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Vita aliena intelligente


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avatarjunior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 9:48    

Il nostro pianeta è in pericolo. Stephen Hawking, celebre fisico dell'Università di Cambridge, è spaventato per gli alieni. Il fatto che noi cerchiamo costantemente un contatto con una civiltà extraterrestre è, secondo il professor Hawking, sbagliato. Questo perché entrare in contatto con gli alieni potrebbe essere molto pericoloso. Secondo l'astrofisico gli extraterrestri potrebbero girovagare per il cosmo in cerca di materie prime o di pianeti da sottomettere. Potrebbero trattarci come si comportano i conquistatori, assoggettandoci. In "Stephen Hawking's Favorite Places", documentario rilasciato esclusivamente su CuriosityStream, i lo scienziato ha affermato che quando un giorno riceveremo segnali alieni da un'altra civiltà, non dovremo rispondere.

Io non sono uno scienziato e non so come interpretare sia quello che dice Hawking sia la teoria delgi universi paralleli.

Certo se uno pensa che noi non riusciamo a costruire un'autostrada in tempi ragionevoli e vediamo quello che in passato è stato fatto (Piramidi egiziane, mura ciclopiche Inca etc..) viene qualche dubbioSorriso

avatarjunior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 10:33    

l'argomento sarebbe serio se non ci fosse sempre qualcuno che vuol fare lo spiritoso

avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 10:43    

Paradosso di Fermi

it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Fermi

Si riassume solitamente nel ragionamento (e conseguente domanda): dato l'enorme numero di stelle nell'universo osservabile, è naturale pensare che la vita possa essersi sviluppata in un grande numero di pianeti e che moltissime civiltà extraterrestri evolute si siano prodotte durante la vita dell'universo. La domanda è:

«Se l'Universo e la nostra galassia pullulano di civiltà sviluppate, dove sono tutti quanti?»

oppure:

«Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non ne abbiamo ancora ricevuto le prove, tipo trasmissioni radio, sonde o navi spaziali?»

avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 10:51    

Il problema del paradosso di Fermi è che, paradossalmente, la sua stessa premessa è che l'universo è enorme e molto vecchio, quindi non considera che noi abiamo un quadro estremamente limitato nel tempo e nello spazio per quanto riguarda l'osservazione di potenziali sengnali alieni da identificare nel mezzo del casino cosmico (perchè quando ti metti a fare radioastronomia non è che lassù ci sia proprio silenzio).

Riusciamo a malapena a vedere Plutone con i nostri telescopi, ma a quanto pare non dovremmo avere problemi ad identificare navi spaziali magari distanti decine o centinaia di anni luce.... Un po' troppo semplificata come scusa.

avatarjunior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 11:10    

Catand :Ottimo suggerimento quel collegamento a Wikipedia.
Dalle mie parti si dice "siamo nel campo delle cento pertiche" per intendere che non se ne esce perché non c'è una soluzione precisa.

avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 11:20    

Fermi confutava in maniera indiretta Drake, che con la sua equazione vuole "quantificare" il numero di civiltà extraterrestri esistenti nell'universo. it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake

Questo argomento (la possibilità di vita extraterrestre) è comunque un territorio così nebuloso e disorientante che chiunque, qualsiasi opinione abbia, ha ragione e, contemporaneamente, torto.

Io, a riguardo, sono agnostico anche se, in fondo in fondo, credo che qualcosa lassù esiste (o esisteva, o esisterà).


avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 11:49    

Ovviamente no, non siamo soli.

Molto probabilmente alcuni esseri provenienti da altri pianeti ci esaminano in modo passivo (ossia vivendo sotto copertura tra di noi), altre volte lo fanno in modo più attivo (incontri dal 3° al 6° tipo, ma anche condivisione di tecnologie più o meno in modo diretto).

Di certo succedono avvenimenti strani se si osserva bene; però nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di viaggiatori del tempo e delle dimensioni, che anche essi si confondono tra noi. Di questi ultimi in particolare ho avuto occasione di incontrarne casualmente. Più che altro vederli sparire.

Alcuni fatti al momento non sono chiaramente spiegabili e forse le persone non sono ancora pronte. In pratica è come andare nel medioevo e convincere la gente che esistono degli esseri microscopici in grado di ucciderli entrando dentro di loro e moltiplicandosi.

avatarjunior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 11:57    

Credo che nessuno possa avere certezze quando si parla di questi argomenti.

E' indubbio che l'evoluzione delle ricerche scientifiche possono avvicinarci alla verità, io ricordo quando da ragazzo leggevo Urania (la collana di fantascienza ) e ricordo che il primo Urania che ho letto parlava di uomini sulla Luna (ed era una collana di fantascienza !!) .

Solo 20 anni fa chi avrebbe pensato che parlando con Siri
(l'assistente degli Smartphones) si potesse ottenere risposte. ??


avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 11:59    

Catand: Ma infatti anche Drake quell'equazione l'aveva tirata un po' fuori dal nulla. MrGreen

La verità è che molto probabilmente dovremo andare là fuori per trovare qualcosa... come è tutto da scoprire. NAvi relativistiche che sfruttano la diazione temporale? Ibernazione? Navi mondo autosufficienti? Sonde di Von Newmann?

Fatto stà che se vogliamo dare una speranza all'umanità di perdurare nel tempo DOBBIAMO popolare altri pianeti, perchè la Terra è e sarà sempre in continuo mutamento e la possibilità di uno sconvolgimento che sia troppo rapido per le nostre capacità di adattamente non è solo probabile, è praticamente certo sul lungo periodo.

avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 13:42    

In ogni pianeta, dove morfologia, materia, gravità, ossigeno, luce e calore sono simili a quelle terrestri, può svilupparsi un individuo come quello umano e addirittura con linguaggi con vocaboli simili, se si considera che la radice onomatopeica è frequente. Di fatto, tutto quanto è addivenuto nello sviluppo animale, ottempera al bisogno di interagire in un ambiente come lo conosciamo. Gli occhi sono due per la visione stereo per poter stimare la distanza e potrebbero essere uno soltanto su una superficie senza rilievi.

Ho sintetizzato una riflessione che ho pubblicato in un mio testo, ma a prescindere che di tesi ne possiamo congetturare a iosa, due punti rimangono insormontabili.

Le distanze. Poterne superare di miliardi di anni luce (ma anche uno...), sta soltanto nella fantasia dei cineasti e degli scienziati che nella fisica teorica "più teorica" trovano il modo di proporsi a dei dello scibile.
L'incognita di una sorgente divina del tutto e quindi di uno scopo "imposto" all'esistenza.

Probabilmente nulla è perennemente insomontabile di ciò che ci diviene notorio, ma per ammetterne la possibilità, bisogna considerare l'esistenza dello spirito. La "vera" quarta dimensione, che potrebbe consistere in una realtà oggettiva.

avatarjunior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 17:41    

Quello che scrive Ulisse è molto interessante ma si può dire che la quarta dimensione può essere il tempo .

In ogni caso secondo Einstein la velocità della luce non è superabile ma forse in un futuro lontanissimo (se la terra non sarà distrutta da noi) qualcuno troverà il modo di superare distanze enormi e andare a vedere cosa c'è intorno a noi.

Al momento visto che al massimo siamo andati sulla Luna abbiamo ancora molte pagnotte da mangiare !


avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 18:19    

Cesare, il tempo è la percezione dell'avvicendarsi, che soltanto una coscienza "volontaria" può avere.
Come per la luce, dove senza un "sensore" capace di visualizzare delle particelle in quel modo, praticamente non esisterebbe, senza una coscienza capace di correlarli a sé, i moti energetici non "esisterebbero" come funzionalmente li immaginamo, ma sarebbero soltanto agitazioni materiche fine a se stesse.

Sono convinto che una quarta dimensione "oggettiva", non può essere che lo spirito. In verità sarebbe la prima, come logica suggerisce, ma anche qui assume significato poiché noi gli diamo un ruolo, presumendo che dopo la morte del corpo, la nostra "presunta" anima entri in percezione con esso.


avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 18:30    

Ed ecco che una discussione di scienza deve essere dirottata dove la scienza non centra nulla... mai possibile che debba succedere ogni volta?

avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 19:14    

X me siamo soli...la vita si sposta d pianeta in pianeta, nasce s sviluppa e poi muore e s trasferisce altrove...è piu facile che altre forme d vita arrivino dal futuro o dal passato, visto che viaggiare nel tempo, è teoricamente possibile, invece viaggiare nello spazio, con distanze così grandi è impossibile.

avatarjunior
inviato il 22 Novembre 2017 ore 20:00    

Anche se l'essere umano raggiungesse la velocità della luce sarebbe comunque poco pratico viste le distanze. La stella più vicina a noi è a 4 anni luce. La successiva a circa 25 se non ricordo male.
Il modo migliore per viaggiare nel cosmo è utilizzando i famosi whormhole un po in stile star trek.
La teoria per il viaggio è già pronta, dobbiamo soltanto metterla in pratica....

Come insegna l'amico Einstein il tempo è da considerarsi come la quarta dimensione a tutti gli effetti. Il tempo e lo spazio sono infatti direttamente correlati fra loro e si influenzano a vicenda, ad esempio grazie alla forza gravitazionale.

Una teoria affascinante (che esiste fin dagli anni 60) è la panspermia che dice che la vita viene letteralmente sparata sui pianeti con le comete o i meteoriti che contengono ghiaccio che contiene amminoacidi base (è stato recentemente dimostrato)
Se il pianeta è nelle condizioni giuste, allora la vita può proliferare, altrimenti niente e avanti il prossimo. C'è già in natura un concetto simile: sono le piante che lanciano miliardi di spore nella ambiente con la speranza che una minima parte riesca ad attecchire nel terreno.
Se cosi fosse, l'universo sarebbe pieno di vita, ma contattarla, azzeccare il momento giusto in una forbice di miliardi di anni e riuscire a dialogarci è davvero molto difficile.
Noi siamo in grado di captare segnali radio da poco più di un secolo, praticamente niente... Chissà gli altri!

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