user46920
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 1:26
“ Vedi caro Cigno, quello che ci divide non è tanto il merito della questione (almeno a grandi linee!) ma il peso e l'importanza assoluta che ti ostini a dare a questioni che, a mio giudizio, andrebbero pesate con minor furore. „ ma il furore deriva anche dal fatto che nemmeno davanti all'evidenza, si riesce mai a ricevere il dovuto rispetto . Io normalmente non ho niente contro nessuno, ma se ad esempio continui (uso un TU generalista - non sto dicendo a te, Franco-Jeronim) ad andare in giro per il forum vomitando assurdità tipo 2+2=5 o a spacciare pittografie come fotografie (magari anche bellissime e doverosamente meritevoli), e poi te ne sbatti pure, insistendo beffamente .. non solo stai IMBROGLIANDO TUTTI QUANTI, compreso magari te stesso (che però, rimani sempre libero anche di impiccarti ), ma stai anche mancando di rispetto e prendendo per il c..o tutti quanti, consapevolmente e peggio, volutamente (in certi casi c'è pure premeditazione e varie aggravanti). Ecco la radice del "furore", che noti! ... io certa gente la prenderei a calci in c..o per settimane intere, e non solo metaforicamente, per il solo principio del rispetto dovuto . Questo è furore !! ... ma è solo una forma espressiva, come il BN o il Colore ... il mio vero messaggio è la Luna, non il dito. Questa serie di domande che poni, in teoria dovrebbero ricevere ognuna una risposta “ Vuoi che ti dica che non sono un fotografo ma un pittografo? Nessun problema! Non ho alcuna difficoltà a confessare ogni genere di intervento in PP. E allora? Vorresti che tutte le fotografie del mondo si dividessero (con un timbro o una didascalia obbligatori?) in "vere" e "pittografate"? E allora? Avremmo salvato la fotografia? Anche fosse, che senso avrebbe? Credi che così si stabilirebbe un'importante ed oggettivo giudizio di valore? Non pensi che sarebbe molto più interessante ed utile invitare tutti a riflettere e discutere sulle possibilità espressive e sulla conseguente ricerca di motivazione per ciò che andiamo a fare (anche in PP)? Perché non mirare, piuttosto, ad obiettivi di coerenza con i generi che pratichiamo e con la "mission" delle nostre immagini? „ ma vedo che sono solo domande retoriche per continuare la tua battaglia, che è poi questa: “ A me, che tu ci creda o no, sapere che l'opera di Gursky è in gran parte pesantemente ritoccata (come dice lui stesso) non interessa affatto. Viceversa, mi interessa la poetica dei suoi lavori. „ e come giustamente sottolinei, per te è solo ARTE, quindi non ti frega nulla se è fatta col martello o con la matita ... vedi solo, come dici, la poetica. Però, caro Franco, questo finale con ridacchiatina (direi sgradevole e irrispettosa) “ Se poi, per te e (forse) per Smargiassi, non è un fotografo, mi interessa ancora meno. Mi chiedo piuttosto se qualcuno gliel'ha detto.... „ conferma che fondamentalmente a te della fotografia non interessa una beneamata mazza ... per te è solo un mezzo come un altro per "creare" la tua arte, senza apparentemente "capire" il vero significato e l'importanza che ha effettivamente la fotografia nella nostra società. Che per questioni sue naturali, se venissero meno, o distorte definitivamente attraverso una insana abitudine (la pittografia a tutti costi), avremo perso un mezzo unico di documentazione della realtà, per colpa di qualche "artistucolo dei miei stivali" che la usa come mezzo qualunque, fottèndosene bellamente !!! Un po' come quegli screanzati che prima fanno esperimenti nucleari nella stratorfera, poi disboscano tutte le grandi foreste o poi si succhiano anche le risorse della terra come se fosse una coca-cola, a discapito di tutti gli altri !!! ... a certa gente bisognerebbe tagliare la testa, perché non basta prenderla a calci in c..o !!! Ecco, quello che penso! ps: hai visto che usa anche lui come me, l'esempio dei cartoni animati ? [...] ... una specie di campionatura primaria (come quella su cui si basano i cartoon della Pixar, per capirci) [...] dove "il nostro" Michele, è più moderno perché affianca il pixel col pixel, mentre io mi riferisco ai veri cartoni animati, che erano creati appunto con figure piane disegnate su dei cartoni, sistemate su guide per poi essere mossi o "animati", un po' tipo le ombre cinesi .. non so se ho reso l'idea, ma i vari collage di certe immagini mi ricordano quegli effetti dei vari piani differenti dei cartoni (livelli). |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 1:33
