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inviato il 09 Dicembre 2017 ore 23:00
Silvia non è assolutamente mia intenzione fare la morale a qualcuno , ma ti confermo che sono convinto che scattare senza usare la raffica aiuta a crescere , cosi come scattare a pellicola o esporre in manuale o disattivare l'autofocus . Mi sono dimenticato l'uso di focali fisse , ti consentono di camminare e di cercare la distanza giusta . Ma queste sono mie convinzioni sulle quali è piacevole confrontarsi , non mie moralizzazioni . Ognuno fa fotografia come vuole e con quali mezzi vuole , ci mancherebbe altro . |
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inviato il 09 Dicembre 2017 ore 23:31
Due scatti a posa è il numero sufficiente per catturare una singola scena. Con l'avvento del digitale avevo preso una brutta piega di scattare decine di foto in sequenza ritrovandomi alla fine di dover cestinare numerosi doppioni. Ora riesco a controllare bene gli scatti tanto è vero che durante uno shooting gli altri uccellavano la modella con scatti in sequenza e continui mentre io ne effettuavo due o tre al massimo a singola posa tanto che la stessa modella ha esclamato "tutto qua".... risposta "mica ti sto a girare il filmino". La raffica? Mai adoperata. Per me è uno strazio allo shutter.... Prediligo gli scatti sequenziali ei veloci. Per fortuna ho il dito lesto e il grilletto facile.... :) |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 0:01
Anch'io preferisco gestire tre scatti singoli. Nella galleria di Anonima genovese c'è un suo scatto che rende bene l'idea del mio modo di fotografare. È un trittico dove la prima immagine è di Paola che riprende me e il buon Beyond pronti per la cattura di una giovane coppia. Le altre due foto sono quelle che stavo realmente scattando. Infatti ne erano solo degli scatti. La seconda è quella che poi ho scelto come definitiva. Nel trittico rende poco ma vista da singolarmente penso che sia uno scatto riuscito decentemente. |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 0:50
Faccio soprattutto avifauna da una 30ina di anni, ho quindi cominciato con le diapositive e la "folle" velocità di scatto permessa dai winder di allora. La possbilità di scattare una breve raffica senza spesa è un indubbio vantaggio in certe situazioni, anche se spesso è abusata: mi sono trovato con compagni di capanno che scattavano sempre una raffica di almeno 10 scatti anche a soggetti fermi e tranquilli, sembrava di essere ad Omaha Beach la mattina del 6 giugno 1944! Io invece raramente faccio 2 o 3 scatti in sequenza solo in particolari casi e molto spesso il migliore è comunque il primo della serie. Tante volte basta la conoscenza del soggetto e eventualmente qualche vecchio trucco (come prefuocheggiare in MF) per portare a casa lo scatto anche senza raffica, come nelle foto dell'uscita dal nido dei gruccioni che ho in galleria. Ugualmente so di fotografi di eventi sportivi raamente sbagliano il colpo anche usando lo scatto singolo |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 3:11
È sbagliato generalizzare, un fotografo sportivo è normale lavori a raffiche, anche ai tempi della pellicola. Per altri tipi di fotografia, con scatti più meditati, lo scatto è uno, se si hanno dubbi sulla corretta esposizione due (così era con la pellicola, almeno per me). Ho mantenuto questo modus operandi anche col digitale, le vecchie abitudini son dure a morire, e così mi ritrovo a scattare a priorità ai diaframmi praticamente sempre, quando impari con una meccanica è difficile poi rinunciare al controllo, unico automatismo (molto comodo) oltre ai tempi è quello che si è aggiunto col digitale: la sensibilità. Sull'af sono combattuto, a volte mi piacerebbe poter sostituire il vetrino smerigliato con uno che abbia corona di microprismi e immagine spezzata. |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 10:04
