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ok Angelo, ho capito, ma rifletti, non è determinante. pensa per esempio se un ebreo avesse avuto una fotocamera e avesse potuto documentare una deportazione in Germania senza preavviso. Nessuna conoscenza, nessuna informazione su un paese mai visto ma solo sentito per radio. La questione conoscenza non è necessaria in un reportage. questo credo.
Tutti quelli che sono questi nostri punti di vista hanno una verità, perché probabilmente non esiste una regola fissa.
Il fatto di fare una ricerca di quello che si sta andando a fare è giusto, ma anche no, ma probabilmente è meglio.
Il fatto che una rivista tolga una foto è dettato dal taglio della rivista stessa, un altra rivista magari non la toglierebbe. Di sicuro quella foto scartata ma buona è meglio averla fatta piuttosto che no. Comunque sia potevano venire tutte foto belle con il giusto significato che si incastravano perfettamente.
user61069
inviato il 27 Novembre 2015 ore 13:31
che non sia determinante dipende... ora secondo me ci stiamo un pò masturbando sulle parole, secondo me è necessaria , come sono necessarie altre cose, se hai una sola qualità sei limitato, se ne hai tante sei sicuramente avvantaggiato rispetto a chi non ne ha nessuna o solo una, e aumenti di molto le possibilità di riuscita o di aumentare il livello del "prodotto". e ripeto, conoscere significa anche visitare, per come l'hai messa sul piatto tu, un reportage sul mio paese lo posso fare solo io, e non uno che viene da fuori perchè non ci vive, e una qualità non esclude l'altra... la mia è una precisazione non una contrapposizione... penso di avere una posizione ferma solo sulla questione "1 singola foto che parli da sola" che per me in un reportage è controproducente, poi un ottimo reportage si può fare anche con la famosa BDC, ma se ci metti metodo, lavoro e impegno hai più possibilità di fare più di un reportage di qualità....con la BDC se sei fortunato ne fai uno... ma per farne due devi essere mister fortuna.
“ un reportage sul mio paese lo posso fare solo io, e non uno che viene da fuori perchè non ci vive „
forse bisogna intendersi sul significato di reportage, vediamo Treccani:
reportage ?rëportàa??? s. m., fr. [der. del v. reporter «riferire»] . ? Nel linguaggio giornalistico, servizio di un cronista, di un corrispondente, di un inviato speciale su una situazione o un argomento particolare: r. giornalistico, televisivo; un r. di guerra. Per estens., r. fotografico, servizio fotografico (detto anche fotoreportage) effettuato a scopo giornalistico o documentario, nei luoghi in cui si verificano avvenimenti di attualità o si presentano situazioni di particolare interesse geografico, antropologico, naturalistico; in tal senso si parla di fotografia di r. in quanto genere fotografico a sé stante.
come vedi non si fa riferimento ad alcuna conoscenza preventiva. Anzi, ti dirò di più. se una persona è esperta, conosce una certa materia parte con le foto già in testa. Cercherà di interpretare quello che già ha studiato, che ha già guardato nei libri, vorrà porre accento su alcune cose che conosce (o crede di conscere perchè le ha incontrate nella cronaca, nella storia). c'è perfino il rischio che una volta sul posto, al posto di fare il reportage faccia un replace delle sue conoscenze.
user61069
inviato il 27 Novembre 2015 ore 13:53
io non sarei così netto e non mi darei troppe regole in questo senso...
è come alzarsi la mattina e vivere come in quello skecth di due dei cavalli marci che camminavano per il mondo trasportando un enorme pacco recitando ossessivamente il mantra: "pessimismo e fastidio"...
è un inutile fustigazione che non ci aiuta...
la treccani non fa reportage... divulga nozioni... chi ha aperto la discussione non vuole conoscere il "significato della parola reportage", ma indicazioni su come realizzarlo... sulla treccani troverai tutto sul motore a scoppio, ma nessun aiuto per diventare meccanico e imparare ad aggiustare i motori...
sempre più convinto che abbiamo sconfinato nelle masturbazioni celebrali sui termini che non ci porteranno da nessuna parte...
scusate l'assenza in questi giorni, ma credo di sentire più "mia" l'interpretazione di Angelo... secondo me e da quello che ho sperimentato in questi giorni, esserci e basta non è sufficiente, quello lo può fare chiunque (vedi youreporter) e secondo me ormai oggi non si può fare questo tipo di reportage che ormai è alla portata di tutti, credo sia meglio specializzarsi e conoscere a fondo un soggetto reportagistico... magari se ne scovano nuovi aspetti!
