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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 12:31
“ Ma che fesseria!!! :-P „ Scusami Luigi T. di tutte le cose che ho detto qual'è la fesseria, forse tutte? Ho dato un'occhiata ai tuoi ritratti, non credo usi il metodo della ricomposizione |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 13:05
A volte si tende a confondere il fuoco con la nitidezza. rif. "Fondamenti di fotografia" Stroebel e Compton ed Zanichelli pag.178 con affetto franco santi |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 13:47
“ WhyNot " Ma che fesseria!!! :-P" Scusami Luigi T. di tutte le cose che ho detto qual'è la fesseria, forse tutte? Ho dato un'occhiata ai tuoi ritratti, non credo usi il metodo della ricomposizione „ La fesseria è la storia della ricomposizione altrimenti perdi il fuoco. Se tu stai fermo e lei sta ferma, non c'è alcun problema. I miei ritratti in galleria sono stati scattati TUTTI (e sottolineo TUTTI) focheggiando col punto centrale a doppia croce e ricomponendo. E solitamente uso ampie aperture del diaframma, tipo f/2 a 135mm. Non sarà quanto l'85 a 1.2 ma comunque... certo, può capitare uno scatto fuori fuoco, ci mancherebbe. Ma da lì a scrivere che se ricomponi perdi il fuoco... eh...   |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 13:58
Caro Luigi T. lungi da me polemizzare, ma ti assicuro che se applichi un po' di trigonometria tra il piano focale del sensore ed il piano focale del soggetto prima e dopo la ricomposizione, vedrai che le distanze non tornano. Io vengo dall'analogico ed anche io ho sempre utilizzato la tecnica della ricomposizione, ma se scatti con l'85mm a 1.2 o 1.4 ma anche 1.8 a distanza ravvicinata c'è poco da fare l'occhio più vicino sarà fuori fuoco. Non voglio convincerti e sinceramente nemmeno di polemizzare era solo per parlare ed esporre concetti oggettivi. Ciao |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 14:13
“ Ciao a tutti, ultimamente ho letto molti interventi in cui si spiegava il metodo migliore per mettere a fuoco nella fotografia ritrattistica. Vorrei quindi aprire questo topic per chiedere se ho capito bene e ricevere magari altri utili consigli. Allora, la procedura migliore sarebbe: AI servo (o comunque autofocus continuo), pulsante per la messa a fuoco separato da quello di scatto, uso dei punti laterali (e non centrale e poi ricomporre). È corretta? Avrei qualche domanda: io ho una Canon 6D, come faccio a disattivare la messa a fuoco sul pulsante di scatto? Cioè ora uso il tasto AF-ON, però se premo a metà il pulsante di scatto mette comunque di nuovo a fuoco, posso disattivare questa funzione? Altra cosa, quando sono in AI servo devo tenere premuto il pulsante di messa a fuoco ed intanto scattare giusto? O premere solo una volta e poi ci pensa lui a continuare a tenere il soggetto a fuoco? Grazie mille „ La modalità ai servo andrebbe utilizzata solo per soggetti in movimento: NON è equivalente ad una modalità one shot a ciclo continuo. Infatti vengono utilizzati algoritmi predittivi, e la fotocamera può scattare foto anche quando la messa a fuoco non è confermata (a differenza di one shot, dove il tempo necessario per la messa a fuoco non è un fattore rilevante): pertanto, soprattutto se si lavora con profondità di campo ridotta, la percentuale di foto fuori fuoco può essere maggiore, rispetto a one shot, su soggetti statici. Se i soggetti sono statici è a mio avviso preferibile utilizzare one shot, eseguendo la messa a fuoco prima di ogni scatto. Il tutto selezionando il punto di messa a fuoco opportuno, beninteso, che non è necessariamente quello centrale. |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 14:19
Anche per me punto centrale e MAF one shot (p.s. non ho tele f/1,2 quindi la piccola differenza di fuoco dovuto alla ricomposizione viene compensata). |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 14:51
“ La modalità ai servo andrebbe utilizzata solo per soggetti in movimento: NON è equivalente ad una modalità one shot a ciclo continuo. „ Hbd a ciclo continuo corrisponderebbe ad un ai-servo non predittivo? |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 14:58
