user46920
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inviato il 04 Dicembre 2015 ore 15:21
“ Per avere a fuoco da pochi cm al'infinito, in caso di obiettivi meno estremi, preferisco il focus stacking. „ Il discorso non è quello. La distanza iperfocale dipende e varia in base a specifiche scelte preventive. Ivan, è logico che se ad ogni foto faccio tre o quattro scatti su piani di interesse, poi avrò la possibilità di fare dei collage ultranitidi, quindi non avrò nessun interesse a prendere in considerazione l'iperfocale a singolo scatto, ma il topic verte sull'Iperfocale e credo sia interesse di Stefano comprenderla in ogni sua forma. ... credo |
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inviato il 04 Dicembre 2015 ore 15:30
Se vuole fare degli scatti alla propria ragazza con un 35mm da usare in iperfocale hai ragione, forse è necessario capire cosa sia l'iperfocale. Magari non mi sto spiegando, lungi da me nn voler far capire a qlc cosa sia, ma dal lato pratico è importante a mio avviso sottolineare quando si possa usare e non solo cosa sia teoricamente. Ho fatto centinaia di scatti con ogni grandangolo posseduto per verificare quando convenisse usarla e nella mia esperienza è utile solo dai 16-18mm in giù, infatti attualmente la uso solo col voigtlander 12mm che su m8 diventa un 16...col Sem 18 (24mm equivalente) i risultati sono migliori con la maf a stima se il soggetto è vicino ed importante o con la maf all'infinito per panorami classici....poi ognuno fa come meglio crede. |
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inviato il 04 Dicembre 2015 ore 18:49
Forse ho sbagliato a scrivere della "foto alla mia ragazza",Ivan, ti ha fatto pensare ad un tipo di foto che nn avevo in mente, nn farei mai un ritratto con l iperfocale, io parlavo solo della scala delle distanze nient altro, che da quello che ho letto tu posizioni l infinito sul segno del diaframma "sedici" e l altro segno "sedici" ti dice da quanti metri inizia la profondità di campo che si estenderà fino all infinito, ovviamente con diaframma 16... Sembra semplice, l unico modo per vedere se funziona e cm funziona sarà provare... |
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inviato il 05 Dicembre 2015 ore 4:11
Ciao Stefano, scusa se ho frainteso il tuo messaggio. Per quanto riguarda come scatto posso dirti che nn uso quasi più f16 (da quando sono passato a Leica sono certo di nn averlo mai adoperato), preferisco anche in paesaggistica diaframmi più aperti e compresi tra f8 ed 11. Ho visto che la pdc è più che accettabile e migliora il dettaglio perché si è più lontani dalla diffrazione. Ad f16 scattavo col 14mm Samyang e li adoperavo l'iperfocale impostando la maf a 2m e con questi parametri andava ottimamente..,ma era un 14mm Con focali meno estreme la situazione è totalmente diversa ed a mio avviso la maf a stima o quella all'infinito sono nettamente migliori. |
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inviato il 05 Dicembre 2015 ore 5:14
Grazie del consiglio, nn mi resta che farmi delle prove e vedere quale sistema mi darà risultati migliori! |
user46920
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inviato il 05 Dicembre 2015 ore 9:57
“ io parlavo solo della scala delle distanze nient altro, che da quello che ho letto tu posizioni l infinito sul segno del diaframma "sedici" e l altro segno "sedici" ti dice da quanti metri inizia la profondità di campo che si estenderà fino all infinito, ovviamente con diaframma 16... „ Si, è esatto, finziona così !!! Però bisogna tenere conto di due cose importanti che complicano leggermente le cose: 1) ogni obiettivo ha una chiusura diaframma prestabilita con la quale raggiunge la massima incisività e resa generale, oltre la quale l'immagine tenderà a peggiorare. 2) le tacche sul barilotto indicano le distanze pre-calcolate con un CdC preimpostato dalla casa e che in genere corrisponde al limite massimo. - In base al punto 1 è praticamente ideale (se non obbligatorio) utilizzare proprio quel diaframma, per sfruttare la miglior resa della lente. Se però l'obiettivo è di quelli che privilegia le aperture massime (in genere i Tele e i medio Tele da ritratti, ma anche altri obiettivi - quindi è meglio conoscere la propria attrezzatura) è logico che chiudendo a f/16, la resa generale farà "schifo" in qualsiasi situazione di maf rispetto ai soggetti !!! - In base al punto 2 la scala rappresenta il limite massimo: ovvero, quello che ti da una distanza più prossima, ma anche una resa peggiore. Per questo sarebbe meglio, volendo generare un file migliore, utilizzare un valore di diaframma inferiore di 1 o 2 stop (fai prove e vedi) per decidere un distanza meno prossima, ma che porti ad un risultato migliore. Faccio un esempio pratico: Sto usando su FF una lente da 40mm che lavora al meglio a f/8 e voglio riprendere un paesaggio con un lago e dei monti sullo sfondo. Sulle tacche c'è quella del f/16 che mi indica da Infinito a 170 cm e la maf si posiziona naturalmente a 340 cm (3.4 m). Se voglio seguire il concetto del punto 1 dovrò innanzitutto osservare le tacche del diaframma f/8 e quindi mi si sposterà la ghiera del fuoco tra Infinito e 340 cm, posizionando stavolta la maf naturalmente a 6.8 metri !!! Seguendo adesso il punto 2 e volendo migliorare la nitidezza di 1 stop è sufficiente utilizzare le tacche corrispondenti a f/5.6 ma poi per lo scatto usare il diaframma f/8 In questo modo dovrò girare la ghiera di maf per far coincidere le tacche del 5.6 da infinito a 4.8m, col piano di fuoco naturalmente spostato a 9.5 metri !!! Se voglio migliorare ancora la nitidezza di uno stop (è preferibile, istruttivo e divertente, fare delle prove tra 0 stop e -2 stop a passi di 1/3 per trovare la posizione che ci aggrada di più), procedo come prima, ma in questo caso mi trovo la messa fuoco a circa 14 metri e la zona coperta dalla pdc sarà tra 7m e l'Infinito Tutta la zona da 1.5 e 7m purtroppo esce dallo spazio della pdc utile, ma la profondità da 7m all'infinito, sarà maggiormente nitida rispetto all'utilizzo del diaframma f/16 !!! |
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inviato il 05 Dicembre 2015 ore 14:44
Waw che bella spiegazione! Grazie mille dei suggerimenti sicuramente mi torneranno e ritorneranno utili! |
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inviato il 05 Dicembre 2015 ore 14:47
Cmq si il discorso mi interessava dai 50/35 mm su ff in giù , sui tele nn mi interessa nn credo mi servirà mai... |
user46920
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inviato il 05 Dicembre 2015 ore 15:24
“ Waw che bella spiegazione! „ grazie del feedback il meccanismo funziona anche con i tele e con tutte le altre focali, ma per ognuno cambiano i valori di maf (naturalmente) |
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