|
|
inviato il 25 Maggio 2017 ore 16:23
“ Cominciate a prendere una Epson Surecolor SC-P800 oppure Canon image PROGRAF PRO-1000 e poi ne riparliamo anche dei bianchi e neri. In modo diverso ma l'emozione ci sarebbe ancora (la carta che si tinge man mano, toccare la carta, la scelta delle carte, etc.) e sarebbe tutto un mondo da scoprire, quello della stampa in casa fine art. „ Che sarebbe tutto un mondo da scoprire, concordo, è abbastanza ovvio. Che anche questo tipo di stampa non è semplice (anzi, per come sono fatto io forse è pure più difficile: profili colore, spazi colore, calibrazioni, conoscenza dei software, ecc.) è ovvio. Ma che dia le stesse emozioni, A ME no! Ho provato entrambe (inkjet e camera oscura) e tralasciando il gusto estetico legato al risultato (a me non piace la stampa inkjet), tralasciando un aspetto filosofico per me fondamentale (fotografia = scrittura con la luce, per me quindi è fondamentale che tutto il processo si basi sulla luce e non sull'inchiostro, anche la stampa. Ma mi rendo conto che per molti possa sembrare una visione troppo integralista), anche l'aspetto del divertimento dell'emozione per me non è affatto uguale, la camera oscura mi diverte e mi emoziona, la stampa inkjet non mi da nessuna emozione e mi annoia, il risultato finale ai miei occhi non ha alcun valore. Sbaglierò, ma sono sensazioni, è l'inconscio, è qualcosa che non so nemmeno io cosa, fatto sta che PER ME è così. |
|
|
inviato il 25 Maggio 2017 ore 16:35
Ciao Ettore, secondo me dobbiamo smetterla di farci le paranoie se non siamo dei nativi digitali smanettoni, e continuare tranquillamente a fare ciò che ci piace: andare in giro e scattare, scattare e ancora scattare. Mi sembra che alle tue foto non manchi proprio nulla. La perfezione tecnica non è tutto, ci vuole anche altro. Il fatto per esempio di produrre ritratti a raffica che somigliano ai poster di Kim Wilde di inizio anni '80 non porta a nulla: nessuna emozione, nessuna partecipazione, solo qualità estrema, luce, sfumato, dettaglio perfetto. Null'altro. Poco valore, solo emulazione. Kim Wilde non era una modella, ma una cantante. I suoi poster avevano un loro perchè... era un'altra epoca, e sono passati più di 30 anni! (scusate se sono andato un po' OT) Era per dire che la ricerca dell'emozione dovrebbe venire prima della ricerca della perfezione. Con la stampa del BN in laboratorio l'emozione la si ricavava già per il solo fatto di riuscire ad ottenere qualcosa di buono. Ora in un certo senso è più difficile riprodurre e provare un'emozione. probabilmente perché si cerca altro. Ciao, Roberto |
user90373
|
inviato il 25 Maggio 2017 ore 21:50
In natura la biodiversità è fondamentale, peccato che abbisogni di nicchie ecologighe nella quale svilupparsi, nicchie che, in un mondo dove l'adattamento ai cicli imposti dal mercato diventa un'imperativo, vengono pian piano assorbite e distrutte assieme a chi le abita, favorendo così una monocoltura che, di fatto, impoverisce l'ambiente. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |