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inviato il 13 Giugno 2017 ore 16:40
E probabilmente, la BENCINI, funzionerà ancora perfettamente oggi! |
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inviato il 13 Giugno 2017 ore 17:30
“ Mi hai fatto tornare in mente quando mio padre, oltre 40 anni fa, dopo una lunga ricerca nella soffitta di mia nonna, mi regalò la sua prima macchina fotografica, una Bencini: erano più di dieci anni che riposava nella sua borsa pronto in cuoio, ma funzionava ancora perfettamente Sorriso „ infatti procuravano un sensazione stabile in chi le aveva. Non pensavi mai di avere qualcosa da rottamare, pensavi semplicemente che è lì, pronta a funzionare quanto tu vuoi che sia così. Oggi può succedere molto più facilmente che questa sezione di adeguatezza possa sparire in fretta con qualsiasi fotocamera. Con la Yashica e ottiche zeiss ho fotografato in Africa. Durante una tempesta di sabbia ne entrò ovunque, una cipria impalpabile. La fotocamera aveva la leva di caricamento bloccata, la aprii e gli diedi una pulizia con pennello-soffietto. Riprese a girare ma un po' gracchiante per alcuni scatti, poi riprese a girare fluidamente. In due rullini di diapositive compaiono i segni di quella contaminazione e un granellino di sabbia strisciò la pellicola. Poi la fotocamera riprese a funzionare tranquillamente ed è tuttora funzionante. |
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inviato il 14 Giugno 2017 ore 15:31
Parli di un tempo ormai andato, purtroppo. Era meno stressante di adesso. Ora uscire a far foto con la reflex richiede un certo impegno. Le macchine di oggi permettono mille regolazioni. Forse troppe. Ritornati a casa poi inizia un'altra fase altrettanto importante. Quella davanti al pc. Quando ero ragazzo portavo con me una piccola borsa. Dentro: la Nikon FM2n, 50 f1.4, 135 f2.8, 19 f4. Un paio di rulli di Sensia o di Elite, sempre e solo 100 Iso. Se le condizioni di luce non permettevano di scattare una bella foto, non scattavo. Alla fine di 36 foto ne tenevo 3-4. Mi divertivo, senza stress. |
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inviato il 14 Giugno 2017 ore 15:57
“ Quando ero ragazzo portavo con me una piccola borsa. Dentro: la Nikon FM2n, 50 f1.4, 135 f2.8, 19 f4. Un paio di rulli di Sensia o di Elite, sempre e solo 100 Iso. Se le condizioni di luce non permettevano di scattare una bella foto, non scattavo. Alla fine di 36 foto ne tenevo 3-4. Mi divertivo, senza stress. „ Per me è ancora sostanzialmente così unica differenza Hasselblad invece di Nikon ma il principio non cambia. Un rullo da 12 mi dura anche più di un'uscita a volte |
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inviato il 14 Giugno 2017 ore 21:53
50 anni fa giravo sempre con 2-3 corpi al collo (2 SRT101 e 1 LEICA M3), oltre ad una borsa piena di obbiettivi. Il risultato era di arrivare esausto alla sera, nonostante la giovane età del tempo ... Fu per questa ragione che, dopo un paio d'anni da pro (come spalla), mollai e la fotografia divenne (a fasi fortemente alterne) esclusivamente un hobby. Oggi con il digitale è cambiato tutto, ma certo che se devo fare un servizio serio nello sport (faccio SCI e CALCIO) non è cambiato gran che, come pesi: quei 10-15kg. sull'imbracatura (almeno questo si è stato un grande passo avanti) ci sono sempre ... |
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inviato il 14 Giugno 2017 ore 21:54
E poi ogni tanto spunta la vecchia LEICA III° b ... che mi fa commuovere e tornare indietro nel tempo: nel tempo in cui non ero ancora nato!!! |
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inviato il 25 Giugno 2017 ore 22:44
Yashica Fx3 ferma in un cassetto da almeno 10 anni... Oggi.. prendo in mano, pianto l'occhio nel mirino, schiaccio il bottoncino e l'esposimetro si accende.. ( che carini, quel +, quel - e quel pallino)...se sviluppare/stampare costasse qualcosina meno.... |
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inviato il 26 Giugno 2017 ore 8:20
Io sviluppo solo, poi passo allo scanner. Il risultato non è meraviglioso (sto combattendo con la grana), ma è molto comodo. Come molto comodo è il monobagno della ARS LAB: invece che sviluppo, arresto, fissaggio e lavaggio, solo un bagno (+ il lavaggio finale) per fare tutto! |
