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ecosistemi e chiacchiere da bar....


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user25280
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inviato il 06 Dicembre 2017 ore 10:26    

Figurati Luca, dovere.

Ma ne approfitto per fare una piccola aggiunta, visto che il buon Salt ha nominato il Baygon che resta in ogni caso pur sempre limitato rispetto ad altri prodotti che invece non si vedono ma vengono usati su grande scala, io invece tiro in ballo l'olio di palma.

Quanti sanno la pericolosità dell'olio di palma, oltre ad essere cancerogeno, quando viene idrogenato, arriva fino al cuore delle cellule e provoca danni irreversibili che in molti casi vengono trasmessi ai feti sotto forma di mutazioni che possono portare a malformazioni o malattie precoci, oltre ad essere una delle principali cause di distruzione delle foreste primarie, dello sterminio degli oranghi (guarda caso l'EP di oggi é un orango) l'espropriazione forzata delle terre delle popolazioni, quindi anche causa di cambiamenti climatici.

Per contrastarlo, basta poco, quando si fa spesa, si legge l'etichetta degli ingredienti, si cerca di sensibilizzare amici e conoscenti, si fa pressione sulle aziende firmando petizioni e boicottando i prodotti.

Ma se tutti se ne sbattono allora poi non si pianga quando l'alluvione ti trasloca la casa con fondamenta annesse.

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 10:46    

piu dieci anni di conduzione/amministrazione di una azienda biodinamica bastano?

Lo studio e la messa in pratica su una azienda da quasi 50 ettari, delle teorie di Mollison, della Hazelip e la successiva convinzione che: "Fukuoka era un miliardario con la passione dell'agricoltura letteraria", spero siano sufficienti per non essere classificato come "contadino da bar".

A me pare che si faccia parecchia confusione. La natura e' vero che si autoregola... Il favismo e l'anemia mediterranea ne sono la prova. Ma non sempre questo coincide con il meglio.
Mangiare frutta ammuffita provoca il cancro.. piu che se irradiata.

Che posso dire.. povere le foreste in Congo....Per salvarle ripristiniamo il vecchio metodo dei muratori, pulirsi il culo con un mattone.. riciclabile, efficace... un po' scomodo ma ecologico.
Se pensi di fermare con quattro slogan le orde di madame che "rcuperano ecologicamente con il decoupage la scatola del rolexino nuovo" sei fritto.

Se davvero non vuoi il fracking.. scaldati a legna... coltivata pero'. non il pellet dell'est incollato con i solventi.

user25280
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inviato il 06 Dicembre 2017 ore 11:04    

Salt, avere 10 anni di questo o quello non vuol dire nulla.
Se pensi che il mondo vada cosi perché non vi é alternativa allora sei fuori strada ma di molto.
le tecnologie ci sono e ne sviluppano in continuo di nuove, basta guardarsi attorno.
Ma se dalla base non vi é una presa di coscienza e una spinta forte, chi dirige si addormenta sugli allori e sulle convenienze.

Non capisco cosa centri la frutta ammuffita, mi sembra un arrampicarsi sugli specchi.
Stessa cosa per il "pulirsi il culo con un mattone", allora secondo te, per dare la carta igienica velata con ammorbidente per cubetti delicati a delle signore, é lecito annientare una foresta primaria con tutte le vittime annesse e connesse?
La coscienza dove l'avete?
Oltre al buon senso, la carta igienica da carta riciclata o da foreste ecosostenibili non esiste?
Il recupero del rolexino, scusa ma lascia il tempo che trova.

Il fracking, quindi per scaldarti annienti l'ecosistema di una nazione per estrarre il gas o il petrolio...........ammazza, non vorrei averti come ministro dell'ambiente, saresti capace di incenerire la nazione per esportare cenere.

Avrai anche 10 di amministrazione, ma mi sa tanto che non hai le idee chiare di come vadano le cose, ne in un senso ne nell'altro, ma la cosa peggiore é che insisti nel voler ragione di cose di cui non conosci nemmeno l'ABC.

