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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 10:27
“ inevitabile la presenza di tantissimi residui dei bagni per diapositive „ Infatti ho scansito qualche fotogramma con uno scanner piano, ma quel problema (che imporrebbe pure un rilavaggio con ulteriori rischi) e la polvere che si deposita anche in quei pochi secondi in cui si maneggia, necessita di un ritocco estenuante che poi comporta un inevitabile danneggiamento dell'immagine. Io pensavo a un scanner che soffia via la polvere e in maniera totale, ma non so se sia possibile. Temo che oltre a recuperare qualche immagine importante per scopi specifici, non si possa andare. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 10:35
Non posso che confermare il fatto che per il 35 mm non ne vale la pena. Mi capita di scansionare negative e dias dell'archivio fotografico del museo in cui lavoro; attualmente abbiamo uno scanner Nikon Super Coolscan 5000, non è di ultima generazione, ma il suo lavoro lo fa; però si ottengono file molto pesanti, devi comunque spendere per lo scanner e per il software di elaborazione (Photoshop fondamentalmente) e perderci lo stesso tempo in pp per poi avere comunque una stampa digitale; vale la pena solo se devi digitalizzare vecchi scatti per non rischiare di perderli. Il discorso probabilmente cambia per formati maggiori, ma sempre utilizzando scanner professionali di costo elevato e, alla fine della fiera, solo per un uso professionale. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 10:52
Gli scanner dedicati della Nikon, Minolta e anche Canon non sono più in produzione, vanno acquistati usati e si trovano abbastanza facilmente sui 500 euro. Non vedo cosa ci sia di strano. Del resto non sono fuori produzione anche le fotocamere a pellicola? Sono scanner professionali per utenti professionali che ormai sono passati al digitale. Quel settore professionale si è praticamente estinto. Quello che oggi vendono nuovo è dedicato ad altri tipi di utenti con ben altre esigenze. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 11:02
Sì, direi che bisogna mettersi l'animo in pace e accettare questa realtà. Ho la Kiev 88 e il fisheye 35 che ho preso proprio per usarlo su un formato quadrato e mi limiterò a scansire queste e altri 6x6 e 6x9 analogici nel mio archivio. Peraltro ho deciso di sperimentare un metodo che ho visto su Nikon experience, di fotografare i fotogrammi sopra un piano illuminato a luce tarata. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 11:06
Ulisse, pensa che anch'io ho ancora la Kiev 88 e persino il fisheye |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 11:12
Concordo sul problema polvere, ma del resto ho visto file digitali mooooolto più sporchi delle mie pellicole a causa della polvere che si accumula sul sensore. Molti scanner (anche di fascia media e bassa) hanno la tecnologia Digital ICE che rimuove efficacemente polvere e pelucchi (tranne sui negativi B&N e diapositive Kodachrome). Il fatto che valga la pena oppure no non può che essere una scelta personale, dettata da tante esigenze e preferenze, non credo possa essere ridotta solo a considerazioni tipo risoluzione, tempi, costi, ecc. e soprattutto che possa essere decisa da altri. In queto campo i consigli credo abbiano ben poco senso, occorre provare. Ognuno ha i suoi parametri ed esigenze. Per me ne vale la pena, sarà che non ho fretta né ho esigenza di scandire migliaia di foto (con calma e un po' per volta nel giro di un annetto o due ho digitalizzato praticamente tutto il mio archivio. Gli scatti correnti li tratto mano a mano che li faccio, quindi no problem). Non sono un professionista quindi non ho esigenze di consegnare il lavoro entro tempi brevissimi, anzi, una delle cose che apprezzo sono i tempi lunghi che mi danno modo di gustare di più tutto quanto. Se fossi un professionista probabilmente sarei costretto a usare il digitale ma fortunatamente non lo sono e posso quindi utilizzare ciò che mi piace di più. Ciò non toglie che mi piace avere la massima qualità possibile e quindi alla fine ho preso uno scanner professionale. Prima utilizzavo un Epson perfection 3200 photo e la differenza c'è eccome (anche confrontando con più recenti V700). Ciò non toglie che si possano ottenere ottimi risultati in stampa anche con scanner di quel tipo, e tanti professionisti che li usano stanno qui a dimostrarlo (e anche io in passato ho avuto buoni risultati). Purtroppo la tecnologia degli scanner è ferma da un pezzo e soluzioni di prezzo intermedio come erano i Nikon non ce ne sono; si passa da qualche centinaio di euro alle svariate migliaia (salvo andare sull'usato). |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 11:19
