user20639
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inviato il 11 Marzo 2016 ore 9:25
Soft: Yet Magazine è una pubblicazione svizzera quadrimestrale dedicata alla fotografia contemporanea. Presenta i lavori di artisti internazionali, sia affermati che emergenti, e ospita i temi e i generi più svariati, mantenendo però come punto di partenza invariabile la qualità e l’innovazione dei progetti proposti. La peculiarità di Yet risiede anche nella scelta di pubblicare i lavori fotografici senza alcuna correzione grafica o inserimento di testo, in modo da mostrare un’immagine che sia il più fedele possibile all'opera originale. Secondo me, tanto di cappello alle riviste di fotografia, che a mio avviso sono e rimangono il più grande contributo di insegnamento e ricerca della fotografia. Veri pilastri. Windof, con tutto il rispetto, le cose che hai detto, appartengono al senso comune. Come tu dici: non ti sei mai posto la questione, ora, prova a portela se hai la passione. |
user20639
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inviato il 11 Marzo 2016 ore 12:54
Soft, complimenti per Nicolas. Mi sembra una geniale video istallazione. Molto promettente questo personaggio... Si, può essere un bel percorso espressivo nuovo, non c'è dubbio. Ci sai dire qualcosa in più? |
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inviato il 11 Marzo 2016 ore 15:00
“ Secondo me, tanto di cappello alle riviste di fotografia, che a mio avviso sono e rimangono il più grande contributo di insegnamento e ricerca della fotografia. Veri pilastri. Windof, con tutto il rispetto, le cose che hai detto, appartengono al senso comune. Come tu dici: non ti sei mai posto la questione, ora, prova a portela se hai la passione. „ Me la sono sempre posta, invece, nel mio piccolo. Il mio pensiero è che a me piacciono le cose belle, mi piace il colore, mi piace la bellezza del mondo, mi piace la fotografia che riporti un'esplosione di vitalità, mi piace vedere la bellezza del mondo, non che viviamo in una discarica, perché non è vero. Non riesco a pensare e vedere in bianco e nero, sono un ottimista e c'è poco da fare. Questo ho sempre messo nelle mie foto. Anche la bruttura penso vada raffigurata con gentilezza. Il senso comune non necessariamente deve essere sbagliato. Ok per le riviste di fotografia che danno il loro contributo, ma persino un ignorante in materia come me ha già visto quel genere di foto pubblicato sulla rivista citata. Avevo fatto la raccolta sui grandi fotografi Magnum e siamo sulla stessa linea di immagini, peccato che a mio parere occupino indegnamente un posto sullo scaffale di casa. Chi se le appenderebbe alle pareti? Il volersi differenziare a tutti i costi, la ricerca del sordido, porta anche facilmente a produrre cose pessime. Pero, ribadisco, ovviamente ognuno è libero di avere i suoi gusti. Se per te le nuove frontiere della fotografia sono di raffigurare gente con tre teste, per me non c'è problema. |
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inviato il 11 Marzo 2016 ore 16:06
Se nello scambio Windof Leoconte mi pare che ci sia legittima equità di punti di vista trattandosi di gusti, mi sento di condividere i sudori freddi per “ Un amico mi regalò un grosso libro di fotografia che non conteneva neppure una foto, peccato che non ricordo il titolo e forse l'ho buttato.. „ Puoi averlo buttato perchè ciofeca (ma mi fa strano che un amico regali un libro, per di più grosso, catalogabile come ciofeca) ma non perchè senza immagini. Ho libri di Ando Gilardi, di Scianna, di Barthes, di John Berger, in cui di immagini ce ne sono pochissime e potrebbero pure non esserci ma caspita se c'è della fotografia lì dentro... più di un qualsiasi libro di Freeman. Nulla di personale Windof, mi auguro tu non abbia buttato un buon libro. |
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inviato il 11 Marzo 2016 ore 16:19
Non credo di aver capito bene il senso del topic. Se si parla di negazione di momenti decisive e di fotografie del "banale"... sono correnti di pensiero così vecchie che ormai possiamo dire con sicurezza che i nomi più conosciuti non sono stati solo degli artisti depressi o pazzoidi ma dei grandi fotografi che hanno segnato la storia della fotografia come Shore o Eggleston giusto per dirne due. Penso anche a Frank che con "The Americans"(1958) negava il momento decisivo di HCB ma anche dei più moderni "New Topographics" (1975) di cui fa parte lo stesso Shore o della Scuola di Düsseldorf e anche qua mi sa che si va intorno agli anni 70... Se parliamo della scena contemporanea effettivamente è difficile raccapezzarsi. Probabilmente ci vorrà del tempo per filtrare quelli bravi dalle bufale che ci vengono continuamente proposte. Poi voglio dire, se si diventa famosi a livello internazionale per delle foto di cose "banali"... vuol dire che il fotografo qualcosa di suo dentro ci ha messo... o no? |
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inviato il 11 Marzo 2016 ore 17:18
“ Nulla di personale Windof, mi auguro tu non abbia buttato un buon libro. „ No, tranquillo, non butto via nulla tanto facilmente. L'ho trovato, è un libro di Ian Jeffrey intitolato: Fotografia ed edito da Rizzoli. All'interno ci sono anche delle foto, non è completamente spoglio, ma sono immagini che non mi interessano e non vedo perché dovrei farlo. L'autore è un critico d'arte. Vedo sottolineature, per cui almeno i primi capitoli dovrei averli letti, ma diciamo che a un certo punto ho smesso di perderci del tempo. Magari il bello arrivava alla fine, chissà, magari qualcuno invece l'ha letto e apprezzato. Ma è un saggio, una cosa per addetti ai lavori. |
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inviato il 11 Marzo 2016 ore 20:41
