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Ritratti in situazioni di vita difficili


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avatarsenior
inviato il 20 Novembre 2015 ore 22:51    

invece lo condivido in buona parte, anche se non al 100% nei dettagli.
Ma potrebbe dipendere dal fatto che siamo stati in posti simili.
è una cosa che può far convergere le opinioni per presa diretta di realtà altre.

di sicuro far conoscere certe realtà disturba il sonno dell'infante.
quindi è un bene se l'infante è in realtà un adulto.

avatarsenior
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:00    

Leggo il national da sempre...anche prima dell'edizione italiana. Il sonno me lo disturba altro.

avatarsupporter
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:05    

parliamone...

Vorrei sapere perché non sei d' accordo sul fatto che essere poveri non vuole dire non avere dignità Eeeek!!!Eeeek!!!

Per parlare seriamente secondo me si deve andare sul concreto e mi chiedo se tu sia mai stato in Africa, India o in qualche altro paese del mondo erroneamente definito terzo.......
credo che solo avendo provato si possa sapere di quello che si parla
Le emozioni che ti regalano certi incontri sono indimenticabili proprio perché ti trovi di fronte a persone poverissime ma fiere, orgogliose e con grande dignità ( cosa forse inaspettata per chi si lascia condizionare dal pregiudizio e dai luoghi comuni ) ; magari non hanno nulla ma te lo offrono...

Non mi piacciono le generalizzazioni per cui facciamo degli esempi concreti..
Partendo dalle mie foto; se le conosci o se hai voglia di andare a darci un occhiata, ci terrei a sapere se tu ne trovi anche solo una in cui è lesa la dignità della persona che ho ritratto..... o che ti faccia pensare che sia una persona senza dignità........ nella foto o anche in quello che ho scritto nella didascalia.

avatarsenior
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:07    

Non ho mai detto che esser poveri significa non avere dignità. Ho detto che la dignità la perdono in quegli scatti rubati. Spesso si vergognano ma magari per un tozzo di pane regalato si prestano a farsi riprendere
Conosco le tue foto memy!!! Non sei certo tu!! Tu sei il perfetto esempio di come si dovrebbero fare

avatarsenior
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:12    

In vita mia ho fatto due scatti a persone disagiate.

Li ho anche postati in galleria.... non credo che ne farò più, perchè vivo la cosa in maniera contrastante.

In qualsiasi caso, in entrambe le occasioni, ho fatto in modo che il soggetto non fosse riconoscibile.

Questo è uno.

www.juzaphoto.com/galleria.php?t=1145408&l=it

avatarsupporter
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:15    

Tu hai detto di essere in totale disaccordo con quanto ho detto nel mio primo messaggio e la parte più importante era questa:

Una frase come questa " persone che non hanno nulla, nemmeno la dignità spesso. " mi fa pensare che sia frutto di un preconcetto e di sicuro è SBAGLIATISSIMA perché potranno anche non possedere nulla di materiale ma non gli fa certo difetto la dignità !!
anche perché la dignità non è proporzionale alla miseria delle condizioni di vita... si potrebbero fare esempi di persone ricchissime di tutto ma non certo di dignità.....

Per capire quello che ho detto basta entrare in un slum indiano, in una favelas sudamericana o in una baraccopoli africana.... "


L' importante è capirsi perché l' idea che si associasse povertà a perdita della dignità mi ha fatto innervosire...
Su questo sono d' accordo con te, anche io non sopporto le foto fatte senza il rispetto nei confronti del soggetto.

Mi è successo di discutere con persone che sono venute in viaggio con me per il loro approccio sbagliato nei confronti delle persone che stavamo fotografando, ogni tanto succede, ma è raro.....



avatarsenior
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:18    

dignità:
parliamo dei 3 tè, Africa.
ti invitano in una casa che da noi varrebbe quanto un'auto dal demolitore,
ti guardano negli occhi, contenti, mentre ti fanno accomodare nel posto migliore e fieri aspettano che l'acqua bolla sul fuoco.
poi mettono lo zucchero, il tè.
ti versano il tè in un bicchierino da cicchetto e alzano la caraffa un metro per fare schiuma e fare vedere quanto sono abili nel centrare il bersaglio con la preziosissima acqua.
il primo tè lega i denti, il secondo è medio, il terzo è molto dolce.
tutto alla pari
tu ospite, loro ospitanti, i 3 tè.
Da noi ormai si dimenticano anche di offrirti un caffè, gli... ...amici.
Lì questi sconosciuti ti danno la dignità d'essere un uomo, condividendo il fatto d'esserlo a loro volta.
Da noi se ti offrono il caffè nel frattempo sono arrivare 3 telefonate, una nel tuo cellulare e 2 in quello dell'ospite. "Scusa un momento..." e intanto si parla al telefono dividendo la nostra presenza con altre situazioni, in pratica facendo assenza. Lì nel frattempo ti hanno presentato la famiglia.

