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E voi, come cercate, o raggiungete, la vostra espressione artistica ?


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avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2018 ore 15:35    

Il benessere emotivo che si può ricavare dallo svolgimento della pratica fotografica è un gran lavoro che riguarda prima la persona e poi la persona-fotografo. Prima bisogna lavorare su noi stessi sulle nostre emozioni poi si può prendere in mano la reflex, è molto riduttiva la cosa messa giù così pero spero di aver dato un'idea;-)


Non è riduttivo come concetto, anzi poni l'attenzione su un aspetto importantissimo: l'emotività del fotografo nel momento precedente, concomitante e successivo allo scatto della foto.

Pensare prima a cosa si vorrebbe immortalare, non solo come pura immagine ma anche come "messaggio da trasmettere", scattare ed imprimere tale messaggio su una foto e poi esserne soddisfatti... ecco questo è un percorso importante per un fotografo (amatoriale o professionista che sia).

user96921
avatar
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 8:05    

Il termine "riduttivo" aveva un significato più vicino al "sintetico" che altro.
Io posso parlarti del mio piccolo percorso, l'unica via che conosco, ne ho parlato varie volte qui sul forum in occasioni simili a questa.
Parto con una mia semplice visione personale , non cambia nulla fuori di te (in maniera generale o fotograficamente parlando) se non cambia nulla emotivamente parlando dentro di te.
Questo è quello che considero l' assioma fondamentale della mia fotografia.
La mia visione meditata e/o ipnotica di ciò che mi circonda è quello che io cerco di catturare attraverso i miei scatti. Bisogna aver bene in testa che la "testa" allontana dalla fotografia mentre il cuore e le relative emozioni collegate attivano la creatività e la propria visione.
Lavoriamo gente lavoriamo MrGreenMrGreenMrGreen

discorso lunghissimo .....infinito

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 8:38    

Per cercare una propria espressione artistica bisogna innanzitutto interpretare e non documentare quello che fotografiamo .

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 11:11    

esatto Paolo, purtroppo in un mondo ormai saturo di immagini di ogni tipo, è sempre più difficile interpretare quello che vediamo\fotografiamo poiché siamo costantemente condizionati dalle foto ed opere di chi seguiamo.
Per questo diventa complesso avere una propria identità in tal campo e poter dire: sono soddisfatto perché questa foto rappresenta il MIO pensiero.

effettivamente è un discorso difficile da affrontare, e non si può ridurre facilmente a una sorta di vadenecum su quali step fare per raggiungere tale identità\soddisfazione artistica... perché effettivamente è una cosa totalmente personale e strettamente legata alla propria identità

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 11:27    

Se intendo giusto, si è già parlato varie volte di questo, e significa che è un tema sentito.
Mi pare che ognuno cerchi di trovare una propria espressione, che viene vista come identità specifica, con lo scopo di essere unici e riconoscibili in mezzo al marasma della rete.
Questo porta però alla semplice ricerca di una "veste" che appaia originale e unica, per chiamarla con termini analoghi: una sonorità, un timbro speciale.
Questo porta alla ricerca (un po' ossessiva) di stilemi visivi con cui rivestire le proprie foto in modo che chiunque le possa riconoscere al primo colpo d'occhio.

Secondo me il cammino andrebbe fatto al contrario: lavorare sui contenuti, sulle forme dei soggetti, sulla luce, sul taglio delle inquadrature, sui temi a noi cari. A furia di lavorare ci si indirizza quasi automaticamente verso una propria strada, un proprio linguaggio. E se si arriva a qualcosa, sarà qualcosa di veramente interessante, non un semplice rivestimento, una patina più o meno modaiola che pretende di non esserlo.

Mia opinione personale, ovviamente ;-)
Ciao, Roberto

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 11:32    

ciao Roberto, è vero quanto dici: spesso, anche a me capita ultimamente, si "esagera" o si forza la ricerca di quel particolare che dovrebbe distinguerci... col solo risultato di rimanere ancora insoddisfatti o peggio ancora di fare un lavoro forzato e senza "anima".

Probabilmente è un pò come un artigiano che fabbrica vasi in terracotta... i primi saranno rozzi, poi mano mano che prende esperienza, col tempo e con la pratica, i suoi lavori acquisiranno più bellezza e anche parte dello spirito dell'artigiano, quasi senza nemmeno accorgersene...