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inviato il 26 Giugno 2017 ore 8:53
Come era bello senza il servosterzo, l'aria condizionata, il cambio automatico, la tele a colori, potrei aggiungere il frigo, la lavatrice e tutto il resto. In ogni caso, nella fotografia naturalistica se volevi l'utilissimo avanzamento automatico, altro che piletta, era molto peggio di ora, perchè i grossi motori da 5 f/s facevano fuori le (pochissimo prestanti) 8 batterie o anche i piccoli winder con le 4, in poco tempo, e ti ritrovavi a piedi, parlo da fine anni 70 a seguire. Ma anche senza motore, se volevi fare delle buone dia, e ti si scaricava la piletta, non fotografavi. Dunque di che stiamo parlando, di una fotografia ancora anteriore, anni 60. Con la Vitoret senza esposimetro di mio padre si fotografava così, e tante foto facevano pena. Sì, era una fotografia slow molto rilassante, ma aveva i suoi limiti. Mi piace ogni tanto fare del bn con una fantastica OM4 www.juzaphoto.com/galleria.php?t=2199421&l=it, ed effettivamente ha su la pila da almeno 4 anni, e col display a cristalli liquidi dura tantissimo, ma amo molto anche la Contax G2, che mi fa fare le stesse foto, ma ha un bisogno di pile molto maggiore, e che pile, costano un occhio della testa. Insomma, è bello tutto, l'importante è divertirsi ancora, dopo tanto tempo |
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inviato il 26 Giugno 2017 ore 9:47
assolutamente ignorante in ambiente pellicola, 10 anni fa la fx3 è stato il mio primo approccio alla fotografia (poca roba), ma poi è arrivata quasi subito con poca spesa la prima compatta.. poi la reflex entry e ora ff... avevo fatto qualche rullino b&w e spudoratamente sviluppato dal fotografo con prezzi folli... ora con qualche migliaio di scatti mi piacerebbe tornare indietro (fotografo per divertimento, non mi sento assolutamente di denigrage l'assoluta comodità del digitale) dritte su come gestire qualche rullino senza svenarsi? leggevo qualcosina che c'è chi sviluppa e passa in digitale, chi sviluppa e fa provini.. chi stampa tutto.. |
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inviato il 26 Giugno 2017 ore 12:08
“ dritte su come gestire qualche rullino senza svenarsi? „ in tal senso mi piacerebbe che qualcuno che li usa, parlo del 24x36, facesse una gara al ribasso per spendere il meno possibile e avere un risultato. Che poi il risultato siano stampe o file non importa, l'importante è toccare il minimo prezzo possibile per ogni scatto con rullino, in modo da dare un input alla possibilità di riutilizzarlo che oltre per il senso pratico, mi si è completamente annullato per l'aspetto economico, avendo il digitale. |
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inviato il 26 Giugno 2017 ore 12:17
interessante, dritte per riesumare vecchie glorie.. senza pretese fotoniche ma per gusto e divertimento e stt per imparare.. |
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inviato il 26 Giugno 2017 ore 12:21
Negli ultimi 5 anni, complice l'acquisto di qualche nuova fotocamera analogica (es. la pazzesca Contax AX), ho fatto anche alcuni rullini 24x36 di Velvia, con un certo piacere. Compri il rullo, lo esponi, lo fai sviluppare, te lo guardi sul visore o in proiezione, punto. Soddisfazione limitata, il confronto col digitale regge poco. Dopodichè, per il colore, torno al MF, ancora paragonabile al digitale. Ma siccome apprezzo la pellicola e il piccolo formato, ho insistito col bn. Qui la soddisfazione rimane. Non mi metto a sviluppare, troppo poco tempo da dedicare. Laboratorio e poi scansione su scanner per pellicola, un ottimo Canon FS 4000, e visione a monitor. Se un giorno decidessi di stampare, potrei farlo sia in analogico che in digitale. I risultati sono anlogicissimi, e questo è il gusto di farli. Un rullo ogni tanto in questo modo costa sui 10 euro finito. |
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inviato il 26 Giugno 2017 ore 12:27
“ Un rullo ogni tanto in questo modo costa sui 10 euro finito. „ quale? |
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