“ Ulisse, pensa che anch'io ho ancora la Kiev 88 e persino il fisheye „ Amo la Kiev poiché costringendomi nottate per ripararne i difetti, mi ha insegnato tanto e le ottiche sono pure ottime e con un cromatismo eccellente. Non so se potrò consentirmi di ritrovare la giusta concentrazione per fotografare, ma Lei sta nella sua valigetta, assieme ai suoi obiettivi e nessuno la molesta... |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 11:20
Appunto Diebu, ti devi rassegnare al fatto che se vuoi qualcosa di professionale lo devi comprare usato. Sul nuovo c'è solo roba per fotoamatori e foto di famiglia. Probabilmente il settore ha fatto progressi, ma non penso miracoli. Ecco, con un vecchio scanner serio rimuovi lo sporco sia da Kodachrome, pellicole bianco e nero, tutto. A meno che non ci siano pezzi di salame sul fotogramma te lo restituisce perfettamente pulito, con una scansione di massimo 5 minuti alla massima risoluzione, ottima per stampare 50x75 con grande soddisfazione. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 11:46
Ciao windof, no, se vuoi qualcosa di professionale lo trovi anche nuovo ma come dicevo a costi elevati (il Flextight X1 dell'Hasselblad costa 15mila euro, l'X5 costa 25mila euro). Nessuno scanner, né nuovo né vecchio, è in grado di rimuovere polvere da pellicole B&N e Kodachrome, la loro struttura è diversa (infatti sostanzialmente la kodachome è una pellicola B&N che diventa a colori nel trattamento; non a caso da quando questo non è più disponibile può essere usata e sviluppata come una normale B&N) da quella dei negativi a colori e dalle diapositive. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 11:48
Ma la domanda iniziale è scattare a pellicola ed elaborare in digitale. Per l'amor di Dio, si puo fare tutto ma non vedo nessun lato positivo per farlo. Ricordo che prima di passare al digitale mi ero comprato uno scanner nikon 6x6 ( mi sembra il 7000) per scansire i 6x6 dell'hasselblad. i risultati li ho ritenuti pessimi rispetto a quel che usciva 6 mesi dopo con le reflex digitali. Sarò forse stato io incapace a non ho mai ottenuto la stessa qualità di una stampa diretta. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 11:54
Ma infatti come dicevo non c'è una risposta univoca, Lucianof ha trovato la sua, io ho trovato la mia, e così via. Non credo si possa dire che non ci sono lati positivi, io, per i miei gusti e le mie esigenze ne vedo tantissimi, sennò non continuerei a farlo; Lucianof non ne vede, tanti altri che conosco (e tutti quelli che usano la pellicola e seguono questa strada ibrida) evidentemente la pensano come me, e altrettanti che usano solo digitale la pensano come Lucianof. Insomma, ci sono entrambe queste possibilità (per fortuna), non credo si possa dire che una ha senso e l'altra no o viceversa. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 12:01
Non mi riferivo all'uso della pellicola, che posso condividere, ma all'uso di una scansione da pellicola per ottenere un file digitale. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 12:06
Ma se vuoi stampare una foto a colori da pellicola devi per forza passare per la scansione, o lo fai da solo o te lo fa il laboratorio. I negativi a colori in teoria possono ancora essere stampati con l'ingranditore, come il B&N, ma di fatto non lo fa quasi nessuno, anche i laboratori che offrono questo servizio sono pochissimi. Le diapositive, con la scomparsa della carta Ilfochrome non possono essere proprio più stampate con l'ingranditore quindi la scansione resta l'unica soluzione (che tra l'altro offre un maggiore controllo sul contrasto, punto dolente della Ilfochrome, o Cibachrome per chi la conosce col vecchio nome). Quindi direi che senso ce n'è, eccome. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 12:38
Diebu, il problema è che si tratta di una tecnologia (mi riferisco alla stampa tradizionale da negativo a colori o da dias) che sta scomparendo per scelte che il mercato opera a monte, non tanto per mancanza di potenziali fruitori, quindi i costi delle strade alternative diventano via via talmente elevati da diventare assurdi se applicati al piccolo formato e, fra un po', anche al medio. Poi, la scelta personale ci sta che sia caparbia, ma alla lunga la vedo comunque come una guerra persa. |
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inviato il 27 Gennaio 2017 ore 12:53
io l'ho fatto spesso. Scatto in analogico sul 6x6 e campiono in digitale. Sembra a prima vista la cazzata del giorno. Invece trovo sia un'ottimo modo per lavorare. I risultati sono ottimi (bisogna tenere conto di parecchi aspetti non proprio evidenti) ma trovo molta soddisfazione nel processo. Ovviamente NON e' una procedura sensata QUANDO SI LAVORA. Un servizio sportivo o simili NON si fa con questo metodo. Ma per uscire un pomeriggio con la vecchia rollei o la hassie e divertirsi a scattare e' un metodo perfetto. P.S: il 35 mm mi viene uno schifo... si parla di buoni risultati dal 6x4.5 in su... |
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