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 11:46    

in molti associano il proprio stile ad un preset di lightroom

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 11:51    

interessantissimo topic. cerco di dare, nel mio piccolo, un piccolo contributo.
intanto vorrei riallacciarmi alla risposta di slylab, che dice che questa non è arte.
beh... beh... avrei qualcosa da ridire a riguardo.
io non sono una che da like e commenti a raffica (anzi quasi mai) ma guardo molte foto e ci sono un sacco di bravi fotografi qui sul forum che mi emozionano, le cui foto mi trasmettono qualcosa, che riescono ad andare ben oltre quello che la nuda e cruda realtà mostra di fronte ai loro occhi e renderlo magico. per me loro sono artisti, senza ombra di dubbio.
che poi per essere artisti mica bisogna essere famosi? non è la fama che rende qualcuno artista, vi torna?
altrimenti artisti morti poveri in canna e poi scoperti dopo la loro morte come li classifichiamo? non erano artisti durante la loro vita solo perchè non riconosciuti? ;-)
con questo voglio allacciarmi ad un altro discorso.
credo... e metto il credo, perchè ognuno ha la sua visione di arte, di avere compreso cosa fosse l'arte quand'ero piccola.
mio padre era uno scrittore ed editore e aveva molti amici tra gli artisti della zona, anche pittori e scultori. una volta mi portò a casa di un pittore piuttosto famoso perchè voleva che mi facesse un ritratto (avrò avuto 8 anni circa).
andaì li tipo 2-3 giorni consecutivi perchè lui potesse fare degli studi sul mio viso, disegnava, scarabocchiava e metteva da parte.
il terzo giorno si mise a disegnare il ritratto definitivo. io ero sfavatissima, 3 giorni persi della mia vita (ero piccola, immaginte che noia stare ferma a non far nulla) e non vi dico quando vidi il risultato. NON MI ASSOMIGLIAVA! MA PER NIENTE, QUELLA NON ERO IO !!!
che delusione !!!
mi lamentai con mio padre, che con pazienza mi spiegò che quella ero io come mi vedeva lui, la sua visione della mia personalità, della mia anima che attraverso i suoi studi aveva cercato di cogliere (mi mostrò anche i vari schizzi dove io ero sempre diversa, notai proprio l'evoluzione, il distacco dalla realtà, i primi erano quasi simili a fotografie) e che era questa arte, riuscire a vedere dietro all'apparenza delle cose e nella loro intima essenza, sennò sarebbe stato un semplice riproporre la realtà.
improvvisamente guardai quel quadro con nuovi occhi e iniziò a piacermi. MrGreen
e in piccolo...in molto piccolo eh...è quello che cerco di fare anche io nella mia ricerca fotografica.
di certo non ho la pretesa di definirmi artista, ci mancherebbe, ma mi piace cercare di vedere oltre quello che la realtà mostra, cercando di mettere in luce il lato sognante e un po' oscuro delle cose. e qui mi ricollego al topic, dopo lunga premessa.
"ecco io fotografo così, sono fatto così e trovo il massimo appagamento nel fare questo tipo di foto" dopo un iniziale periodo di adattamento al mezzo fotografico che ancora non conoscevo, sto iniziando a scattare in un modo piuttosto insolito, cercando di concentrarmi su forme, volumi, contrasti di colori (che spesso poi trasformo in bianco e nero, ma cercando di immaginare la resa finale), è un modo di fotografare molto difficile e "challenging " (non esiste una vera traduzione del termine in italiano, stimolante, sfidante? no non rende l'idea) perchè richiede un grosso sforzo di immaginazione, astrarre le forme e prevedere come verranno, sfuocando, filtrando, etc.
ma a me piacciono le sfide.
sarà il mio modo di fotografare per sempre? ah boh. per ora mi diverto così, perchè di certo quello che è importante è divertirsi quando si fa qualcosa, perchè se viene a mancare divertimento, passione, voglia di fare diventa solo un puro atto meccanico che sicuramente non porterà piacere nè a noi stessi nè a nessun altro.
se ci pensate alla fine facciamo un qualcosa che è del tutto inultile per il mondo ma è utile per noi...se poi gli altri apprezzano meglio, ma io credo che fondamentalmente noi scattiamo (almeno io) soprattutto per noi stessi.
perchè siamo spinti da qualcosa che ci ribolle dentro e deve trovare una valvola di sfogo...


avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 11:59    

Ciao Morgana,
condivido tutto ciò che hai scritto.
Non fraintendermi: non volevo dire che la fotografia non sia arte o che fra noi utenti Juza non ci siano artisti, ci mancherebbe! Volevo solo dire che il termine Arte indica qualcosa di più complesso che scattare foto tecnicamente buone e che ci soddisfano sotto tutti i punti di vista. Anche il termine stesso di Arte non ha un'interpretazione uguale per tutti.