user61069
inviato il 01 Dicembre 2015 ore 12:50
ne approfitto per fare mia una frase di un amico fotoreporter che si riferisce al discorso "singola foto bellissima, tante foto collegate". facendo un parallelismo con la parola lui dice: se dici una parola stupenda come "libertà", o "felicità"... non hai detto nulla, se vuoi esprimere un concetto devi unire altre parole "non bellissime" ma che servono per dare un senso al tuo messaggio... ecco perchè una foto che "dica tutto", non è reportage, perchè non ha un fondamento indispensabile del reportage, cioè raccontare una storia e trasmettere un messaggio, libri o articoli di giornali con una sola parola io non ne conosco....
bella frase quella del tuo amico, ma dire libertà e basta non significa nulla. Basta leggere queste 2 frasi: la libertà dalla schiavitù rende tutti gli uomini migliori. nell'ora di pausa mi concedo la libertà di fumarmene una.
Una foto invece resta sola appesa in una parete ed è significante per quello che è. una foto DEVE essere autoreferenziale.
user30556
inviato il 01 Dicembre 2015 ore 13:23
Infatti... Chi ha stabilito il metro 1parola =1foto? Potrebbe anche essere 1parola =1pixel o che so io....
user61069
inviato il 01 Dicembre 2015 ore 13:55
@Ooo , a te masturbarti sulle parole ti piace proprio tanto! ti piace contorcerti sui significati letterali e contrari...
con simpatia eh!
cmq qui si parla come fare un certo lavoro, e per fare un muro chi meglio di un muratore? i filosofi e le enciclopedie lasciamole perdere va....
massì, lasciamo perdere i vocabolari, le parole, i filosofi, il web, e usiamo la mano per scattare, al massimo il cemento se sarà troppo secco lo stendi un po' meglio e se sarà liquido lo aggiusti con la cazzuola.
sono tutte seghe sulle parole, specie se le parole non coincidono con i nostri pensieri.
user61069
inviato il 01 Dicembre 2015 ore 17:05
no ti sbagli, qui si parla di lavoro, e il lavoro ha degli standard.
se sei un fotografo e lavori per un giornale puoi fotografare con una sola foto un fatto di cronaca e non avrai fatto un reportage, ma la tua foto entra nella sezione "foto news". se il tuo direttore ti chiede un fotoreportage devi portargli ALEMNO 4-5 foto, con un filo logico che li colleghi...
questo non è un pensiero.... è la realtà delle cose, sono le caratteristiche del fotogiornalismo. e se invece di portargli un reportage, ti presenti con una sola foto e citi un qualsiasi filosofo della storia a difesa della tua tesi, gli darai 2 motivi per licenziarti: 1. non hai svolto adeguatamente il tuo lavoro. 2. lo hai inutilmente annoiato e contestato.
stai applicando la filosofia in un campo e su una questione in cui è davvero fuori posto.
non voglio sminuire i tuoi pensieri, ma siccome con l'editoria ci lavoro, ti chiedo di fidarti di me quando ti dico che per un reportage una sola foto non va bene, il concetto di singola foto da appendere ad un muro e ammirarne la bellezza nulla ha a che fare con il reportage. il world press photo premia SEPARATAMENTE la foto più bella e il miglior reportage... sbagliano pure loro?
mi spiace che tu te la sia presa, ma penso che ti sia impuntato un pò troppo su una tua convinzione che in realtà non è minimamente accettabile, in quanto, quello che ho appena detto è abbastanza assodato e non troverai mai conferme di addetti ai lavori sulla tua tesi...
ascolta, ho inserito le mie foto dell'India nella categoria reportage di viaggio, ce ne sono più di 20, secondo te sono considerabili veramente come un reportage oppure sono solo foto singole?
user61069
inviato il 01 Dicembre 2015 ore 17:42
quello che fai tu sul sito di juza, permettimi, non dimostra nulla, conta quello che fanno i fotografi di professione... quelli che con i reportage ci vivono e vengono pagati per farli... il resto sono chiacchiere, e socrate era un filosofo non un fotografo, quindi credo che se proprio bisogna rifarsi a qualcuno per dimostrare le proprie tesi lo si deve fare citando o prendendo ad esempio bresson, capa, parr, koudelka, chi faceva e fa reportage, non un filosofo o un enciclopedia...
una singola foto non è un reportage!
si può discutere su tutto ma non sui punti fermi, altrimenti le discussioni sono sterili ed inutili...
ci sono diversi fotogiornalisti registrati in questo sito, consultali tutti e vedi cosa ti dicono... forse ti convincerai che stai sbagliando visto che a me non dai credito... o forse contesterai anche loro?
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