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inviato il 29 Gennaio 2017 ore 23:57
Facevo un altro pensiero: adesso con la mirrorless scatto anche meno. La macchina, pur completamente in manuale, non consente errori, avendo costantemente nel mirino l'istogramma e la rappresentazione in tempo reale della foto che sto per scattare. Insomma non faccio più neanche un tentativo sbagliato, né devo più affidarmi all'esposimetro. Questo credo abbia ridotto ulteriormente i miei scatti, oltre a renderli ancora più ragionati, eliminando quelle situazioni trial-error legate alla vecchia reflex, in cui scattavo, vedevo com'era venuta, e in caso scattavo nuovamente. |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 0:01
L'istogramma in diretta è stato un gran colpo di genio, spero solo che venga implementato anche sugli altri sistemi |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 0:03
Con il digitale scatto di più, ho più progetti fotografici. Quello che faccio allo stesso modo e il ragionamento in fase di scatto. A me non importa di apparire lento: ho bisogno del mio tempo. Io resto è cambiato...Le foto alle stelle totalmente, prima stavo ore e ora ad aspettare per una scia di stelle con una sola posa. Ora mi brucio 500 scatti ogni volta. Il risultato è più soddisfacente però. Nelle foto sportive prediligo la raffica (e cavolo quanti soldi risparmiati...Ricordo la raffica a 2fps e il rullo che dovevo cambiare sistematicamente ogni fine raffica...) Facendomi meno problemi. Finalmente mi sto avvicinando alla macro sapendo di poter provare e vedere subito il risultato. Mi manca il b/n su pellicola...Ancora in questo il digitale non lo ho ben gestito/capito, spero di rimediare presto. |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 0:39
Sicuramente il digitale ha portato dei vantaggi nel non dover sprecare fotogrammi e riducendo i costi in quanto si stampa solo il necessario,per contro ha portato ad una precoce obsolescenza delle fotocamere. Mi spiego meglio,con l'analogico erano determinanti le ottiche e la pellicola,ad esempio uno Zeiss lo potevi montare su una Contax ma anche su una Yashica FX3 ed il risultato non cambiava se usavi la stessa pellicola. Con il digitale oltre alla qualità degli obiettivi l'incidenza del sensore e dell'elettronica hanno spostato i rapporti di forza verso il mezzo che non è più la pellicola. |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 1:34
di media scatto dalle 10 alle 20mila [negozio 24] uscita. sono tante ? |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 7:26
Io tengo sempre la macchina accesa, anche quando sta nel cassetto... addirittura ho appiccicato una striscia di nastro adesivo sul pulsante di scatto, e la funzione 'raffica' attiva. |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 7:56
Roomby puoi spiegarmi la regola del 16 non la conosco |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 7:56
Mai raffica per questo ho venduto la D3 |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 9:38
Premetto che non stò qui a sindacare su ciò che fanno gli altri che hanno esigenze ed abitudini diverse dalle mie;ognuno per necessità di lavoro e modus operandi adegua l'uso del mezzo a come gli viene meglio per millanta ragioni. A casa ho ancora una RB67 ed il mio rammarico è che è ùn pò che non la uso,come già detto le abitudini acquisite (analogico) giuste o sbagliate che siano poi uno se le porta dietro e tutto sommato mi ci trovo bene in considerazione anche dei generi fotografici che prediligo,ho sempre detto una cosa:"non farei mai il fotografo perchè dovrei fare ciò che piace agli altri e non quello che piace a me". Perdonatemi il pistolotto @Grekon,ho trovato questo articolo,ah non spaventarti per la foto iniziale dell'articolo,c'era e basta www.thedarkroom.it/inthedarkroom/2014/10/la-regola-del-16-come-fotogra |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 10:02
Bomba, quello che scrivi è molto condivisibile. Ognuno ha il proprio approccio e le proprie esigenze, legate o meno ad un'eventuale attività lavorativa. |
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inviato il 30 Gennaio 2017 ore 11:10
molto interessante |
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inviato il 31 Gennaio 2017 ore 11:56
IO, come allora, quando servono belle foto, chiamo un fotografo bravo e gli spiego cosa mi serve. |
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inviato il 31 Gennaio 2017 ore 12:08
Pro e contro: oggi scatto di più, anche perché sono facilitate le tecniche multiscatto (che utilizzo parecchio), ma mai a raffica (non riesco proprio ad entrare in quell'ottica). Oggi come allora, però, se non ho una stampa finale in mano non riesco ad apprezzare completamente uno scatto. |
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inviato il 31 Gennaio 2017 ore 12:35
Quello che come allora non deve cambiare é la voglia di evolversi e sfruttare i mezzi che si hanno a disposizione. Guai ad arroccarsi dietro un pezzo di hardware solo per dei preconcetti. |
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inviato il 31 Gennaio 2017 ore 13:38
Indipendentemente dalla capienza delle schede o dall'approcio personale alla fotografia con retaggi analogici, io cerco di fare meno scatti possibili in quanto considero sempre e comunque l'usura della fotocamera (otturatore in primis). Sicuramente esistono seriali sfigati, dove l'ottiratore 'garantito' per 300.000attuazioni si sfascia a 10.000 (ad esempio), ma è sempre bene tenere conto di questo ciclo vita della macchina. Ovviamente, tutti coloro che al mattino cambiano nell'ordine: calzini, mutande e fotocamera, sono esclusi da questa considerazione. |
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