“ Magari il bello arrivava alla fine, chissà, „ Non ti sei perso nulla. L'assassino è il maggiordomo. Si scherza Windof |
user20639
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inviato il 12 Marzo 2016 ore 7:17
Chiaramente non voglio essere un profeta ne cerco di fare l'indovino, però la mia sensibilità mi porta a dedurre che sarebbe sbagliato non accorgersi delle nuove possibilità tecniche di ripresa, mi riferisco ai droni telecomandati a distanza. Di certo non ne farei una questione di sostanza, ma è oramai imprescindibile non parlarne, appunto, della fotografia telecomandata, poi dire che diventerà una forma artistica? Io penso di si. Due amici mi hanno mostrato certi risultati, molto belli a mio parere, nella scelta di nuovi punti di ripresa dall'alto. Lavorano assieme, uno manovra il drone e l'altro la macchina fotografica. Rimanendo molto vicini fisicamente, si parlano in continuazione (vai di qua, scatta di la, ti piace questa veduta, no vai da quella parte, eccetera...), diventa un lavoro di coppia. Non è più uno solo a decidere, ma si decide assieme quello che si deve fare. Niente di strano direte, in altre arti la collaborazione è prassi, anche nella scienza, i tempi cambiano? |
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inviato il 12 Marzo 2016 ore 13:14
Da quello che so, il drone può rimanere fermo e comunque non occorre necessariamente una seconda persona per manovrare la fotocamera. Ci vuole un patentino per manovrare i droni e forse anche l'autorizzazione per il luogo, di questo non ricordo bene. Comunque il tutto è abbastanza costoso. |
user15476
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inviato il 12 Marzo 2016 ore 23:19
“ Il volersi differenziare a tutti i costi, la ricerca del sordido, porta anche facilmente a produrre cose pessime. „ Ormai non si può costruire oltre senza mettere in discussione le fondamenta dell'edificio. Si potrebbe discutere sui punti che determinano gli attegiamenti del fotografo dietro al gesto fotografico e di fronte alla storia; prendere come riferimento un maestro e "sfruttare" le sue scoperte - fare riferimento a stili del passato magari riconducendoli al gusto odierno - oppure innovare, portando ad una rivoluzione o intruducendo almeno elementi di novità. Il digitale, grazie alla post produzione accessibile a tutti, offre questa potenzialità di evoluzione. Può darsi che quelle che a noi adesso sembrano bufale o "cose pessime" in futuro verrano viste come avanguardia. |
user20639
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inviato il 13 Marzo 2016 ore 7:21
Non c'è dubbio che la realtà dell'immagine è indagata con miliardi di fotografie ogni giorno, questo ho sentito dire da alcuni operatori di questi droni. Sicuramente ogni piega del quotidiano, anche la più intima piega è stata sondata. Dicono che il futuro della fotografia e dei video, potranno dare contributi nuovi perseguendo la strada di queste nuove tecnologie. Penso abbiano ragione, anche se non so chi ne sia realmente consapevole. La necessità di trovare nuovi punti di ripresa apre un futuro nuovo, le riprese dall'alto potranno contribuire a nuove forme di creatività, e anche di nuove schifezze e bellezze. Saranno i giovani e tutti quelli che si lasciano i pregiudizi alle spalle a indagare su queste nuove possibilità tecniche. |
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inviato il 13 Marzo 2016 ore 7:51
Direi che e' una questione di mezzo/fine e sopratutto di significato/senso. Alla fine cio' che abbiamo con questo mezzo espressivo e' una figura a due dimensioni e vogliamo comunicare con questa il senso di qualcosa pur passando per un significato manifesto, questo sarebbe il fine per raggiungere il quale utilizziamo dei mezzi , anche sofisticati se quello che vogliamo comunicare lo richiede. Scambiare il fine col il mezzo e/o il significato col senso ci porta spesso ad un risultato comunque carente anche se dotato di buona estetica. Resta sottostante la grande differenza che c'e' tra immagini costruite e immagini prese dalla realta che scorre sotto gli occhi, per cui il discorso fatto prima si deve declinare per le une o le altre. |
user20639
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inviato il 13 Marzo 2016 ore 8:03
Assolutamente Peppe, non intendono scambiare il fine con il mezzo. Quando è nata la macchina-fotografica, erano affascinati dal mezzo nuovo, ma anche dal risultati incredibili. In realtà, qualcuno ha già cominciato a vedere cose estremamente serie da compiere....Vederemo! Comunque, io ho visto delle riprese video e fotografie sui tetti di Venezia, a dir poco mozzafiato, veramente belle. |
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inviato il 13 Marzo 2016 ore 8:09
Leo non era certo riferito a te, conosco le tue foto, ma come discorso generale inserito in questa discussione ci può stare. Di più: a volte si può e si deve esplorare un nuovo mezzo per poi arrivare a dire delle cose con quello, il rischio però di "innamorarsi" del mezzo è sempre dietro l'angolo. I mezzi di espressione creativa sono tantissimi, la fotografia produce una figura bidimensionale, altrimenti non è fotografia, e al pari di altre espressioni che hanno dei limiti loro , anche la fotografia ne ha. |
user78182
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inviato il 13 Marzo 2016 ore 9:09
Volendo esprimere un mio parere succintamente, penso che negli ultimi tempi nel campo della fotografia si stiano esplorando diversi modi per catturare l'attenzione della gente nella maniera piu' efficace, comunicare con essa e trovare una nuova quanto valida espressione d'arte. |
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