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inviato il 28 Giugno 2017 ore 16:24
Esatto, hai capito il senso, meglio avere il pieno controllo visivo di uno spazio colore più limitato che usarne di colossali a cui non potrai mai accedere veramente a pieno, non a caso se ci si è standardizzati all'uso dell's-rgb e non del prophoto rgb ci sarà un motivo... il numero dei colori rappresentati in base alla profondità in bit delle tue componenti HW dovrebbe essere pari a: 2^(n°bit*3) perchè ogni pixel è composto da tre subpixel. quindi 8bit fai 2^24 colori che sono i 16,77 milioni di colori tipici dei monitor 8bit \ 100% s-rgb 10 bit ne fai 2^30 ovvero circa 1 miliardo (1070 milioni) pari alla copertura del 100% adobe-rgb ovvero quelli che trovi nei monitor e schede 10bit. Se ti prendi un monitor con gamut adobe non stiri nulla, semplicemente poichè il tuo pc non può generare i 1070 milioni di colori, ma 16 tu ne vedrai 16, da cui il totale non sense di spendere soldi per un monitor 10bit quando il tuo HW ne fa 8 di bit. Per dire invece io avendo il dell 2516 calibrato per l's-rgb essendo 8+2 bit nelle comparative online pur avendo il monitor tarato per lavorare in quel profilo vedo anche colori al di fuori di esso in quanto il monitor è in grado di farlo. Nel tuo caso poi non hai alcun problema di banding o cose strane in ogni caso, semplicemente sprechi i soldi per un apparecchio che non potrai sfruttare a pieno, in questo senso il dell 2516 è un prodotto valido perchè di suo è un monitor con pannello 8bit con quindi ridotti costi, però via sw è in grado di emulare i restanti 2 bit in modo tale qualora un domani prendessi un pc con una quadro di poter lavorare a 10bit, quindi per come intendi usarlo è esattamente perfetto. Caso mai problemi potresti averne con monitor o schede che supportano meno di 8bit o con file ultracompressi che non contengono le necessarie informazioni per avere una corretta copertura dei colori, lì sì che vedi i passaggi tra un colore e l'altro sgranati e non uniformi. Ora detto questo ha abbastanza poco senso oggi lavorare in adobe rgb quando il web usa l's-rgb e quando porti a stampare sempre s-rgb ti chiedono, ora a meno che uno non faccia solo stampe fine art o non si stampi a casa con delle stampanti professionali un buon monitor 100% s-rgb con il suo colorimetro è più che sufficiente e i tanti soldi risparmiati li si possono tenere per comprare parti del corredo o perchè no andare a far foto che poi sarebbe lo scopo del nostro hobby |
user81826
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 16:34
Il problema è che di comprare un monitor solo per guardarci le foto non mi interessa. Al contrario mi interessa al fine di migliorare il work flow di lavoro post produttivo ed al fine della stampa di qualità. Ritengo allora migliore un Gamut più ampio. Mi spieghi qual è la relazione matematica che lega il Gamut al numero di bit? Il colore è dato dalle frequenze delle onde che sono continue, se monto un 10 bit su un Gamut srgb ho dei colori sovrapposti? |
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 17:04
paolo calma, stai complicando la situazione inutilmente, il discorso è molto più semplice di come sembri Se compri un monitor con un gamut superiore che la tua scheda video non supporta non hai alcun problema di sovrapposizione colori, semplicemente butti via i soldi perchè quel monitor esprime un numero di colori che la tua scheda non è in grado di fare, quindi è un po' come se avessi una ferrari con un cambio a tre marce, il motore permetterebbe anche di fare 300 all'ora, ma per via delle sole tre marce non puoi fare chissà che velocità. Con un monitor 10bit anche usato con profilo adobe-rgb non disponendo tu di una scheda in grado di generare 10bit di colore alla fonte non avrai alcun tipo di giovamento rispetto a lavorare con un monitor 8bit usato in s-rgb (in questo caso sfruttato al massimo) oppure in adobe rgb (perdendo ovviamente come nel caso del monitor a 10bit le sfumature di colore non prodotte dalla scheda video e che poi in ogni caso il monitor non potrebbe visualizzare). |