Mi piacerebbe sapere se conosci almeno 3 nomi dei componenti del composto chimico (segretissimo perché brevetto americano) che viene mescolato all'acqua e spinto a oltre 4000 bar a migliaia di metri di profondità per fratturare idraulicamente la roccia madre che contiene il gas, detto fracking e la loro pericolosità.

Ma sicuramente hai ragione tu, meglio annientare il pianeta per avere la carta igienica, il riscaldamento confortevole, l'elettricità per scrivere sui forum quanta GIDDI hanno i sensori Sony .

Ma che tristezza.

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 11:05    

Che l'uomo abbia in sé un potenziale distruttivo inimmaginabile in natura è ampiamente assodato; proprio per questo, però, non è più così scontato che la Natura riesca ancora a regolarsi da sola. I danni che l'uomo sta provocando negli ultimi 200 anni sono talmente repentini e di vasta portata che probabilmente stanno superando la velocità con cui la Natura riuscirebbe, da sola, a porvi rimedio senza comunque subire, in un prossimo futuro, perdite eccessive in fatto di biodiversità; persino se quelle aree danneggiate venissero improvvisamente abbandonate dall'uomo e lasciate totalmente in mano alla Natura.
Al punto in cui siamo giunti, per i danni che l'uomo ha provocato, è sempre l'uomo che deve accollarsi anche l'onere di iniziarne il recupero e la gestione controllata; ne è la prova il fatto che persino a Yellowstone i lupi sono stati "reintrodotti", cioè si è studiato un piano d'intervento e controllo da parte dell'uomo anziché lasciare unicamente che fosse la Natura a provvedere.
L'uomo dovrebbe rendersi conto di due aspetti importanti:

1 - dal punto di vista dei rapporti tra le specie che costituiscono una comunità, ogni ecosistema si regge su una struttura piramidale (generalmente intesa come struttura trofica, cioè alimentare) che comprende, man mano che ci si avvicina al vertice, un certo numero di specie tipicamente predatrici (lupo ecc.); qualunque orizzonte venga eliminato da questa piramide, non importa a quale livello, creerà un generalizzato degrado difficile non solo da compensare, ma anche da gestire in qualunque altro modo; quindi il lupo, ma vale anche per la cimice dei campi, non ha senso che venga sterminato;

2 - volere o volare, l'uomo ha raggiunto da tempo la massima posizione di vertice nella piramide (cioè si comporta da superpredatore), ma, a differenza di quanto accadeva in natura prima di lui, anziché diminuire di numero, come avviene per qualunque specie predatrice che vada ad occupare via via un posto sempre più in alto, ha raggiunto un livello ed una densità di popolazione assolutamente incompatibili con la funzione di un predatore. Questo è dovuto al fatto che, da circa 11.000 anni, l'uomo ha imparato a coltivare le piante e allevare gli animali che in precedenza si limitava a predare e che costituiscono la sua base alimentare, cioè ha imparato a modificare il comportamento e i sistemi di vita di questi organismi e questo ha reso "normale" il fatto che ogni azione umana vada ad incidere sugli ecosistemi in modo più pesante di quanto non faccia qualunque specie selvatica. "Normale" però non vuol dire che qualunque intervento umano sia improvvisamente diventato "lecito"; quindi è questa "normalità" che dobbiamo riuscire a rimodulare e regolamentare.

