user31035
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 9:40
meno male che nn ne ho altrimenti avrei avuto capogiri... |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 9:53
Sono contento che si sia compreso lo stimolo. Aggiungo. Un fotoamatore non deve lasciarsi trascinare (a meno che non abbia uno specifico interesse speculativo) nel vortice della colorimetria industriale. Il mercato vorrebbe far credere che non si possa essere fotoamatori senza dotarsi di costosi monitor e colorimetri e spettrofotometri e seguire masterclass di gestione del colore, ecc. ecc. Non è così! Aggiungo che il fotoamatore deve pretendere competenza in chi stampa. I "cattivi stampatori" c'erano anche quando usavo la pellicola. Ma un fotoamatore "evoluto" li smascherava subito e non se ne occupava più. Di contro c'erano molti stampatori competenti, in grado di effettuare in pochi secondi una valutazione di massima del negativo e di andare in stampa ottenendo già risultati buoni. Di più. Se non si era soddisfatti, bastava tornare dallo stampatore con la prima stampa e il negativo e ci si capiva in meno di un minuto. Negli ultimi 10 anni purtroppo è enormemente cresciuto il mercato dei pessimi stampatori da file e anche davanti all'evidenza di errori di stampa grossolani ci si sente rispondere che il problema non è loro. Si perde tempo, si perdono soldi e si perde serenità. Chi invece fotografa esclusivamente per "postare" su forum o facebook o telefonini, può stare sereno: nessuna scienza di gestione del colore è necessaria. Si tenga ampiamente entro l'sRGB e si lasci andare alla varietà degli schermi, dei sistemi operativi, dei browser, degli algoritmi di compressione e decompressione. |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 9:54
Gianni, che cos'è che non hai? |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:07
...la testa Ovviamente ci sono più possessori di Eizo oggi di quanti avevano un Barco ieri. Ci sono molti più inesperti di colore oggi di quanti ce ne fossero ieri (prestampa), in compenso c'è una moltitudine di arroganti a colori che sotto sotto... Detto questo ritengo che sfatare certi miti con un approccio culturale sia cosa buona e giusta. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:17
“ Negli ultimi 10 anni purtroppo è enormemente cresciuto il mercato dei pessimi stampatori da file e anche davanti all'evidenza di errori di stampa grossolani ci si sente rispondere che il problema non è loro. Si perde tempo, si perdono soldi e si perde serenità. „ e invece spesso, hanno ragione... proprio perché chi manda in stampa (cliente) non conosce la teoria e manda in stampa di tutto, senza manco leggere le linee guida, che spesso gli stampatori forniscono, per inviare il file, non le leggono perché spesso è arabo per loro, ma poi magari puntano subito il dito contro lo stampatore dicendo che non sa stampare... |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:18
Ancora. Scattare bene è ancora possibile e anzi forse lo è più di prima. Quindi perché sprecare tempo e risorse in postproduzioni estenuanti e in corsi tenuti dai guru di turno? La settimana scorsa, prima di espormi con questo post, ho voluto effettuare un piccolo test. Ho scattato 10 fotografie, di nessun valore artistico ma esposte e bilanciate con mediocre correttezza, tutte in jpeg in camera e profilo sRGB in camera. Nessuna postproduzione. Ho inviato le 10 immagini a 12 laboratori (4 online e 8 sul territorio). Ho ricevuto stampe tutte diverse per luminosità, colore e addirittura densità. Di più. Alcune immagini scattate nelle stesse condizioni di luce e con lo stesso bilanciamento del bianco, che per evitare equivoci avevo impostato in luce diurna, sono state stampate dallo stesso laboratorio con colori e dominanti diverse. |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:20
Husqy non hanno ragione. Per lo più sono incompetenti o presi soltanto dai volumi di stampa che producono soldi. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:22
Spesso ci si dimentica che l'occhio oppure la visione umana è tutto fuorché digitale è anche per questo che il B&W continua ad avere un suo seguito ai più alti livelli dell'espressione fotografica. |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:24
