in genere ti porta nei posti classici migliori, non ti fa perdere tempo specialmente se la fotografia è il tuo hobby e non hai così tanti giorni di ferie da prendere. non tutti possono permettersi un mese in giro per il mondo.

Tuttavia, non è necessario, secondo me, prenotare un viaggio "fotografico" con tanto di fotografo che ti spiega cose banali, ma va benissimo prenotarsi un viaggio qualunque leggendo bene il programma, per farsi un'idea di dove e quando si va. Al di fuori di Europa e America, i gruppi sono solitamente piuttosto piccoli ( mi sono capitati gruppi dove in tutto eravamo in tre, e in ogni caso mai più di otto ). Quando si è in pochi, in genere l'autista e la guida sono più disposti a fare le soste che desideri ( sanno che in questo modo avranno una adeguata mancia ). Il viaggio organizzato ottimizza i tempi, riduce i rischi, azzera i problemi di comunicazione ( c'è sempre un interprete, parlando col quale si scoprono un sacco di cose ). E' reportage di viaggio, in quanto non è necessario andare chissà dove a fotografare il toporagno della Yakuzia o narrare al mondo la vita delle minoranze Kroblynie documentando il rituale delle danze antroposferiche.

Tuttavia, alcuni "viaggi col fotografo" portano in posti belli e poco battuti. Costano generalmente di più, ci vuole più spirito di adattamento, e forse ne vale la pena.

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 20:25    

Sai che divertimento andare in giro in gregge come delle pecore Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 20:50    

Personalmente ho sempre curiosato le mete proposte da i gruppi fotografici,ma poi non mi sono mai iscritto siccome non mi attizza far foto uguali a tutti quelli del gruppo. Vero è che se si va alle 5 terre o in val di funes o a Venezia autonomamente non si avranno foto esclusive e insolite ma può essere che se il gruppo ha preso sole magari io prendo la giornata di pioggia con schiarite o alle volte (a me è capitato in Alto Adige) il gruppo organizza per tale settimana il viaggio per i colori autunnali e la settimana dopo invece erano migliori(botta di cul.).
Studiare il percorso è i posti migliori per fotografare a mio parere ha tutto un altro gusto anche se in una settimana magari mancherò dì immortalare uno o due soggetti rispetto ad un ipotetico gruppo.

avatarjunior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 21:03    

Sai che divertimento andare in giro in gregge come delle pecore Eeeek!!!


Come detto, tre o quattro non mi pare siano un gregge. In ogni caso, il viaggio organizzato si prenota per comodità: andare da soli dà più libertà, ma ci si mette più tempo, a parità di percorso, e non sempre ti va di arrabbattarti per comunicare in turkmeno, cinese uiuguro o arabo.
Puoi sempre provare ad andare da solo in Dancalia, ma mi domando chi te lo fa fare.
E' sempre questione di due fattori, tempo e soldi.

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 21:08    


Mi sembra esserci una piccola confusione.

Non andare con un viaggio organizzato da un'agenzia e/o master italiani, non significa

arrabbattarti per comunicare in turkmeno, cinese uiuguro o arabo.


In proposito è sufficiente prendere contatti con un agenzia locale e farsi accompagnare da un guida locale (si trovano anche che parlano italiano) per evitare i maggiori problemi, con costi decisamente inferiori.

mt

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 21:34    

ma le foto scattate sono vero reportage ... o ... semplicemente semplici esercizi tecnici, talvolta con ottimi risultati,ma dove la creatività personale è sempre indotta.


Ma come mai c'è sempre la necessità di etichettare tutto?

Se vado dietro casa mia so che c'è un angolo interessante da riprendere, e se ho la possibilità di fare un viaggio all'estero e posso permettermi di avere una guida che mi indica l'angolo interessante cosa cambia?

Rientro in entrambi i casi con una foto di un angolo interessante, ora che sia reportage o esercizio di stile a me (fruitore finale) che vedo la foto interessa poco, ma evidentemente è un argomento molto sentito visto il susseguirsi di questi post molto simili ultimamente. Sorriso

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 21:50    


@Nicola Defronzo

beh, per paradosso c'è la stessa differenza che si trova risolvendo un'equazione algebrica da solo o con l'assistenza di CEPU; per alcuni è la stessa cosa; per altri come e chi risolve è fondamentale.

Tornando alla fotografia per alcuni è essenziale scattare un bella foto, a prescindere; altri difficilmente trovano bella una propria foto se è molto simile a una moltitudine di foto scattate allo stesso soggetto, con le stesse condizioni di luce , dalla maggior parte dei fotografi che sono passati, appositamente per quello stesso punto.

Se vuoi un'altro esempio, un conto è fotografare un'orso allo zoo; un'altro fotografarlo in Kamchatka; capisco però che per qualcuno possa bastare che l'orso sia a fuoco e con la giusta esposizione e che la mia è un'opinione del tutto personale.


avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 21:54    

Beh allora compriamo un bel poster dell'orso e la facciamo finita. 5 minuti e 5 euro.

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 21:56    

...ma molti fotografi non vogliono comprare il poster dell'orso .....

