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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 17:40
“ La "scienza" della gestione del colore. Tralasciando i guru e i guretti mi permetto di suggerire due letture „ Ma cosa è? La tua personale crociata contro la gestione del colore? |
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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 18:04
I Guru posso capire chi sono, ma è sui guretti che nutro qualche dubbio
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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 18:09
Per sempre nell'immaginario collettivo di ogni tecnico :
 Che tempi; quelli sì che erano guru. |
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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 18:12
Ma voi il rosso del post di Raamiel come lo vedete?   |
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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 18:30
@Lupolu ma quando attacchi il monitor all'asus, o al mac lo profili? con gli stessi parametri? Seconda cosa usa photoshop, guarda la foto in srgb su mac con eizo e asus con eizo, la devi vedere uguale. Considera che la foto che stai guardando non ha profilo, quindi su safari te la fa vedere in srgb, in photoshop dipende da cosa imposti, quindi può variare in base alle tue preferenze, in automatico se non c'è profilo alla foto la visualizzi con lo spazio colore di lavoro. |
user102065
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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 19:08
@Raamiel come potrei mai prendermela con una disciplina? Il problema sono gli × che la praticano e che spesso si fanno pagare per riciclare nozioni a cui si può attingere gratuitamente o per scimmiottare alcuni esperti (quelli sì) d'oltre oceano. Poi basterebbe leggerli davvero quegli studiosi seri del problema per scoprire quante meno certezze abbiano rispetto alle nostrane scimmiette petulanti. Se avete tempo leggete anche soltanto le prime pagine di Photoshop Color Lab di Dan Margulis e vi troverete subito la considerazione che purtroppo le immagini stampate nel libro e quelle contenute nel cd non corrispondono e questo non per qualche capriccio o ignoranza, ma semplicemente perché non possono corrispondere. Dan Margulis lo sa e non ne fa un mistero. Del resto non ha colorimetri o monitor da vendere e quindi non apre i seminari attribuendo a simili oggetti poteri sovrannaturali. Ma lascio il discorso che ho già affrontato. Come promesso non torno sull'argomento che per me e altri è chiaro. Mentre è inutile renderlo chiaro a chi è in malafede. |
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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 20:23
Ma chi è in malafede? io? fai i nomi... è inutile lanciare il sasso e poi nascondere la mano. Parli per allusioni, guru, guretti, gente che scimmiotta dei veri esperti (ovviamente oltreoceano, gli esperti veri sono sempre oltreoceano), scimmiette petulanti.... Ma parla chiaro, che ti è successo? ti hanno venduto un corso farlocco? ti hanno appioppato un colorimetro senza spiegarti a che serviva? ci sei cascato e ti brucia? Fai outing, condividi l'esperienza. Ma è inutile che tiri fango senza mirare accomunando tutti; perché tu fai di ogni erba un fascio già dal momento che dici che gli esperti sono oltreoceano, quindi quelli che sono qua tutti scimmiette... Ma tu credi che Dan Margulis sia un genio che noi ci sogniamo? che abbia scoperto da solo la gestione del colore? che lo spazio Lab lo abbia inventato lui? o che si sia inventato tutta la matematica necessaria? No... ha fatto come tutti noi, ha studiato; cioè, per dirla come dici tu, ha scimmiottato altri. Pensi che non abbia mai detto cazzate il buon Dan? Le ha dette, le ha dette, le ha pure scritte. E credi che lui non abbia interessi di bottega? Pensi che i corsi che fa e libri che scrive siano gratis per il buon cuore? Se tu avessi frequentato un corso di Margulis adesso staresti qui a dire le stesse cose; che è un guretto, che scimmiotta, che quelle cose le potevi leggere in un libro. Ma va?? Se ad esempio trovi un articolo sulla CAT Bradford scritto da qualcuno su internet da dove pensi che arrivino quelle nozioni? Che tu le trovi su Wikipedia, spiegate in un post qui sui forum, o in un corso, sempre dalla documentazione originale arriveranno, no? Quindi... se hai trovato il furbone che te lo ha piazzato nel baugigì; spiace, ma non siamo stati noi. |
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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 20:30
“ @Lupolu hai perfettamente ragione! „ No, Lupolu ha sbagliato moltissimo (e se leggi le risposte che ha avuto capirai anche dove e come e perché). E EmilLask ha sbagliato anche i tempi, visto che ha risposto a una discussione di un anno fa. |
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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 21:20
