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inviato il 23 Ottobre 2017 ore 21:05
Con la mente aperta e senza pregiudizi, se si cercano risultati TOP, il digitale é spacciato |
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inviato il 23 Ottobre 2017 ore 21:14
“ Con la mente aperta e senza pregiudizi, se si cercano risultati TOP, il digitale é spacciato:-P „ Sappiamo già come la pensi, magari ripeterlo di continuo aiuta poco |
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inviato il 23 Ottobre 2017 ore 21:16
Puma non ho ben capito queste affermazioni provocatoriamente inutili. Sei contento cosí OK, la tua non è l'unica strada e non è in assoluto la migliore, poi puoi raccontarti quel che vuoi, ma basta hai chiarito tua posizione, altri la pensano diversamente e non sarei cosí sicuro che facciano cose peggiori, c'è gente in giro davvero brava |
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inviato il 23 Ottobre 2017 ore 21:52
Io una volta (anzi 2 per motivi diversi) ho fatto un ibrido totale, ho scattato in Analogico, poi scansionata è il file stampato con ingranditore e bacinelle, ovvero in maniera Analogica .... |
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inviato il 23 Ottobre 2017 ore 21:53
Ok, non intervengo più. |
user28347
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inviato il 23 Ottobre 2017 ore 22:08
dai signori non litigate,ho bevuto3 birre al ristorante cinese vi posso solo dire che in passato facevo foto in analogico solo col telescopio in un bosco e ogni foto circa 20 minuti di posa alle galassie ,di circa 100000 scatti ne ho salvato solo5 per le tante prove che ho dovuto fare e il mal di schiena inseguento le stelle col motorino d'inseguimento stellare,molto spesso non era perfetta la messa a fuoco obbligatoriamente in manuale ,poi cercare uno stampatore esperto non da supermercato ,tirare tante madonne se la serata è andata a buca ,ecc ....per me è da dimenticare se non nell'aspetto passione .ovvio che ognuno ha una sua esperienza personale e penso che se si diverte e trova buoni risultati è buon per lui e continui pure così.io tutto sommato preferisco un digitale poco lavorato e in dng sperando di trovare un buon soggetto interessante da fotografare |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 9:37
“ Spegni l'impianto stereo di tanto in tanto „ Ok se uso nomi di fotografi si capisce meglio? Probabilmente, anche se non lo sapremo mai, un Winogrand avrebbe apprezzato il digitale con la possibilità di vedere subito com'è la cosa una volta fotografata. Avrebbe potuto continuare a fare quello che stava facendo (ok la resa diversa...) e magari invece di 100.000 e passa negativi manco sviluppati ci avrebbe lasciato 1.000.000 di jpeg Un Weston o un Adams, fotografi meno compulsivi, magari invece avrebbero ritenuto la resa non soddisfacente e non lo avrebbero usato. Viceversa molti dei lavori di Ruff con l'analogico sarebbero stati impensabili. Questo per dire... la fotografia digitale è un mezzo parzialmente sovrapponibile con lo strumento analogico. I fotografi digitali hanno ereditato la storia e la cultura passata. Moltissimi usano il sistema per comodità e continuano a praticare i generi storici. Ma altri giustamente sfruttano il mezzo con tutte le sue potenzialità. Dire le foto di Bresson oggi sono capace a farle tutti è sintomo di ignoranza fotografica. Ma è un grosso limite anche non considerare tutto quello che è venuto dopo... Sarà curioso vedere se con i successivi passi tecnologici del digitale la fotografia analogica resterà ancora la soluzione migliore/più conveniente almeno in alcuni ambiti... Oggi ad esempio sui grandi formati l'offerta digitale è ancora troppo acerba... |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 10:07