Ci sono infinite forme d'arte e di espressione. Se qualcuno vuole descrivere il luogo in cui è nato (per esempio) e vuole dare una certa espressione personale alla sua opera, lo può fare scrivendo una poesia, dipingendo un quadro, componendo una canzone oppure scattando una foto. Ognuno di noi è più portato ad esprimersi in uno di questi modi. Per esempio se io dovessi desvrivere la mia città non lo farei con un quadro perché sono negato a dipingere. Piuttosto farei una foto che almeno esce meglio |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 2:40
Il fotografo di reportage e il giornalista in generale tradisce la sua mission ad ogni piccola manomissione dello scatto. Il ritrattista starebbe falsando la realtà ben prima di post produrre, già quando allestisce il set... La fotografia é così vasta e varia che una generalizzazione é impossibile. Perché fotografo... nel mio caso perché non sono un artista ma ho solo buon gusto e senso dell'estetica. Cerco istanti di surreale, situazioni improbabili e straordinarie e studio e affino la tecnica fotografica per essere pronto a immortalarle e a farlo in un modo esteticamente apprezzabile quando vi assisteró. E quando riesco a fissare un momento speciale sul sensore della mia fotocamera, non vedo di male ad usare dei limitati accorgimenti di pp al fine di rafforzare il senso di ciò che é stato, o di guidare l'attenzione di chi guarda quella fotografia . La mia etica mi impone comunque di restare coerente con la realtà...perché non sono un artista. E penso che sia una prerogativa degli artisti e solo ad essi sia consentito "creare l'immagine" perché l'arte si avvale della forma ma il suo scopo non si esaurisce nell'estetica e quindi l'estetica non dovrebbe essere oggetto di disamina. Non ce ne deve fregá. Davanti a un foto reportage... eccome se pretendo che sia aderente alla realtà! |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 4:04
“ "La fotografia é così vasta e varia che una generalizzazione é impossibile." „ Quoto. C'è da dire che la post-produzione è sempre esistita, questo già si sa, ma le cose che fondamentalmente sono cambiate negli ultimi (diciamo 20?) anni sono due: - la fotografia nell'era del digitale si è resa accessibile a un vastissimo pubblico (praticamente a tutti) - le nuove tecnologie hanno moltiplicato a dismisura le possibilità di intervenire in post-produzione (e di modificare una "fotografia") Con questo voglio dire che la nostra amata Fotografia proprio in questi anni è in un processo di enorme cambiamento e diffusione, processo peraltro lontanissimo dal fermarsi, e questo dibattito (bellissimo) non avrà mai vincitori e vinti, proprio perché tra la "fotografia" e la "pittografia" esistono già oggi mille sfumature diverse. Conviene accettare che la Fotografia è cambiata. Per quanto sia angosciante il pensiero (io stesso mi perdo ogni giorno a cercare di capire come avvicinarmi alla Fotografia), per chi si avvicina or ora alla "Fotografia" già oggi esistono mille "Fotografia" e affrontare l'argomento in maniera esaustiva equivale a smarrirsi in un inutile turbine di idee. E' improbabile mettere delle regole, provare a differenziare, proprio perché a eccezione di determinati campi professionistici (fotogiornalismo per esempio) tutto è già consentito e il limite, come qualcuno ha già detto, lo pone soltanto la nostra scelta e coerenza, il nostro gusto, la nostra capacità tecnica, o il fine ultimo della "nostra" fotografia (personalmente io sto nella fase di esplorazione del tema e ho deciso di concedermi qualche leggera alterazione della realtà, colori e luci più che altro). Ecco, se vogliamo si può paragonare la Fotografia alla Musica, da una parte c'è Paco de Lucia che con una chitarra mi tocca l'anima e dall'altra ci sono quelli che con un computer toccano l'anima ad altri. Per quanto non mi piacciano come Paco, sempre musica è e non posso negarlo. Buonanotte a chi ha avuto la pazienza di leggermi fin qua |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 7:05
+1 per carbonar !! |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 7:12
“ io quando rivedo le mie fotografie fatte in passato non mi viene in mente il tempo passato con photoshop ma il tempo passato a vivere il momento. „ ciao max, senz'altro. non lo metto in dubbio ed anzi, comprensibilissimo e condivisibilissimo (vivere il momento). ma delle tue foto si può dir tutto tranne che non siano macinate ripetutamente sotto photoshop. per cui... ma che stai addì ? tu sei l'esempio lampante che passare il tempo su photoshop non fa comunque dimenticare il 'momento' dello scatto. per cui tutti e due i momenti sono a loro modo 'sani'. abbraccio zen |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 7:19
Per me è la prima, nella stessa misura in cui è anche la seconda. L'era del digitale permette che le due scelte coesistano serenamente. Ciao Cigno. |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 7:23
+2 Carbonaro! |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 7:37
+3 Carbonaro!! |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 7:58
Condivido appieno il pensiero di Jeronim ed anche le sue foto. Uno che sa veramente di cosa parla, anche perché lo dimostra con ciò che produce! Aggiungo, uno dei pochi che fa vera Street! |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 8:31
“ comprensibilissimo e condivisibilissimo (vivere il momento). ma delle tue foto si può dir tutto tranne che non siano macinate ripetutamente sotto photoshop. per cui... ma che stai addì ? ;-) tu sei l'esempio lampante che passare il tempo su photoshop non fa comunque dimenticare il 'momento' dello scatto. per cui tutti e due i momenti sono a loro modo 'sani'. „ Forse mi sono spiegato male , il tempo che passo in fase di sviluppo del file è in funzione di ricreare l'emozione del momento dello scatto. Il mio modo di fotografare è impostato non per avere file pronti, ma per poi ottenere il massimo da questi. Quindi sò che al momento di ogni scatto poi ci sarà un passaggio obbligatorio in fase di sviluppo ( il lavoro maggiore lo faccio con LR) ma, a parte che per me è un momento di relax, questo è impostato non per stravolgere la realtà ma proprio per ricordarne le mie emozioni . Per spiegarmi ancora meglio ,spesso faccio degli scatti con il cellulare per avere sempre un riferimento quando sviluppo. Ecco quindi che il risultato, al di là del tempo impiegato per lo sviluppo che può essere di pochi minuti o qualche ora, è sempre figlio delle mie emozioni , oserei dire anzi che lo è anche grazie a questo momento. Quello che voglio dire è che a photoshop o chi per lui non gli si può attribuire nessuna colpa, è il modo in cui viene usato che deve essere spesso messo in discussione , sono i fotografi che per avere un consenso in più stravolgono cieli, li prendono da altre fotografie, mettono effetti come bagliori, glow, ipersaturano o modificano i colori. La mia filosofia è che se non ho trovato un bel tramonto mi tengo quello che ho fatto e cercherò di ritornarci più e più volte e se non potrò pazienza, non ci incollo un altro cielo tanto per capirci. Oppure neanche faccio una foto al tramonto per attaccarci il cielo stellato della sera, ad esempio. E cosi via dicendo, diciamo che mi sono dato una specie di mia etica fotografica che è poi abbastanza vicina a quella che si usano nei principali concorsi seri se non fosse che io faccio uso più delle doppie esposizioni che dei filtri per avere lo stesso risultato, non sò se è talebana come qualcuno mi dice ma per me questa dovrebbe essere la fotografia di paesaggio. |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 10:21
Cigno, Cigno...Cigno..! in un modo o nell'altro finisci sempre per mettere nello stesso calderone etica, estetica, realtà e perfino arte. Eravamo partiti col proposito (come Smargiassi del resto) di lasciar da parte, per una volta, l'etica. Di estetica non si è parlato e la diatriba sulla fotografia come rappresentazione della realtà ritengo sia ben esplicitata E RISOLTA dalle stesse parole del Fotocrate: “ Difficile sarebbe in effetti sostenere il contrario, ovvero che la fotografia sia "la verità", che sia la copia perfetta della realtà, che sia una riproduzione meccanica e fedele della realtà. Ideologie "realiste" di questo genere sono via via cadute dalla cultura dell'immagine, per fortuna, anche se non completamente. „ . Quanto all'arte direi che è il caso di non tirarla in ballo. E' ben noto che per Smargiassi l'unica fotografia "alta" è quella di reportage o documentazione anche se poi, con la disinvoltura tipica del giornalista, recensisce con entusiasmo (e chiama "fotografia") immagini come questa:
 Resta indubbiamente il problema, non possiamo nascondercelo, di chi si fa scudo dell'ambiguità genetica della fotografia “ per rivendicare una legittimità etica a ogni e qualsiasi manipolazione sul corpo della fotografia, anche a quelle che si nascondono al lettore dietro il linguaggio della verosimiglianza. „ . E questa è una posizione pretestuosa e sbagliata. Allora, con Max Lucotti, dico: “ a photoshop o chi per lui non gli si può attribuire nessuna colpa, è il modo in cui viene usato che deve essere spesso messo in discussione „ . E non si tratta di non esagerare con filtri digitali, cursori di saturazione o quant'altro. A me, paradossalmente, andrebbe bene anche la torre Eiffel sulla luna. Si tratta di trovare, innanzi tutto per noi stessi, delle risposte non superficiali al perchè delle nostre scelte e riuscire ad esplicitarle con consapevolezza, sincerità e coerenza nei nostri lavori. Di questo sarebbe interessante parlare in un forum di fotografia dove spesso assistiamo a tripudi di like per immagini che pretendono di reggersi sulla sola precaria stampella di photoscioppate senza senso. Tornando al tema "vera fotografia o pittografia", direi con Maklov: “ La fotografia é così vasta e varia che una generalizzazione é impossibile. „ Ma dico di più: è davvero così importante, in ottica critica di lettura dell'immagine, soffermarsi a decidere se una fotografia appartiene ad una o all'altra categoria solo perchè il suo autore ha clonato un innocente filo d'erba ai lati del frame? Essere a conoscenza di questo intervento in PP potrà forse interessare a qualcuno, ma cambierà il nostro giudizio? Il vero problema non è dichiarare il ritocco (si può anche fare, per me nessun problema) ma piuttosto dare una risposta non banale alla domanda: perchè l'hai fatto? Un accenno ovvio, in conclusione e solo perchè mi sento tirato per la giacchetta, alla questione etica: chiaro per tutti che il genere e le finalità che pratichiamo (fotogiornalismo, animali in libertà etc.) dovrebbero imporci dei paletti invalicabili oltre i quali scatta l'inganno. Gursky che clona la fabbrica sulle rive del Reno (e lo dice), potrà piacere o no, ma può stare legittimamente in galleria. E' fotografia? E' pittografia? Per me (e per l'intera critica mondiale!) è irrilevante. Viceversa quel fotografo che, se ben ricordo, vinse un premio internazionale per la foto falsa del funerale di un bambino in zona di guerra - concordo con te Cigno - andrebbe preso a calci nel sedere. |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 10:46
La Fotografia, disciplina espressiva per antonomasia nella societá contemporanea, puó rappresentare la proiezione della propria libertá. Il momento in cui l'unicitá dell'individuo riesce a produrre qualcosa di "singolare". Inutile dire che in pochissimi ci riescono. Fatta questa premessa, é necessario ricordare che la Fotografia é, in determinati ambienti (vedi il forum), tuttavia priva di qualsiasi forma di regolmentazione. Il processo di democratizzazione in atto da diversi anni a questa parte, diviene nei social, pura anarchia. Sta al buon senso delle persone dichiarare o meno un potenziale "imbroglio". Poi peró c'é il fine per cui una Fotografia viene realizzata. E' vendere? Per cui parlando di "commerciale", diciamo che é praticamente tutto permesso. Certo, oggi l'ambiente fotografico é pieno di venditori di fumo, i quali senza alcuni ritegno, sono disposti a QUALSIASI cosa pur di vendere il loro prodotto, o comunque per accrescere il proprio ego. Nel contesto naturalistico per esempio, il fine é quello di "documentare" la Natura. Diviene per cui assolutamente fondamentale l'integritá della scena ripresa. Allo stesso modo, sempre discutendo di quest'ambito, nei concorsi vi sono delle regole molto chiare. Ad ogni modo, tornando al principio di questo post, il nodo cruciale risiede nell'eccesso di diplomazia, e in quella democratizzazione che va ad arrogare anche il "diritto d'imbroglio" a chiunque oggi si svegli al mattino ed abbia voglia di presentarsi come il nuovo Ansel Adams (piú probabile che non abbia alcuna cultura della storia moderna, recente e passata). A questo punto come dice Cigno, bisognerebbe imparare ad essere meno concessivi, perché se uno mi dice che ha atteso per una vita intera "quel" fulmine, quando invece l'ha appiccicato con qualche plug in scrauso, me ne frego altamente di quello che scrive Smargiassi (che deve sempre e comunque darsi un tono), perché la libertá che ci concede la Fotografia sta nella spontaneitá e nel fine, non nella presa per i fondelli premeditata. |
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 12:34