Ciao, Roberto

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 12:00    

Questo porta però alla semplice ricerca di una "veste" che appaia originale e unica, per chiamarla con termini analoghi: una sonorità, un timbro speciale.
Questo porta alla ricerca (un po' ossessiva) di stilemi visivi con cui rivestire le proprie foto in modo che chiunque le possa riconoscere al primo colpo d'occhio.


Concordo in pieno.
Proprio quello che cercavo di dire io prima.

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 12:08    

@skylab: tranquillo ;-)
esatto è un termine molto complesso, e purtroppo molti si sentono artisti e non lo so, altri sfornano capolavori senza neppure accorgersene. è una questione molto delicata, anche chi sta dietro l'opera in se stessa (che sia un opera artistica o meno) purtroppo il web, i social, instagram, e tutto quanto, fa pensare a molti che solo il fatto di possedere una reflex li trasforma automaticamente in fotografi ahahah
una mia amica una volta mi chiese: "tu che sei una fotografa..."
Io: "no, vuoi dire 'io che faccio foto' magari, guarda che sono due cose ben diverse!!!"
lei mi guardò strano come se non capisse MrGreen


avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 12:32    

Mi pare che ognuno cerchi di trovare una propria espressione, che viene vista come identità specifica, con lo scopo di essere unici e riconoscibili in mezzo al marasma della rete.
Questo porta però alla semplice ricerca di una "veste" che appaia originale e unica, per chiamarla con termini analoghi: una sonorità, un timbro speciale.
Questo porta alla ricerca (un po' ossessiva) di stilemi visivi con cui rivestire le proprie foto in modo che chiunque le possa riconoscere al primo colpo d'occhio.

In fotografia un artista ha il suo stile ma ciò non significa che chi ha un proprio stile sia automaticamente un artista .

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 12:38    

Morgana la tua esperienza vissuta da piccola è molto interessante perché appunto riguarda il concetto del "punto di vista" e della propria interpretazione della realtà.

Luca

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 14:24    

@skylab: mi associo totalmente. In fotografia la parola "arte" va maneggiata con cura, guanti usa e getta e pinzette sterilizzate. La foto che in una persona suscita emozioni o ricordi, in un'altra può generare indifferenza o noia. Ho sempre rifiutato il pensiero che in letteratura, pittura, musica, ci siano geni o artisti sconosciuti. A maggior ragione oggi dove la produzione in ogni campo è bulimica e i mezzi per diffondere il proprio operato sono infiniti.
Non c'è in nessun scantinato del mondo, sconosciuto a tutti, il nuovo Bob Dylan che suona la chitarra. Poi la grande questione: come definire l'arte? Sposo la definizione di Ando Gilardi (i cui scritti dovrebbero essere obbligatori) che recita: diventa arte quando acquista un valore economico. Quando cioè c'è gente disposta a pagare dei soldi per portarsi a casa il tuo lavoro. E' quanta più gente è disposta a comprare e quanto è maggiore la quantità di denaro disposta a spendere che fa di te un artista più o meno grande. Saluti a tutti.

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2018 ore 14:46    

ma l'arte è sempre soggettiva Luca!
prendo un esempio che a me sta molto caro, la musica.
ci sono così tanti generi musicali, completamente differenti tra di loro, sia come tematiche che come stile musicale che fa quasi impressione.
quello che piace a me, può non piacere a te, ma non è arte? fammi capire ;-)
ad esempio a me piace l'heavy metal, musica che in generale viene definita forte, violenta, di impatto.
non è un tipo di musica che piace a tutti, lo comprendo perchè non è di facile fruizione. molti la trovano dissonante, viene definita "solo rumore", ma per un orecchio attento e allenato (ho studiato più di 10 anni pianoforte classico più altri strumenti) di melodia ce n'è fin troppa, è quasi impressionante la quantità di imput sonori che si possono scomporre e incasellare, le infinite tracce sonore che spesso vengono sovraincise in una sola canzone, è piuttoso impegnativo a livello di ascolto rispetto ad una canzoncina pop.
ma dal fuori, quello che viene percepito è...e forse giustamente, non lo metto in dubbio... un muro di suono indistricabile.
ma se a me fai ascoltare la canzoncina pop che va di moda in quel momento *inserire ritornello a caso che i titoli non li so*, io onestamente rimango indifferente.
per la massa, è considerata arte. guarda lady gaga quanto vende.
per me non è niente di che... solo uno stupido ritornello come ne ho sentiti altri 1000, che domani dimenticherò.
i miei gruppi, quelli che piacciono a me, per il mainstream, sono M**da, ma comunque vendono, hanno una loro schiera di seguaci, quindi?
quindi l'arte non è una cosa universale...IMHO. MrGreen

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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