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Nel lavoro si può anche vivere di rendita, intesa come sedersi e non progredire più, ma poi ci si rompe le scatole... Nel proprio hobby se ci si siede e si rimane sul posto o si avanza per inerzia alla fine si uccide la passione. Bisogna sempre trovare nuovi spunti, di qualsiasi tipo.
Ti do ragione, ma faccio anche constatazione dell'iter della vita, senza troppa sofferenza, accettandolo per quel che è. Una volta sentì dire a Marina Ripa di Meana, (che tipa ), " adesso che ho qualche anno in più, non mi dispiace questa leggera inappetenza ". ecco, occorre accettare le cose come vanno, non si resta giovani per sempre, spesso neanche mentalmente. Non intendo sedermi ma neanche combattere contro i mulini a vento o il vento stesso che mi soffia in faccia, che io voglia o no.
La creatività è frutto della forza, dell'impegno e dell'energia che si riesce a mettere in una certa attività. L'età agisce negativamente sull'energia, però a volte con l'esperienza permette di trovare scorciatoie o evitare ostacoli. È forse l'entusiasmo che diminuisce inesorabilmente con il passare del tempo, a parità di tutte le altre condizioni.
La tecnica aiuta la creatività, è lo strumento per la sua realizzazione. Ci dà gli strumenti per operare in tutta libertà, senza perdere tempo. Migliorare la tecnica nell'arco della vita ci consente di far uscire cose nuove che altrimenti sarebbero rimaste inespresse.
pensa che io ho sempre avuto paura della tecnica. La tecnica ti viene insegnata o la apprendi, attraverso lavori già svolti, strade già percorse, da altri. Se le percorri senza tecnica fai un mucchio di pacciughi, ma puoi passare per strade non battute.
ho sempre messo un bel filtro tra me e la tecnica, da sempre e su tutte le cose.
Questo post potrebbe essere spunto per un profondo discorso filosofico. Cos'è la creatività se non la capacità d'intendere con spirito nuovo? Se così fosse, potrei affermare che il concetto espresso da Ooo è l'antitesi della creatività, il perpretarsi del consueto appreso in precedenza. La creatività è invece novità e la novità potrebbe essere sorella della gioventù, quando l'acerba conoscenza lascia più spazio a fantasia, esplorazione, errori. Ma si può essere creativi, a questo punto, quando si è nell'età più acerba? Come si può creare se non si conosce? Fermandosi su questo concetto si potrebbe affermare che ci sia proporzionalità fra conoscenza e capacità creativa. In sintesi una specie di ossimoro. Forse la creatività è legata ad una sorta di consapevole maturazione interiore, di metabolizzazione spirituale che ci porta alla necessità di esprimere, in via materiale e concreta, una percezione personale, un punto di vista. Farlo utilizzando un veicolo a noi congeniale, che può essere la pittura, la scultura, la scrittura, la fotografia. Molti hanno raggiunto questo "stato" in età giovanissima, altri hanno dovuto attendere di più. La maggior parte degli uomini non ci arriva mai perché non riesce ad apprezzare, o meglio entrare in risonanza, con il mondo che li circonda. Poco conta se si tratta di natura o tecnologia, arti o mestieri. Ho cercato di essere sintetico. Spero di essere riuscito a raccontarvi il mio pensiero senza annoiarvi troppo. Ciao Gabbia65
I sette maggiori killer della creatività. Cattiva sorpresa: fino al 1990, quoziente medio d'intelligenza e punteggio medio nei TTCT, il test di Torrance sulla creatività (il più affidabile di tutti) crescono insieme. Dopo quella data, il punteggio medio di creatività sembra decrescere in modo rilevante. Come mai? L'articolo, che potete leggere cliccando il link in arancione, indica i sette maggiori ostacoli alla creatività (sono abbastanza d'accordo con questa lista) e indica un modo per neutralizzarli o, almeno, per negoziarci, che riporto tra parentesi. Eccoli, qui di seguito. 1. Controllo eccessivo (bisogna riconoscerlo, e fare domande aperte sfidando credenze radicate). 