|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 15:11
la prima versione è uscita quasi 30 anni fa... e ancora sti post.... |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 15:13
Speedking, sul tuo intervento ci sarebbe da dire che anche senza prodotti chimici non avremmo avuto nemmeno la pellicola fotografica; a tutt'oggi non ricordo una sola tecnologia che produca un'immagine visibile utilizzando "solo ed esclusivamente" la luce, poi magari mi sbaglio |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 15:22
E allora il PD? |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 15:24
Si si certo, infatti o scritto che è un non senso. È come dice Sil-M non ha senso discuterne ancora |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 15:37
Di fatto, ogni nuovo ritrovato tecnologico che ruoti intorno ad un principio già utilizzato (nel nostro caso la proprietà della luce di modificare lo stato originario del supporto di registrazione) porta con sé anche facilitazioni e potenzialità d'utilizzo nuove (altrimenti sarebbe inutile) che, spesso, sono utilizzabili ANCHE in direzioni non ortodosse o addirittura opposte; l'importante è rimanere ben consci della differenza che c'è tra ANCHE e SEMPRE, perché queste differenze non dipendono mai dallo strumento in sé, ma da chi lo usa |
user90373
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 15:41
@ Daniele Ferrari “ ..... mi pare nasconda più la stizza per il fatto di non essere rimasti in "pochi eletti" a dilettarsi di fotografia, che non un problema oggettivamente legato al termine stesso di "fotografia". „ Nessuna stizza. La domanda mi è sorta la settimana scorsa dopo esser entrato in possesso di una fotocamera "chimica" dell'ultima o penultima generazione con il suo bravo autofocus singolo e contino su uno o più punti, esposizione spot, media, ponderata su più aree, automatismi su tempi e diaframmi oltre a programmata e manuale, bracketing, il tutto impostabile in modo intuitivo e diretto senza interfacce. A parte la possibilità di variare gli ISO in "corsa" non ho notato grosse differenze operative rispetto alle digitali in mio possesso, anzi, se vogliamo a livello strettamente fotografico mi risulta più "facile". Da questo il sospetto che il grande successo del digitale sia dovuto anche a fattori "altri" che fungono da spinta laterale rispetto alla centralità della funzione. |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 15:57
Certo che ci sono anche altri fattori, e altrettanto importanti; allestire una camera oscura minimamente razionale non è uno scherzo, in fatto di spazi, costi ecc. Considerando che un computer in casa bene o male lo abbiamo già anche per altre cose e che moltissimi utilizzano non Photoshop o analoghi a pagamento, ma i sw in dotazione con le fotocamere o GIMP e simili (cioè gratuiti), non si può disconoscere il fatto che questo costituisca un notevole incentivo. Come ho già scritto altrove, nel mio caso il digitale mi ha consentito di dedicarmi al colore come prima avevo modo di fare solo col BN; per uno a cui piace seguire personalmente l'intero processo di realizzazione delle immagini, non è poco. |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 16:00
La centralità della funzione è quella che porta a fare in molti modi diversi comunicazione tramite la fotografia. Il resto è noia |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 16:08
Nell'ultimo pensiero di Mauro266 c'è un concetto che effettivamente non viene quasi mai considerato: un tempo si faceva pittura, come si faceva scultura, o fotografia ecc. come aspetto primario di qualcosa con cui poi si faceva "anche" comunicazione; oggi l'aspetto comunicativo ha conquistato uno spazio maggiore, anche a discapito della purezza del mezzo utilizzato. |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 16:10
"la prima versione è uscita quasi 30 anni fa... e ancora sti post...."... bellissima |
user90373
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 16:12
@ Mauro266 “ La centralità della funzione è quella che porta a fare in molti modi diversi comunicazione tramite la fotografia. „ Non posso che esser d'accordo. Sulla noia ho qualche riserva dettata dall'interesse a capire le altrui "versioni". |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 16:13
Cosa vuoi che siano 30 anni, se fallisce la "quota 100" si ritroverà anche lui ad andare in pensione decrepito |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 16:19
“ Sulla noia ho qualche riserva dettata dall'interesse a capire le altrui "versioni". „ Versioni di che?? Non ci sono diverse versioni ma solo goffi tentativi d'elitarismo... Se la comodità non interessa non vedo perchè non giri con un banco ottico di grande formato visto che garantisce l'assoluta purezza e la miglior qualità |
user90373
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 16:32
@ Mauro266 “ Versioni di che?? „ Diverse versioni del concetto di "fotografia" più o meno legato alla "comunicazione". Lei, molto probabilmente, ne ha una visione diversa che non è detto sia la migliore ne l'unica, come vorrebbe farmi credere. |
|
|
inviato il 01 Ottobre 2018 ore 16:50
“ E allora il PD? „ La domanda buona e attinente è: e allora, il PDR? Perché scattando, tagliate dall'immagine tutto quello che non riprendete. Eliminando il bidone della spazzatura dalla foto, avete alterato la realtà che avete ripreso. Questa discussione è vecchia come il cucco. Ne ho letto un po' di interventi, è troppo lunga per leggerla tutta. Tipicamente si scontrano gli estremisti: quelli che usano Photoshop per togliere le smagliature e le rughe (e questa per me è una vera alterazione della realtà, accettabile solo se sto facendo qualcosa di finto come ad esempio una pubblicità), e quelli che "la realtà è il jpg che esce dalla macchina" (tipicamente gente che scatta col cellulare o poco più, e che non sa minimamente usare il software). La mia opinione è che l'equilibrio sta in mezzo. Per me tutto fa brodo se si cerca di rappresentare la propria visione della realtà. Certo, dipende anche dai generi, se sono un surrealista e scambio le braccia di una ragazza con le gambe, ben venga. Ma se tolgo un brufolo da una faccia, non altero certo la realtà di quella faccia. Se tolgo un orrendo cartello da un monumento (certe amministrazioni andrebbero messe in una gabbia brutta), non ne altero la realtà. Se raddrizzo un edificio, lo rendo più realistico di uno storto. Se ipersaturo un paesaggio per renderlo più accattivante (e non sto facendo un'operazione platealmente "artistica"), compio qualcosa di criminale (quanta gente va in posti che ha visto fighissimi in foto per poi dire "tutto qui"?). Il fotografo non casuale è anche (un po') artista, propone la sua visione del mondo, non la realtà documentaristica. Ma l'artista deve essere onesto. Altrimenti è solo un t*fatore da quattro soldi. Dentro questi limiti, ci può stare tutto. Rendere una gran topa una modella con le smagliature per me è palesemente disonesto. Poi ognuno la pensa come crede. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |