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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 17:44
" alla fine e' sempre una TUA foto, per cui magari per gli altri e' uguale ad altre mille ma per te e' la TUA " Anche questa è una sacrosanta verità. |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 17:57
Tanti anni fa, persino a scuola, copiare il compito in classe era un valore negativo persino per chi lo faceva regolarmente. Nell'epoca dei social, scopiazzare le idee degli altri e moltiplicare le fotografie tutte uguali, se possibile con ottime attrezzature in modo che sembrino migliori dell'originale copiato e' un dato culturale che riguarda moltissimi utenti dei social. Per me chi copia un po' s'appropria, ruba... da sempre fotografo uccelli in volo, dal 1978 quando conobbi un fotografo che mi insegno' a ottenere scatti discreti anche scattando a 1/250 di secondo. In Italia Maurizio Baldari e' stato il primo e per diversi anni l'unico fotografo di uccelli in volo. Oggi i moderni af consentono a molti di ottenere foto di uccelli in volo, ma rimane molto difficile l'approccio nel terreno libero e percio' si moltiplicano le solite foto fatte nei capanni fissi delle oasi. Ognuno fa quello che puo'. Certo pubblicare le chiappe di una bella moldava o le tette di una russa attira i mi piace... ma non e' cultura e non sono belle foto... sono un po' ..... come chi se le fa scattare; spesso per un po' soldi, e i soldi sono la quintessenza delle gratificazioni facili, proprio come i mi piace. Poi ci sono i viaggiatori fotografici che non sanno o non possono trovare la bellezza in cio' che li circonda. E allora ci danno giu' con le aurore boreali.... Ognuno fotografa quello che vede. Eppure esiste molto di piu' di quel che si vede. Ma e' faticoso e difficile prima vederlo e poi fotografarlo: e' molto piu' facile imitare gli altri e percio' via.... tutti in Islanda dietro a Juza.... ma quella bellezza che ognuno cerca ti deve essere vicina, senno' come potra' stare " ovunque intorno a me"? In realta' la bellezza e' molto piu' alla nostra portata di quanto immaginiamo... ma bisogna cercarla.... e non basta: bisogna trovarla nel volto di chi ti e' prossimo, di chi ti sta vicino. |
user107253
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 20:30
Claudio quindi mi sconsigli di fare un viaggio fotografico alla ricerca delle Aurore boreali? Per fortuna vogliono così tanti soldi che finora ho dovuto sempre rinunciare! Scherzi a parte, sono d'accordo con te che la bellezza è più vicina di quanto immaginiamo, ma è un qualcosa che sto scoprendo giorno dopo giorno. Sono arrivata fino in Lapponia lo scorso anno per fotografare l'aurora (un viaggio organizzato tutto da me però ) per poi portare a casa foto deludenti e non perché il posto non lo meritasse o perché l'aurora è stata così "gentile" da mostrarsi solo mentre ero in viaggio in treno notturno da Rovaniemi ad Helsinki (ti lascio immaginare che foto fatte sul treno in corsa da un microfinestrino), ma perché non avevo chiaro in mente quali foto scattare. Non avevo ancora capito cosa fosse per me la fotografia. E qui mi ricollego al commento di apertura della discussione. La fotografia è soggettiva, come lo sono le emozioni. Non tutti siamo affascinati dalle stesse cose e non tutti cerchiamo l'originalità. E questa non è una prerogativa della fotografia, ma della vita nella sua interezza. Uno stupido esempio, io faccio un lavoro che non mi soddisfa perché monotono e ripetitivo ed io detesto la ripetitività. Alcuni miei colleghi, invece, si trovano a proprio agio proprio grazie alla ripetitività perché gli da sicurezza e non devono confrontarsi con nuove problematiche ogni giorno. Ecco, credo che anche nella fotografia sia un po' così. C'è chi si sente a suo agio facendo foto che sa che saranno apprezzate, o anche perchè sono quelle che apprezza, piuttosto che cimentarsi nello sperimentare qualcosa di nuovo. Tra ieri e oggi ho assistito e partecipato a delle discussioni sul genere fotografico staged e c'è qualcuno che proprio non riesce a capire l'arte che c'è dietro questo genere. Io prima di ieri non sapevo neanche il nome di questo genere (e non so neanche se l'ho scritto bene), ma il mio interesse mi ha portato ad approfondire. Quindi è sempre e solo questione di scelte e gusti personali dal mio punto di vista. |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 21:27
Giulio Monasta for President!!!   |
user2034
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 22:09
Romy_79..... first lady  |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 22:17
Mah, secondo me dipende sempre da cosa ha da dire uno con quello scatto. Se mi fa la copia o peggio il verso di una cosa già vista difficilmente lo fa perchè ha qualcosa da dire. |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 22:36
Secondo me nell'arte non è un problema rivisitare opere già fatte oppure farne proprio il verso o anche fare del "manierismo". D'altra parte Michelangelo Buonarroti tanto ha preso dai romani che avevano preso dai greci che avevano appreso dagli egizi che avevano appreso dai sumeri ecc ecc. Senza la conoscenza passata non saremmo nessuno. Si può anche arrivare alla La Gioconda con i baffi o L.H.O.O.Q. di Marcel Duchamp, 1919. In quanti film rivedo la scena del ventilatore sul soffitto con il rumore dell'elicottero ... Oppure scene copiate da 2001 odissea nello spazio oppure da Matrix ecc. ecc. I registi li chiamano "omaggi". Poi, nasce uno che ha un'idea, un Caravaggio, o un Van Ghogh qualsiasi, un Ligabue (pittore) ... idee nuove .. e vengono stroncati ( se non quasi bruciati) con nomi dispregiativi per il loro stile. |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 22:54
Una cosa però la devo dire. Si facevano molti meno problemi nel come interpretare la "realtà" adoperando le tecniche più innovative disponibili sul momento. Nel 1000 il fondo era d'oro le proporzioni seguivano regole dell'importanza dei personaggi e non delle proporzioni fisiche. Con Giotto abbiamo il cielo azzurro, grande scoperta della tinta con il lapislazzuli. Le proporzioni rimangono grosso modo le stesse (si OK Cristo Cimabue e Cristo Giotto, sono di Firenze e sto a Firenze e queste opere le vedo spesso). Quando con Antonello si diffonde la pittura ad olio è un'esplosione. Nessuno critica la novità e dice di tornare indietro. L'arte è un modo di comunicare. La religione, la politica, i sentimenti e tanto altro. Secondo me chi pensa di poter criticare (in tutti sensi) un'opera deve avere la chiave di lettura, la Conoscenza, essere in possesso del linguaggio usato. Chi pensa che l'Annunciazione di Leonardo si bella e basta, non è neanche all'uno per cento del messaggio. Chi pensa che "I prigioni" di michelangelo siano "incompiute" o che Kandinsky ... "questo lo so fare pure io!" ... ... che dire. Dico che occorre studiare. Comprese le potenzialità del mezzo con cui si opera, che sia un martello e scalpello, un pennello con colori o una macchina fotografica. Questo è, in parte, il mio modo di pensare. |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 22:58
In queste stesde pagine ho letto cose di buon senso ed altre discutibili, allo stesso modo qui ho visto foto copia e incolla apprezzate ed altre magari migliori o quantomeno originali ignorate. Che facciamo? Molto spesso le repliche pagano più della bravura e dell originalita |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 22:59
Concordo sul manierismo. Però un paio di scene in un film è un omaggio un verso ad uno scatto mi sa più da remake. Un mio vecchio e caro proff diceva che copiare è una cosa difficile... |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 23:08
Secondo me dipende anche dallo spirito con cui si copia... se lo si fa per capire ed imparare, in modo da saper poi creare la giusta immagine quando il soggetto originale ci capita davanti (ammesso di saperlo riconoscere) va bene, e secondo me ci sta anche di esercitarsi in copie "spudorate". Se invece c'è la presunzione di dire "niente di speciale, la so fare uguale" allora evidentemente c'è qualcosa che non funziona. |
user107253
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 23:08
D'accordo con Giulio Monasta sulla necessità di studiare per poter meglio comprendere e quindi criticare qualsiasi "prodotto" artistico. Resta però fondamentale la componente dell'interesse soggettivo, poiché l'interesse è il motore della conoscenza. Bigtul   |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 23:27
Molto spesso mi viene in mente ll'immagine di un vecchio film in cui c'è l'indigeno che vende qualcosa del nonno del nonno e sul retro della capanna ha non ricordo quante copie del medesimo oggetto "made in non ricordo dove" |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 23:27
Il plagio è punibile se non per esercitazione. Prendere lo spunto è un'altra cosa. L'arte è una delle poche cose che ci differenzia dagli altri animali. Altrimenti saremmo poco di più di termiti un pò più grosse. Grazie a tutti. |
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inviato il 11 Gennaio 2017 ore 23:34
Possiamo chiamarlo scopiazzare oppure trarre ispirazione, il confine é sottile. Ma credo che il punto fermo sia che da entrambe si impara. Ci sono poi dei grandi classici ultrafotografati (luoghi , animali o situazioni) ma la propria foto resterá sempre la propria foto. Altrimenti smettiamo di fotografare aurore...grand canyon....martin pescatori....boschi d'autunno....gocce che si infrangono....ma poi rimarrebbe solo l'arte. E quella non é mica alla portata di tutti. Siamo fotoamatori, non (tutti) artisti. ? |
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