Era già qualche ora che non si riprendeva l'argomento, aspettavo impaziente (Scherzo eh..) In merito al topic, cioè: “ Perché avete scelto come vostro medium espressivo l'imprevedibile, ribelle, recalcitrante fotografia e non strumenti più mansueti e docili ai vostri voleri come la pittura o il disegno? „ La mia personale risposta è questa, la scelta è caduta sulla fotografia perché nel percorso della mia vita, l'educazione, le opportunità, le scelte o semplicemente il caso non mi hanno mai fatto incrociare la strada di pittura o disegno, non sono mai stato indirizzato verso una creatività artistica del genere, come non ho mai sentito un'esigenza personale di spingermi in quella direzione, soprattutto da giovane, dove nascono questi impulsi. Incontrando la fotografia, invece, ho immediatamente capito fosse il "mio" strumento per la "mia" espressione, non è il più semplice? E' il più imprevedibile e impegnativo? Qui mi ha portato la vita, chiedersi adesso il perché questa o l'altra strada mi abbiano condotto qui ha poco valore, ha tanto valore (secondo me) il come stiamo usando questo mezzo di espressione. Qui arrivo alla questione dove è virato il post, cioè etica e rispetto nel proporre i propri lavori denunciandone i compromessi effettuati in post produzione. Premetto che rappresentare la realtà è utopico, illusorio, perfino i nostri sensi sono soggetti a discriminanti che nascono e muoiono in un istante, basta pensare alla visione di una qualsiasi scena della nostra vita di tutti i giorni, quanto può essere influenzato il nostro ricordo di tale scena semplicemente cambiando (ipoteticamente) il nostro umore nel momento in cui tutto viene impresso nel nostro cervello? E le variabili sono infinite. Immaginare quindi di poter dare alla fotografia il valore di realtà è ancora più difficile, visto i limiti del mezzo. E partendo da questo assunto, che la fotografia non è la realtà, ha senso porsi un quesito etico visto che la foto documento (fotografia in questo topic) e la foto artisticamente elaborata (pittografia) portano in seno lo stesso difetto? Per me la risposta non è così semplice, ammetto che l'onestà richiesta da Cigno è assolutamente condivisibile, sono d'accordo che il processo che porti al risultato finale debba essere chiaro, soprattutto dove, come qui su Juza, si espongano i propri lavori per una crescita personale. Il particolare dove sono in assoluto disaccordo è l'assunto che a chi pittografa non interessi minimamente della fotografia e del suo valore nella nostra società, la fotografia, secondo me, abbraccia oggi più che mai sia il suo valore di documento che di espressione artistica. |
user46920
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inviato il 04 Agosto 2016 ore 12:39
Do' il Benvenuto a TUTTI quanti, con le vostre riflessioni, che siano pro o contro, l'importante è che dicano qualcosa di sensato, di autentico e motivato .. proprio come le vostre fotografie (o è meglio dire pittografie? ... beh, qualunque cosa siano ) ps: ciao, Francesco Merenda e Caneca Jeronim: “ Il vero problema non è dichiarare il ritocco (si può anche fare, per me nessun problema) ma piuttosto dare una risposta non banale alla domanda: perchè l'hai fatto? „ vedi Franco, anche questo è verissimo ... e come abbiamo visto è sempre stata una tua linea di proposizione, a filo conduttore, nei vari Topic che hai aperto. Anche qui non sei capace di distaccarti per un attimo da questo “ Si tratta di trovare, innanzi tutto per noi stessi, delle risposte non superficiali al perchè delle nostre scelte e riuscire ad esplicitarle con consapevolezza, sincerità e coerenza nei nostri lavori. Di questo sarebbe interessante parlare in un forum di fotografia dove spesso assistiamo a tripudi di like per immagini che pretendono di reggersi sulla sola precaria stampella di photoscioppate senza senso. „ Ma io faccio prima, perché in fotografia quel ritocco non ci dovrebbe nemmeno stare ... per cui, non me lo faccio nemmeno 'sto problema che ti fai tu del "perché l'hai fatto?", proprio perché quell'azione non appartiene alla fotografia, ma alla pittografia .. e quindi si passa in tutt'altra sfera di argomentazione. Paradossalmente, il tema di questo topic è inquadrare bene la fotografia e quindi discutere di fotografia ... ma questo non sembra possibile praticamente mai, perché in giro c'è pieno di pittografici che entrano nei topic di fotografia e pretendono di parlare di pittografie! .. E tu dici a me di non parlare d'arte? .. ma se tu lo stai facendo fin dall'inizio, perché per te è impossibile non parlare d'arte ... semmai dorvei essere io a dirti: "non parlare d'arte, parla di fotografia !!!" Franco, dagli sempre il giusto peso, alla forma che uso io per indicare la Luna! perché non mi interessa "fustigare" i pittografici ed i loro seguaci, nemmeno dare degli ignoranti ai soliti istigatori del fanboismo nei topic ... ma preferisco scornarmi con qualcuno che può "passarmi" qualcosa, piuttosto che prendere a calci un cane morto |
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