“ Ma che senso ha generalizzare così? Non lo capisco. La raffica è uno strumento come il diaframma, come il flash o come il cavalletto. Si usa quando si ritiene che serva. Ci sono situazioni in cui il cosiddetto attimo da cogliere è brevissimo e imprevedibile. Altre in cui è molto più comodo e prevedibile. Non capisco questi post "moralizzatori" e provocatori come se scattare senza raffica rendesse fotografi migliori. „ Mi pare che tu non riesca a leggere tra le righe e discriminare una semplice provocazione da una generalizzazione "moralizzatrice"; il fatto è che sempre più spesso si vedono pseudofotografi utilizzare la raffica, per il solo fatto che esiste, anche in situazioni dove sarebbe più costruttivo il ragionamento. A meno di non utilizzare tecniche di sovrapposizione, ad esempio per ridurre il rumore in modo meno "ditruttivo" che farlo in post (e ti assicuro che i personaggi di cui parlo nemmeno conoscono l'esistenza di queste tecniche), ha senso la raffica in una foto di paesaggio? Eppure vedo anche queste cose; è un po' come quelli che si ostinano a voler usare il flash incorporato per fotografare il Colosseo, magari in pieno giorno, quando il flash incorporato non serve a nulla già a 3 metri di distanza nemmeno di notte; è un problema di mancanza di riflessione, oltre che di cultura, rispetto a quello che si sta facendo, ed è amplificato dal numero sempre maggiore di potenzialità che le macchine digitali offrono. Chi ha una certa età e proviene dalla gavetta di strumentazioni ben più spartane, se ne rende conto per l'esperienza forzata che quelle strumentazioni gli hanno imposto, quindi è abbastanza logico che provi quanto meno a lanciare queste provocazioni, poi anche questi faranno ricorso alla raffica quando si rivela necessaria, ma sta appunto qui la differenza, la useranno solo quando sarà necessaria. L'omologazione delle immagini a cui stiamo assistendo, e che oggi è più forte che mai, nasce proprio da una sorta di rinuncia al ragionameto in favore della "facilità" reale o presunta che la tecnologia ci offre; tra l'altro, dalle tue foto mi pare che tu sia sulla buona strada proprio per allontanarti dal coro del piattume imperante e cercare una tua personalità, quindi mi stupisce che tu non abbia compreso il significato provocatorio della discussione. Poi, se si parla di avifauna è chiaro che si entra in un genere particolare, dove la raffica è realmente una "manna dal cielo". |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 10:57
Daniele trovo il tuo intervento molto vicino al mio modo di vedere e pensare la fotografia . Sicuramente ho fatto un accostamento sbagliato tirando in ballo l'avifauna , dove effettivamente la raffica aiuta a prescindere . Ma la mia provocazione voleva portare a riflettere su quanto ci sia di nostro e quanto invece venga dal mezzo che usiamo , o da come lo usiamo , lasciando che sia la fortuna o il calcolo delle probabilità a sfornare una buona foto . Se da una foto sportiva si vede il sudore che cade dal viso dell'atleta e la stessa è stata ripresa con un 600mm e 12 scatti al secondo siamo sicuri che chi ha scattato abbia percepito il risultato ? |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 11:01
Discorso assolutista e quindi inevitabilmente errato.... Dipende, ogni cosa va usata con raziocinio.... Parlando di naturalistica in determinati casi è essenziale a CONCRETIZZARE CIO' CHE HAI IN MENTE |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 11:06
Seguo, argomento interessante, che penso vada letto nel senso che rinunciando a qualche comodità ci si allena in qualche corrispondente abilità (mentre sfruttando la comodità l'abilità si perde). Esempio personale: ho fatto un rullino di diapositive con corpo manuale a lettura media a prevalenza centrale, dopo un anno di digitale in matrix, e ho notato che l'esposizione non è precisa come un tempo e ne ho cannate più del solito. Detto questo, vorrei capire da Vincenzo Virus che cosa intende dicendo: "Io uso lo scatto continuo ma non a raffica." |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 11:23
“ Disattiviamo la raffica , che senso ha scattare 20 foto in 3 secondi e poi sentirsi dire "caspita ! Hai colto l'attimo ! „ secondo me tutto sta tutto in quanto ho quotato in grassetto come dargli torto. Ma in questo caso il discorso è ampiamente risolvibile dal padrone di casa Juza... accanto al form "treppiede -si- -no-" basta aggiungere "raffica -si- -no-" Poi se uno ci tiene a specificarlo per correttezza, bene... se vuole crogiolarsi nei "hai colto l'attimo" che gli inseriscono tra i commenti... ben per lui Questo il mio modestissimo parere |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 11:40