Interessante il concetto trigonometrico. E'vero! giusto, i conti non tornano. In genere per un ritratto con le ottiche citate, la distanza con il modello potrà essere 2-3 metri circa, la consideriamo un cateto, il più lungo. Ricomponiamo, spostando la fotocamera angolarmente di circa 0,10 m. , è questo il cateto più corto. Passiamo all'ipotenusa e calcoliamo, vero la distanza è variata!! Di quanto? 0,00002 m. circa. Ora riportiamo trigonometricamente questa differenza dal punto lente-sensore e proporzioniamolo. Tecnicamente è certamente vero. Non è la stessa distanza. Sarà visivamente apprezzabile? Non sono un matematico, ma non credo proprio. Salutando tutti franco santi |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 15:04
In ai servo il sistema cerca di stimare la posizione successiva del soggetto, in relazione agli spostamenti effettuati e altri fattori: inoltre il sistema deve rispondere in tempo reale, quindi vi è sempre un compromesso tra accuratezza della messa a fuoco e tempi necessari per eseguirla. La modalità one shot lavora secondo altri criteri, dato che assume che il soggetto sia statico, e non vi sono vincoli stringenti in termini di risposta del sistema. |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 15:17
Però con un soggetto in lieve movimento, ad esempio il sistemarsi i capelli, dove la distanza con la fotocamera varia di alcuni centimetri, quale modalità potrebbe essere più opportuna? A volte, in tale circostanza, mi sorge il dubbio che l'ai-servo tenda ad errare più dei possibili errori del one-shot... Solo che avendo troppa poca esperienza non riesco a capire se la variabile d'errore sia io o la modalità di fuoco scelta |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 15:19
Se i movimenti sono improvvisi e imprevedibili e improvvisi è meglio ai servo. Altrimenti utilizzo one shot, eseguendo la messa a fuoco prima di ogni scatto. In ai servo scatto comunque più foto, dato che la messa a fuoco potrebbe variare da uno scatto all'altro, per quanto scritto sopra. |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 15:20
@Franco Santi Non amo la polemica ma alla fine stiamo polemizzando posso lasciare da parte la trigonometria ma ti assicuro, che se usi un semplice 50mm (intendo su FX), che potrebbe non essere adatto al ritratto ma questa è un'altra storia, e scatti ad una distanza ravvicinata (massima apertura, x esempio f1.8) inquadrando gli occhi non perpendicolari al piano focale ma uno più vicino e l'altro più lontano, quindi con la testa leggermente girata e quindi occhi non paralleli, se metti a fuoco sull'occhio più vicino l'altro risulta sfocato. Ora immagina che l'occhio in questione non sia al centro del fotogramma ma lo posizioni per esempio nella zona in alto a destra del fotogramma, quindi non focheggiabile con il punto centrale, per cui dovrai spostare l'inquadratura mettere a fuoco e ricomporre e scattare. Tu pensi che l'occhio venga a fuoco? Se si devo ammettere di essere completamente intronato |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 15:29
Ma io ti sto dando ragione !! Certamente più t'avvicini più diventa evidente questo fatto. Ma per i parametri di cui state parlando... non lo so bisognerebbe fare delle misurazioni accurate. Scusami, ma non volevo essere polemico, era solo una considerazione visto che non ho mai avuto problemi troppo evidenti in queste situazioni ci ho pensato un po'su ed ho espresso la mia opinione. comunque amicissimo franco santi |
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inviato il 31 Gennaio 2018 ore 15:29
“ Però con un soggetto in lieve movimento, ad esempio il sistemarsi i capelli, dove la distanza con la fotocamera varia di alcuni centimetri, quale modalità potrebbe essere più opportuna? „ Chiudi a f/4 (a 80mm di focale) e risolvi. Non credo che AI servo possa essere preciso da consentirti scatti nitidi a TA a distanze così corte...ma è solo una valutazione personale, non ho mai provato in queste condizioni. Poi dipende anche dall' AF della macchina, con X-T1 + 50-140 non ci provo nemmeno...(o forse dovrei per curiosità). |
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