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inviato il 14 Luglio 2017 ore 18:55
“ io a casa ho una vecchia fuji analogica e domani acquistero' una nikon f100.. da quello che so dentro ci va il rullino (esempio: il ford per il bianco e nero o kodak per i colori), poi vado dal fotografo a sviluppare e lui mi ridà 36 foto (rullino da 36) e il negativo di ogni foto nel caso volessi fare delle copie „ Esistono fantastiche pellicole bianco e nero anche prodotte dalla Kodak, come le Trix e le Tmax. Ormai è da quasi un anno che mi sono dedicato quasi esclusivamente alla fotografia analogica, in particolare con pellicole bianco e nero. Io ti consiglio di provare l'esperienza completa, cioè lo sviluppo in casa: per il bianco e nero è facile, serve solo un pò di preparazione e un'oretta di tempo a sviluppo. Completato lo sviluppo, la visione delle foto sulla pellicola e la felicità che ne deriva è qualcosa che nessuna macchina digitale ti darà mai! |
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 19:02
Ciao Dream, se vuoi conservare intatta la tua salute mentale, ma nel contempo vuoi toglierti lo sfizio della fotografia chimica allora vai di negativo colore e non pensarci su troppo. Se vuoi rischiare il "punto di non ritorno" trova il modo di assistere a una proiezione SERIA di diapositive ... se poi sei uno che ama il rischio allora vieni a trovarmi e ti attrezzo una proiezione in dissolvenza incrociata. Se poi sei un temerario e ti vuoi spingere fino alle estreme conseguenze nel campo delle "emozioni visive" allora avvisami per tempo e la dissolvenza incrociata te la organizzo in retroproiezione però mi raccomando ... quando stramazzerai al suolo non dirmi che non ti avevo avvisato! |
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 20:22
visto che ci siamo chiedo un altra cosa, 1) in generale i grandi fotografi come mccurry e salgado scattavano a pelliccola negativa o diapositiva? 2) ho letto alcuni articoli sulla postproduzione che si faceva sulle foto di mccurry, come veniva svolta essendo che all'epoca non c'erano photoshop e lightroom? |
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 20:43
seguo |
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 20:49
Ai tempi quei fotografi, Mccurry soprattutto, utilizzavano le kodachrome che era un tipo particolare di diapositive della kodak che aveva un processo di sviluppo proprietario kodak. Per le recenti mostre ovviamente le diapositive di mccurry sono state digitalizzate e poi post-prodotte. Anche 20 anni fa e più c'erano gli scanner comunque. |
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 21:04
Salgado prediligeva il b&n, un mezzo classico per il reportage e per descrivere le vicende umane. Oggi x esempio molti scattando in digitale convertono poi l'immagine in bianco e nero. |
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 22:25
sono attratto da entrambi , colore e bianco e nero forse piu dal colore il problema sarà scegliere anche la pellicola adatta come asa (iso), se monto una 800 e mi trovo in pieno sole, o monto una 100 e mi trovo con soggetti in zone poco illuminate, quella mi tocca tenere |
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 22:44
Capirai che problema, io quando ho sensibilità da vendere vado di Velvia 50 altrimenti, quando cioè fotografo in Bianco & Nero, mi arrangio con 25 ASA ... al massimo 32. |
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 22:47
“ non ho voglia (per ora) di dover comprare uno scanner o di poter vedere le foto solo con ausilio del proiettore „ Non è necessario per forza avere un proiettore per proiettare 3x2 metri, anche semplici visori come questi bastano ed avanzano. Io in quasi trent'anni di analogico ho il 90% dell'archivio costituito di sole diapositive, il restante di negative a colori. Giorgio B. |
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 22:55
Ottimo suggerimento Giobol |
user118485
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 23:00
Diebu... ho avuto il distacco della retina per le risate sulla latitude di Pisa. Abbracci. Ciao. |
user118485
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inviato il 14 Luglio 2017 ore 23:02
Latitudine: 43°42'30" N |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 1:31
Argomento non ancora trattato : lo sviluppo. Fondamentale passaggio di chiunque si cimenti con analogico. Lo sviluppo a colori è complicato , bisogna trovare qualcuno bravo che lo sappia fare. i |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 1:50
seguo con grande interesse.. |
user90373
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 10:19
Scattare su pellicola o su diapositiva per poi condividere i lavori esclusivamente su device digitali è, secondo la mia soggettiva e opinabilissima opinione, una forzatura della stessa natura dell'analogico. La diapositiva va proiettata con i passati proiettori a lampade, trovo una complicazione gratuita scandire un rullino fotogramma per fotogramma per poi riprodurlo con uno (proiettore) digitale o su schermo, non vedo vantaggi rispetto ad una ripresa nativa numerica. Stessa cosa per il negativo colore o B/N, nascono per esser stampati su carta e non visualizzati su uno schermo. Anche qua non vedo i benefici legati alla scansione del negativo rispetto alla classica ripresa con una fotocamera digitale. E' intrinseco che per divenire novelli Steve o Sebastiao non basta usare l'analogico, serve altro. |
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