Oltre che i tempi anche i toni. L'educazione ogni tanto paga. Vabbè. |
user102065
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inviato il 22 Dicembre 2016 ore 5:02
@Ankarai in quale passaggio sarei stato maleducato? Grazie. Perché non è nel mio stile esserlo e quindi non ho difficoltà a scusarmi se fosse accaduto. |
user102065
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inviato il 22 Dicembre 2016 ore 5:04
@Trystero la discussione è ancora aperta. |
user102065
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inviato il 22 Dicembre 2016 ore 5:21
@Raamiel, buon Raamiel mi costringi ad intervenire perché ho il cuore tenero. Perché ti infervori così tanto? Ho già scritto che la gestione del colore è una disciplina come altre e che se studiata e divulgata seriamente contiene molti spunti utili. Se, invece, diventa un insieme di certezze assolute capaci di risolvere tutti i problemi, allora è una × pubblicitaria come altre. Ho già scritto che ammiro la tua (Raamiel) disponibilità e la ricerca di soluzioni e tu continui ad interrogarti sull'eventualità che possa essere il destinatario di alcune mie considerazioni. Dici che anche in Italia ci sono geni della disciplina che hanno prodotto lavori originali e io posso anche essere felice, ma devo constatare che vivono piuttosto nascosti. Perché i più famosi non fanno in tempo ad aprire bocca che devono dire di essere amici personali di Dan Margulis, inserire nei blog lettere di Dan Margulis, mostrare filmati mentre passeggiano e parlano con Dan Margulis, vendere gli stessi filmati che Dan Margulis ha messo gratuitamente a disposizione sul suo sito e molto altro ancora. Che anche Dan Margulis sbagli o possa sbagliarsi credo lui lo sappia e per questo lo apprezzo. Aggiungo che Margulis non si è mai sognato di dare lezioni ai fotografi, quanto piuttosto agli stampatori e del resto le immagini di esempio che spesso utilizza sono brutte foto, non soltanto nella gestione del colore, che poi lui mostra come correggere. E lui ne è consapevole, lo dice apertamente. In conclusione, spero, Raamiel non ti sentire tirato per i capelli (come sai su molti aspetti non condivido le tue scelte e su molti altri sí) e anzi se hai la possibilità di rendere pubblici i maestri italiani della gestione del colore, che non abbiano bisogno di premettere ai loro titoli l'amicizia con Dan Margulis o che, peggio, abbiano saccheggiato il lavoro di Margulis senza neppure citarlo (mi è capitato addirittura un videocorso a pagamento che fa proprio questo), farai opera meritoria. |
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inviato il 22 Dicembre 2016 ore 11:13
Veramente sei tu che sei infervorato da una guerra privata contro dei mulini a vento. Ancora non si è capito cosa ti abbia fatto la gestione del colore. “ Se, invece, diventa un insieme di certezze assolute capaci di risolvere tutti i problemi, allora è una × pubblicitaria come altre. „ In che senso? Quali certezze e quali problemi? In Italia abbiamo molte menti eccellenti, come del resto in tutta Europa; non c'è affatto bisogno del solito mito dell'oltreoceano. Qualche nome italiano? Mauro Boscarol, Caludio Oleari, Pietro Polato, Giuseppe Varalda, Alessandro Farini, Maria Luisa Rastello, Sabina Battaglino, Adriana Fiorentini, Mario Armenise. E tanti altri che non ricordo ovviamente; tutta gente di alto livello che non mi risulta abbiano millantato amicizie con chissà chi. Ma tu fai confusione tra gestione del colore e color correction. Se hai un problema che falsi esperti e imbonitori non sono riusciti a risolvere, esponili qui, magari troviamo la soluzione. |
user102065
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inviato il 22 Dicembre 2016 ore 11:30
@Raamiel ancora sul "tu fai confusione"? Conosco la differenza tra color management e color correction, fidati. Con Mauro Boscarol ho avuto contatti in passato e proprio perché è uno studioso è consapevole di quanto difficile sia la questione. Alcune citazioni, che ho riportato, come avrai certamente compreso, conoscendo tu benissimo tutto il lavoro di Boscarol, erano tratte proprio da sue pubblicazioni. Ho proprio da lui preso spunto per affrontare la questione del "mito della corrispondenza colore" tra periferiche e supporti diversi. Aggiungo che Boscarol non dice di avere ricette per i fotografi né di essere un esperto di fotografia. Anzi, ad una mia domanda ricordo che mi piacque molto la sua risposta: quel che conta è che la stampa ti piaccia, secondo il tuo gusto fotografico, non quanto sia corrispondente a quel che vedi a monitor! Cosa diversa evidentemente per un tipografo o un grafico che devono fare corrispondere i colori di un marchio o di un prodotto a quelli brevettati. Ti ringrazio per gli altri nomi che provvederò a conoscere meglio e a cui proporrò il mio punto di vista. Ti riferirò dopo se anche loro lo considereranno "bizzarro" o compatibile con una sana visione della gestione del colore in ambito fotografico. |
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