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inviato il 05 Novembre 2016 ore 17:19
La prima e fondamentale regola è: capire quando applicare le "regole". Nella foto proposta non avrebbe senso applicare la regola dei terzi, o meglio forse si, ma non sapendo cosa ci fosse fuori dell'immagine ritratta non sappiamo se la regola dei terzi avrebbe dato maggiore peso alla foto oppure no, tuttavia la foto funziona molto bene così. Trasformate la fotografia in "italiano" e vedrete che le cose vanno in parallelo. Le regole grammaticali, stilistiche dovremmo sempre "usarle", sia che siamo scrittori o semplici impiegati, ma molte volte non sono necessarie, anzi sono di troppo. La foto presentata è come una risposta "secca", corretta, precisa nel conteso, senza fronzoli, non è "artistica" e va bene così. Molte altre situazioni invece necessitano di una composizione/luce più curata. Un paesaggio con una luce pessima e composto male, è come dare una risposta secca ad una domanda che invece richiede una risposta più articolata... Il tempo di sicurezza non è una "regola" è più che altro un'indicazione, se riesci a fare foto ferme con tempi lunghi e un tele, bene, benissimo, ma non hai infranto nessuna regola. Ciao LC |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 17:23
Grazie a tutti   @colo hai ragione, senza un sistema di stabilizzazione anche a 1/300 viene il micromosso... già provato con un tamron non stabilizzato che avevo... certo che il VC di questo 16-300 è una bomba.... @il centaurorosso, concordo con te su ogni cosa... del resto la foto deve a mio avviso trasmettere emozione e magari spesso, una lettura troppo fredda e analitica rischierebbe di stoppare anche quella giusta dose di creatività che ci vuole |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 17:24
grazie @zipablo, felice che la foto ti piaccia |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 17:29
@Lordcasco Quoto! |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 17:54
Grazie @LordCasco, sono pienamente d'accordo con te, ne trarrò una massima... "la prima regola è capire quando applicare le regole".... magnifica   |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 18:08
No, no, la prima regola è lasciar perdere le regole e usare la propria sensibilità. |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 18:09
la regola dei terzi e' solo un adattamento sia tecnico che visivo per facilitare il compito di visualizzare un 'immagine,una fotografia,un opera d'arte da parte dell'occhio umano.non e' altro che una semplificazione della ben piu' complessa regola delle selezioni auree composta dai:triangoli aurei,sezione aurea,spirale aurea basate sui calcoli matematici di fibonacci.e' molto piu' complesso calcolare a mirino una spirale aurea che verificare sul momento prima dello scatto la regola dei terzi dividendo l'immagine in nove quadrati,da qui la convenienza ad utilizzare semplificando il tutto nella regola dei terzi.nella foto che hai postato sarebbestato indicato la composizione della spirale aurea,tieni presente che la gioconda si basa perfettamente su questa complessa forma di rappresentazione grafica.alcuni grandi fotografi hanno allenato con gli anni i propi occhi in modo da comporre l'immagine,basandosi sulla composizione aurea direttamente in macchina,il primo che mi viene in mente e'cartier- bresson |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 18:24
Concordo anche sulla tua regola @skylab Ciao @miguelanDiaz; avevo letto della Gioconda, mi chiedo solo se leonardo sapeva della sezione aurea oppure ha seguito semplicemente la sua genialità |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 18:27
@Miguelandiaz: mi viene il mal di testa...   |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 18:37
Starei sempre un po' attento nel considerare la presenza della sezione aurea (e suoi «derivati») nelle opere d'arte. Non raramente si tratta solo di forzature. Mi sfugge inoltre la relazione tra regola dei terzi e sezione aurea. Non è che la sezione aurea è basata sui «calcoli matematici di Fibonacci». Fibonacci ha definito una serie numerica che ha come proprietà quella di avvicinarsi (a parte i primi numeri) - facendo il rapporto tra due numeri successivi - alla sezione aurea. Anche perché la sezione aurea era conosciuta ben prima di Fibonacci e come si «calcola» è cosa semplicissima. |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 20:41
Alla faccia della discussione leggera... qui il topic sta prendendo una piega filosofico matematica... siamo partiti dalla regola dei terzi, siamo passati alla sezione aurea e ai calcoli di fibonacci ed ora inevitabilmente mi chiedo e vi chiedo: ma una foto, per cogliere il senso trascendente dell'oggetto di riferimento, deve seguire queste regole o sfruttare quel senso di streben che è in ognuno di noi? Naturalmente scherzo   |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 21:52
@Miguelandiaz Condivido. La sezione aurea, del resto, nasce nella pittura, non nella fotografia. Così come tutte le regole "estetiche". Ed infatti molti grandi fotografi di 80 anni fa e prima sono stati artisti pittorici, magari di poco spessore, ed hanno trovato nella pellicola o nella lastra il corretto modo di esprimersi. |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 22:09
Come ti hanno detto la regola dei terzi bisogna conoscerla per capire quando applicarla. Nella foto che hai posto come esempio la composizione è perfetta così perché dato il soggetto ripreso la forza della foto sta nella sua simmetria e centralità. Per quanto riguarda i tempi di sicurezza sono un "suggerimento" per non avere una foto mossa, se la foto non è venuta mossa che ti importa che tempi hai usato. Ciascuno di noi ha dei suoi tempi di sicurezza e sono determinati da come impugna la macchina, dalla posizione in fase di scatto, da quanto riesce ad essere "fermo". Poi se l'obiettivo era pure stabilizzato capisci che i tempi di sicurezza sono totalmente diversi a seconda degli stop di stabilizzazione. |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 22:55
Condivido @Irenix Grazie |
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inviato il 05 Novembre 2016 ore 23:04
la regola dei tempi di sicurezza è direttamente collegata alla dimensione di stampa o immagine. 1/100 con il 100mm su ff vale per stampe piccole, circa larghe 15cm. ma se stampi 30x20 il tempo va dimezzato a 1/200, se stampi a 60x40 ancora dimezzato ad 1/400. se usi uno stabilizzatore ritorni su tempi più lenti ma sempre senza prescindere dalla dimensione di stampa. per es. 100mm stabilizzato x3 e stampa 60x40 = non 1/400 ma 1/50. Questo a spanne, poi la tecnica di postura e respirazione e punti d'appoggio da un lato la tremarella alle mani o la circostanza precaria dall'altra fanno la differenza. |
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