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inviato il 08 Marzo 2017 ore 10:18
Discussione molto interessante. Grazie Niko per aver linkato il tutorial di Raamiel! |
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inviato il 08 Marzo 2017 ore 10:26
Con un simulatore di pellicola se scegli Kodak gold o Fuji Sensia dovresti ottenere dei colori simili. Anche certe simulazioni di Astia e Provia dovrebbero andare bene. |
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inviato il 08 Marzo 2017 ore 10:32
Grazie Marameo per l'intervento interessante. Non pensavo ci fosse una tale divisione del lavoro all'interno di certe agenzie. Pensavo/speravo nel lavoro di un solo artista, ma a quanto pare la cosa è più complessa. Riflettendo, però, così mi spiego come mai, sempre parlando di Vogue ad esempio, gran parte, se non la totalità, dei lavori hanno tutti caratteristiche e uno stile comuni, quasi un marchio di fabbrica. Tonysuper, ho tentato come ho detto con i preset di VSCO, ma purtroppo cambiano le tonalità influendo sul viraggio, mentre nelle foto che osservo e di cui ho portato esempi i colori mi sembrano naturali, fedeli, non elaborati (ma magari, col mio occhio poco esperto, non noto elaborazioni). |
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inviato il 08 Marzo 2017 ore 10:49
L'unica cosa che mi sento di dirti io è che i preset VSCO sono tantissimi e la maggior parte sono una porcheria. Ma se parti da uno di quelli che per te è tra i meno peggio e lo modifichi secondo il tuo gusto credo potresti ottenere quello che desideri. Io ultimamente mi trovo bene ad usare la copia (ovviamente personalizzata) della Fujicolor Pro 400H. |
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inviato il 08 Marzo 2017 ore 11:26
Dopo aver provato un po' tutti i preset VSCO concordo con Aster e Caro Salmone sulla loro bontà: scarsa. Mantenere i colori fedeli è fondamentale, soprattutto nelle fotografie di moda dove vengono presentati dei prodotti. Gli interventi sono più "a piccola scala" secondo me, non spalmati uniformemente sull'intera foto. |
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inviato il 08 Marzo 2017 ore 11:41
Quando lavorano per certe riviste o pubblicazioni, bisogna tenere presente che non stanno vendendo e rappresentando l'immagine della modella, dell'attore, del paesaggio o del muflone di turno, ma quella di Vogue, National Geographic, Max, Magnum e via discorendo. Perlomeno è quello che ho sempre sentito dire (o letto) dagli editor più importanti. n“ elle foto che osservo e di cui ho portato esempi i colori mi sembrano naturali, fedeli, non elaborati „ Davvero vedi tutto questo? Non so, ma io ho un'altra idea di naturale e fedele... |
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inviato il 08 Marzo 2017 ore 11:56
Vengono utilizzati dei preset anche secondo me. Dei filtri personalizzati ad hoc. |
user15476
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inviato il 08 Marzo 2017 ore 13:00
“ Pensavo/speravo nel lavoro di un solo artista, ma a quanto pare la cosa è più complessa. „ L'artista di solito è occupato a fotografare. Per il suo successo (il settore advertising paga bene) e per contradistinguersi meglio delegare questa parte del lavoro a studi professionali. Ovviamente con i vari preset menzionati e la conoscenza base che si ha del colore non si ottiene minimamente niente di simile. Ma poi ci si potrebbe domandare...perché imitare qualcosa di inimitabile e invece non sviluppare un proprio stile? PS: www.nytimes.com/2003/02/02/style/the-man-who-makes-the-pictures-perfec |
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