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inviato il 11 Luglio 2016 ore 14:00
Tutte e due, sia in fase di scatto per avere l'esposizione desiderata che in sviluppo e stampa, in digitale in PP. |
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 14:19
Nel caso specifico Pollastrini si riferiva alla postproduzione per l'elaborazione del b/n, ma è una tecnica che si applica anche al colore. |
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inviato il 25 Luglio 2016 ore 9:08
Arrivo anch'io anche se un po' in ritardo Da quando uso Fuji mi è capitato di fare qualche conversione in camera (B&W+Red Filter + gestione di ombre e alteluci) ma il bello del B&N è secondo il mio personalissimo parere proprio lo sviluppo (forse anche perchè ho iniziato tanti anni fa proprio con il B&N in camera oscura). PS + SilverEfex2 sono l'accoppiata vincente secondo me, sempre tenendo d'occhio le zone Mi associo ai complimenti ad Alessandro...bellissima galleria !!! |
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inviato il 25 Luglio 2016 ore 9:48
Io al momento sto lavorando solo con Lr e devo dire che mi sta soddisfacendo |
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inviato il 25 Luglio 2016 ore 12:43
Quotoe Newbobolix, Sviluppo Raw in PS + Silver Efex 2 sono fantastici insieme. A patto di imparare a conoscerli discretamente bene. |
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inviato il 25 Luglio 2016 ore 18:50
Eccomi, l'unico controcorrente. Da un anno a questa parte, io il B/N lo faccio quasi esclusivamente con la EOS M sviluppato in-camera con un Picture Style ad hoc. Il motivo è triplice: interpreto e decido subito, sul display, cosa e come riprendere l'immagine, regolando subito l'esposizione corretta (quando riesco); non perdo ulteriore tempo in PP; la piccola mirrorless sul monocromatico è strepitosa e ho la netta sensazione che il suo sviluppo in-camera sia migliore di quanto io sia in grado di fare in PP. Certamente non ho la sapienza di Pollastrini e dei suoi bellissimi B/N, ma lo scopo è affinare le mie capacità percettive al momento dello scatto, e devo dire che sono abbastanza soddisfatto dai risultati, soprattutto rispetto a prima (quando stavo ORE in PP per cercare l'equilibrio giusto). Non sono però d'accordo sul seguente paragrafo: “ Rispetto ad un B/N fatto bene in PP, la qualità di un B/N fatto di fotocomera è sempre e comunque molto bassa, per non dire squallida, anche con fotocamere buone tipo la Leica ultima per il B/N. „ Forse la differenza di vedute deriva dal desiderata e da gusti differenti, fatto sta che in questo modo la macchina mi tira fuori esattamente quello che volevo ottenere, e con una resa che mi soddisfa. Nel mio piccolo, son contento dei risultati: Black and White Riporto anche un link interessante in merito dall'eccellente Nadir: Fotografia in bianconero digitale Non so quanto questa indagine sia "datata", o quanto sia influenzata dalla capacità degli autori del pezzo di districarsi con le possibilità della postproduzione digitale, fatto sta che i loro risultati coincidono con i miei riscontri: BN in-camera:
 BN in PP:
 sarebbe interessante rinnovare il loro esperimento con le tecnologie attuali (il pezzo è del 2006) e con una persona ferrata sull'argomento B/N in PP. Il pezzo è diviso in due, la seconda mette a confronto filtri analogici e digitali, e l'esito sembra essere l'opposto (ovvero i filtri in PP sembrano essere più efficaci di quelli da applicare materialmente in fase di ripresa. Per chi non ha voglia di leggersi tutto le conclusioni, comunque, sarebbero le seguenti: “ Volendo trarre delle conclusioni generali da questi nostri esperimenti, si possono fissare tre paletti: 1) Se si vuole una foto in BN meglio scattarla prima che convertirla dopo. 2) L'uso dei filtri in fase di ripresa non dà i risultati previsti da chi abbia esperienza di ciò che accade con la pellicola, ma è possibile se si mette in preventivo del lavoro di postproduzione sull'immagine. 3) I due punti precedenti sono globalmente non validi se si è un utilizzatore esperto di Photoshop. „ Il punto 3) mette al riparo da guerre di religione |
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inviato il 25 Luglio 2016 ore 19:26
Scusa ma cosa cambi nella esposizione o cosa regoli di diverso se decidi per il b/n? |
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inviato il 25 Luglio 2016 ore 19:35
Sempre dopo |
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inviato il 25 Luglio 2016 ore 20:22
“ Scusa ma cosa cambi nella esposizione o cosa regoli di diverso se decidi per il b/n? „ Le stesse cose che farei in una PP semplice, ovvero contrasto nitidezza e livelli, ma lo faccio al momento. Per i primi due ho il mio Picture Style predefinito, per l'ultimo regolo l'esposizione basandomi solo sulla luce, senza considerare i colori che, non vedendoli, non mi distraggono. |
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inviato il 25 Luglio 2016 ore 20:45
Raw e dopo in PP... |
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inviato il 26 Luglio 2016 ore 13:13
Sempre a colori lo scatto,rigorosamente in RAW,poi la conversione a colori,e viraggio in B/N.Da fine marzo uso Silver Efex,ottimo software,prima altri metodi. Ciao,Alessandro |
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inviato il 26 Luglio 2016 ore 14:04
Raw. Poi lo converti in b/n con Silver efex pro 2 (che oggi è anche gratuito). Tutto quà. Vedrai che meraviglia. |
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inviato il 26 Luglio 2016 ore 14:39
Comunque, tutte le chiacchiere le porta via il vento. L'unico metro vero di giudizio è l'immagine finita e stampata. Le stampe fatte con le diverse tecniche, uno le mette una accanto all'altra, e si vede subito quale è la tecnica migliore per le proprie esigenze e ciascuno fa la sua scelta. |
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inviato il 26 Luglio 2016 ore 14:46
“ "il sistema zonale è una tecnica di post produzione oppure una tecnica da applicare al momento dello scatto?" „ Il sistema zonale è una tecnica di produzione di immagini in bianconero, inventata da Ansell Adams originariamente per la pellicola e la stampa in camera oscura, ma perfettamente adattabile nei concetti e nelle operazioni anche al mondo digitale, dallo scatto alla stampa finale, passando per il famoso file RAW. Consiglio una sana googleata che va meglio di qualsiasi risposta tu possa ricevere qui dentro, dove anche solo chi ne ha sentito vagamente parlare potrebbe provare a farsi passare per esperto e non ne avresti un beneficio così grande; poi arriva uno che dice il contrario, oppure lo corregge, l'altro non ci sta, litigano fra di loro...insomma, meglio google. Se non ti va di fare lo sforzo di leggere i libri di Adams e capire da te come trasporre la tecnica al mondo digitale, un'ottima lettura che io consiglio sempre è il libro "The Practical Zone System for Film and Digital Photography: Classic Tool, Universal Applications" di Chris Johnson. Solo in inglese, purtroppo. |
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inviato il 27 Luglio 2016 ore 8:53
Approvo, approvo. Se uno entra nella spirito (ed anche tecnica) del sistema zonale, capirà tutto quello che è veramente importante nella fotografia. Il problema è trovare un testo che te lo spieghi bene, come nel libro "Il negativo" di Ansel Adams oggi praticamente introvabile. |
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