Husqy potrei raccontarti molti aneddoti di stampatori di altri tempi, ma te ne racconto soltanto uno: correva l'anno 1978 e io mi trovai a scattare alcune fotografie (pellicola) a Venezia. Volevo ottenere certi risultati, senza preview e senza istogrammi, sottoesponendo e facendo in modo che la laguna si trasformasse in un luccichio con tutto il resto fortememente sottoesposto. Il mio stampatore, quando andai a ritirare le stampe mi disse: non sono pronte, perché non ho capito se hai sbagliato e devo provare a recuperare in stampa oppure lo hai fatto apposta. Ci siamo capiti subito: le volevo stampate sottoesposte in modo estremo come da negativo. Dopo poche ore avevo le mie stampe come le avevo immaginate. |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:28
Domenik hai ragione. Però questo sta creando una prudenza che mal si concilia con l'arte fotografica. Alcuni docenti in Accademia svolgono esercitazioni esclusivamente in Bianco e Nero proprio per sottrarsi ai questuanti sponsorizzati dai marchi della colorimetria digitale. L'aspetto positivo è che così facendo tengono vivo l'interesse e l'arte della pellicola e delle carte fotografiche. Ma limitano altre possibilità espressive. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:30
“ Nessuna postproduzione. Ho inviato le 10 immagini a 12 laboratori (4 online e 8 sul territorio). Ho ricevuto stampe tutte diverse per luminosità, colore e addirittura densità. „ OK, e allora? Questo è un dato di fatto, il mondo commerciale ha mediamente annullato la qualità. Le fotolito on-line ti offrono prodotti a prezzi "indecentemente bassi", se vuoi una stampa accurata devi rivolgerti ad uno stampatore competente e pagarne il "prezzo". Tieni presente che prima di tutto questo, quando il digitale era appena apparso, vi erano stampatori che ti offrivano schifezze a "prezzi" alti... oggi risparmi a parità di "schifezza". Assodato che il mondo consumer non offre la qualità, quelli che sono rimasti dal vecchio mondo offrono una maggior qualità rispetto al passato e sono più facilmente riconoscibili. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:33
“ Ci siamo capiti subito: le volevo stampate sottoesposte in modo estremo come da negativo. Dopo poche ore avevo le mie stampe come le avevo immaginate. „ vedi è questo il punto, oggi se mandi ad uno stampatore online, lui non le guarda le tue foto, per cercare di capire cosa volevi, lui stampa quello che c'è (è tutto automatico), quindi non è un errore dello stampatore, perché il procedimento, come lo intendi te ormai non esiste e chi ancora lo fa se lo fa pagare... Per questo se vuoi che il risultato sia come quello che intendi, devi conoscere la colorimetria, altrimenti non puoi sapere se quello che mandi in stampa sia "corretto" |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:36
Filo63 è proprio questo che bisognerebbe comunicare: se fotografate per stampare (oggi è necessario specificarlo) lasciate perdere costose attrezzature e corsi sulla gestione del colore. Individuate uno stampatore bravo e concordate con lui i modi per procedere con reciproca soddisfazione. Se fotografate per il Web, lasciate perdere costose attrezzature e corsi sulla gestione del colore. Divertitevi. Se volete stampare in casa ... apriamo un altra discussione. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:39
“ Spesso ci si dimentica che l'occhio oppure la visione umana è tutto fuorché digitale è anche per questo che il B&W continua ad avere un suo seguito ai più alti livelli dell'espressione fotografica. „ Perdonami Domenik, non ho capito il tuo intervento. Gli eschimesi hanno una maggiore sensibilità sui "bianchi", nelle aree della Polinesia e delle Filippine al contrario c'è una maggiore sensibilità ai rossi, noi distinguiamo meglio i verdi... nessuno, se non patologico, ha una visione in bianco e nero. In molti hanno poca propensione all'individuare i vari livelli di grigio... |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 10:40
Husqy non c'è colorimetria che tenga se il laboratorio se ne infischia. Se lo stampatore ha capacità professionale allora deve essere lui ad avere le competenze e metterle al servizio del fotoamatore o del fotografo. O tu credi davvero che dopo avere acquistato un Eizo da mille euro e un i1 display pro da altre trecento euro e una bella lampada a luce neutra di altre duecento euro e avere seguito almeno tre corsi sulla gestione del colore con una spesa di almeno altre settecento euro, poi leggi le istruzioni del laboratorio di stampa, invii i file e ottieni quello che ti aspetti? | |

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