Quest'ultimo pensiero introduce un terzo aspetto, probabilmente il più importante di tutti, di cui l'uomo dovrebbe finalmente rendersi conto:
non ci può essere dicotomia tra Uomo e Natura; è una divisione fittizia creata dal fatto che, come per qualunque altro organismo, la propria specie d'appartenenza assume un'importanza superiore. Solo che l'Uomo è l'unica specie che, sulla base della sua sviluppata capacità culturale e tecnologica, ha fatto prevalere questa autoconsiderazione rispetto all'equilibrio (l'ecosistema) in cui inizialmente era inserito, fino a credersene estraneo. O recuperiamo il senso della nostra appartenenza alla Natura, o continueremo a provocare disastri che continueranno a ritorcersi anche contro di noi, dopo aver annientato gli altri.

user25280
avatar
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 11:11    

Solo che l'Uomo è l'unica specie che, sulla base della sua sviluppata capacità culturale e tecnologica, ha fatto prevalere questa autoconsiderazione rispetto all'equilibrio (l'ecosistema) in cui inizialmente era inserito, fino a credersene estraneo.



Questa é la chiave di tutto il problema.


O recuperiamo il senso della nostra appartenenza alla Natura, o continueremo a provocare disastri che continueranno a ritorcersi anche contro di noi, dopo aver annientato gli altri.



Ovvio e giustissimo.

E sulla base di questo mi estraneo dalla discussione perché sono argomenti che mi stanno troppo a cuore, poi mi infiammo.
Buona discussione tutti e non siate sanguigni come lo sono io, anche se si dovrebbe discutere più di questo che delle GIDDI.

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 11:52    

forse il tutto dovrebbe essere riassunto in:
"questo pianeta non puo' sopportare la pressione di 8 miliardi di persone che pretendono di mangiare tre volte e fare una doccia ogni giorno"

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 12:11    

Purtroppo quella del nostro assurdo numero è una realtà che dovremo non solo accettare, ma cercare di cambiare (possibilmente senza ricorrere al solito sistema: la guerra)

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 12:56    

Comunque, tanto per dire. Ritengo,per averla provata in prima persona, la famosa "decrescita felice" una idiozia bella da leggere e molto affascinante per chi non ha mai coltivato neppure un ravanello, ma assolutamente senza fondamento.
A meno di non finire tutti nel fango a razzolare morti di freddo, senza una agricoltura su grande scala non puoi dare da mangiare a 8 miliardi di persone. L'impatto zero presuppone uno spazio fertile disponibile pro capite impossibile da ottenere oggi. E anche questa soluzione modificherebbe l'ecosistema in modo drammatico.

Nel 1920 con lo stile di vita di allora, si reputava necessario per la sopravvivenza uno spazio coltivato e fertile di piu di duecento metri quadri a persona. Sono 20mt x 10... e mangi polenta tutti i giorni dell'anno piu qualche zuppa e quel che riesci a cacciare. Non riesci ad avere biomassa sufficiente per scaldarti e devi vivere con la capra morta di fame pure lei. Questo spazio pero' deve essere affiancato da altro spazio che possa smaltire l'impatto prodotto da uomo capra e galline. Deve avere apporto d'acqua e smaltimento.
Insomma.. facciamo un po' il conto dello spazio temperato e fertile della terra e alla fine si vede quanti pianeti servirebbero per tenere 8 miliardi di persone affamate e al freddo.

Possiamo senz'altro andare verso una direzione meno impattante.... ma la vedo dura staccare gli ecologisti da internet...


avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 13:13    

MrGreenMrGreensempre per riflettere.
L'abitazione della azienda agricola dispone di due stufe a legna di ultima generazione (pirogassificazione) con rendimenti elevatissimi. per totali 25 Kw termici. (equivalenti alla potenza della caldaia a metano di una piccola villetta di periferia) Le stufe consumano legna di scarto da potature con un potere di circa 3000 Kcal/kg. Tenere una temperatura di 19 gradi (reputata da qualsiasi cittadino una temperatura da assideramento) significa gettare nel fuoco 10 kg ora di legna, 200 kg giorno, 20 tonnellate anno.

200 quintali che vanno prodotti ogni anno, trasportati e tagliati. Se parliamo di legna in piedi vanno anche abbattuti e essicati per due anni.