Rispondo alla seconda domanda perché in linea di massima concordo con le risposte già date alle altre due. Il cambiamento nel modo di rapportarmi alla fotografia l'ho notato, e parecchio, nella fase successiva allo scatto, la cosiddetta postproduzione; non tanto a livello di "filosofia" di lavoro, dato che normalmente mi prefiggo fondamentalmente gli stessi obiettivi di quando lavoravo in CO, ma nel tipo di conoscenze necessarie per raggiungere risultati almeno apprezzabili. Non bastano più la classica "Teoria del Colore", "Sistema Zonale" e tecniche varie da trasporre in versione software; oggi bisogna conoscere la risposta al colore dei sistemi di visualizzazione a monitor e di quelli di stampa, sistemi di calibrazione, profili colore ecc. più o meno al livello che dovrebbe avere un buon tipografo ("dovrebbe", perché spesso queste conoscenze difettano anche ai tipografi). Da questo punto di vista trovo che ci sia necessità di un'attenzione e di uno studio ben maggiori rispetto a quelli necessari per passare dalla manualità della CO agli strumenti di postproduzione informatici. |
user90373
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 10:33
Il digitale ha tolto alla fotografia tutta la parte di "contatto con la materia", anche il semplice caricare/riavvolgere il rullino lo è. Non che questo sia fondamentale, “ in fondo è il risultato e non come è stato ottenuto che conta „ , ma pensiamo alla possibilità di produrre sculture con una stampante 3D, oppure far dipingere un quadro ad un robot mediante un preset sviluppato dall'ingegnere informatico di turno. Ecco, credo che guarderemo l'operato delle macchine, pur se impostate dall'uomo, con occhi diversi rispetto ad una scultura od un quadro creati mediante il vil "contatto manuale". Anche una semplice lettera scritta a mano, a parità di contenuti, ha un qualcosa che Word non riuscirà mai a trasmettere. Piccolezze che, nella vita fanno la differenza, in un monitor no. Il digitale per diventare "umano" avrebbe bisogno di poter esser "toccato" ma per sua natura vive nei chip che meno vengon manipolati meglio è. Forse non ce l'ho con il digitale in se, ma per il modo in cui viene "imposto" a tutti i livelli quasi si voglia creare una sorta di "dipedenza" espressa nella formula: libertà e controllo. |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 10:56
credo che questa sia una tua opinione e approccio personale, io non la vedo così. Anzi trovo molto più personale poter avere il totale controllo, molti le foto a colori le facevano stampare non avevano camera oscura, non avevano il totale controllo e questo per me limita molto. Il controllo espressivo che hai è più alto a costi accettabili e questo permette a più persone di avvicinarsi e di esprimere meglio e in modo più accurato l'idea che si ha. Quindi come vedi è solo questione di approccio, non facciamo passare idee personali come realtà oggettive |
user90373
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 11:01
@ Labirint Sono d'accordo sull'ultima parte: “ non facciamo passare idee personali come realtà oggettive. „ , questo vale per tutti. Capisciammè. |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 11:04
certo, infatti non ho mai criticato l'utilizzo della pellicola e ti ho sempre detto che trovo le foto che pubblichi molto coerenti tra di loro sia come soggetti che come estetica, quando però spingi per dire che la tua è l'idea giusta allora non mi trovo più in accordo |
user90373
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 11:10
@ Labirint “ ..... quando però spingi per dire che la tua è l'idea giusta allora non mi trovo più in accordo „ Liberissimo di non esser d'accordo. Però non ho mai detto che la mia sia l'unica idea giusta, dico che forse non è l'unica ad esser sbagliata. |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 11:30
ragioni troppo con idea di giusto e sbagliato, non è quello il concetto, si parla di approccio, c'è differenza? be si, per esempio possiamo dire che non si usano più le polaroid per fare le foto di prova in studio, sicuramente si scatta di più, se si vuole sperimentare qualcosa di particolare lo si può fare anche con tempistiche più ristrette potendo vedere subito il risultato, ci può essere un'approccio differente perchè a volte si scatta avendo in testa la post che seguirà, ma questo non è propriamente una prerogativa del digitale solo che il digitale lo ha reso più avvicinabile come pratica |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 11:33
Beh, però, vista la grande disparità di risultati ottenibili dal medesimo file dato in mano ad utenti con diverse capacità e talento, direi che anche gli strumenti informatici rimangono pur sempre strumenti: se li usi male ottieni ciofeche, se li usi bene è tutt'altra musica ... pardon ... foto |
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