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Elogio del cattivo gusto.


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user117231
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inviato il 17 Aprile 2017 ore 17:41    

Attendo di capire a quale categoria appartengo. Cool

user46920
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inviato il 17 Aprile 2017 ore 17:58    

... probabile sia una stesura a rate di quello che è un pensiero messo in parole, in maniera "quasi-poetica" ... ovvero, delle piccole fotografie della realtà, che l'autore sta vivendo, ha vissuto o vede tuttora, semplicemente.


Attendo di capire a quale categoria appartengo.

... te appartieni notoriamente ai "cacacazz", come categoria ... ma qui c'è poco da fare ... ;-)

user117231
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inviato il 17 Aprile 2017 ore 17:59    

;-)

avatarjunior
inviato il 18 Aprile 2017 ore 0:35    

IL FOTOGRAFO SINDACALISTA

Tenta continuamente l'ingranditore, e ne è tentato.

Non è scamiciato e sudato, d'estate, e neppure protetto da maglioni accollati e pantaloni di finto velluto d'inverno.
Anzi. Veste con distinzione e attillatura: sfoggia cravatte firmate e fazzoletti d'autore. Il suo alito è profumato all'acqua di colonia.

Untuoso e servile, schizza il veleno della sua impotenza artistica, sempre con modi melliflui e striscianti, durante le riunioni delle società e circoli fotografici di provincia ai quali promette finanziamenti, imponendo col suo, altri nomi del guittume fotografico patrio.

Qualche volta presenta le sue immagini a giurie allibite anche se sindacalmente ligie al dettato dell'omertà.

franco santi

user117231
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inviato il 18 Aprile 2017 ore 7:21    

Non sono io. ;-)

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2017 ore 9:16    

Anni fa ero magro e pallido (ora sono solo pallido MrGreen), borsa a tracolla, usavo una OM1, ma una volta ho usato una Nikon, e infatti è l'unica volta che ho fatto belle foto MrGreen

Ciao, Roberto

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2017 ore 9:22    

ho fatto bene a seguire il thread,mi piacciono molto le ministorie di Franco;-)

user14286
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inviato il 18 Aprile 2017 ore 12:28    

ah, ho capito, è un monologo a puntate. ( e per giunta, di scarso spessore)

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2017 ore 14:23    

Il cattivo gusto e la pacchianeria esistono in tutte le arti, pittura scultura, architettura, design, musica, ecc.
Come farebbero il buon gusto e l'arte ad emergere se non ci fosse una marea di cose senza valore?
Poi ci sono coloro che senza essere artisti, sono dei buoni "artigiani" e fanno un buon lavoro con impegno, dedizione e senza pretese.
Con questo non elogio il cattivo gusto, ma ritengo giusto che ognuno possa fare ciò che più gli piace, e apprezzo quelli che con pochi fronzoli e senza tante smancerie fanno un buon lavoro.

Ciao, Roberto

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2017 ore 15:00    

Condizione indispensabile per essere definito fotografo artista è la mancanza di mezzi e conoscenza tecnica


ahahahah

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2017 ore 15:40    

" Condizione indispensabile per essere definito fotografo artista è la mancanza di mezzi e conoscenza tecnica"

La faccio mia!! E' la soluzione a tutti i miei problemi!! Grazie Franco, grazie davvero!!

user46920
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inviato il 18 Aprile 2017 ore 17:59    

Veste con distinzione e attillatura: sfoggia cravatte firmate e fazzoletti d'autore. Il suo alito è profumato all'acqua di colonia.

Untuoso e servile, schizza il veleno della sua impotenza artistica, sempre con modi melliflui e striscianti, durante le riunioni delle società e circoli fotografici di provincia ai quali promette finanziamenti, imponendo col suo, altri nomi del guittume fotografico patrio.

mi piacerebbe sapere chi è ... (di sicuro non I_Felix)

avatarjunior
inviato il 19 Aprile 2017 ore 7:38    

IL FOTOGRAFO COLTO

Tutto meticolosità, controllo, cura del dettaglio nella mise, dal cappello alle scarpe, nell'incedere, corretto e distinto.
Parla senza accenti dialettali e quando nel discorso capitano parole straniere, le pronuncia con fonetica ineccepibile.
La sostenutezza nel conversare è temperata da una sorvegliata cortesia: "Maestro", dice al collega e gli da del Lei, salvo i casi di conclamata equivalenza in cui usa la seconda persona singolare.

Nella vivisezione fotografica la sua perizia è consumata. Esamina con la precisione di un orologiaio l'immagine che si accinge a stampare, osservando al microscopio ogni imperscrutabile dettaglio.
Isola le zone, le divide in sottozone che poi sminuzza in grana sottile.

Smonta, pulisce, spolvera, lubrifica, poi rimette ogni cosa al suo posto.
Prima di dare corpo al tutto, per mettere in moto la macchina interpretativa per una stampa perfetta, si provvede di notizie storiche e bibliografiche, stabilendo anticipazioni e scaturigini sia intuendole che derivandole da raffronti e commenti estetici o deducendole da note, appunti, epistolari scovati con rigido metodo di ricerca.

Poi, la stampa obbiettiva: "Eccovi ora la stampa come l'ha concepita l'Autore: riprodotte nell'esatta lettura del negativo, collocata al suo posto"



Mamma mia!! franco santi





user117231
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inviato il 19 Aprile 2017 ore 7:50    

Manco questo sono io. Cool

avatarjunior
inviato il 21 Aprile 2017 ore 8:52    

IL FOTOGRAFO INCOLTO

Un Tarzan della camera oscura. L'ingranditore è il suo elefante: Lo cavalca domando le belve che gli si presentano sotto la specie di sovraesposizioni, mascherature, bruciature, doppie esposizioni, maschere di contrasto, filtri e reagenti.
Aggrappato alle liane delle sue immense possibilità tecniche piomba su negativi instampabili, ora densi come il miele, ora trasparenti e normalmente cestinati.

Stampa con pantagruelica disinvoltura negativi la cui analisi metterebbe a dura prova, fotografi normali.
Stampa tutto, migliaia di negativi passano sotto il suo ingranditore.
Lo chiamano incolto perchè non fa provini, non fa una misura esposimetrica e non usa il densitometro.

Edward Weston o Josef Koudelka, Adams o Mappelthorpe lo lasciano indifferente, preferisce stampare striscie sensitometriche; lo tengono più in allenamento.

A prposito di allenamento, si racconta di lui che riesca a stampare le dieci zone al primo tentativo e senza provini.

Ma va !!


franco santi (sto finendo il rullino, per vostra fortuna)



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