user81826
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 17:31
Tanto per rimanere nel tuo esempio gran parte delle macchine ha appunto 5 rapporti (bit), sia che la macchina sia una pandina a metano con velocità massima di 140 (sRGB), sia che sia una serie 1 che raggiunge i 220km/h (Adobe). D'altronde nelle macchine si fa di solito una presa diretta (la quarta), la prima per superare forti pendenze e poi si distanziano i rapporti nel mezzo a seconda di quanti se ne hanno a disposizione; la quinta serve solo per l'over-ride. Se il gamut è costruito su spazio continuo (è questo che non so e su cui vorrei chiarimenti), allora può avere benissimo senso lavorare in 8 bit con gamut Adobe. Riguardo la stampa poi direi che se si vuole un prodotto di qualità Adobe ormai è lo standard. Per l'uso a monitor mi interessa già meno la cosa. Insomma, per riassumere, se il mio uso è quello stampa mi pare più sensato sfruttare 8 bit su un gamut Adobe piuttosto che su un sRGB. |
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 18:04
Eh il vero problema è che se il tuo uso è la stampa dovresti lavorare a 10bit con la quadro è il monitor 10bit reali. Detto questo in linea di massima ci sta pensando alla stampa di lavorare in adobe, solo che tutto dipende da che profilo usi in fase di stampa e l'ideale sarebbe essere coerenti e fare tutto con lo stesso. Praticamente tutti gli stampatori chiedono l's-rgb quindi per evitare problemi di conversione conviene fare tutto lo sviluppo in s-rgb. Tutto ciò perché tra i vari profili non cambia solo il gamut, quindi lavorando in adobe quando in stampa ti viene richiesto l s-rgb al momento della conversione potresti avere dei problemi di corrispondenza colore, specie se fatta alla Garibaldina o a tua insaputa. Per quello che personalmente preferisco usare l's-rgb. |
user81826
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 19:40
Bè ma normalmente stampo al circolo fotografico è tutt'ora ho sempre stampato in Adobe RGB con buona corrispondenza. Sai dirmi invece se possono esserci problemi con la maggiore risoluzione del Dell rispetto al mio portatile? |
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 19:57
no quello direi di no, per dirti io il dell lo collego al mio portatile con schermo fuffo di lato 1600 e non batte ciglio a pigliare la risoluzione massima. |
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 19:58
Facciamo chiarezza.... e ripartiamo dalle basi. Uno spazio colore teorico del modo RGB è definito nel suo stato più semplice da una matrice e dalla sua inversa; da XYZ a RGB e viceversa. Questa trasformazione, codificata da una matrice 3x3, è sempre lineare e si riferisce al dominio dei reali positivi in un ambito che va da 0 a 1, per tutti e tre gli assi. La codifica digitale quantizza questo ambito (da 0 a 1) con una certa profondità di bit; quindi se si tratta di un Jpg il valore viene normalizzato su 8 bit, in un Tiff può essere a 16bit, ecc... A sua volta l'elaborazione di questi valori può essere fatta con una precisione in bit variabile; il CMS del programma compensa a monitor normalizzando poi sull'effettiva profondità in bit che il monitor offre, a prescindere dall'estensione del suo gamut. Un monitor a 8bit quantizza il suo gamut con (2^8)^3, cioè 16.777.216 di permutazioni possibili. Considerando che il volume in DeltaE di un monitor con gamut di ampiezza pari ad AdoberRGB è di 1.207.250, possiamo ritenere la precisione sufficiente. Va però notato che la precisione di quantizzazione colorimetrica è morfologicamente difforme; il nodello XYZ infatti non offre l'uniformità percettiva, essendo esso un modello di color-matching e non di color-difference.
