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inviato il 11 Settembre 2016 ore 21:31
“ Questo perché bisogna sì teorizzare quanto più finemente si riesce, ma sempre rapportandosi in concreto a quel che si sostiene, cercando cioè il riscontro pratico, bisogna tirare delle somme prima o poi. Solitamente molte persone falliscono su entrambe le linee e penso siano coloro a cui ti riferisci. „ esattamente, hai ben centrato il problema. Poi, intendevo "esperienza" in senso largo...esperimentazione, ricerca, questionare, vedi demolire i dogmi esistenti, ecc....ma non sono bravo a scrivere in italiano...ma sono felice che mi hai capito lo stesso |
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inviato il 11 Settembre 2016 ore 23:00
E io felice di averti capito |
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inviato il 11 Settembre 2016 ore 23:46
Poi spesso nella scienza le teorie vengono dopo, per cercare di spiegare un'esperienza costatata...per esempio hanno costatato che l'espansione dell'universo non solo non rallenta, ma accelera, allora hanno teorizzato la materia e l'energia nera per spiegare questo fenomeno....la teorizzazione non precede obbligatoriamente l'esperienza, anzi spesso é il contrario... Un esempio fotografico é la PdC, tutti possono osservare facilmente che in digitale con i sensori ad alta definizione le regole classiche non funzionano più, ma appena ne parli, tutti i 'culi di piombo' arrivano per trattarti d'ingorante e incompetente ripetendo il dogma come dei pappagalli...mi ricorda Galileo...."eppur si muove" ...sono 2 anni che faccio ricerche su questo fenomeno, a parte qualche sito web che si pone le stesse questioni, i soli onesti sono stati i tecnici del servizio tecnico Canon che hanno ammesso alle mie richieste : "delicato problema, la questione resta aperta ....i vecchi riferimenti di PdC (che sono ancora marcati sugli obbiettivi) sono da prendere con molta prudenza" é diventato un soggetto cosi imbarazzante per i fabbricanti di materiale foto, che oramai pochi mettono i riferimenti di PdC sui bariletti degli obbiettivi, e se li mettono sono puramente decorativi...e potrei moltiplicare i soggetti cosi all'infinito, ma per i 'culi di piombo' tutto va liscio come l'olio...sopratutto non tocchiamo ai dogmi |
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inviato il 12 Settembre 2016 ore 17:31
“ la teorizzazione non precede obbligatoriamente l'esperienza, anzi spesso é il contrario... „ Infatti. E' un po' una cattiva abitudine quella che di intendere la teoria come qualcosa di fantasioso e distante dalla realtà. Ovviamente c'è teoria e teoria. Le cacchiate sono un'altra cosa. Sul discorso profondità di campo cosa intendi? Non ti seguo. Però i valori indicati sull'obiettivo sono sempre stati indicativi, per stampe di piccole dimensioni. Se l'immagine si guarda con forti ingrandimenti è normale che la parte nitida non sia poi così ampia. |
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inviato il 12 Settembre 2016 ore 18:09
no, no per la PdC parlo d'altro...si lo so, giustamente non ha niente di scientifico era una "accomodazione" calcolata all'epoca analogica...oggi nelle stesse condizioni (conosciute da tutti), la risoluzione dei sensori e delle stampanti la rendono obsoleta, provare per credere, ho fatto mille test per trovare i buoni parametri, perché scatto l'80% delle foto all'iperfocale...ma é una lunga storia non ho voglia di parlarne qui...che poi attirerebbe tutti i "culi di piombo" del forum |
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inviato il 12 Settembre 2016 ore 18:22
“ ...sono 2 anni che faccio ricerche su questo fenomeno, a parte qualche sito web che si pone le stesse questioni, i soli onesti sono stati i tecnici del servizio tecnico Canon che hanno ammesso alle mie richieste : "delicato problema, la questione resta aperta ....i vecchi riferimenti di PdC (che sono ancora marcati sugli obbiettivi) sono da prendere con molta prudenza" „ Sono sempre stati da prendere con molta prudenza, solo che un tempo pochi stampavano poster da vedere a distanza ravvicinata, quindi il criterio con cui Canon calcolava i riferimenti sugli obiettivi (il circolo di confusione di 0.035 mm) risultava solitamente adeguato alle esigenze dei più. Allo stesso modo, se oggi si osserva una foto al 100% a mezzo metro dallo schermo, quel criterio si rivelerà quasi certamente inadeguato. È in effetti un problema delicato, perché dipende dalle specifiche esigenze, le variabili sono tante e per assicurarsi risultati soddisfacenti è sempre almeno consigliabile, se non proprio necessaria, una verifica empirica, ma la teoria alla base di tutto questo non è cambiata né è qualcosa di particolarmente esoterico. |
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inviato il 12 Settembre 2016 ore 19:53
La mia esperienza dice che nelle condizioni definite dalla PdC ...cerchio di confusione, stampa guardata da una distanza = alla diagonale del formato stampa, ecc...(le convenzioni di calcolo sono conosciute da tutti) l'ultima macchina su cui potevo affidarmi alle tacche di PdC marcate sull'obbiettivo era il 5D da 12 mpx...e ancora a stento, perché guardando con attenzione (sempre nelle condizioni richieste) all'infinito impastava un po....ma avevo detto che non avevo voglia di riaprire l'argomento qui...e solo per confermarvi che conosco le regole di PdC e non parlo a vanvera, ma per esperienza e test fatti in termini rigorosi “ La fotografia si fa coi piedi „ e in più ci vogliono un'ottimo paio di scarpe |
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inviato il 13 Settembre 2016 ore 15:50
Piccola aggiunta: tutte le variabili di cui stai parlando, sono "racchiuse" nel valore del circolo di confusione, molto semplicemente . Le tacche della pdc delle vecchie lenti (penso) siano tarate per la massima dimensione di stampa che mediamente si otteneva da un formato leica: 24x30 o giù di lì... |
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inviato il 13 Settembre 2016 ore 16:31
esatto per il CdC per la stampa le dimensioni possono variare, l'importante é di guardarla da una distanza equivalente alla diagonale del formato stampa....fate la prova col vostro sensore 24, 36 o 50 mpx e ditemi se funziona |
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