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inviato il 10 Giugno 2016 ore 0:58
“ Ecco perché ho fatto la battuta sulle stufe a legna, perché in teoria è un combustibile rinnovabile, ma se non si rinnova velocemente quanto si consuma allora non è poi realmente rinnovabile „ Non è proprio così... La legna si rinnova, basta darle tempo. Almeno in Italia c'è un regolamento ben preciso e zone prestabilite da tagliare: la collina viene decimata durante la stagione fredda. Poi vengono piantati i semi dei nuovi alberi e infine devono passare 20 anni prima che si possa di nuovo tagliarli. Lo so perchè avevo una stufa a legna (scelta da non fare mai perchè è una rottura di palle infinita) e me lo ero chiesto anche io... |
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inviato il 10 Giugno 2016 ore 9:37
Purtroppo l'uomo percorre sempre la strada più conveniente, l'unica soluzione è rendere il riciclo conveniente "economicamente" al singolo e punire i comportamenti scorretti. Ma questo per i paesi ricchi, nel terzo mondo, dove il problema è sopravvivere, l'ecologia è l'ultimo dei pensieri, ma loro sono miliardi e la terra è una per tutti. IL problena dovrebbe essere affrontato in maniera globale e non pensando al nostro orticello. Esempio: noi ci preoccupiamo di quello che scarichiamo in mare e poi lasciamo che le grandi navi in disuso siano dismesse nei paesi poveri (a noi conviene) senza nessuna precauzione senza la minima idea di corretto smaltimento!! La saggezza dei nativi americani, come quella di tutti i popoli che ancora oggi vivono a contatto con la natura purtroppo per noi è ormai solo un qualcosa a cui diamo un valore "folcloristico". Arriverà il giorno in cui dovremo fare i conti con le risorse disponibili, e credo che non sarà un bel giorno.... |
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inviato il 10 Giugno 2016 ore 10:33
Carissimi , per questi motivi e non solo, proprio gli americani stanno cominciando a pagare......per cio' che hanno fatto....il problema e' che pagheremo tutti. Mau intanto stiamo mangiando il pesce condito con plastica e carta che regolarmente immettiamo nell'ambiente in grosse quantita'.... ciao |
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inviato il 10 Giugno 2016 ore 10:37
“ Carissimi , per questi motivi e non solo, proprio gli americani stanno cominciando a pagare......per cio' che hanno fatto....il problema e' che pagheremo tutti. „ Non è che noi europei, prima di loro, abbiamo fatto di meglio in Africa, in Asia etc... |
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inviato il 10 Giugno 2016 ore 12:09
“ " Ecco perché ho fatto la battuta sulle stufe a legna, perché in teoria è un combustibile rinnovabile, ma se non si rinnova velocemente quanto si consuma allora non è poi realmente rinnovabile" Non è proprio così... La legna si rinnova, basta darle tempo. Almeno in Italia c'è un regolamento ben preciso e zone prestabilite da tagliare: la collina viene decimata durante la stagione fredda. Poi vengono piantati i semi dei nuovi alberi e infine devono passare 20 anni prima che si possa di nuovo tagliarli. Lo so perchè avevo una stufa a legna (scelta da non fare mai perchè è una rottura di palle infinita) e me lo ero chiesto anche io... „ Ma tu quanti boschi hai visto crescere in vita tua? Io un paio, e mi rendo ben conto che tutta quella legna si può bruciare in un inverno. Tra l'altro, se non innaffi e curi bene le piante non cresceranno mai. Quindi produrre legna è in realtà molto oneroso. Finché si tratta di prenderla dalla potatura è un conto ma altrimenti è pura follia. Infatti a nessuno è mai venuta l'idea di fare una cosa del genere per guadagnarci perché è folle. Solo con finanziamenti pubblici e imbrogli si mettono su aziende di questo tipo, finalizzate alle ruberie. In realtà quasi tutto il legname che si consuma nelle stufe viene dall'estero e proviene da abbattimenti selvaggi. |