200 quintali significano un bosco di 1000 mq ben curato abbattuto. Siccome servono in media 15 anni per "maturare" un bosco.. bisogna moltiplicare per 15 e si ottiene una superficie necessaria di un ettaro e mezzo
SOLO PER PRODURRE la legna necessaria ad una piccola cascina DOVE D'INVERNO SI MUORE DI FREDDO e d'estate si MUORE DI CALDO.
In citta' dove la gente tiene 24 gradi d'inverno e 20 d'estate... puoi solo fornire riscaldamento con petrolio/gas o nucleare.
un solo posto su un volo Londra New York consuma gli idrocarburi necessari per scaldare una casa per un anno...
ecco da dove viene il famoso fracking....


Ora chi non ha il condizionatore in auto scagli la prima pietra MrGreen:)

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 14:31    

Infatti l'unica decrescita possibile, nonostante le spiacevoli ricadute secondarie come un'impennata nell'innalzamento dell'età media (almeno fino a quando non si dovesse raggiungere uno status di equilibrio, poi probabilmente tornerebbe su livelli accettabili) e problematiche, anche pensionistiche, connesse, è quella numerica. Già è impensabile mantenere i livelli di popolamento attuali e si continua a parlare di sviluppo; lo sviluppo presuppone tassativamente un costante aumento di spesa, quindi, per forza di cose, un aumento di popolazione che provveda a questa spesa, ma paradossalmente anche un aumento di merci da vendere, quindi un aumento di sfruttamento delle risorse ecc.
I modelli di "sviluppo" funzionano solo fino a quando ci sono nuovi territori da conquistare e sfruttare: mi pare che il giro del mondo in cerca di nuove avventure si sia concluso già da un pezzo!
La decrescita non sarà felice, ma temo che sarà la cessazione fisiologica dello "sviluppo" a imporcela

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 14:50    

“Coloro che tolgono all'uomo le catene liberano solo un animale.”
(N.G.Davila)

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 15:28    

@Salt
ecco da dove viene il famoso fracking....


...chi ha inventato e sta usando il fracking ha ragionato solo in termini di costi/ricavi, sta ai governi usare e/o incentivare sistemi meno dannosi trovando un punto di equilibrio tra costi e danni.
Non possiamo andare avanti a legna e questo è sicuro, ma da qui a giustificare il fracking ce ne passa.
Tra il primo sistema e il secondo credo vi siano tanti altri sistemi, di sicuro c'è che il fracking fa enormi danni ed è stato scelto solo perchè più conveniente infischiandosene di tutto il resto.



avatarjunior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 15:48    

Salt, non sottovalutare l' uomo,la sua pericolosità e stupidità è arcinota, qualcuno stà piano piano cambiando il modo di pensare ed agire e getta l' occhio un pò piu' lontano, ma non siamo tutti uguali e la stupidità imperversa......

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 17:15    

Credo che sia più facile lanciare da un aereo un carro armato che un lupoMrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Dicembre 2017 ore 18:03    

intendiamoci.. NON giustifico il fracking.
Pero' oggi non e' pensabile riuscire a limitare i consumi.
I maggiori quattro eserciti del mondo lavorano attivamente per far si che i consumi NON diminuiscano.
L'uomo medio invece usa aerei, internet e cellulari come se non ci fosse un domani.

Pure noi discutiamo per settimane sul pixel perfect di un costosissimo obiettivo/sensore che per essere prodotto ha distrutto risorse in quantità enormi , acqua potabile, energia, terra...

Voglio dire... nessuno che possegga una digitale puo' fregiarsi oggi del termine di Ecologista.
Il digitale con tutta la sua catena a valle E' IL TRIPUDIO DELLO SPRECO DI RISORSE che sarebbe meglio impiegare altrimenti.
Nessun cacciatore potra' mai eguagliare il danno ambientale che un fotografo amatoriale indirettamente provoca.


Dunque non vedo possibilità di riduzione dei consumi, perlomeno a breve.

e tra fracking e nucleare sono indeciso... forse preferirei il fracking.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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