...... vogliono venderlo

avatarjunior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 21:57    

Discussione interessante.
La premessa, a mio avviso, è che ciascuno spende il proprio tempo come crede e fa le foto che gli piacciono.
Circa il "reportage" (genere che mi piace da morire, ma che non pratico per incapacità) ... a mio avviso dovrebbe essere un progetto personale. Se mi portano nelle location giuste, nei momenti giusti, magari anche "organizzando" le situazioni, di mio posso aggiungere poco (a meno che io sia molto bravo e creativo). Non so se è vero reportage ... . Detto questo, molti viaggi propongono certamente esperienze interessanti e permettono di fare bellissime foto (che poi è quanto, di solito, ci interessa). Non c'è nulla di male!
Vale lo stesso per la fotografia naturalistica: se vado in Polonia a fotografare le aquile dove vanno tutti, a meno di casi fortunati, farò le foto che fanno tutti. Non mi entusiasma. Ho avuto la possibilità di andare quasi gratis, ma ho rifiutato.
Preferisco il mio Gran Paradiso, dove mi studio luoghi, percorsi e situazioni secondo il mio gusto e porto a casa, a volte, piccole soddisfazioni, che mi sono costruito da solo.
Ma questo è il mio punto di vista. Vale per me e non pretendo che sia così per tutti.

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 22:02    

Condivido al 100%

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 22:16    

ci sono viaggi fotografici organizzati in diversi modi, dipende chi è il fotografo e in che posto si va. Spesso lo scopo fotografico è descritto nella descrizione del viaggio. Ad es. quando andiamo in Gujarat facciamo reportage dentro a delle fonderie e poi si sviluppa il lavoro in un area tribale molto interessante, mentre quando andiamo in Birmania a volte facciamo le zone più classiche, altre volte itinerari poco battuti.

Anche sul prezzo ci sarebbe da fare delle distinzioni: tra poco andremo in Kashmir e poi in Afganistan, andare da soli e affrontare un viaggio per fotografare al meglio (jeep km illimitati con autista privato, cuochi e guida ecc ecc) la spesa è altissima, se invece vai con un gruppetto il prezzo diventa più basso.
Per chi ha paura di fare foto uguali, basta andare dove i suoi compagni di viaggio non vanno. Spesso si arriva in un villaggio e ci si divide dandosi un orario.

Un vantaggio è che tutti hanno in comune il fatto che fotografano, e osservandosi a vicenda spesso si migliora e ci si confronta e questo porta inevitabilmente ad un miglioramento (se uno è interessato a migliorarsi).
Un altro vantaggio lo possono avere le donne fotografe, che purtroppo non possono viaggiare da sole dove vogliono nel mondo per motivi di sicurezza.

Venendo ai contro è che si viaggia a volte con persone che non si conoscono (possono nascere grandi amicizie o incontrare la persona più odiosa del mondo) e che non si ha libertà o flessibilità sull itinerario ma bisogna sempre rispettare la tabella di marcia.

Dal mio punto di vista ci sono viaggi che vale la pena andare soli, altri che invece diventano per questioni logistiche molto difficili da affrontare da soli, ma sicuramente chi vuole migliorare deve confrontarsi sul campo e mettersi in discussione. Quest anno un ragazzo che ha fatto diversi viaggi insieme a me è andato da solo in Romania e con una foto è arrivato 3 al concorso National Geographic, sicuramente talentuoso, ma se non si fosse mai confrontato con nessuno dubito che sarebbe arrivato ad un risultato del genere.

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 22:24    


Un vantaggio è che tutti hanno in comune il fatto che fotografano, e osservandosi a vicenda spesso si migliora e ci si confronta e questo porta inevitabilmente ad un miglioramento (se uno è interessato a migliorarsi).
Un altro vantaggio lo possono avere le donne fotografe, che purtroppo non possono viaggiare da sole dove vogliono nel mondo per motivi di sicurezza.

Dal mio punto di vista ci sono viaggi che vale la pena andare soli, altri che invece diventano per questioni logistiche molto difficili da affrontare da soli, ma sicuramente chi vuole migliorare deve confrontarsi sul campo e mettersi in discussione


Concordo pienamente ... viaggi di questo tipo sono utili innanzitutto a chi vuole confrontarsi e migliorare e solo in seconda battuta per la ricerca della foto sensazionale

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 22:30    

Comunque si, secondo me spesso qua sul forum si tende sempre a generalizzare e a semplificare e ad etichettare tutto.
Ci sono viaggi dove si sta fermi in una città 2 settimane per sviluppare un certo tipo di lavoro, viaggi itineranti, viaggi impostati come workshop con tanto di lezioni serali, viaggi per professionisti altri per amatori.. insomma ce ne è per tutti i tipi.
Io personalmente prediligo i viaggi dove il primo scopo è il VIAGGIO, l esperienza e il piacere di condividere con altre persone bellissimi momenti. Se dovessi fare un viaggio dove si parla solo ed esclusivamente di fotografia impazzirei, ma questa è solo la mia visione personale.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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