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inviato il 12 Giugno 2016 ore 12:09
“ Ma tu quanti boschi hai visto crescere in vita tua? „ Nella mia zona si vedono di frequente. Spesso le colline hanno zone deserte o con alberi piccoli. Li ho anche fotografati. La legna che prendevo io arrivava da uno di questi boschi e non credo proprio che in Italia arrivi dall'estero, visto che il rapporto spesa per il trasporto/valore della legna è decisamente a sfavore e visto che il nostro paese è anche pieno di boschi. Inoltre produrre legna non è affatto oneroso. Se lo fosse la legna costerebbe molto di più del prezzo attuale (1 quintale sui 12 euro). In generale quello che stai tirando fuori è un falso problema, anche se siamo nell'italietta bingo bongo e bla bla bla i regolamenti sono ben precisi e ben rispettati. Almeno nelle mie zone. E' anche evidente: se non ci fossero regolamenti, i boschi nostrani sarebbero già spariti da tempo. Il problema nascerebbe se, per assurdo, chiunque in italia usasse una stufa a legna. A questo punto il rapporto produzione/richiesta sarebbe fuori equilibrio. Ricordo che io nei mesi invernali bruciavo 1 quintale a settimana... Non oso imaginare cosa accadrebbee se ogni italiano bruciasse 4 quintali al mese... |
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inviato il 12 Giugno 2016 ore 15:19
Ma guarda, stai lavorando molto di immaginazione...
 Spero si veda l'immagine, comunque i dati dicono che il 93% del legno grezzo viene importato dall'estero! L'Italia è i maggior importatore mondiale di legna da ardere! La nostra disponibilità di legname è esaurita da secoli. Da sempre il percorse del legno avviene da zone poco abitate verso zone densamente abitate. Faccio l'esempio della Sardegna, regione poco densamente popolata, quasi come la Val d'Aosta: fino a 2-3 secoli fa era in gran parte ricca di boschi quasi impenetrabili, su tutte le zone montuose. Col regno di Sardegna dei Savoia e con l'unità d'Italia è stata utilizzata come legnaia d'Italia per realizzare le ferrovie, infrastrutture, carbone etc. ora è quasi tabula rasa. Di boschi ne rimangono pochi e solo in pochi casi le piante tagliate sono state sostituite con pini. Che non mi sembra un buon cambio sostituire le querce coi pini... ma è meglio di nulla. Nel resto d'Italia il legname si sarà esaurito da secoli prima. Per questo tutti i rincipali boschi sono diventati parchi o zone protette dove neppure ti lasciano fare la potatura. Poi anche dal prezzo, un quintale 12 euro, ci si può ben rendere conto che a cifre così basse nessun italiano pianterebbe boschi per poi smazzarsi una tonnellata di legna dalla piantina alla consegna a domicilio per 120 euro?! Pagandoci spese, attrezzature, autorizzazioni e tasse? Ma siamo pazzi? Un operaio costa 200 euro al giorno! A quei prezzi si trova la legna arrivata dall'estero in pezzi già tagliati da un metro circa, che qui viene frammentata ulteriormente, oppure si tratta di potature da alberi di qualcuno, venduti e tagliati in nero, ma per modeste quantità sufficienti per l'utilizzo in campagne e paesini, non per il grande consumo. |
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inviato il 12 Giugno 2016 ore 16:34
“ Di boschi ne rimangono pochi e solo in pochi casi le piante tagliate sono state sostituite con pini. Che non mi sembra un buon cambio sostituire le querce coi pini... ma è meglio di nulla. „ Decisamente non è un buon cambio, sia per il fatto assurdo di chiamare poi "ripristino ambientale" una cosa che non lo è (a meno di camuffare i pini per querce ), sia se lo si vuol guardare dal punto di vista di un futuro utilizzo, sia pur controllato, per ricavarne legna da ardere: il pino di qualunque specie non è molto valido come combustibile, fosse picea sarebbe differente, ma non credo