 Si nota bene la diversa distribuzione della sensibilità nel diagramma CIE1931, base appunto del modello XYZ, qui plottato nell'usuale forma xy. Le ellissi di MacAdam variano di forma e dimensioni mettendo in evidenza, ad esempio, che nei verdi siamo meno capaci di distinguere variazioni, mentre nella regione del violetto raggiungiamo la massima sensibilità. Ne consegue che non tutti i gradienti continui di colore sono definiti allo stesso modo, e che se per un colore possono bastare 8bit, per altri potrebbero essere insufficienti. |
user81826
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 20:53
Il volume deltaE come viene calcolato? Come determino il minimo numero di bit per avere uniformità percettiva, ad esperienza? |
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 21:15
Il volume DeltaE è il numero di unita percettive tridimensionali necessarie a riempire il gamut. Il DeltaE è sostanzialmente una distanza in uno spazio tridimensionale, si applica a spazi percettivamente uniformi (o che dovrebbero esserlo). La prima introduzione risale al modello CIELAB, che costituisce lo step del color-difference, insieme al suo compagno CIELUV. Entrambi rilasciati nel 1976. La prima equazione del DeltaE è appunto la DeltaE 76, che è la semplice distanza euclidea tridimensionale. Successivamente, per correggere il modello originale, l'equazione è stata aggiornata; la più recente (e più precisa ovviamente) è la DeltaE 2000. In questa evoluzione lo spazio CIELAB diventa riemanniano, quindi uno spazio tensoriale con tensore di Riemann. Le unità DeltaE sono dei "cubetti" tridimensionali pari a uno in ogni direzione. “ Come determino il minimo numero di bit per avere uniformità percettiva, ad esperienza? „ Questa cosa non ha senso ; l'uniformità percettiva è una caratteristica del modello colore, non dipende da come è quantizzato in bit. |
user81826
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 22:04
Ripropongo la domanda : "Ne consegue che non tutti i gradienti continui di colore sono definiti allo stesso modo, e che se per un colore possono bastare 8bit, per altri potrebbero essere insufficienti" Come determino il numero di bit sufficienti per ogni colore? Delta E ha come unità di misura le unità percettive, definite come? |
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 22:21
Non c'è una risposta certa. 8 bit per un monitor con gamut molto esteso potrebbero risultare pochi. Ma bisogna vedere in che ambito. In fotografia è improbabile, mentre in grafica potrebbe essere più frequente trovare gradienti continui di un colore; oltretutto sono gradienti sintetici, quindi senza perturbazioni che fungono da dithering. E poi devi considerare per quale output fai l'editing, se il fine è stampare a 16bit, allora avere un monitor a 10bit fa comodo. Viceversa se le periferiche output poi sono a 8bit, allora magari non vedi le scalettature che poi ti ritrovi dopo. Il DeltaE è la distanza tra due coordinate nello spazio CIELAB. A seconda dell'equazione usata hai uno spazio tensoriale nullo, cioè euclideo, (CIE76), oppure con tensore di Riemann (CIE 2000). |
user81826
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 22:36
Dunque in base alla situazione fotografica specifica, ho capito. Molto chiaro, ora ho anche i riferimenti da leggere sul DeltaE, direi utile. In ogni caso mi sembra confermato quanto ho detto all'inizio, seppur in maniera non tecnica, ovvero che non c'è una correlazione stretta tra bit e Gamut e che in generale lavorare con 8 bit e Adobe al fine di stampare in buona parte dei casi ha senso. Tornando al topic, se qualcuno ha voglia di consigliarmi su monitor sotto i 350 euro mi fa piacere. Vorrei anche capire se la profilazione/calibrazione hardware vada rinnovata come la software o meno, immagino a questo punto di sì. Grazie a tutti |
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 23:03
Tra profondità di bit e gamut non c'è nessuna correlazione. Il gamut di un monitor dipende essenzialmente dalla posizione dei suoi primari, che hanno le stesse coordinate RGB per tutti i monitor; a cambiare sono i valori XYZ corrispondenti ovviamente. Ad oggi 8 bit sono sufficienti per usare ogni monitor in modo proficuo; 10bit sono sicuramente meglio, ma va considerata tutta la catena. Se ad esempio editi per il web vai a finire per forza in Jpg e 8bit e la stra grande maggioranza dei monitor in giro per il mondo è 8bit. Editare a 10bit e poi convertire in 8 potrebbe mettere in luce delle scalettature che prima non c'erano. Se la sorpresa ti capita in stampa, nel caso di stampa 8bit, hai buttato via soldi per nulla. Gli 8bit sono da evitare per la quantizzazione del file su cui fai postproduzione. In particolare se usi il ProPhoto che è veramente troppo ampio per soli 8bit. |
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inviato il 28 Giugno 2017 ore 23:12
Si esatto no correlazione. Infatti: Se vuoi avere più controllo sulla stampa sfruttando argb anche se hai solo 8 bit sul monitor puoi farlo. Anche perché poi in realtà magari su ps stai lavorando a 16bpc e una normale pixma pro stampa a 16bpc . 350 sono pochi per un widegamut nuovo... il dell up2516d non si trova neanche più venduto da Amazon.. io credo perché la loro politica di reso li penalizzava troppo... sti schermi di tutte ste marche tipo dell asus ecc hanno controllo qualità che lascia a desiderare ... escono troppi esemplari con glow aloni colorati bleeding e la gente rimanda indietro. .. quindi occhio se cerchi di comprare al risparmio online Per @raamiel per caso il plot di prima l hai tirato fuori da gamutvision? |
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