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inviato il 30 Maggio 2016 ore 22:53
“ Le mirrorless per me sono state una "rivoluzione " tecnica, poter vedere dal mirino in mono è incredibile. „ È quello che penso io, mi viene molto più facile perchè dimentico i colori e mi concentro solo sulla composizione, se poi voglio vederle a colori c'è sempre il raw! Mi sembra di aver letto una volta che per un buon b/n devo essere presenti, anche in minima parte, il bianco assoluto e il nero assoluto, non solo grigi. La vedete anche voi così? |
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inviato il 30 Maggio 2016 ore 23:03
Assolutamente si. Perlomeno comunque o uno o l'altro, tranne rare eccezioni. |
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inviato il 30 Maggio 2016 ore 23:08
Inizialmente (ed erroneamente) aprivo i raw, li 'scolorivo' e poi facevo tutte le regolazioni. Oggi invece, prima regolo il file a colori, bilanciando colori e luci, e poi tolgo la saturazione e faccio gli affinamenti. I mezzitoni e i microcontrasti del colore non sempre sono perfettamente traducibili in B/N, in quanto linguaggi diversi, per le sensazioni che suscitano. Il più grande successo, secondo me, è riuscire a sdrammatizzare la piega che la scala di grigi tendenzialmente prende, rendendo le immagini malinconiche, cupe, criptiche. |
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inviato il 30 Maggio 2016 ore 23:09
Grazie per l'apprezzamento Alex Frigeri ! :) Quoto quello che dice Ooo quando fa le sue considerazioni! Diciamo che per poter scattare in b/n deve prima scattarti in mente il messaggio di cosa vuoi trasmettere, poi ovviamente ci sono scatti che "funzionano" solamente se a colori cosi come altri solamente in b/n. |
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inviato il 30 Maggio 2016 ore 23:44
Quotone! Sono completamente d'accordo. “ Il mio ideale di foto ha pochi riferimenti temporali o geografiici „ Un altro aspetto interessante del bianco e nero è il suo potenziale di astrazione. Una fotografia monocromatica, già in partenza, chiede all'osservatore un maggiore sforzo immaginativo perchè sottrae al soggetto qualità importanti per identificarlo e valutarlo. Il riconoscimento del soggetto si gioca quindi sulle forme e sulle texture mentre il tempo di fruizione della foto si allunga. Una interessante possibilità creativa è quella di sfruttare questa caratteristica estremizzandola: rendere ancora più lento il riconoscimento del soggetto o addirittura impossibile, accentuare l'astrazione degli ambienti, creare degli scatti ambigui, surreali, inquietanti. In pratica caricare la foto con i significati soggetivi che noi le attribuiamo, sottraendola alla oggettività del suo contesto iniziale. |
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inviato il 31 Maggio 2016 ore 12:03
“ Un altro aspetto interessante del bianco e nero è il suo potenziale di astrazione. „ Nelle foto di architettura e paesaggio urbano questo aspetto è utile in quanto conferisce una maggior enfasi a volumi, superfici e agli spazi da questi delimitati. Quindi attraverso questa astrazione le immagini si prestano a una lettura analitica. Per contro il colore veicola informazioni su materiali e rivestimenti e su come le architetture vengono percepite nel mondo reale. Per salvare capra e cavoli non c'è che alternare le due modalità nello stesso reportage. Se la destinazione è la stampa però è bene evitare di mettere foto a colori e in bianco e nero nella stessa pagina. |
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