sopravvivrebbe bene in Sardegna. Insomma, sarebbe come piantare querce da sughero qui in Valle di Fiemme. In effetti l'utilizzo del legno come combustibile è ormai valido solo nelle zone, come appunto il Trentino, che ancora riescono a commercializzare il proprio legname anche per costruzioni (con ben altri prezzi), controllandone rigorosamente abbattimenti e reimpianti, e dove rimane una discreta scorta di materiale non altrimenti utilizzabile se non per riscaldamento. Ma anche in queste zone la cosa funziona solamente se ne viene fatto un utilizzo integrativo di altre forme di riscaldamento, altrimenti si finisce per dover comunque importare materiale (cosa che già avviene nei grossi impianti di teleriscaldamento, partiti con l'idea di utilizzare gli scarti delle segherie e finiti per importare legna da ardere o utilizzare metano). Senza contare che, comunque, il legname viene spesso bruciato senza preoccuparsi troppo di farlo secondo modalità corrette e tenendo regolarmente controllati e puliti impianti e camini (ma questo è un problema soprattutto di cultura e di educazione civica e ambientale), con l'insorgenza di discreti problemi di inquinamento, soprattutto da polveri per la combustione spesso fortemente incompleta del materiale. L'idea che anima la gente è che "in fondo si è sempre fatto così"; il ché è pur vero (infatti gli incendi da surriscaldamento dei camini non si riusciva nemmeno a contarli nei secoli scorsi ), ma un conto era comportarsi in quel modo quando in paese vivevano quattro gatti, ben diverso è continuare con quei comportamenti adesso che solo a Predazzo vivono 5000 abitanti. |
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inviato il 12 Giugno 2016 ore 17:40
Che poi un tempo i ricchi potevano bruciare legna a volontà, ma la gente comune ai tempi dei nostri genitori bruciava magari 3 kg. di carbone al giorno e i poveri ancora meno, cifre ridicole al giorno d'oggi. Ovviamente non mi riferisco a zone ricche di alberi e legna dove ne avevano abbastanza ma la vendevano anche. Un tempo chi viveva dalla campagna stava meglio di molti cittadini... |
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inviato il 13 Giugno 2016 ore 14:03
Nel mio paese scorre un fiume, l'Albegna, dalle vecchie foto e dai racconti dei nonni si capisce che l'argine del fiume era solo sasso, i vecchi andavano li a fare la legna. Ora invece c'è una folta boscaglia, in alcuni casi anche pericolosa in caso di piena. |
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inviato il 13 Giugno 2016 ore 14:55
C'è anche da dire che oggi, per proteggere qualsiasi cosa, ci sono leggi, divieti, enti preposti etc., morale della favola non si possono tagliare neppure le canne, che sono una specie infestante, ormai è un problema anche bruciare le sterpaglie o trasportare le ramaglie da qualche parte perché ci vogliono documenti, formulari etc. e ci sono grosse multe. Insomma c'è una burocrazia che a conti fatti anziché tutelare l'ambiente lo sta compromettendo. |
user62557
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inviato il 07 Luglio 2016 ore 6:26
Grazie a te Lory.. e a tutti.. per aver condiviso... |
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inviato il 07 Luglio 2016 ore 12:29
“ Gli Indiani d'America erano purtroppo d'intralcio all'egemonia dell'imperialismo tecnologico di cui la cultura anglosassone era portatrice. „ e per questo i visi pallidi uccisero tutti i bisonti? |
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inviato il 07 Luglio 2016 ore 17:02
Caro Rinaldo i bisonti vennero praticamente sterminati un po per la carne ma soprattutto per divertimento, organizzavano viaggi con il treno per fare queste mattanze. Gli indiani si sono trovati defraudati delle terre e del cibo e dunque lottavano contro questo scempio. |
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