2. Paura e ansia (bisogna accettare il fallimento, l'incertezza e l'ambiguità come parte integrante dei processi creativi). 3. Eccesso di pressione e di adrenalina (bisogna riconoscere, in primo luogo, le proprie reazioni all'essere sotto pressione, e poi è necessario trovare modi equilibrati per gestire tempi ed energie). 4. Isolamento e omogeneità (meglio esporsi intenzionalmente a persone, idee, informazioni diverse. Cercare approcci mentali diversi). 5. Assenza di motivazione e passione, apatia (sono spesso connesse con atteggiamenti cinici o sarcastici, che vanno identificati e “smontati”. Ritrovare le proprie passioni originarie e a partire da queste ricominciare ad agire). 6. Mentalità ristretta, schemi di pensiero ricorrenti e automatici, pregiudizi (metter da parte quello che si presume di sapere. Recuperare una sorta di “innocenza creativa”, mettersi “nei panni di qualcun altro”). 7. Pessimismo (lavorare sul linguaggio e sulle definizioni. Ri-incorniciare le esperienze negative. Cambiare sguardo). L'articolo, in inglese, è scritto in modo leggero ma contiene alcune intuizioni rilevanti, e alcune considerazioni non ovvie. Le immagini di questa pagina sono di Logan Zillmer. nuovoeutile.it/che-cosa-e-la-creativita/
Manca un elemento: la fantasia. È quella che ti permette di trovare soluzioni nuove utilizzando la tecnica appresa in modi nuovi, inconsueti. La creatività non esce dal nulla. Trovo sbagliato credere che per trovare soluzioni originali bisogna evitare di imparare la tecnica. Imparare bisogna, eccome! Sempre! La fantasia e la creatività vanno poco lontano senza una solida tecnica alle spalle.
Secondo me ci sono fasi diverse e modi diversi di vivere e di essere creativi. Se guardo a cosa riescono spontaneamente a creare alcuni bambini, rimango basita. In sostanza " rompono" le regole nell'uso dei materiali mescolando spesso inconsapevolmente tecniche diverse. Poi c'è la creatività più matura che si basa sull' acquisizione di una buona tecnica che poi diventa parte del proprio modo di esprimersi attraverso l' arte, quasi superandola ( in questo momento penso al modo con cui suona ed interpreta la musica uno straordinario violoncellista: Mario Brunello). Mi ricordo una frase di Bruno Munari che suona più o meno così:" dal nulla nasce nulla" ossia il creativo è colui che ha un bagaglio di esperienze che usa in modo " unico" originale ( per il pittore tutti i tentativi fatti nel cercare una particolare composizione, per il poeta, l' arrivare all' essenza delle parole, per lo scalatore il trovare una nuova via). Non so se ho espresso in modo limpido il mio concetto...interessante discussione.
no io non ho detto che non la voglio imparare, ho detto che tra la tecnica e me pongo da sempre un filtro. in pratica non è mia intenzione ingurgitarla, la guardo sempre con un certo sospetto, come un sentiero di montagna che è stato creato per prassi, ma guardando dall'alto potresti scoprire che c'era un percorso migliore, ma ormai il solco è stato tracciato. In pratica considero che la tecnica ha anche legami storici, e la storia è solo una strada intrapresa, una delle tante possibili.
Grazie Ooo, molto interessante. Nell'articolo mi è parso di scorgere, fra le righe, uno dei mali della società moderna, dove l'obiettivo a breve termine è re indiscusso. A parte ciò ottimi spunti di riflessione. Ciao Gabbia65
Mi hai fatto ritornare indietro nel tempo. Ho studiato quel preludio al pianoforte e da li in poi capii che non era la mia strada. O meglio ora la musica la uso quotidianamente nel mio lavoro ma il Clavicembalo ben temperato per me è stato una sorta di spartiacque.
Mi piacerebbe che si chiudesse la discussione sul tema dell'impegno sociale della fotografia.Tecnica,creativita' e impegno sociale. Quale impegno? Grazie a tutti voi che avete contribuito a chiarire le questioni. Jancuia
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