Ma, io credo che per alcuni generi fotografici la raffica sia uno strumento di lavoro necessario; basterebbe aver chiaro questo concetto e non credo che si debba arrivare ad aggiungere una casella "raffica -si- -no-" per leggere correttamente una foto di avifauna in volo o di una gara olimpica sui 100 metri piani. Tra l'altro, chi mi dice che la singola foto scattata al merlo in volo sia frutto di reale abilità del fotografo anziché il classico colpo di c..., c..., cuasi un miracolo come direbbe Enrico Montesano? Piuttosto, questi post dovrebbero servire a stigmatizzare l'inutilità degli strumenti a disposizione (ogni strumento, non solo la raffica) quando vengono usati al posto di altri più congeniali a quella determinata situazione. |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 11:41
Senza senso..... Cogliere un particolare battito di ali di una cincia è impossibile..... Si uaa la raffica con l'intenzione di fare quello scatto.... Ma questo non è uno sport... |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 11:47
Dipende da cosa/come/e perché. Al tempo della pellicola, auto/moto/aerei per lo meno 3 scatti a raffica. Non è bello tornare a casa senza niente... specialmente se ci si lavora (allora ci lavoravo). Tre scatti a raffica anche adesso, massimo 5 se le condizioni non sono ottimali. Anche adesso non è bello tornare a casa senza niente. Non vedo che differenza ci sia fra scattare 3/5 scatti a raffica ad un'auto o a un uccello e 10 singoli scatti ad un paesaggio modificando i dati di scatto o unendo più scatti. Altrimenti togliamo anche treppiedi, monopiedi, IS, alti ISO, ecc... Insomma, tutti fotografi Zen... ;-) Buona domenica a chi legge. Mauro. |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 12:01
"La raffica sì; la raffica no" se una di queste due opzioni diventasse un credo, come in alcuni sembra, sarebbe davvero grave, la raffica, ma è stato già detto, è uno strumento e di conseguenza va usato solo se serve, lapalissiano direi, l'uso della raffica non esclude l'uso del pensiero, così come spesso accade, esattamente come il non uso della raffica non accende il pensiero, che spesso resta spento. Io vengo dalla pellicola e all'epoca tre scatti a raffica erano già una raffica lunga, ma c'è da ricordare che in campo professionale esisteva ed era radicato l'uso di lunghe raffiche basti pensare ai dorsi da 250 pose o alla Nikon F3H da 13 scatti al secondo, ho fatto fotografia di danza ad alti livelli per circa 10 anni, e lì la raffica sarebbe non solo inutile ma anche pericolosa (gli spettatori incazzati per il rumore sanno essere molto violenti) è decisamente migliore ai fini del risultato lo scatto singolo al momento giusto; al momento faccio molta fotografia sociale e di persone e in questo caso sono solito se la situazione lo consente effettuare tre o più scatti "riflessivi" nel senso che non sono consecutivi ma cambio posizione, inquadratura, distanza... posso scegliere tra questi o usarli per creare una sequenza. Detto questo trovo assurdo, perché mi ricorda un puritanesimo eccessivo e inutile, il pensare che si possano dettare regole anche sulla raffica così come trovo assurdo l'ostinarsi a scattare in manuale, in pratica si fa la stessa cosa di scattare in automatismo ma con più tempo, se non si utilizza un esposimetro esterno o se non se non si ha l'effettiva necessità di bloccare l'esposizione. Non credo sia la raffica la responsabile di un appiattimento del livello qualitativo e "artistico" delle foto credo che la responsabilità sia nell'appiattimento culturale in cui viviamo, nel rifiuto dello studio e dell'acculturarsi |
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inviato il 10 Dicembre 2017 ore 12:10
“ Non credo sia la raffica la responsabile di un appiattimento del livello qualitativo e "artistico" delle foto credo che la responsabilità sia nell'appiattimento culturale in cui viviamo, nel rifiuto dello studio e dell'acculturarsi „ Vero, infatti mettevo in evidenza il fatto che le maggiori risorse tecnologiche facilitano questo lassismo, senza però che le si possa considerare la reale causa, dato che facilitano anche il lavoro di tanti che la testa la usano eccome. |
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