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Nella stessa sede della mostra di Vivian Meyer, ben allestita. Autore interessante, sicuramente di spessore, sicuramente con un percorso di vita originale. Secondo me ne vale la pena; collateralmente numerose iniziative future
Interessante questo thread, me l'ero perso, colpevolmente perso. Ah no, non me l'ero perso... all'epoca in cui questo thread è stato aperto e chiuso io non ero ancora iscritto
Autore molto interessante per l'uso del colore abbinato a situazioni che il colore lo esaltano... e viste che quelle NON sono le situazioni che esaltano il colore, il fatto che egli ci sia riuscito dimostra una cosa che pare essere passata non vista: Saul Leiter aveva una conoscenza delle Kodachrome davvero non comune. In altre parole egli non si limitava ad adoperare il colore quando l'establishment aveva, sua sponte, stabilito che solo il B&W era la FOTOGRAFIA... egli adoperava il colore in quelle situazioni in cui tutti gli altri usavano il B&W proprio perché esso ti assicurava il RISULTATO... a differenza del colore! Insomma gli altri, Cartier Bresson, Evans e tutto il resto della compagnia cantante, preferivano giocare sul sicuro... Leiter invece apriva una nuova strada. Notevole... come uomo, prima ancora che come fotografo
Vista la mostra alla Villa Reale di Monza domenica scorsa: un autore veramente importante, che purtroppo conoscevo solo per sentito dire. Mi è piaciuto sia per la fotografia che per la pittura.
Ciao a tutti il colore in quegli anni in effetti era quasi un eccezione, ed a proposito di pionieri di questa tipo di pellicola, per chi non lo conoscesse, vi segnalo il lavoro di Ernst Haas . Se trovate il suo 'Color Correction' capirete cosa era la Kodachrome.... ;-)
Qui l'elenco (purtroppo fermo all'epoca della cancellazione dal forum di Filiberto) degli autori, che andava stilando da quando si iscrisse: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2180076
La mostra "Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia" è in corso a Palazzo Pallavicini di Bologna. L'esposizione è aperta fino al 19 luglio. Molte stampe B/N originali, dagli anni '50 ai '70
Di Saul Leiter ho due libri, uno sulla produzione a colori ed uno in B/N con foto ritratti femminili in atteggiamenti intimi delle sue amate ospiti del suo studio. Se sono belle quelle a colori i nudi in b/n non sono certo da meno, anzi...
Ciao a tutti il colore in quegli anni in effetti era quasi un eccezione, ed a proposito di pionieri di questa tipo di pellicola, per chi non lo conoscesse, vi segnalo il lavoro di Ernst Haas . Se trovate il suo 'Color Correction' capirete cosa era la Kodachrome.... ;-)
Come già da quelle di Leifer anche dalle fotografie di Haas traspare evidente, oltre alla palese maestrìa dell'autore nell'uso del colore, chiaramente, anche quella che di fatto era la caratteristica precipua delle pellicole Kodachrome. Quella cioè di non avere un Rosso davvero rosso e al suo opposto un Giallo davvero giallo, ma anzi le due gradazioni estreme di un unico, grande, solare e pertanto ancor più coinvolgente, Arancione.
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