In poco tempo capisci che potresti tranquillamente appartenere alla categoria delle mer.de d'uomo, con il tuo benessere che ti asserve schiavo al mondo delle multinazionali cui sei ormai votato, e che la tua dignità è stata risvegliata più dal primo tè, quello che lega i denti, che non dall'ultimo.

user67902
avatar
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:21    

Nel Niger e nel Mali ho visto dita corrose dalla lebbra, giovani buttati sul tetto di casa sotto il Sole cocente che tremavano di freddo per la malaria, bambini con pance gonfie per la disproteinemia e con ernie ombellicali, un bambino sui 13 anni con idrocefalo che aveva un sostegno per reggere la testa.


peccato che quelle foto si vedano poco e non vengono portate come denuncia, però la foto di un bambino morto sulla spiaggia è girata parecchio, specialmente sui social, solo per far passare un messaggio.. pubblicitario
Accogliamo chi arriva, gli altri non esistono. Secondo me qui è il problema.
Non è il fotoamatore e/o fotografo di bassa lega, qui è chi sta ai piani alti a chiedere/decidere un certo tipo di foto necessarie

avatarjunior
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:30    

Amo molto la foto di reportage o denuncia. Detto questo, io trovo veramente misero e poco gratificante sia per il fotografo che il soggetto, l'esposizione del trofeo di persone in evidente stato di disagio e/o indigenza.

avatarsenior
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:34    

peccato che quelle foto si vedano poco

se vuoi vederle ci sono i giri per farlo
www.google.it/search?q=povert%C3%A0+in+africa&source=lnms&tbm=
la risposta ai mali del mondo spesso corrisponde all'atteggiamento di distacco, quando va bene.
Vedere certe immagini per chi ha condiviso direttamente fa un effetto differente. Per chi non ha mai condiviso può essere come vedere un alieno.

spesso dietro l'orrore per il così detto trofeo c'è la non accettazione della condizione altra. Prima di giudicare se la foto è un trofeo non dovrebbe conoscersi l'autore?

avatarsupporter
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:39    

quale era il messaggio pubblicitario della foto del bambino morto sulla spiaggia turca ?
secondo me quella foto, nella sua tragicità, ha colpito più di qualsiasi altra parola................. ed ha costretto molti ad un presa di coscienza...

avatarsenior
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:41    

già, ma il bambino che è dentro di noi è altamente disturbato da quella foto.

e c'è il rischio di non permettergli di restare bambino per i prossimi 50 anni.



user3834
avatar
inviato il 20 Novembre 2015 ore 23:42    

Gidi, prova a fare un viaggio in India o in Africa, vai in un villaggio povero e mettiti accanto a queste persone, scambia con loro dei gesti, fagli vedere la macchina fotografica e la maggior parte vorrà una foto. Spesso bisogna viverle le situazioni ;-)

avatarsenior
inviato il 21 Novembre 2015 ore 0:57    

VIAGGIARE DI PIU', PARLARE DI MENO.

user70122
avatar
inviato il 21 Novembre 2015 ore 4:00    

Se qualcuno di voi ha sky, spero che abbia avuto modo di guardare la lezione di ritratto di thorimbert che io approvo al massimo e che applicherei a qualunque branca della fotografia e a qualunque situazione fotografica: il ritratto è il frutto di un relazione. Troppo spesso facciamo foto perchè si "devono" fare, per la situazioncina...
Io credo che se in questo tipo di esperienze e di fotografia si crei un legami con chi si fotografa allora il discorso è un altro... Ho avuto l'occasione di conoscere un profugo nigeriano che se ne stava in disparte rispetto agli altri del suo gruppo, ci ho speso 2 ore per parlarci e ci siamo messi entrambi a nudo, magari non sarà lo scatto più bello del mondo, ma quello che deve raccontare lo racconta, soprattutto a me ogni volta che lo riguardo.

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